{"id":77122,"date":"2023-02-08T09:50:39","date_gmt":"2023-02-08T08:50:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77122"},"modified":"2023-02-07T21:53:18","modified_gmt":"2023-02-07T20:53:18","slug":"verso-una-zona-smilitarizzata-per-congelare-il-conflitto-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77122","title":{"rendered":"Verso una zona smilitarizzata per congelare il conflitto in Ucraina?"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Giampiero Cadalanu)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/nya2q0yfhau9wqaqqesqzxm9bb1q0ffonne4s9uh.jpg\" alt=\"nya2q0yfhau9wqaqqesqzxm9bb1q0ffonne4s9uh\" \/><\/p>\n<p>I carri armati occidentali, pochi e di difficile utilizzo senza adeguato addestramento, non basteranno certo alle forze ucraine per rovesciare l\u2019andamento della guerra. Potrebbero tutt\u2019al pi\u00f9 rallentare l\u2019offensiva russa.\u00a0E qualche analista si domanda apertamente se chi fornisce mezzi corazzati a Kiev in realt\u00e0 non cerchi di favorire una situazione di stallo, che potrebbe spingere le parti, se non a un accordo, quanto meno verso un cessate-il-fuoco.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo della primavera potrebbe ritornare attuale un\u2019idea che da tempo circola nelle cancellerie: un congelamento della guerra, un armistizio che risparmi nuovi massacri.<\/p>\n<p>Il passo successivo al silenzio delle armi, in mancanza di un pieno accordo di pace, potrebbe essere un nuovo \u201cMuro di Berlino\u201d, cio\u00e8 una separazione di fatto, magari attraverso una fascia smilitarizzata, che garantirebbe alla Russia la tutela dei confini occidentali e allo stesso tempo eviterebbe un dissanguamento ulteriore dei due paesi in lotta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161430 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/poraneni-rosiyany.jpg\" alt=\"poraneni-rosiyany\" width=\"946\" height=\"631\" \/><\/p>\n<p>Il \u201cMuro\u201d, ricordava nei giorni scorsi l\u2019anglo-russo Sergei Radchenko, storico della Guerra fredda, era \u201cuna soluzione orribile\u201d, ma per trent\u2019anni ha evitato uno scontro diretto fra URSS e Occidente.\u00a0Al momento la prospettiva di una \u201cneutralizzazione\u201d delle zone confinanti con la Russia appare del tutto inaccettabile per il governo di Kiev, e dunque non viene discussa in modo esplicito dai diplomatici, ma probabilmente non \u00e8 sgradita al Cremlino.<\/p>\n<p>L\u2019idea era compresa gi\u00e0 a luglio 2022 \u2013 fra le righe \u2013 nelle parole di Sergei Lavrov: il ministro degli Esteri russo avvertiva che la politica non aveva soddisfatto le richieste di Mosca in termini di sicurezza: \u201cI nostri obiettivi saranno ottenuti attraverso l\u2019azione militare\u201d.<\/p>\n<p>Una striscia di territorio con assoluto divieto \u2013 sottoscritto dalle parti \u2013 di presenza militare sarebbe in grado di rassicurare Mosca sulla temuta presenza di armamenti NATO vicino ai suoi confini, ma allo stesso tempo garantirebbe la stessa simmetrica certezza ai paesi dell\u2019Alleanza atlantica.\u00a0Come ha chiarito nei giorni scorsi il ministro della Difesa Guido Crosetto, l\u2019arrivo dei carri armati russi a Kiev, non lontano dalla frontiera della Polonia, quindi a contatto con la NATO, porterebbe rischi di una terza guerra mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161431 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/328256686_6287915387926484_3750634224680903923_n.jpg\" alt=\"328256686_6287915387926484_3750634224680903923_n\" width=\"960\" height=\"637\" \/><\/p>\n<p>In parte anche l\u2019orientamento della penetrazione russa, con i pesanti bombardamenti alle infrastrutture e i tentativi di interdizione delle linee di approvvigionamento, pu\u00f2 essere interpretato in questo senso: l\u2019idea del Cremlino, secondo fonti russe citate da John Helmer, decano dei corrispondenti da Mosca, considerato \u201cnon lontano\u201d dal regime, sarebbe quella di preparare sul terreno le condizioni per lo \u201csvuotamento\u201d di una fascia di territorio compresa fra il fiume Dniepr e le frontiere orientali.<\/p>\n<p>In altri termini: anzich\u00e9 occupare i territori dell\u2019Ucraina orientale, Mosca starebbe progettando semplicemente di renderli inabitabili. A questo servirebbero gli attacchi alle infrastrutture, soprattutto alla rete ucraina di distribuzione elettrica che ha gi\u00e0 dato segni di difficolt\u00e0 dopo i bombardamenti iniziati a ottobre.<\/p>\n<p>Per quanti chilometri di profondit\u00e0 questa fascia potrebbe estendersi, per ora non \u00e8 chiaro: apparentemente Mosca vorrebbe far dipendere questo dato dal tipo di armamenti schierati da Kiev. Questo significa che la striscia non sarebbe sicuramente sottile: si ipotizza una profondit\u00e0 di 100 chilometri, che renderebbe impossibile l\u2019uso di gran parte dell\u2019artiglieria ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161432 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c0dcc28bebeeb3211a1b8c44265196e8.jpeg\" alt=\"c0dcc28bebeeb3211a1b8c44265196e8\" width=\"1116\" height=\"628\" \/><\/p>\n<p>Il modello concreto, pi\u00f9 che la divisione delle due Germanie, \u00e8 la fascia che tuttora separa le due Coree, stabilita con l\u2019armistizio firmato a Panmunjom il 27 luglio 1953 dopo due anni di negoziato dai generali americani William Harrison e Mark Clark, dal leader nordcoreano Kim Il-sung e dal suo generale Nam Il, oltre che da Peng Dehuai, comandante dei volontari cinesi che combattevano a fianco dei nordcoreani.