{"id":77206,"date":"2023-02-14T11:38:32","date_gmt":"2023-02-14T10:38:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77206"},"modified":"2023-02-11T11:40:26","modified_gmt":"2023-02-11T10:40:26","slug":"geopolitica-federazione-mali-burkina-faso-una-cartina-tornasole-del-nuovo-corso-politico-seguito-da-bamako-e-ouagadougou","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77206","title":{"rendered":"Geopolitica Federazione Mali-Burkina Faso: Una cartina tornasole del nuovo corso politico seguito da Bamako e Ouagadougou"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Report Difesa (Antonella Roberta La Fortezza)<\/strong><\/p>\n<p><strong>BAMAKO (nostro servizio particolare).<\/strong> Nel corso della sua visita di amicizia e di lavoro a Bamako, svoltasi nei giorni scorsi, il primo ministro del Burkina Faso, Apollinaire Joachimson Ky\u00e9lem de Tamb\u00e8la, ha accennato all\u2019eventualit\u00e0 che i due Paese saheliani, Mali e Burkina Faso, possano andare a costituire una Federazione.<\/p>\n<p>Un simile progetto troverebbe le proprie radici, prima di tutto, nella comune esigenza, maliana e burkinab\u00e9, di gestire la difficile situazione securitaria cos\u00ec come si presenta attualmente in entrambi i Paesi saheliani.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, infatti, \u00e8 considerevolmente cresciuta la minaccia terroristica, in particolare nella cosiddetta area dei tre confini (Mali, Burkina Faso e Niger) nella quale si \u00e8 assistito a una crescente presenza e operativit\u00e0 dei gruppi terroristici legati sia alla galassia qaedista sia riconducibili allo Stato Islamico.<\/p>\n<p>Ma la Federazione avrebbe, secondo Ky\u00e9lem de Tamb\u00e8la, anche vantaggi economici per entrambi i Paesi i quali, unendo le loro produzioni, potrebbero diventare protagonisti nel mercato del cotone, del bestiame e soprattutto dell\u2019oro.<\/p>\n<p>Sebbene storicamente i rapporti tra Mali e Burkina Faso non siano stati sempre amichevoli (si ricordi, ad esempio, il confronto armato diretto per la disputa territoriale relativa alla striscia di Agacher tra nel dicembre del 1985) i pi\u00f9 recenti avvenimenti politici intercorsi in entrambi i Paesi, insieme, come detto, alla necessit\u00e0 per entrambe le \u00e9lite al potere di confrontarsi con la sfida del terrorismo jihadista, sembrano aver avvicinato ideologicamente e<em> de facto <\/em>le \u00e9lite di Bamako e di Ouagadougou.<\/p>\n<p>A novembre 2022, ad esempio, il Capitano Ibrahim Traor\u00e9, a capo della giunta militare che ha preso il potere in Burkina Faso con un golpe nell\u2019ottobre 2022, ha effettuato la sua prima visita all\u2019estero proprio nel vicino Mali, guidato a sua volta dal Tenente Colonnello Assimi Go\u00efta, ritornato al potere anch\u2019egli in seguito a un colpo di Stato <em>manu miliari<\/em> a maggio del 2021.<\/p>\n<p>Sebbene non manchino le similitudini e i punti di convergenza politica tra i due Paesi, \u00e8 improbabile che Bamako e Ouagadougou possano realmente intraprendere un progetto di Federazione.<\/p>\n<p>Entrambe le giunte, gi\u00e0 sottoposte, soprattutto nel caso di Bamako, alla pressione esercitata dall\u2019opposizione della componente civile interna, difficilmente saranno disposte a cedere anche soltanto parte dei propri poteri a una sovrastruttura federale.<\/p>\n<p>La creazione di una Federazione presuppone, infatti, concessioni, pi\u00f9 o meno ampie, di sovranit\u00e0 e ci\u00f2, oltre a non essere in linea con gli interessi di potere delle \u00e9lite militari, contraddice anche il discorso sovranista che a Bamako cos\u00ec come a Ouagadougou costituisce il cuore della strategia politica post-golpe.<\/p>\n<p>Nonostante il forte simbolismo panafricanista, utile per giustificare il discorso \u201canticoloniale\u201d nei confronti della Francia, entrambe le giunte mirano a rafforzare i propri spazi di azione tramite un approccio fortemente nazionalista che mal si coniuga, conseguentemente, con una visione federale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 verosimilmente, l\u2019idea lanciata dal primo ministro burkinab\u00e9 potrebbe mirare a rafforzare, soprattutto in funzione anti ECOWAS\u00a0 (Economic Community of West African States) la posizione politica di quei Paesi che, esattamente come Mali e Burkina Faso, sono ora guidati da giunte militari golpiste.<\/p>\n<p>Il riferimento a un ipotetico progetto di Federazione, quindi, potrebbe sottolineare, da un lato, una crescente e rafforzata intesa regionale tra Mali e Burkina Faso, pur senza arrivare alla cessione di parti della sovranit\u00e0 nazionale, e dall\u2019altro sembrerebbe essere il primo segnale, per altri Stati dell\u2019area, cos\u00ec come per attori terzi, della formazione di un blocco di Paesi africani non pi\u00f9 in linea con un\u2019impostazione politica filo-occidentale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale le dichiarazioni di Ky\u00e9lem de Tamb\u00e8la sembrano confermare l\u2019ipotesi, gi\u00e0 sul tavolo da diversi mesi, che il Burkina Faso possa progressivamente seguire la stessa strada gi\u00e0 intrapresa dal Mali con riferimento alle sue linee prioritarie di politica estera.