{"id":77113,"date":"2023-02-09T09:28:27","date_gmt":"2023-02-09T08:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77113"},"modified":"2023-02-07T18:32:37","modified_gmt":"2023-02-07T17:32:37","slug":"quale-futuro-per-la-siria-dopo-il-terremoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77113","title":{"rendered":"Quale futuro per la Siria dopo il terremoto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDEOVER (Andrea Muratori, Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/religioni\/turchia-e-siria-il-dramma-dei-luoghi-di-culto-distrutti-dal-terremoto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">terremoto del 6 febbraio<\/a><\/strong>\u00a0non ha di certo guardato al posizionamento di trincee e barricate. Ha colpito sia i territori siriani controllati dal governo che quelli in mano alle milizie. I cataclismi del resto ricordano a tutti il primato della natura su ogni aspetto umano.\u00a0<strong>Una scossa, un tifone o un\u2019onda anomala<\/strong>\u00a0sono capaci di travolgere tutto quello che l\u2019uomo ha creato o gi\u00e0 distrutto in una determinata area.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 piena di esempi di eventi naturali che hanno generato grandi cambiamenti politici. La domanda quindi adesso sorge spontanea: cosa accadr\u00e0 in Siria? Come evolver\u00e0 lo scenario di un Paese in guerra dal 2011 e che ancora oggi non riesce a trovare un minimo di pace?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<h2><strong>Il terremoto di Messina e gli effetti sulla politica internazionale<\/strong><\/h2>\n<p>La notte del 28 dicembre del 1908 una scossa di terremoto con epicentro nello stretto di\u00a0<strong>Messina<\/strong>\u00a0ha provocato la distruzione della citt\u00e0 siciliana e di Reggio Calabria. Con una magnitudo di 7.1 della scala Richter, il sisma ha generato anche uno tsunami amplificando cos\u00ec i danni e distruggendo molte comunit\u00e0 lungo la costa sia della Sicilia che della Calabria.<\/p>\n<p>Un dramma che\u00a0<a href=\"https:\/\/ingvterremoti.com\/2020\/12\/28\/il-maremoto-del-28-dicembre-1908-in-calabria-e-sicilia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha provocato pi\u00f9 di\u00a0<strong>75mila vittime<\/strong><\/a>. E che, sotto il profilo politico, ha lasciato strascichi molto importanti. L\u2019Italia ha infatti avuto una\u00a0<strong>solidariet\u00e0 internazionale<\/strong>\u00a0senza precedenti. A Messina, poche ore dopo il terremoto, sono arrivate navi russe in quel momento presenti in prossimit\u00e0 della Sicilia. Poi \u00e8 stata la volta di inglesi, francesi, greci e spagnoli. Il sindaco della Citt\u00e0 dello Stretto, alla vista del Re Vittorio Emmanuele III sbarcato la mattina del 30 dicembre, ha denunciato l\u2019arrivo dei russi prima ancora degli italiani.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-2\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Il governo non a caso \u00e8 stato oggetto di numerose critiche da parte della stampa nazionale. Il Regno d\u2019Italia, alla sua prima vera prova dal momento dell\u2019unit\u00e0, si \u00e8 dimostrato ancora poco maturo per affrontare determinate catastrofi. \u00c8 pur vero per\u00f2 che il cataclisma ha creato un forte senso di\u00a0<strong>solidariet\u00e0 tra italiani<\/strong>: da tutta la penisola sono arrivati aiuti, volontari e donazioni frutto di spontanei comitati sorti dopo la diffusione delle immagini delle macerie. Non sono pochi gli storici che ritengono che il sisma abbia accelerato il processo di creazione di un\u00a0<strong>sentimento nazionale.<\/strong>\u00a0Una sorta di anticipazione di quanto accadr\u00e0, pochi anni dopo, con la grave sciagura della prima guerra mondiale.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-383244\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Underwood__Underwood_%C2%A9_1906_No._10495_-_Messina_-_The_once_beautiful_Water-front_after_the_earthquake_dett.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"760\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Messina dopo il terremoto del 1908.