{"id":77076,"date":"2023-02-07T10:30:25","date_gmt":"2023-02-07T09:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77076"},"modified":"2023-02-06T13:31:07","modified_gmt":"2023-02-06T12:31:07","slug":"il-bangladesh-nella-contesa-tra-le-grandi-potenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77076","title":{"rendered":"Il Bangladesh nella contesa tra le grandi potenze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Simone Frusciante)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-77077\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/FB_IMG_1675686403076-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/FB_IMG_1675686403076-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/FB_IMG_1675686403076.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Bangladesh, che gi\u00e0 si trova ad affrontare una delicata situazione interna, sta diventando sempre di pi\u00f9 terreno di scontro tra le grandi potenze, Stati Uniti e Cina in testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli ultimi mesi sono stati molto concitati per il Bangladesh, sul piano della politica interna quanto delle relazioni internazionali del paese. In merito al primo aspetto, lo scorso dicembre la capitale Dacca e le altre principali citt\u00e0 bengalesi sono state scosse da una serie di forti proteste, guidate dal principale partito di opposizione, il Bangladesh National Party (BNP). Decine di migliaia di persone hanno chiesto le dimissioni della Prima Ministra Sheikh Hasina, leader del partito di governo Awami League, accusata di brogli elettorali alle ultime elezioni tenutesi nel 2018, e la convocazione di nuove elezioni libere, eque e trasparenti. Tutto ci\u00f2 mentre il Bangladesh si prepara ad un calendario politico molto denso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A febbraio si terranno le elezioni presidenziali, che sono indirette e coinvolgeranno solo i membri del Parlamento. Il vero appuntamento elettorale sar\u00e0 rappresentato dalle elezioni generali che si terranno tra la fine dell\u2019anno e gennaio 2024. Le principali candidate saranno la premier in carica Sheikh Hasina, che mira alla quarta rielezione consecutiva, e la leader del BNP Khaleda Zia, a sua volta ex Prima Ministra. Hasina e Zia, rivali storiche, hanno dominato la vita politica bengalese alternandosi, quasi senza interruzioni, alla guida del governo negli ultimi 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La complessa situazione politica va valutata anche alla luce del quadro economico del paese, sul quale pesano l\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia e dei prodotti alimentari, il rialzo dell\u2019inflazione e l\u2019adozione di una politica monetaria restrittiva, analogamente ad altri paesi della regione, anch\u2019essi vittima del rallentamento economico. Nel report 2022, le Nazioni Unite avevano previsto per il Bangladesh una crescita del 6,4% nell\u2019anno fiscale 2022-2023. Il dato \u00e8 stato poi rivisto al 6% nelle ultime proiezioni e il ribasso \u00e8 stato confermato dalle stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Ciononostante, c\u2019\u00e8 spazio per l\u2019ottimismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2021, infatti, il paese \u00e8 stato promosso dalla lista dei paesi meno sviluppati (Least Developed Countries, LDC) e si prevede che il passaggio alla lista dei paesi in via di sviluppo avverr\u00e0 nel 2026, due anni pi\u00f9 tardi del previsto a causa della pandemia di Covid-19 e del conflitto russo-ucraino. Risulta evidente che, affinch\u00e9 il paese possa progredire speditamente sulla strada dello sviluppo, \u00e8 necessario un governo solido e stabile, che sia considerato legittimo e democratico dalla popolazione bengalese e affidabile dagli osservatori esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul versante della politica internazionale, nel mese di gennaio il Bangladesh ha ricevuto un insolito flusso di visite dall\u2019estero, soprattutto da Stati Uniti e Cina, che stanno maggiormente concentrando l\u2019attenzione sul paese. Il 9 gennaio Eileen Laubacher, direttrice per l\u2019Asia meridionale al National Security Council ha incontrato il ministro degli esteri Abul Kalam Abdul Momen. La settimana dopo, il 14 gennaio, Donald Lu, l\u2019Assistente Segretario di Stato per l\u2019Asia centrale