{"id":77246,"date":"2023-02-15T09:00:54","date_gmt":"2023-02-15T08:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77246"},"modified":"2023-02-13T14:04:53","modified_gmt":"2023-02-13T13:04:53","slug":"aiuti-di-stato-ma-per-pochi-la-coscienza-sporca-della-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77246","title":{"rendered":"Aiuti (di Stato) ma per pochi: la coscienza sporca della UE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-meta\"><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/02\/tri-4.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3388\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/02\/tri-4.png?w=1024\" alt=\"\" data-attachment-id=\"3388\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/02\/11\/aiuti-di-stato-ma-per-pochi-la-coscienza-sporca-della-ue\/tri\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/02\/tri-4.png\" data-orig-size=\"1269,708\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"tri\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/02\/tri-4.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/02\/tri-4.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">\u201cDagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io\u201d, recita un vecchio adagio, ed effettivamente \u00e8 quanto sembra stia accadendo in questi mesi, a cerchi concentrici, fra diversi alleati storici, prima di tutto fra le due sponde dell\u2019Atlantico (USA ed Unione Europea) e poi dentro la stessa Unione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">\u00c8 una storia che inizia ad agosto dello scorso anno, quando gli USA approvano il cosiddetto \u201c<a href=\"https:\/\/crsreports.congress.gov\/product\/pdf\/R\/R47202\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Inflation Reduction<\/a><a href=\"https:\/\/crsreports.congress.gov\/product\/pdf\/R\/R47202\">\u00a0Act<\/a>\u201d (IRA). Il nome trae parzialmente in inganno: si tratta infatti di una legge che sembrerebbe finalizzata principalmente a contrastare l\u2019inflazione, ed in effetti toglie risorse dall\u2019economia, con una riduzione prevista del deficit \u2013 nell\u2019arco di 10 anni \u2013 di circa 240 miliardi di dollari. La legge in realt\u00e0 prevede anche numerosi interventi sia sul lato delle entrate (la misura pi\u00f9 rilevante \u00e8 una nuova imposta minima effettiva del 15% sui profitti delle corporation pi\u00f9 grandi) sia, soprattutto, dal lato delle uscite. Qui l\u2019aspetto pi\u00f9 rilevante per la nostra storia \u00e8 la previsione di un maxi piano di sovvenzioni governative, per un importo pari a oltre 390 miliardi di dollari sempre nell\u2019arco di 10 anni, a sostegno degli investimenti nella transizione energetica, clima, etc. Un ritorno in grande stile dell\u2019intervento pubblico in economia, di dimensioni davvero fuori dal comune rispetto a quanto sperimentato dalle economie occidentali negli ultimi decenni, ma di cui beneficeranno solo alcuni; l\u2019IRA, infatti, fissa alcuni paletti per le imprese che potranno accedere a questi finanziamenti, il pi\u00f9 importante dei quali consiste nel fatto che questi aiuti sono riservati alle imprese residenti negli USA.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">E qui veniamo ai primi amici che si sono sentiti traditi: i vertici europei (Commissione in primis, ma soprattutto Germania e Francia) hanno lamentato il carattere protezionistico della misura, temendo che questa possa creare un formidabile incentivo a localizzare negli Stati Uniti, a discapito del nostro continente, nuovi investimenti industriali.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Dopo aver tentato invano di convincere gli USA a desistere dal carattere selettivo della misura (con inclusa una minaccia di ricorrere al WTO per violazione degli accordi internazionali sul commercio), si \u00e8 aperta la discussione sul tipo di risposta economica da assicurare, valutando in particolare se (e in che misura) affidarsi a un\u2019iniziativa comune europea, oppure lasciare gli Stati membri intervenire in ordine sparso.