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma forse l\u2019episodio pi\u00f9 noto a livello politico \u00e8 un altro e ha a che fare con quanto accaduto, in quegli stessi giorni, a Vienna. Molti documenti desecretati oggi confermano che alcuni generali austriaci hanno provato a convincere l\u2019imperatore ad invadere l\u2019Italia. Il capo di stato maggiore,\u00a0<strong>Franz Conrad von H\u00f6tzendorf<\/strong>, \u00e8 stato tra i primi a pensare di approfittare della distrazione del nostro regio esercito per invadere il territorio italiano e riprendersi il Lombardo-Veneto.<\/p>\n<p>Tutte le principali unit\u00e0 dei soldati sono state inviate al sud per prestare soccorso, sguarnendo in parte i confini settentrionali. Del resto, come fa notare<strong>\u00a0Federico Trocini\u00a0<\/strong>in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fondazionerossisalvemini.eu\/gaetano-salvemini\/gallery\/attachment\/9\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">articolo<\/a>\u00a0pubblicato sul sito della Fondazione Salvemini, i rapporti tra Italia e Austria in quel momento erano ai ferri corti. Tanto che parte del governo ha inizialmente attribuito la devastazione a Messina a un bombardamento austriaco.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-3\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Le autorit\u00e0 di Vienna, cos\u00ec come quelle di Berlino, hanno per\u00f2 persuaso i generali pi\u00f9 recalcitranti dall\u2019intraprendere avventure militari. Roma era infatti ancora parte della\u00a0<strong>Triplice Alleanza\u00a0<\/strong>e si volevano evitare in quella fase nuovi capovolgimenti dei rapporti. La mancata invasione austriaca per\u00f2 testimonia come un evento naturale di grandi proporzioni possa rappresentare un elemento detonatore di un conflitto o, al contrario, un vero e proprio freno per nuove operazioni.<\/p>\n<h2><strong>Il caso dello tsunami del 2004<\/strong><\/h2>\n<p>Andando a tempi pi\u00f9 recenti, un esempio analogo \u00e8 arrivato il 26 dicembre 2004 dal sud est asiatico. Quel giorno uno dei terremoti pi\u00f9 forti di sempre registrato nell\u2019Oceano Indiano, ha generato onde di\u00a0<strong>tsunami<\/strong>\u00a0capaci di devastare tutti i Paesi dell\u2019area. Una catastrofe che ha provocato quasi 300mila morti e che ha inciso direttamente su due conflitti: quello dello\u00a0<strong>Sri Lanka<\/strong>\u00a0e quello dell\u2019isola di Sumatra, in\u00a0<strong>Indonesia<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel primo caso, l\u2019onda ha acuito le distanze tra il governo di Colombo e i guerriglieri Tamil. Tanto che l\u2019anno successivo, con l\u2019arrivo di Mahinda Rajapaksha alla presidenza, la guerra \u00e8 tornata a essere ad alta intensit\u00e0 e nel 2009 il governo ha potuto annunciare la vittoria sui rivali. Nel secondo caso invece, lo tsunami \u00e8 servito come elemento in grado di\u00a0<strong>frenare il conflitto<\/strong>. I guerriglieri del Movimento per l\u2019Aceh Libero, dopo il cataclisma hanno proclamato il cessate il fuoco per far giungere gli aiuti e i soccorsi alla popolazione. Jakarta a sua volta ha deciso di allentare la morsa sulle aree di guerra e l\u2019anno dopo in Finlandia \u00e8 stato cos\u00ec firmato un\u00a0<strong>accordo di pace\u00a0<\/strong>che ha posto fine a pi\u00f9 di trent\u2019anni di guerra.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-4\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<h2>Cosa succeder\u00e0 in Siria?<\/h2>\n<p>Di fronte a questi esempi, \u00e8 interessante analizzare cosa potrebbe succedere alla luce del devastante sisma del 6 febbraio nella\u00a0<strong>Siria<\/strong>\u00a0ancora vittima della dura guerra civile che prosegue, a bassa intensit\u00e0, nonostante gli occhi distolti del mondo e del frazionamento del Paese.<\/p>\n<p>Il terremoto unisce la Siria come poche cose nell\u2019ultimo decennio.\u00a0<strong>Idlib<\/strong>, controllata dai ribelli dell\u2019Esercito siriano libero, e\u00a0<strong>Aleppo<\/strong>, simbolo della vittoria strategica del governo di Bashar al-Assad, sono ugualmente colpite. Per una volta, tutto il mondo ha parlato all\u2019unisono di \u201cpopolo siriano\u201d come vittima senza doppi fini politici o tentativi di dividere in buoni e cattivi gli attori in gioco. Addirittura\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/news\/la-siria-chiede-aiuto-a-israele-netanyahu-forniremo-assistenza-alle-vittime-del-terremoto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019arcinemico israeliano si \u00e8 detto pronto ad aiutare Damasco<\/a>\u00a0e oggigiorno il tema del\u00a0<strong>futuro della Siria<\/strong>\u00a0\u00e8 tornato all\u2019ordine dell\u2019agenda.