{"id":77485,"date":"2023-02-23T08:31:44","date_gmt":"2023-02-23T07:31:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77485"},"modified":"2023-02-22T09:13:21","modified_gmt":"2023-02-22T08:13:21","slug":"il-populismo-di-guerra-di-zelensky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77485","title":{"rendered":"Il populismo di guerra di Zelensky"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDEOVER (Gianluca Lo Nostro)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSai perch\u00e9 facciamo una vita da cani? Perch\u00e9 noi la nostra scelta la facciamo nelle cabine elettorali, capito? Ma non abbiamo tra chi scegliere! Se ci sono due merde, noi scegliamo solo la meno peggio, ed \u00e8 cos\u00ec da 25 anni, cazzo. E vuoi sapere una cosa? Non cambier\u00e0 neanche questa volta e sai perch\u00e9? Perch\u00e9 tu, mio padre e io sceglieremo una di queste merde di nuovo. E diremo: s\u00ec, in effetti \u00e8 una merda anche lui, ma forse un po\u2019 meno\u201d. Questo turpiloquio qualunquista \u00e8 lo sfogo del professore di storia Vasilij Petrovy\u010d Holoborodko, al secolo\u00a0<strong>Volodymyr Zelensky<\/strong>, protagonista della prima puntata di Servitore del Popolo, la serie Tv pi\u00f9 guardata in Ucraina nell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p>Holoborodko, doppiato in lingua italiana da Luca Bizzarri, non sa che mentre discute con tono rassegnato della situazione politica nel Paese, uno studente lo sta riprendendo. Il filmato viene pubblicato in rete e viene visto da tutte le famiglie ucraine, mentre il professore resta all\u2019oscuro dell\u2019enorme notoriet\u00e0 raggiunta, salvo poi ignorarne le reali conseguenze. Nel giro di alcune settimane, quasi per scherzo e senza neanche candidarsi ufficialmente, viene proclamato\u00a0<strong>vincitore delle elezioni presidenziali<\/strong>, diventando capo di Stato della seconda nazione pi\u00f9 vasta d\u2019Europa, dopo la Russia, e imbarcandosi in una folle avventura alla guida del suo Stato.<\/p>\n<p>Una parabola incredibile per chiunque, eppure \u00e8 quello che, con i dovuti distinguo, \u00e8 successo a Volodymyr Zelensky. Colui che ha inventato quest\u2019avvincente trama televisiva \u00e8 stato eletto presidente dell\u2019Ucraina il 21 aprile 2019, conquistando oltre 13 milioni di voti e la percentuale record del 73,22% in un impari battaglia contro l\u2019uscente\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-petro-poroshenko.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Petro Poroshenko<\/a>. Se Holoborodko \u00e8 un prodotto del guizzo comico di Zelensky, Zelensky \u00e8 un Holoborodko pi\u00f9 furbo e meno squattrinato che ce l\u2019ha fatta dopo mille peripezie. E con cui, prima o dopo, bisogner\u00e0 fare i conti.<\/p>\n<h2>Il comico imprenditore<\/h2>\n<p>Nato a Kryvyi Rih, Zelensky \u00e8 cresciuto tra la Mongolia e l\u2019Ucraina insieme alla famiglia. Di origine ebraica e bilingue (ma russofono), vanta una\u00a0<strong>laurea in legge\u00a0<\/strong>di cui davvero poco, se non quasi nulla, \u00e8 stato scritto. Prima di intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo, prima di Kvartal 95 Club (la societ\u00e0 di produzione cinematografica fondata nel 2003) e prima di Servitore del Popolo, il presidente ucraino si \u00e8 specializzato in diritto costituzionale, studiando per diventare avvocato. Da questa passione giovanile, evidentemente mai sbocciata ma rivelatasi utile in futuro, deriva l\u2019eccellente abilit\u00e0\u00a0<strong>oratoria<\/strong>\u00a0di Zelensky.<\/p>\n<p>Tuttavia, come mostrato pocanzi, sono gli anni del cabaret e della commedia a trascinarlo nell\u2019arena politica. Perch\u00e9 oltre alla fama pregressa e alla spigliatezza c\u2019\u00e8 anche uno\u00a0<strong>spirito imprenditoriale<\/strong>\u00a0che si nasconde dietro la personalit\u00e0 della persona dell\u2019anno secondo il\u00a0<em>Time Magazine<\/em>. Un tratto, quello del\u00a0<em>self-made man<\/em>\u00a0<strong>nazionalpopolare<\/strong>, che ha permesso a Zelensky di penetrare nelle coscienze critiche di chi lo ha fatto entrare nelle stanze del potere a Kiev.