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il nodo \u00e8 stato sciolto in questi giorni dal Presidente della Commissione von der Leyen, che ha presentato con grande enfasi il\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/it\/ip_23_510\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Green Deal Industrial Plan<\/a>\u00a0\u2013 appunto la risposta europea alla mossa statunitense \u2013 che, da un punto di vista operativo, consiste essenzialmente in una rimodulazione della disciplina europea sugli aiuti di Stato, cio\u00e8 la normativa che regola modalit\u00e0 e limiti con cui uno Stato dell\u2019Unione Europea pu\u00f2 erogare incentivi a determinati settori economici. Tradizionalmente tali limiti sono molto stringenti, in ossequio al principio ultraliberista alla base del mercato unico. Uno Stato deve effettuare una notifica alla Commissione ogni volta che decide di fare un intervento a sostegno di determinati settori (fanno eccezione solamente gli aiuti\u00a0<em>de minimis<\/em>, che per definizione sono di piccolissimi importi). La Commissione valuta la misura dello Stato, in particolare per i suoi presunti caratteri discriminatori e di distorsione alla concorrenza (cio\u00e8 un maggior favore alle imprese nazionali), e se giudica la misura contraria alla normativa sugli aiuti di Stato non solo questa deve essere rimossa, ma gli aiuti gi\u00e0 erogati devono essere restituiti. Abbiamo insomma la realizzazione concreta di quell\u2019impianto neoliberista in base al quale il mercato sarebbe certo capace di assicurare il migliore dei mondi possibili, se solo fosse lasciato libero di funzionare e non intervenisse lo Stato a perturbarlo.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Si tratta, lo ripetiamo, non di una norma qualunque, ma di uno dei principi cardine dell\u2019architettura economica dell\u2019Unione Europea, al pari dei vincoli alle politiche fiscali espansive e alla politica monetaria finalizzata unicamente a garantire la stabilit\u00e0 dei prezzi, con un ruolo chiave nel controllo assegnato alla Commissione chiamata a fare da guardiano dei Trattati.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ebbene, per tornare al Green Deal Industrial Plan, in cosa consister\u00e0 la risposta europea? Sostanzialmente in un alleggerimento dei vincoli alla normativa sugli aiuti di Stato, in particolare (pare) con un significativo innalzamento della soglia per gli aiuti sottoposti al meccanismo di notifica e successivo controllo da parte della Commissione, che sostanzialmente dice agli Stati membri \u201cbeh, visto che gli USA stanno mettendo in campo importanti incentivi economici, riservati alle loro industrie nazionali, se volete (<strong>e ve lo potete permettere<\/strong>) voi fate lo stesso\u201d.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il tranello sta proprio in quel \u201cse ve lo potete permettere\u201d, perch\u00e9 al rilassamento sul fronte degli aiuti di Stato non corrisponde alcun cambiamento sul fronte della possibilit\u00e0 lasciata agli Stati di intervenire a sostegno dell\u2019economia, che, anzi, fra riforma delle regole di bilancio e\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/11\/18\/creare-miseria-con-la-scusa-dellinflazione-il-piano-della-bce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">politica monetaria restrittiva<\/a>\u00a0da parte della BCE, viene sempre pi\u00f9 ostacolata.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Sostanzialmente, quindi, la scelta della Commissione di procedere in ordine sparso e attraverso il meccanismo degli aiuti di Stato apre spazi di manovra solamente ai Paesi con \u201ci conti in regola\u201d, che si traducono in \u201cspazio fiscale\u201d per poter fare spesa pubblica senza incorrere nella mannaia dei parametri di disciplina fiscale che la costruzione europea impone. Non a caso questa opzione \u00e8 sostenuta principalmente da Germania e Francia (ovviamente anche il peso politico, oltre alla disciplina di bilancio, conta). Il corollario \u00e8, per\u00f2, ovvio. I Paesi come l\u2019Italia, che non hanno i conti in regola, avranno la possibilit\u00e0 di spendere solamente briciole, nella migliore delle ipotesi, a difesa della produzione nazionale e dell\u2019occupazione. Veniamo quindi al secondo \u201ctradimento degli amici\u201d, fra cui ci siamo soprattutto noi, che a quanto pare dovremo accontentarci di non vedere gli investimenti in Italia traslocare verso gli States, ma \u201csolo\u201d verso altri paesi europei\u2026 bella soddisfazione!