<\/p>\n<p>Per molte nazioni la tragica vicenda del sisma ha fornito l\u2019occasione per i primi contatti diretti con la nazione mediorientale dopo diverso tempo. Ne \u00e9 un esempio il fatto che\u00a0<strong>Antonio Tajani, Ministro degli Esteri italiano<\/strong>, abbia fatto sponda con il nunzio apostolico Mario Zenari per accertarsi della condizione delle vittime del sisma.<\/p>\n<p>Ben diciassette Paesi dell\u2019Ue, a cui si aggiungono i membri Nato\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/societa\/albania-manda-in-orbita-due-satelliti-per-combattere-i-narcos-locali.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Albania<\/a>\u00a0e Montenegro, hanno offerto squadre di ricerca e soccorso urbano e squadre mediche di emergenza per sostenere i primi soccorritori sul campo. \u201cUn alto funzionario umanitario delle Nazioni Unite ha detto che anche la carenza di carburante in Siria e il rigido clima invernale stanno creando ostacoli alla sua risposta\u201d, nota il\u00a0<em>Guardian<\/em>\u00a0che ha sentito fonti Onu. In quest\u2019ottica, \u00e8 chiaro che per portare aiuto all\u2019intera popolazione sar\u00e0 necessario\u00a0<strong>trovare un accordo politico<\/strong>, pena una gravissima catastrofe umanitaria.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-5\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Il sisma \u00e8 per Assad ci\u00f2 che la crisi energetica \u00e8 stata per il Venezuela di Nicolas Maduro: l\u2019attestazione del fatto che l\u2019Occidente non pu\u00f2 ignorare lo status quo e la sua \u201cesistenza\u201d. Un tema fondamentale e dimenticato, che per un artificio storico pu\u00f2 aprire alla prospettiva di un ritorno al dialogo. Dalla tragedia alla riconciliazione? Non \u00e8 detto che il passaggio sia cos\u00ec netto. Ma ribelli e governativi, filoturchi e filorussi, proxy occidentali e alleati dell\u2019Iran, curdi e alawiti sono tutti uniti oggigiorno dalla comune tragedia del post-sisma e del duro inverno. Capace di riportare, forse solo per poche settimane, gli occhi del mondo su Damasco e dintorni.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica la tregua bellica imposta dal sisma deve essere sfruttata per porre politicamente il tema dell\u2019unit\u00e0 della Siria e della fine del conflitto in tempi ragionevoli. Pena nuove devastazioni e nuovi problemi strutturali. E la nazione che potrebbe trovare un beneficio d\u2019immagine in questo campo \u00e8 nientemeno che la Russia di Vladimir Putin, che deve mostrarsi ancora parte della comunit\u00e0 internazionale: \u201cDopo anni di veti russi e pressioni sia militari che diplomatiche, la missione di aiuto delle Nazioni Unite nella regione \u00e8 limitata a un solo valico di frontiera dalla Turchia\u201d, ha scritto il Middle East Institute. \u201cInoltre, lo sforzo delle Nazioni Unite \u00e8 progettato per l\u2019assistenza umanitaria, non per i soccorsi in caso di calamit\u00e0 e il soccorso di emergenza\u201d.<\/p>\n<p>Mosca e Ankara devono intendersi per far arrivare i soccorsi, che la Turchia chiede in primo luogo per s\u00e9, anche alla Siria e fornire la base per quel pivot diplomatico in via di sdoganamento negli ultimi tempi con la mediazione di Mosca per un riavvicinamento Ankara-Damasco.\u00a0Al contempo, dovranno evitare che la Siria torni, per la sua vulnerabilit\u00e0,\u00a0<strong>appetibile per nuove conflittualit\u00e0<\/strong>. Un rischio che esiste. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che Damasco e dintorni non saranno pi\u00f9 come negli ultimi tempi, dopo il sisma. E la crisi siriana torner\u00e0 all\u2019ordine del giorno nell\u2019agenda delle potenze. Un punto chiave che rende meno remote le prospettive di un suo congelamento o di una sua durata pressoch\u00e9 illimitata.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/politica\/quale-futuro-siria-dopo-terremoto.html\">https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/politica\/quale-futuro-siria-dopo-terremoto.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Andrea Muratori, Mauro Indelicato) Il\u00a0terremoto del 6 febbraio\u00a0non ha di certo guardato al posizionamento di trincee e barricate. Ha colpito sia i territori siriani controllati dal governo che quelli in mano alle milizie. 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