<\/p>\n<p>Situata all\u2019altezza del 38esimo parallelo, la striscia smilitarizzata \u00e8 lunga 250 chilometri e larga quattro. Al centro di essa, lungo tutta la sua lunghezza, corre la linea di demarcazione militare, che indica il limite invalicabile per le pattuglie incaricate della sorveglianza.<\/p>\n<p>Questo modello, secondo gli osservatori pi\u00f9 vicini al Cremlino, sarebbe gradito a Mosca, anche se i \u201cfalchi\u201d pi\u00f9 irriducibili vorrebbero una neutralizzazione di tutta l\u2019Ucraina. Resta da vedere se le cancellerie occidentali, in particolare quelle europee meno disposte a vedere un prolungamento della guerra, decideranno di premere per far accettare l\u2019idea al governo ucraino. Quest\u2019ultimo non sembra per niente disponibile a vedersi togliere il controllo di una fascia di territorio cos\u00ec ampia, sia pure conservandola formalmente entro i suoi confini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161434 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DraftUkraineCoTFebruary052023.jpg\" alt=\"DraftUkraineCoTFebruary05,2023\" width=\"944\" height=\"1333\" \/><\/p>\n<p>Nelle intenzioni del Cremlino la striscia a est del Dniepr sarebbe svuotata del tutto. E la parola \u00e8 intesa in senso letterale: oltre alla distruzione della rete elettrica, le forze armate russe sarebbero pronte a minare i resti delle infrastrutture e a lasciare la sorveglianza del territorio occupato a sensori, per poi ritirarsi all\u2019interno dei vecchi confini.<\/p>\n<p>\u201cAcquisiti\u201d alla FederazioneRussa sarebbero alla fine il Donbass e ovviamente la Crimea. Del piano farebbe parte anche lo sgombero di centri densamente abitati, come Kherson, Kramatorsk, Slovyansk, Kharkiv, Poltava: per far evacuare la popolazione sarebbero aperti uno o due corridoi per convogli gestiti dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Una possibile parziale conferma di queste intenzioni potrebbe essere la presenza in Ucraina \u2013 segnalata da vari osservatori \u2013 dei sistemi di minamento\u00a0<a href=\"https:\/\/militaryleak.com\/2022\/03\/31\/russian-isdm-zemledeliye-mine-laying-system-makes-combat-debut-in-ukraine\/\">ISDM Zemledeliye<\/a><a href=\"https:\/\/www.armyrecognition.com\/ukraine_-_russia_conflict_war_2022\/russian_army_deploys_in_ukraine_its_new_isdm_zemledeliye_mine_mine-laying_system.html\">,<\/a>\u00a0al debutto in guerra: si tratta di sistemi basati sui lanciarazzi multipli NPO Splav e montati su camion pesanti KamAZ 6560 8\u00d78.<\/p>\n<p>Il nome significa \u201cAgricoltura\u201d, in russo, probabilmente con un\u2019allusione alla semina. Il sistema usa proiettili a propellente solido che possono appunto \u201cseminare\u201d fino a 15 chilometri di distanza diversi tipi di mine antipersona. Fra queste sono comprese quelle dotate di \u201csensori sismici\u201d, che esplodono quando rilevano l\u2019avvicinarsi di una persona nel raggio di azione, cio\u00e8 a meno di 16 metri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161435 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/02-artyleriya.jpg\" alt=\"02-artyleriya\" width=\"946\" height=\"529\" \/><\/p>\n<p>Secondo le fonti di Mosca citate da Helmer, l\u2019offensiva di primavera sarebbe affidata a brigate di dispiegamento rapido, che lancerebbero l\u2019offensiva protette da aviazione e artiglieria, per poi lasciar spazio agli specialisti del genio, incaricati di radere al suolo quello che resta delle infrastrutture ucraine: strade, ponti, ferrovie, rete elettrica, torri di comunicazione radio, eccetera.<\/p>\n<p>Dopo la distruzione verrebbe un immediato ritiro, per lasciare solo lo spazio vuoto come \u201ccuscinetto\u201d fra l\u2019Ucraina \u201cfilo-occidentale\u201d e i confini della Federazione Russa. In altre parole, nessuna occupazione ma solo lo svuotamento di una \u201cfascia di sicurezza\u201d, una terra di nessuno fra la Russia e l\u2019ex \u201cpaese fratello\u201d abbandonato all\u2019influenza occidentale.<\/p>\n<p>Foto: Ministero Difesa Ucraino e Ministero Difesa Russo<\/p>\n<p>Mappa: Institute for the Study of the War (ISW)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/02\/verso-una-zona-smilitarizzata-per-congelare-il-conflitto-in-ucraina\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/02\/verso-una-zona-smilitarizzata-per-congelare-il-conflitto-in-ucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giampiero Cadalanu) I carri armati occidentali, pochi e di difficile utilizzo senza adeguato addestramento, non basteranno certo alle forze ucraine per rovesciare l\u2019andamento della guerra. 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