<\/p>\n<p>\u201cZelensky veniva dal mondo dell\u2019imprenditoria e gli ucraini erano stanchi delle \u00e9lite che non potevano offrire altro che corruzione e nepotismo, quindi cercavano\u00a0<strong>qualcosa di nuovo<\/strong>\u201c, racconta a InsideOver Iuliia Mendel, portavoce del Presidente fino al 2021. \u201cHa voluto introdurre la meritocrazia nella lentissima macchina del governo, ma le istituzioni ucraine non sono cos\u00ec solide come nel vostro Paese, quindi si \u00e8 sforzato di renderle pi\u00f9 flessibili. \u00c8 stato il primo presidente a introdurre la concorrenza per le nomine politiche pi\u00f9 importanti e una di queste era la mia carica di portavoce\u201d.<\/p>\n<p>Mendel racconta anche un aneddoto sulla sua assunzione, una novit\u00e0 assoluta per un Paese abituato a raccomandazioni e clientelismo. \u201cMise l\u2019annuncio su Facebook e non ero sicura di candidarmi perch\u00e9 c\u2019erano migliaia di persone in lizza. Tutti i presidenti precedenti sceglievano persone che gi\u00e0 conoscevano senza trasparenza. Ho avuto un colloquio con lui e mi ha chiesto quale fosse la mia motivazione\u201d, prosegue. \u201cChe cos\u2019\u00e8 se non il\u00a0<strong>sogno ucraino<\/strong>, quando ognuno pu\u00f2 realizzare ci\u00f2 che vuole? Zelensky ha fatto appello alle emozioni della gente, capisce la politica dal punto di vista delle emozioni e i suoi discorsi e video sono realistici perch\u00e9 cerca di capire la psicologia delle persone\u201d.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-384833\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ilgiornale2_20230217190339536_c2892d46e76f0c1accd78b852d807fec-1024x742.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"742\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Zelensky scatta un selfie con i suoi elettori prima dell\u2019inaugurazione in parlamento a Kiev. Foto: EPA\/Stepan Franko.<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Il nuovo populista che avanza<\/h2>\n<p>La vita politica di Zelensky si pu\u00f2 suddividere in\u00a0<strong>tre fasi comunicative<\/strong>. La prima, quella del debutto, \u00e8 iniziata nel giorno di Capodanno del 2019, quando annunci\u00f2 la sua discesa in campo. Fu una scelta maturata dopo mesi di riflessioni su sondaggi d\u2019opinione che non facevano altro che ribadire la popolarit\u00e0 dell\u2019allora comico. Secondo alcune\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/how-volodymyr-zelenskiy-beat-petro-poroshenko-in-ukraine\/a-48437457\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rilevazioni<\/a>\u00a0effettuate nel 2018 dal Kiev International Institute for Sociology (Kiis), Zelensky aveva tassi di approvazione superiori a quelli dell\u2019allora presidente ucraino. Ma il passaggio dalla satira politica alla politica autentica non \u00e8 stato privo di ostacoli.<\/p>\n<p>La campagna elettorale fu condotta\u00a0<strong>solo online<\/strong>\u00a0e nessun giornalista poteva sognarsi di intervistarlo. Lo scontro coi media era perlopi\u00f9 alimentato dai finanziatori della campagna elettorale, i mitologici e onnipresenti oligarchi, e meno dal candidato, che credeva in una maggiore disintermediazione con gli elettori, evitando di passare dal filtro della stampa. Lui era un tutt\u2019uno coi suoi sostenitori, che vivevano sul web, e sul web lui comunicava. I giornali narravano la sua ascesa, ma faticavano a comprenderlo. Chi sta leggendo questo articolo avr\u00e0 in mente una sorta di Beppe Grillo slavo: non \u00e8 un accostamento cos\u00ec avventato, a essere sinceri.