{"id":77242,"date":"2023-02-14T09:00:03","date_gmt":"2023-02-14T08:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77242"},"modified":"2023-02-13T14:02:15","modified_gmt":"2023-02-13T13:02:15","slug":"leffetto-boomerang-delle-sanzioni-contro-la-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77242","title":{"rendered":"L\u2019effetto-boomerang delle sanzioni contro la Russia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">\n<p>Lo scorso dicembre, Vladimir Putin ha firmato un decreto implicante la sospensione delle forniture nei confronti dei Paesi europei che avevano imposto il tetto al prezzo del petrolio russo \u2013 fissato a 60 dollari per barile \u2013 trasportato via mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche se comprensiva di una \u201cscappatoia\u201d che previa debita autorizzazione governativa autorizza l\u2019export di greggio alle nazioni sostenitrici del \u201ctetto\u201d, la misura suggella la torsione a 180\u00b0 del baricentro energetico-commerciale russo avviata da Mosca sulla scia del rapido deterioramento delle relazioni con lo schieramento euro-atlantico, e nel cui ambito rientra la realizzazione delle condutture Altai, Power of Siberia, China-Russia Eastern Gas Pipeline e Soyuz-Vostok concepite per convogliare il grosso delle esportazioni metanifere russe verso la Repubblica Popolare Cinese.<\/p>\n<p>Un processo epocale, destinato a subire una forte accelerata per effetto del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream-1 e Nord Stream-2 che secondo la ricostruzione formulata dal decano del giornalismo investigativo statunitense Seymour Hersh sarebbe stata perpetrata dagli specialisti della Us Navy, ma reso necessario dalla inaudita campagna sanzionatoria imposta dallo schieramento atlantico in seguito allo scatenamento della cosiddetta \u201coperazione militare speciale\u201d contro l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Nello specifico, i provvedimenti assunti dagli Stati Uniti e dai loro alleati-sottoposti hanno comportato il congelamento di circa 300 miliardi di dollari detenuti dalla Banca Centrale Russa presso istituti occidentali, lo scollegamento del 75% circa delle banche russe dal circuito di pagamento Swift, il blocco degli investimenti esteri, l\u2019interruzione della fornitura di componenti hi-tech e la recisione del solidissimo legame energetico euro-russo.<\/p>\n<p>Senza contare il sequestro dei beni di propriet\u00e0 di cittadini russi ritenuti vicini al governo di Mosca, e l\u2019abbandono del mercato russo deciso dalle imprese occidentali (di entit\u00e0 ben pi\u00f9 ridotta rispetto a quanto sbandierato, in realt\u00e0). Misure draconiane, predisposte al fine di condannare la Federazione Russa a un soffocante isolamento economico e finanziario costringendola cos\u00ec a ritirarsi dall\u2019Ucraina. E magari, indurre la popolazione russa a rovesciare il governo e creare le condizioni per una frammentazione geopolitica del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019impatto delle sanzioni si \u00e8 rivelato indubbiamente dirompente, in particolare per quanto riguarda le ricadute prodotte dall\u2019inaccessibilit\u00e0 ai capitali e alle competenze occidentali, ma si sono rivelate ben lontane dal garantire il conseguimento degli obiettivi prefissati. Poche settimane dopo l\u2019attacco russo, l\u2019Institute of International Finance prevedeva una caduta del Pil russo nell\u2019ordine del 15%, mentre l\u2019International Energy Agency sosteneva che le sanzioni contro il settore energetico russo avrebbero prodotto \u00abla pi\u00f9 grande crisi di approvvigionamento degli ultimi decenni\u00bb. Nell\u2019ottobre successivo, il Fondo Monetario Internazionale non soltanto riteneva che alla fine dell\u2019anno l\u2019economia russa avrebbe registrato una contrazione pari ad \u201cappena\u201d il 2,3%, ma che le sue prospettive fossero relativamente promettenti: l\u2019outlook contempla un +0,3% per il 2023 e un +2,1% per il 2024. Dati di tutto rispetto, specie se raffrontati alle deludenti performance previste per l\u2019Unione Europea (+0,7% nel suo complesso per il 2023) e il Regno Unito (-0,6% per il 2023). Nel 2022, per di pi\u00f9, la Federazione Russa ha conosciuto una serie di miglioramenti su base annua letteralmente sbalorditivi, specialmente per quanto concerne la produzione petrolifera (+2%, pari a 535 milioni di tonnellate), l\u2019export di carburante (+7,5%) e i proventi generati dall\u2019industria energetica (+28%, pari a 336,5 miliardi di dollari). L\u2019andamento tendenziale di questi ultimi ha per la verit\u00e0 conosciuto una flessione negli ultimi mesi dell\u2019anno (i ricavi netti giornalieri sono diminuiti di oltre 170 milioni di dollari), da ascrivere per\u00f2 alla caduta delle esportazioni di gas naturale verificatasi in seguito al sabotaggio delle condutture trans-baltiche.<\/p>\n<p>Le consegne verso l\u2019Asia, in compenso, sono letteralmente decollate.