<\/p>\n<p>In questo senso sono da interpretarsi le parole di forte apprezzamento, utilizzate dal primo ministro burkinab\u00e9, nei riguardi della \u201cvera rivoluzione\u201d compiuta dal Mali dal 2020, rivoluzione che avrebbe ispirato anche il Burkina Faso.<\/p>\n<p>Come dichiarato dallo stesso capo del Governo, infatti, una delle ragioni della sua recente visita nel vicino Mali \u00e8 stata proprio quella di tentare di riportare lo sguardo verso soluzioni pi\u00f9 prossime ai problemi della regione, dopo che per molto tempo i Paesi dell\u2019area hanno confidato in soluzioni proposte da attori lontani.<\/p>\n<p>In questo senso, il riferimento sembrerebbe condurre direttamente alla Francia, protagonista delle vicende militari saheliane soprattutto dal 2012 e che almeno dal 2020 ha visto ridurre progressivamente la propria presenza nell\u2019area in ragione soprattutto del nuovo corso politico intrapreso da Bamako.<\/p>\n<p>L\u2019approccio seguito pi\u00f9 recentemente dalle autorit\u00e0 di Ouagadougou sembra andare a ricoprire proprio le orme maliane.<\/p>\n<p>A gennaio scorso, anche le autorit\u00e0 burkinab\u00e9 hanno richiesto la partenza dei circa 450 soldati francesi delle Forze Speciali dell\u2019Operazione \u201cSabre\u201d, con base a Ouagadougou.<\/p>\n<p>Questa impostazione politica, insieme con la proposta di Federazione, sembra dunque disegnare uno scenario in cui il Burkina Faso \u00e8 in una fase, sempre pi\u00f9 marcata, di allontanamento da Parigi e di apertura verso altri attori internazionali.<\/p>\n<p>Fin dalla sua nomina, Ky\u00e9lem de Tamb\u00e8la ha, infatti, evidenziato l\u2019esigenza per il suo Paese di riconquistare la piena sovranit\u00e0 ceduta nel corso del recente passato ad attori terzi che hanno limitato le capacit\u00e0 di azione di Ouagadougou e, in alcuni casi, non si sono dimostrati leali.<\/p>\n<p>Questo, nella sua strategia non significa direttamente una rottura con i francesi, quanto piuttosto la possibilit\u00e0 che il Burkina Faso proceda, sulla base del proprio interesse nazionale, a una diversificazione dei propri partner, non limitandosi pi\u00f9 esclusivamente a tutelare il proprio rapporto con Parigi.<\/p>\n<p>Tale approccio, del resto, sembra recuperare la linea anti-imperialista, panafricanista e terzomondista seguita dall\u2019ispiratore di Ky\u00e9lem de Tamb\u00e8la, l\u2019ex Presidente del Burkina Faso Thomas Sankara, il quale durante gli anni della sua presidenza ha portato avanti proprio una politica di diversificazione dei partner stranieri.<\/p>\n<p>Nel contesto geopolitico attuale, ridurre la centralit\u00e0 delle relazioni con Parigi e diversificare i rapporti, potrebbe fare rima, come accaduto per Bamako, con un aumento della presenza della Russia anche in Burkina Faso.<\/p>\n<p>Sebbene la autorit\u00e0 di Ouagadougou continuino a negare la presenza del gruppo russo Wagner, secondo diverse fonti gli uomini della compagnia di Yevgeny Prigozhin sarebbero gi\u00e0 presenti su territorio burkinab\u00e9 con missioni di esplorazione e valutazione del contesto locale.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di dicembre 2022 lo stesso Ky\u00e9lem de Tamb\u00e8la si sarebbe recato in Russia con un volo militare maliano.<\/p>\n<p>Secondo le informazioni diffuse da alcuni media africani, egli avrebbe, nell\u2019occasione, avviato negoziati per l\u2019acquisizione di attrezzature militari dalla Russia e avrebbe contestualmente incontrato funzionari dalla Wagner.<\/p>\n<p>Inoltre, come si legge in un rapporto del Consiglio dei Ministri burkinab\u00e9 pubblicato l\u20198 dicembre 2022, le autorit\u00e0 di Ouagadougou hanno concesso un permesso per la gestione e lo sfruttamento della miniera d\u2019oro di Yimiougou alla societ\u00e0 russa Nordgold, miniera che va ad aggiungersi alla gestione di altri tre giacimenti nel Nord del Paese da parte della medesima societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il permesso di sfruttamento del sito di Yimiougou, con un\u2019area di 31,44 chilometri quadrati, consentir\u00e0 una produzione totale stimata in 2,53 tonnellate di oro, con un contributo diretto al bilancio dello Stato burkinab\u00e9 stimato in 5,3 miliardi di franchi CFA e 648 milioni di franchi CFA a beneficio del fondo minerario di sviluppo locale.<\/p>\n<p>Anche sulla base di questi accordi minerari con societ\u00e0 russe, il Presidente ghanese, Nana Akufo-Addo, ha gi\u00e0 sollevato l\u2019ipotesi che le autorit\u00e0 del Burkina Faso possano pagare i mercenari russi della Wagner proprio tramite la concessione dei diritti sulle miniere d\u2019oro del Paese, esattamente come accaduto nel vicino Mali.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.reportdifesa.it\/federazione-mali-burkina-faso-una-cartina-tornasole-del-nuovo-corso-politico-seguito-da-bamako-e-ouagadougou\/\"><strong>https:\/\/www.reportdifesa.it\/federazione-mali-burkina-faso-una-cartina-tornasole-del-nuovo-corso-politico-seguito-da-bamako-e-ouagadougou\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Report Difesa (Antonella Roberta La Fortezza) BAMAKO (nostro servizio particolare). 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