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, la vecchia politica rappresentata dall\u2019<strong>establishment<\/strong>\u00a0lo attaccava con pretesti assurdi: Poroshenko e il suo team, responsabili in quegli anni di una controversa stretta sulle popolazioni di lingua russa, arrivarono a definire Zelensky un traditore filorusso che faceva il gioco di Putin. Ovviamente non funzion\u00f2, non solo perch\u00e9 Zelensky non era mai stato pro-Putin (preso di mira varie volte nei suoi spettacoli), ma perch\u00e9 la strategia comunicativa usata per diffamarlo venne facilmente smentita sui social.<\/p>\n<p>Poroshenko invit\u00f2 Zelensky a un\u00a0<strong>dibattito<\/strong> prima del ballottaggio, ma il suo sfidante gli rispose ponendogli le seguenti condizioni: \u201cTi aspetto allo stadio Olimpico di Kiev. Il dibattito si terr\u00e0 qui, di fronte al popolo ucraino. Tutti i canali potranno acquistare i diritti per trasmetterlo in diretta e tutti i giornalisti avranno diritto di essere presenti. Tutti i candidati dovranno sottoporsi a un controllo medico e dimostrare di non essere alcolizzati o drogati. Il Paese ha bisogno di un presidente in salute\u201d.<\/p>\n<p>Soprendentemente, Poroshenko accett\u00f2 (\u201cStadio? E stadio sia\u201d) e i due fecero persino il test antidroga, ma alla fine non si trov\u00f2 un\u2019intesa sulla data e il presidente uscente, in svantaggio nei sondaggi, si present\u00f2 al dibattito da solo davanti allo stadio Olimpico a pochi giorni dal voto. A nulla valse la buona volont\u00e0: il destino di Poroshenko era gi\u00e0 segnato.<\/p>\n<h2>Zelensky il riformatore<\/h2>\n<p>Una volta presidente, l\u2019<strong>outsider<\/strong>\u00a0non pi\u00f9 outsider ha dato in pasto ai suoi sostenitori altre perle di saggezza dal sapore genuinamente populista. Questa, estrapolata dal suo discorso inaugurale, riguarda l\u2019affissione della sua foto negli uffici pubblici: \u201cIo non la voglio la mia foto nei vostri uffici\u201d, ha detto rivolgendosi ai funzionari e ai parlamentari presenti alla Verchovna Rada. \u201cIl presidente non \u00e8 un\u2019icona, un idolo o un ritratto. Appendete la foto dei vostri figli invece e guardateli ogni volta che dovete prendere una decisione\u201d, ha ammonito.<\/p>\n<p>Sulla scia di quel dirompente successo, Zelensky ha sciolto il parlamento e ha stravinto le elezioni legislative, superando peraltro le sue modeste aspettative che lo vedevano fermarsi a un\u2019ottantina di seggi. D\u2019altronde, Servitore del Popolo, il nome del suo partito, era un soggetto politico giovanissimo e senza radicamento sul territorio. Nonostante questo, gli ucraini hanno consegnato al partito di Zelensky 259 seggi, un\u2019<strong>inaudita maggioranza<\/strong>\u00a0che ha comportato non pochi problemi al Presidente.<\/p>\n<p>Ritrovare la pace in\u00a0<strong>Donbass<\/strong>\u00a0era uno degli obiettivi principali di Zelensky dal suo insediamento. La guerra con le truppe separatiste sostenute dal Cremlino aveva causato almeno 10 mila morti e per il nuovo capo di Stato la priorit\u00e0 era ritrovare la pace attraverso le miracolose vie della diplomazia, bilanciando l\u2019esigenza di porre fine al conflitto con il sentimento nazionalista di chi gli chiedeva la difesa dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina a tutti i costi. Ma la diplomazia cos\u00ec tanto miracolosa non \u00e8 stata.<\/p>\n<p>Tra il 2020 e il 2021 sono state denunciate migliaia e migliaia di violazioni del cessate il fuoco bilaterale previsto dagli Accordi di Minsk e in trincea non si \u00e8 mai smesso veramente di combattere. Zelensky, comparso ogni anno sul fronte per dare manforte ai suoi soldati, ha pagato il\u00a0<strong>mancato accordo con Putin<\/strong>\u00a0promesso in campagna elettorale,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wilsoncenter.org\/blog-post\/zelensky-servant-people-experience-major-setback-ukraine-local-elections\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">perdendo le elezioni locali<\/a>\u00a0nel 2020. Lo smacco pi\u00f9 doloroso \u00e8 stata la sconfitta a Kryvyi Rih, sua citt\u00e0 natale, dove il partito filorusso Piattaforma di Opposizione \u2013 Per la Vita (oggi messo al bando) si \u00e8 preso l\u2019amministrazione comunale.