e meridionale era a Dacca per tenere una serie di incontri con esponenti del governo, membri dei partiti politici e leader della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da parte cinese, il 10 gennaio il ministro degli affari esteri Qin Gang, nominato di recente, ha effettuato una fermata intermedia all\u2019aeroporto di Dacca durante il suo viaggio verso l\u2019Africa, incontrando Momen. Di fatto, Qin ha realizzato la sua prima visita all\u2019estero, seppur non ufficiale, in Bangladesh. Il significato della visita \u00e8 chiaramente di riconoscere al paese un ruolo di primaria importanza nella politica estera cinese. Dopo la visita di Qin, in Bangladesh \u00e8 stata ricevuta una delegazione guidata da Chen Zhou, vicecapo del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Bangladesh, sin dalla sua indipendenza avvenuta nel 1971, ha sempre mantenuto una politica di non allineamento, impegnandosi ad intrattenere relazioni diplomatiche cordiali con tutti i paesi. Di recente, per\u00f2, tale politica \u00e8 stata posta sotto pressione dalle grandi potenze, il cui obiettivo \u00e8 di persuadere il governo bengalese a schierarsi. Gli Stati Uniti hanno pi\u00f9 volte avanzato al Bangladesh, riconosciuto come un partner fondamentale nell\u2019Indo-Pacifico, la richiesta di unirsi al Quadrilateral Security Dialogue, noto come QUAD, una partnership di cui fanno parte anche Australia, Giappone e India, che mira, seppur non in maniera dichiarata, ad un contenimento della Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da parte sua, questa ha chiarito che un\u2019eventuale decisione bengalese di aderire al QUAD danneggerebbe sostanzialmente le relazioni bilaterali. Pechino ha altres\u00ec esortato Dacca a far parte della Global Development Initiative (GDI) e della Global Security Initiative (GSI), aventi lo scopo di consolidare la Cina come leader politico ed economico globale. Finora, il Bangladesh \u00e8 comunque riuscito, non senza difficolt\u00e0, a mantenere una politica di equilibrio tra i due paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dacca non pu\u00f2 rinunciare alle relazioni n\u00e9 con Washington n\u00e9 con Pechino. Gli Stati Uniti sono al primo posto come singolo mercato di esportazione per i capi di abbigliamento preconfezionati made in Bangladesh (ready-made garments, RMG), settore nel quale il paese \u00e8 diventato un leader globale. Purtroppo, pesa sulle relazioni commerciali tra i due paesi l\u2019esclusione del Bangladesh dal General System of Preferences (GSP), il programma USA che permette di eliminare i dazi doganali su migliaia di prodotti provenienti dagli Stati designati. Il paese \u00e8 stato escluso dal GSP nel 2013 a causa della degradata situazione dei diritti dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si ritiene, per\u00f2, che gli Stati Uniti possano riconsiderare la propria decisione e che uno dei principali temi al centro delle ricorrenti visite da parte di diplomatici statunitensi sia proprio la riammissione nel GSP, che darebbe un forte rilancio ai legami economici bilaterali, anche alla luce della promozione dalla lista dei LDC del Bangladesh, che \u00e8 inoltre uno dei principali destinatari degli aiuti statunitensi in Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso tempo, anche la Cina rappresenta un partner chiave per il Bangladesh. Si stima che il commercio, gli investimenti e i prestiti provenienti dalla Cina verso il paese ammontino a oltre 60 miliardi di dollari, pi\u00f9 di ogni altro paese. Da soli, gli investimenti ammonterebbero a oltre 38 miliardi di dollari, facendo della Cina il principale investitore estero nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Bangladesh risulta essere strategico anche relativamente alla Belt and Road Initiative (BRI) cinese, lanciata dal Presidente Xi Jinping nel 2013, alla quale il governo bengalese ha aderito nel 2016, anno in cui i due paesi hanno elevato le relazioni bilaterali al livello di strategic partnership. Il Bangladesh \u00e8 il secondo destinatario dei prestiti cinesi nell\u2019ambito della BRI in Asia meridionale (dopo il Pakistan). Infine, va segnalato che la Cina \u00e8 l\u2019unico Stato con cui il Bangladesh ha finora firmato un accordo di cooperazione nel settore della difesa, ed \u00e8 anche il suo primo fornitore di armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella disputa tra Stati Uniti e Cina si inserisce un terzo attore, l\u2019India, il vicino pi\u00f9 prossimo del Bangladesh. I due paesi godono di relazioni molto strette, che risalgono all\u2019indipendenza bengalese. L\u2019India, infatti, ha combattuto al fianco dei bengalesi contro il Pakistan, permettendo all\u2019ex Pakistan Orientale di diventare indipendente con il nome di Bangladesh. Da allora, il paese \u00e8 stato saldamente incluso nella sfera d\u2019influenza indiana. Ci\u00f2 \u00e8 apparso particolarmente vero durante gli anni di governo di Sheikh Hasina, il cui partito Awami League \u00e8 fortemente supportato da Nuova Delhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Bangladesh ha contribuito a sradicare i movimenti per l\u2019indipendenza degli Stati indiani nordorientali, ha ospitato un corridoio economico che collega il nordest indiano al resto del paese e ha praticamente consentito all\u2019India di esercitare una forte influenza in tutti gli aspetti della vita bengalese. L\u2019India intende quindi sfruttare a proprio vantaggio la disputa tra Stati Uniti e Cina. Da un lato, l\u2019obiettivo primario di Nuova Delhi \u00e8 quello di contrastare l\u2019avanzata di Pechino nella regione, ma va detto che l\u2019India mal sopporta anche i continui richiami degli Stati Uniti relativi al rispetto dei principi democratici in Bangladesh, i quali vanno contro gli interessi del governo di Hasina (e dell\u2019India stessa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio in questo senso, l\u2019India ha assistito con interesse al duro scambio di battute verificatosi a dicembre scorso tra gli Stati Uniti e la Russia, che va anch\u2019essa ad inserirsi nel contesto bengalese. Mosca, infatti, ha aspramente criticato l\u2019interferenza statunitense negli affari interni del Bangladesh, in seguito agli appelli di Washington affinch\u00e9 il governo di Hasina svolga delle elezioni libere e democratiche, al contrario di quelle del 2013 e del 2018, che hanno ricevuto accuse di brogli. Gli Stati Uniti hanno respinto le accuse, sostenendo che la Russia dovrebbe ben guardarsi dal criticare altri paesi, in ragione della sua aggressione armata contro l\u2019Ucraina. Il governo di Dacca ha messo fine allo scambio di accuse affermando che n\u00e9 gli Stati Uniti, n\u00e9 la Russia o qualunque altro paese hanno diritto di interferire negli affari interni del Bangladesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia, come detto, \u00e8 un altro partner importante per il Bangladesh (e per l\u2019India). L\u2019allora Unione Sovietica (URSS) sostenne infatti l\u2019India durante la guerra di indipendenza bengalese e ancora oggi la Russia, come la Cina, finanzia il governo di Hasina. Inoltre, dallo scoppio della guerra in Ucraina, Mosca ha aumentato le forniture energetiche verso il Bangladesh, oltre ad aiutarlo nella costruzione della sua prima centrale nucleare (progetto nel quale \u00e8 stata coinvolta anche l\u2019India). Dacca, a sua volta, ha mantenuto una posizione di acquiescenza nei confronti della Russia, astenendosi nella maggioranza delle risoluzioni di condanna adottate dall\u2019ONU sul conflitto in Ucraina (come ha fatto anche Nuova Delhi). Si vede, quindi, come l\u2019India tenda a propendere verso gli Stati Uniti in chiave anticinese, ma non rinunci alla propria relazione con la Russia e a trarre vantaggio dalla presenza di Mosca nel contesto bengalese, in un articolato sistema di equilibri che il Bangladesh fa sempre pi\u00f9 fatica a reggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Asia #Bangladesh #Geopolitica\u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/iari.site\/2023\/02\/02\/il-bangladesh-nella-contesa-tra-le-grandi-potenze\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid02Rnr2jXqznRATmcPEqdAtPFAktUdbdNToiZEu19yGBrCxe6GbZ1Eu7NuCwoQ1dbzbl\/\">https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid02Rnr2jXqznRATmcPEqdAtPFAktUdbdNToiZEu19yGBrCxe6GbZ1Eu7NuCwoQ1dbzbl\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Simone Frusciante) Il Bangladesh, che gi\u00e0 si trova ad affrontare una delicata situazione interna, sta diventando sempre di pi\u00f9 terreno di scontro tra le grandi potenze, Stati Uniti e Cina in testa. 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