{"id":77468,"date":"2023-02-21T13:15:21","date_gmt":"2023-02-21T12:15:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77468"},"modified":"2023-02-21T13:16:23","modified_gmt":"2023-02-21T12:16:23","slug":"segnalibro-quando-kundera-accuso-il-patto-di-yalta-e-il-partito-comunista-cecoslovacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77468","title":{"rendered":"Segnalibro. Quando Kundera accus\u00f2 il Patto di Yalta e il partito comunista cecoslovacco"},"content":{"rendered":"<p><strong>di BARBADILLO (Manlio Triggiani)<\/strong><\/p>\n<h4>Adelphi pubblica un volume con due testi dello scrittore: il discorso contro la censura e uno scritto del 1983 sull&#8217;Europa<\/h4>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"jeg_main_content col-md-8\">\n<div class=\"jeg_inner_content\">\n<div class=\"entry-content no-share\">\n<div class=\"content-inner \">\n<figure id=\"attachment_108167\" class=\"wp-caption alignleft\" aria-describedby=\"caption-attachment-108167\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108167\" src=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/recensioni-libri-Un-Occidente-di-Milan-Kundera-350x203.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"203\" data-pin-no-hover=\"true\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-108167\" class=\"wp-caption-text\"><em><strong>Un occidente prigioniero di Milan Kundera per Adelphi<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1956 il direttore dell\u2019agenzia di stampa ungherese invi\u00f2 un telex alle agenzie di tutto il mondo, poco prima che la redazione fosse squassata dall\u2019artiglieria sovietica che apriva la strada di Budapest alle truppe che invadevano l\u2019Ungheria. Il direttore informava di quello che stava accadendo e terminava scrivendo: \u201cMoriremo per l\u2019Ungheria e l\u2019Europa\u201d. Che significava questa frase in tempi di guerra fredda e divisione dell\u2019Europa in Nato e Patto di Varsavia? Il direttore intendeva sottolineare che attraverso l\u2019Ungheria l\u2019Urss attaccava l\u2019Europa e perch\u00e9 la nazione rimanesse europea gli ungheresi erano disposti a morire.<\/p>\n<p>Il significato di questa espressione dipende dal fatto che i popoli dell\u2019Europa centrale, cechi, slovacchi, polacchi, ungheresi, per ragioni geopolitiche hanno faticato molto pi\u00f9 di altri popoli a definire una propria identit\u00e0 nazionale. Culturalmente si sono sempre sentiti europei, ma erano confinanti con una grande potenza slava, la Russia, che hanno sempre considerata diversa da s\u00e9. Nel 1945, alla fine del secondo conflitto mondiale, sono stati consegnati all\u2019Unione sovietica. Europei inglobati in un blocco differente. Situazione ancora non chiarita definitivamente nonostante la fine del comunismo e dell\u2019Urss.<\/p>\n<p>Adelphi ha pubblicato un libro,\u00a0<i>Un Occidente prigioniero<\/i>, di Milan Kundera, che fa il punto sulla cultura europea di queste nazioni e sui compiti dell\u2019Occidente (\u201cLa letteratura e i popoli europei\u201d e \u201cUn Occidente prigioniero\u201d). Per lo scrittore ceco le nazioni del centro Europa erano \u201cuna piccola Europa ultraeuropea\u201d per secoli schiacciate dagli Imperi centrali da una parte (Impero asburgico e Impero austroungarico) e dall\u2019altra dal mondo zarista prima, sovietico poi. Kundera ricorda una frase pronunciata dal poeta Karel Havlicek: \u201cai russi piace definire slavo tutto ci\u00f2 che \u00e8 russo, in modo da poter poi definire russo tutto ci\u00f2 che \u00e8 slavo\u201d (pag. 56). Ma questi popoli definiti sbrigativamente appartenenti a \u201cStati satelliti\u201d dell\u2019Urss, seppero esprimere una cultura e un mondo, quello mitteleuropeo, davvero inedito e molto ricco. Un compendio del sapere europeo davvero unico, un\u2019Europa in scala, pi\u00f9 piccola e molto originale basata sul massimo delle differenze nel pi\u00f9 piccolo spazio possibile, di fronte alla Russia (poi Urss) basata invece \u201csul minimo della diversit\u00e0 nel maggior spazio possibile\u201d. Questo crogiolo di lingue e culture che usava l\u2019alfabeto latino, si sentiva lontano, molto lontano dal mondo russo e \u2013 a maggior ragione \u2013 da quello sovietico. Kundera tiene un discorso, in apertura del IV congresso dell\u2019Unione degli scrittori in Cecoslovacchia, nel 1967, nel quale sottolinea con coraggio, che \u201cla sopravvivenza di un popolo \u2013 il riferimento \u00e8 alla nazione ceca ma in genere a tutti i piccoli popoli \u2013 dipende dalla forza dei suoi valori culturali. Il che esige il rifiuto di qualsiasi interferenza da parte dei vandali, gli ideologi del regime\u201d. La rottura fra il sistema comunista e gli scrittori, fu consumata. E la Primavera di Praga dimostr\u00f2 come la rinascita delle arti, della letteratura, del cinema, acceler\u00f2 il disfacimento della struttura politico-totalitaria del comunismo in Ungheria.<\/p>\n<p>Nel libro, oltre al discorso di Kundera, \u00e8 riportato un saggio, scritto nel 1983, nel quale l\u2019intellettuale ceco affronta la percezione che l\u2019Europa ha delle proprie nazioni. Un modo per ridefinire la \u201cmappa mentale\u201d degli europei accusando l\u2019Occidente di non aver fatto nulla mentre scompariva lentamente un lembo importante dell\u2019Europa: Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, inghiottite nel Patto di Varsavia. L\u2019implicito attacco \u00e8 alla Gran Bretagna e agli Usa che nel Patto di Yalta stabilirono che quelle nazioni dovevano finire nelle mani dell\u2019Unione sovietica. Non solo: Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria sono state le nazioni che, dal 1956 al 1970, hanno dato vita a rivolte e contestazioni contro il blocco sovietico e contro il comunismo. Una \u201cvisione centroeuropea del mondo\u201d, quella di Kundera, che sottolinea l\u2019estraneit\u00e0 di quelle culture e quei popoli al mondo comunista e le conseguenti rivendicazioni.<\/p>\n<p>Un testo molto attuale, che dice molto anche dello svolgersi della storia e di come le identit\u00e0 dei popoli siano pesantemente condizionate dalla geopolitica.<\/p>\n<p><b>*\u00a0<i>Un Occidente prigioniero<\/i>,di\u00a0Milan Kundera, Adelphi ed., pagg. 85, euro 12,00; (prefazione di Jacques Rupnik e Pierre Nora; trad. di Giorgio Pinotti)<\/b><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/Segnalibro. Quando Kundera accus\u00f2 il Patto di Yalta e il partito comunista cecoslovacco\">http:\/\/Segnalibro. 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