<\/p>\n<div class=\"is-layout-flex wp-container-3 wp-block-columns\">\n<div class=\"is-layout-flow wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-384831\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ilgiornale2_20230217202756109_2e0ba836915411eb1e15a109ab8b6fe8-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Zelensky in Donbass nel 2019. Foto: EPA.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"is-layout-flow wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-384832\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ilgiornale2_2023021720265535_82a5bd62fbf4440eb6f27245b321d3a0-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Zelensky con i soldati dell\u2019esercito ucraino nella regione di Luhansk, in Ucraina orientale, nel 2019. Foto: EPA.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Zelensky per\u00f2 \u00e8 un uomo parecchio\u00a0<strong>determinato<\/strong>\u00a0e malgrado la mentalit\u00e0 aziendalistica che mette l\u2019efficienza al primo posto \u00e8 anche un inguaribile idealista. Il piano di un negoziato con il Cremlino non \u00e8 mai stato abbandonato completamente e barcamenandosi tra problemi di natura interna e nuove, inaspettate alleanze (la Francia di Macron), il presidente ucraino ha voluto puntare sulla pace finch\u00e9 ha avuto senso farlo, perfino quando l\u2019allarme dell\u2019invasione lanciato dalla Cia \u00e8 cominciato a circolare in Europa a fine 2021.<\/p>\n<h2>Come la guerra cambia un uomo<\/h2>\n<p>\u00c8 con la guerra che lo Zelensky politico ha subito la sua pi\u00f9 recente e notevole\u00a0<strong>mutazione<\/strong>. E stavolta a cambiare non \u00e8 stato soltanto il linguaggio o il carattere, ma l\u2019<strong>aspetto fisico<\/strong>. La giacca e cravatta rimpiazzate dalla mimetica, le guance glabre e rasate ora coperte da una barba minuziosamente curata, il volto prima sollevato e solare che adesso ha lasciato spazio a una fronte corrucciata e tribolante, ma che sa comunque trasmettere empatia: sono i sintomi di un invecchiamento precoce. Questa piccola ma significativa rivoluzione ha avuto luogo nei giorni e nelle settimane successive all\u2019invasione, dunque tra febbraio e marzo del 2022, mentre Zelensky dava ordini dal suo bunker inespugnabile a Kiev, lontano per mesi dalla sua famiglia e minacciato dagli assassini di Putin che lo cercavano nella capitale.<\/p>\n<p>Qui il Presidente ha smesso di avere respiro nazionale. I suoi\u00a0<strong>messaggi<\/strong>\u00a0pubblicati sui suoi canali social sono stati letti e ascoltati da milioni di persone in tutto il mondo. Il suo account Twitter \u00e8 passato nottetempo da 500 mila a un milione e mezzo di follower in 24 ore. Oggi \u00e8 seguito da 7 milioni e 100 mila profili, a cui vanno aggiunti i quasi 17 milioni di Instagram e i 3 milioni di Facebook. Un\u00a0<strong>leader globale<\/strong>\u00a0di uno Stato in guerra, affermatosi sulla scena internazionale come\u00a0<em>player<\/em>\u00a0e interlocutore fondamentale per gli equilibri del pianeta, ogni giorno sulle prime pagine di tutti i giornali. Un capo che non comunica pi\u00f9 soltanto con i suoi concittadini, ma sfrutta il piedistallo su cui \u00e8 poggiato per mandare richieste pubbliche di aiuto agli altri Paesi, mettendo una pressione che rischia di risultare stucchevole nel lungo periodo, specie se l\u2019inerzia del conflitto dovesse spostarsi in favore di Mosca.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una domanda per\u00f2 che merita una risposta: come ha fatto un politico inesperto, dilettante e per certi versi inconcludente a guadagnarsi la\u00a0<strong>fiducia<\/strong>\u00a0di 40 milioni di persone mentre il suo Paese \u00e8 sotto attacco da un\u2019opprimente superpotenza nucleare? Secondo Iuliia Mendel, c\u2019entra la decisione di restare a Kiev nei primi giorni della guerra.