<\/p>\n<p>Nel mese di novembre, la Cina, vale a dire il primo acquirente di petrolio al mondo, ha importato dalla Russia quantit\u00e0 praticamente doppie di Gas Naturale Liquefatto (852.000 tonnellate) e carbone (7,2 milioni di tonnellate), oltre a metano via conduttura \u2013 il solo China-Russia Eastern Gas Pipeline ha trasportato nel 2022 ben 15 miliardi di metri cubi di gas naturale russo in Cina; nel 2023, il volume dovrebbe aumentare ad almeno 22 miliardi di metri cubi. Nonch\u00e9 prodotti petroliferi per un controvalore di 8 miliardi di dollari, che hanno posto la Federazione Russa nelle condizioni di scalzare l\u2019Arabia Saudita come principale fornitore di petrolio della Repubblica Popolare Cinese. Complessivamente, il commercio bilaterale tra Russia e Cina \u00e8 cresciuto nel 2022 del 34,3%, a 190 miliardi di dollari, polverizzando il record realizzato l\u2019anno precedente (+26,6%). Nel dettaglio, l\u2019export cinese verso la Russia \u00e8 incrementato anno su anno del 17,5%, a fronte di un aumento delle importazioni russe del 48,6%. La Federazione Russa esporta prevalentemente materie prime ed energia, ed importa soprattutto manufatti, pezzi di ricambio e beni hi-tech. Stando a un\u2019inchiesta condotta dal \u00abWall Street Journal\u00bb, nel computo rientrerebbero apparecchiature di navigazione, componentistica e tecnologie a doppio uso rivelatesi funzionali a sostenere lo sforzo bellico russo in Ucraina.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 impressionanti risultano i dati relativi all\u2019India, che occupa il terzo posto nella graduatoria dei maggiori importatori di petrolio al mondo. Grazie ai cospicui sconti (pari a 19 dollari per barile nel maggio 2022) applicati da Mosca, che hanno reso il petrolio russo maggiormente economico rispetto a quello dell\u2019Arabia Saudita (il tradizionale fornitore di riferimento dell\u2019India), tra l\u2019aprile e il maggio del 2022 ha preso la via dell\u2019India un flusso di petrolio russo per un controvalore di 3,2 miliardi di dollari. Una crescita letteralmente vertiginosa, considerando che nel febbraio precedente le importazioni indiane di greggio russo erano praticamente inconsistenti e nel mese successivo ammontavano a poco pi\u00f9 di 200 milioni di dollari. Nel mese di dicembre, Nuova Delhi ha acquistato dalla Russia petrolio per una media di 1,2 milioni di barili al giorno, a fronte dei 36.255 che ne importava appena un anno prima. Una crescita di ben 33 volte, capace di incrementare la quota di fabbisogno energetico indiano coperta dal petrolio russo al 25%, rispetto allo 0,2% registrato nel marzo 2022.<\/p>\n<p>Va tuttavia specificato che non tutto il greggio russo importato dall\u2019India va a soddisfare la domanda interna. Parte di esso viene infatti lavorata dalle societ\u00e0 indiane Reliance Energy e Nayara Energy e trasformato in una particolare miscela denominata Virgin Gas Oil (Vgo) puntualmente riesportata verso gli Stati Uniti. I quali, non potendo pi\u00f9 approvvigionarsi di Vgo direttamente dalla Russia a causa delle loro stesse sanzioni, hanno incrementato in via compensatoria gli acquisti indiretti triangolando con l\u2019India. Attualmente, la sola Reliance sta acquistando dalla Russia circa 600.000 barili di petrolio al giorno da convertire in Vgo. Il che significa che sta rivolgendosi a Mosca per coprire circa la met\u00e0 della propria capacit\u00e0 totale di raffinazione. Nayara, dal canto suo, sta trasformando la Russia nel suo unico canale di approvvigionamento, analogamente a colossi del settore pubblico quali Indian Oil Corporation, Bharat Petroleum e Hindustan Petroleum. Nelle prime due settimane di gennaio, gli acquisti di greggio russo \u2013 scontato di 10 dollari circa \u2013 da parte dell\u2019India sono saliti a 1,7 milioni di barili al giorno, polverizzando il record registrato il mese precedente e trasformando il gigante indiano nel secondo maggiore acquirente di petrolio russo, oltre che nel principale compratore di greggio russo importato via nave.<\/p>\n<p>Sempre a partire da gennaio, per di pi\u00f9, i raffinatori indiani hanno cominciato a rifornirsi di petrolio russo tramite mediatori con base a Dubai espletando i relativi pagamenti in dirham (la valuta degli Emirati Arabi Uniti) anzich\u00e9 in dollari.<br \/>\nStesso discorso vale per le acciaierie e i cementifici indiani, avvalsisi in maniera sempre pi\u00f9 cospicua di dirham, euro, dollari di Hong Kong e yuan per pagare le proprie importazioni di carbone. Le quali sono anch\u2019esse aumentate a dismisura nel corso del 2022, al punto da rendere la Russia il secondo fornitore di carbone dell\u2019India alle spalle dell\u2019Australia.<\/p>\n<p>Con riferimento al giugno 2022, la quota coperta dallo yuan sul totale dei pagamenti indiani effettuati in monete alternative al dollaro ammontava al 31%, a fronte del 28% registrato dal dollaro di Hong Kong, del 25% dall\u2019euro e dal 16% dal dirham. Anche la rupia \u00e8 destinata ad acquisire un peso considerevole, come si evince dalla recente decisione della Reserve Bank of India di autorizzare l\u2019espletamento di alcune transazioni con la Russia in moneta indiana.