<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Si tratta, come si pu\u00f2 immaginare, di temi e ragionamenti apparentemente assai lontani dalla nostra vita concreta, ma che invece ci devono interessare (e preoccupare) per almeno tre ordini di motivi:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">1. Dinamiche come quelle sopra descritte sono uno dei \u201cmotivi profondi\u201d che stanno dietro i processi di delocalizzazione e impoverimento industriale che ben conosciamo; se fino ad ora questo avveniva soprattutto a causa di una corsa al ribasso in termini di tutele del lavoro e ambientali, nei prossimi anni torneremo probabilmente a vedere un ruolo pi\u00f9 centrale da parte degli Stati, che sceglieranno in maniera pi\u00f9 efficace di promuovere e difendere alcuni settori. Se staremo a guardare, privandoci degli strumenti per poter intervenire, difficilmente potremo contrastare il deserto industriale che si prepara.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">2. La vicenda ci conferma l\u2019ipocrisia del sistema di governo dell\u2019Unione Europea, che da un giorno all\u2019altro piccona \u201cdall\u2019interno\u201d uno dei suoi capisaldi apparentemente intoccabili, e cio\u00e8 la normativa sugli aiuti di Stato, ma allo stesso tempo riafferma \u2013 anzi rafforza \u2013 altri dei suoi dogmi (austerit\u00e0, ritiro degli Stati dalle funzioni fondamentali, etc.), che in questo modo si rivelano per quello che sono: non leggi tecniche necessarie, ma scelte politiche contro cui si pu\u00f2 e si deve lottare.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">3. Ancora, la vicenda mette a nudo la pochezza del governo\u00a0<a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/politica\/2023\/02\/01\/migranti-aiuti-stato-ue-meloni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Meloni<\/a>: proprio colei che doveva dimostrare all\u2019Europa che la pacchia era finita, ora piagnucola che l\u2019Europa faccia l\u2019Europa, denunciando la scorrettezza dei Paesi che pensano di fare da soli \u201crischiando di indebolire il mercato unico\u201d e invocando nientedimeno che il \u201c<em>level playing field<\/em>\u201d, cio\u00e8 proprio il peggio della retorica liberista su cui l\u2019Unione Europea \u00e8 costruita.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ancora una volta, questa vicenda ci mostra come l\u2019intervento dello Stato nell\u2019economia sia necessario per evitare deindustrializzazione e impoverimento di un Paese. \u00c8 una verit\u00e0 talmente ovvia che anche l\u2019Unione Europea lo ammette nei fatti, di fronte alla tempesta causata dagli sconvolgimenti degli ultimi anni e all\u2019interventismo economico degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, per\u00f2, emergono due aspetti odiosi: in primo luogo, il contrasto a deindustrializzazione e impoverimento \u00e8, per le istituzioni europee, un interesse al pi\u00f9 secondario, da subordinare all\u2019adesione cieca al dogma dell\u2019austerit\u00e0; in secondo luogo, la promozione di un certo interventismo statale ha la chiara funzione di favorire gli interessi economici dei paesi pi\u00f9 forti a danno della periferia europea.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/02\/11\/aiuti-di-stato-ma-per-pochi-la-coscienza-sporca-della-ue\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/02\/11\/aiuti-di-stato-ma-per-pochi-la-coscienza-sporca-della-ue\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) &nbsp; \u201cDagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io\u201d, recita un vecchio adagio, ed effettivamente \u00e8 quanto sembra stia accadendo in questi mesi, a cerchi concentrici, fra diversi alleati storici, prima di tutto fra le due sponde dell\u2019Atlantico (USA ed Unione Europea) e poi dentro la stessa Unione. \u00c8 una storia che inizia ad agosto dello scorso anno, quando gli USA approvano il cosiddetto \u201cInflation Reduction\u00a0Act\u201d (IRA). 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