<\/p>\n<p>\u201cQuando \u00e8 scoppiata la guerra, la gente si sentiva smarrita e si chiedeva: \u2018Cosa devo fare se all\u2019improvviso tutta la mia vita viene distrutta?\u2019. I primi giorni furono i pi\u00f9 importanti, quando and\u00f2 dalla gente e disse: \u2018<strong>Restiamo qui e combattiamo<\/strong>\u2018. Questa era in realt\u00e0 l\u2019identit\u00e0 degli ucraini\u201d, osserva la giornalista. \u201cNon ha detto \u2018ci arrendiamo\u2019 o \u2018ci stiamo pensando\u2019. Ha detto \u2018stiamo combattendo&#8217;\u201d. E perch\u00e9 gli ucraini gli hanno creduto? \u201cPerch\u00e9 in quel momento ha fatto appello al cuore di ogni ucraino, perch\u00e9 questo \u00e8 il nostro Paese, perch\u00e9 questa \u00e8 la nostra casa\u201d, conclude.<\/p>\n<p>I suoi oppositori lo accusano di aver forzato l\u2019Ucraina a entrare in questa insulsa guerra, di aver introdotto la legge marziale e di aver continuato con la repressione anti-russa voluta dai suoi predecessori, vietando tutti i partiti schierati con l\u2019aggressore. Le suppliche ai partner occidentali, che secondo Zelensky dovrebbero incrementare le forniture militari per consentire a Kiev di sconfiggere la Russia sul campo, causerebbero inevitabilmente una <strong>guerra<\/strong>\u00a0<strong>mondiale<\/strong>, si legge spesso. Ma forse la sua \u00e8 soltanto\u00a0<strong>retorica<\/strong> che genera velleit\u00e0 esternate in un plausibile delirio di onnipotenza. Chi, al suo posto, non chiederebbe pi\u00f9 carri armati e cacciabombardieri all\u2019America se avesse un assegno in bianco illimitato a disposizone? Ma soprattutto, siamo sicuri che al popolo ucraino non faccia piacere il sostegno a oltranza della comunit\u00e0 internazionale e che effettivamente Zelensky sia apprezzato in patria per questo?<\/p>\n<p>Che si ami o che si odi, che si esalti o che si irrida, Volodymyr Zelensky sta segnando questa epoca e lo sta facendo in un lasso di tempo troppo corto per elaborare il vero valore e l\u2019eredit\u00e0 storica della sua testimonianza. Dunque esprimere un giudizio netto, buono o cattivo, bianco o nero, potrebbe essere un esercizio mentale pericoloso. E intellettualmente disonesto. Un fatto \u00e8 nondimeno innegabile. La sua figura rimarr\u00e0\u00a0<strong>scolpita<\/strong>, nel bene o nel male, sulla pietra angolare della nazione ucraina che sta cercando di risorgere dopo questa traumatica guerra.<\/p>\n<p><strong>FONTE:https:<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/il-populismo-di-guerra-di-zelensky.html\">https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/il-populismo-di-guerra-di-zelensky.html<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center\">\n<div class=\"wp-block-media-text__content\"><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Gianluca Lo Nostro) \u201cSai perch\u00e9 facciamo una vita da cani? Perch\u00e9 noi la nostra scelta la facciamo nelle cabine elettorali, capito? Ma non abbiamo tra chi scegliere! Se ci sono due merde, noi scegliamo solo la meno peggio, ed \u00e8 cos\u00ec da 25 anni, cazzo. E vuoi sapere una cosa? Non cambier\u00e0 neanche questa volta e sai perch\u00e9? Perch\u00e9 tu, mio padre e io sceglieremo una di queste merde di nuovo. E diremo:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51253,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/insideover.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-k9L","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77485"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77485"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77485\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77500,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77485\/revisions\/77500"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}