<\/p>\n<p>Segno inequivocabile che le sanzioni hanno mancato clamorosamente l\u2019obiettivo di assestare un colpo fatale all\u2019economia della Federazione Russa, riuscita a riconfigurare in tempi sorprendentemente rapidi la struttura del proprio export beneficiando della terziet\u00e0 mantenuta da gran parte delle nazioni del mondo.<\/p>\n<p>Nonch\u00e9 ad elaborare complesse manovre di aggiramento delle misure punitive adottate dallo schieramento euro-atlantico, e a preservare la propria centralit\u00e0 nel commercio internazionale. A dispetto degli appelli al boicottaggio e alle minacce, la domanda globale di materie prime ed energia russi non si \u00e8 attenuta, n\u00e9 \u00e8 venuta meno la capacit\u00e0 di Mosca di reagire in maniera sia proporzionale che asimmetrica alle iniziative occidentali. Lo conferma la recente risalita del prezzo del petrolio conseguente al taglio della produzione di 500.000 barili al giorno disposto autonomamente dalla Russia in risposta all\u2019imposizione del tetto al prezzo del petrolio ad opera del fronte atlantista.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, le sanzioni hanno generato effetti a cascata altamente controproducenti per i loro principali promotori, in termini incremento della spinta alla de-dollarizzazione, di strutturazione di canali di pagamento alternativi a Swift e pi\u00f9 in generale di elaborazione di sistemi alternativi a quelli \u201ctradizionali\u201d, dominati dagli Stati Uniti e dai loro alleati-sottoposti. Come si legge in una preoccupatissima analisi formulata dal \u00abNew York Times\u00bb, \u00abil commercio russo con l\u2019Occidente \u00e8 crollato, ma gli scambi commerciali tra la Russia e nazioni asiatiche, mediorientali, latino-americane e africane sono cresciuti [\u2026]. Le ricchezze della Russia rimangono troppo allettanti per essere tagliate fuori completamente.<\/p>\n<p>Il richiamo di materie prime a basso costo nella disponibilit\u00e0 della Federazione Russa sta stimolando l\u2019aggiramento strutturale delle sanzioni su una scala mai vista prima. Una \u201cflotta fantasma\u201d di petroliere non assicurate e difficili da rintracciare vaga per gli oceani per provvedere alla consegna di petrolio russo agli acquirenti di tutto il mondo.<\/p>\n<p>I commercianti di materie prime con sede in Svizzera si sono spostati presso gli Emirati Arabi Uniti per definire la compravendita di carichi di petrolio, gas, carbone, fertilizzanti e grano russi. La Turchia si \u00e8 accreditata come un canale fondamentale per le imprese intenzionate a continuare a operare in Russia, mentre lunghe colonne di camion attraversano i passi di montagna del Caucaso. Le raffinerie indiane e le societ\u00e0 di stoccaggio di petrolio di Singapore stanno realizzando ingenti profitti acquistando petrolio russo scontato e rivendendolo in tutto il mondo. Attraverso una serie di intermediari, i microchip di fabbricazione occidentale continuano a finire negli elicotteri e nei missili da crociera russi. Piccoli Paesi come l\u2019Armenia e il Kirghizistan si sono riciclati come utili depositi di telefoni, lavatrici e altri beni di consumo da spedire in Russia. Rispetto ai modelli prebellici, questo nuovo allineamento commerciale \u00e8 meno efficiente, pi\u00f9 costoso e pi\u00f9 soggetto a interruzioni. Tuttavia, ha consentito alle importazioni russe di tornare ai livelli prebellici\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-leffettoboomerang_delle_sanzioni_contro_la_russia\/5871_48737\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-leffettoboomerang_delle_sanzioni_contro_la_russia\/5871_48737\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giacomo Gabellini) &nbsp; Lo scorso dicembre, Vladimir Putin ha firmato un decreto implicante la sospensione delle forniture nei confronti dei Paesi europei che avevano imposto il tetto al prezzo del petrolio russo \u2013 fissato a 60 dollari per barile \u2013 trasportato via mare. &nbsp; Anche se comprensiva di una \u201cscappatoia\u201d che previa debita autorizzazione governativa autorizza l\u2019export di greggio alle nazioni sostenitrici del \u201ctetto\u201d, la misura suggella la torsione a 180\u00b0 del baricentro&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":39159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/antidiplomatico-1353756142_280.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-k5Q","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77242"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77242"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77242\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77243,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77242\/revisions\/77243"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}