{"id":77503,"date":"2023-02-23T10:28:06","date_gmt":"2023-02-23T09:28:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77503"},"modified":"2023-02-22T09:30:50","modified_gmt":"2023-02-22T08:30:50","slug":"cina-usa-tecnologie-e-palloni-spia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77503","title":{"rendered":"Cina-Usa: tecnologie e palloni-spia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Paolo Perulli)<\/strong><\/p>\n<p>Nel recente discorso sullo stato dell\u2019Unione del 7 febbraio 2023, il presidente Biden ha affermato che gli Stati Uniti proteggeranno la loro sovranit\u00e0 quando essa \u00e8 attaccata, con riferimento al pallone-spia cinese che ha sorvolato il suolo americano prima di essere abbattuto al largo della South Carolina il 4 febbraio. La richiesta del Pentagono di chiarire con la Cina l\u2019accaduto \u00e8 stata respinta dal governo cinese.<\/p>\n<p>Per capire il vero retroterra di un simile scontro leggiamo il libro di Alessandro Aresu,\u00a0<em>Il dominio del XXI secolo. Cina, Stati Uniti e la guerra invisibile sulla tecnologia<\/em>\u00a0(Feltrinelli 2022). Si legge come un romanzo, questo saggio che \u00e8 il migliore studio di geopolitica oggi in Italia. Lo ha scritto un filosofo di formazione, allievo di Massimo Cacciari e Guido Rossi, oggi esperto di geopolitica e di politica tecnologica e consigliere scientifico di\u00a0<em>Limes<\/em>, la rivista diretta da Lucio Caracciolo: ha le categorie giuste, quelle del\u00a0<em>dominio<\/em>\u00a0e della\u00a0<em>potenza<\/em>, per entrare nei meandri della fase attuale della globalizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019intelligente libro di Aresu non parla mai di guerra tra Stati Uniti e Cina come scenario militare diretto, come ha fatto un generale americano, Michael A. Minihan, a capo della mobilit\u00e0 aerea, in un memorandum distribuito ai suoi subordinati lo scorso 1\u00b0 febbraio, in cui si fa la data del 2025 come possibile orizzonte del conflitto. Ma il libro parla continuamente di guerra tecnologica tra le due superpotenze, che \u00e8 parte di uno scontro permanente per il dominio del mondo. Certo l\u2019epoca del \u201cconsenso di Washington\u201d, quando i parametri economici fondamentali del mondo intero erano fissati dagli Stati Uniti, \u00e8 tramontata da tempo.<\/p>\n<p>Nel frattempo la Cina, entrata nel WTO (World Trade Organization) nel 2001, \u00e8 diventata il nuovo centro manifatturiero del mondo, e non pi\u00f9 solo la fabbricazione, ma la concezione e il controllo delle tecnologie di punta sono oggi in via di trasferimento verso i grandi poli tecnologici Asiatici. Il ruolo cruciale \u00e8 svolto dalle supply chains, le catene di fornitura globali di cui Pechino ha assunto il ruolo di architetto. Le sue posizioni sui vari segmenti delle catene principali, in particolare le terre rare (litio, cobalto), l\u2019energia, l\u2019auto elettrica, e l\u2019innovazione digitale, sono cresciute a scapito dei suoi partner e dei suoi rivali.<\/p>\n<p>Un punto chiave \u00e8 per\u00f2 la relativa eccezione nell\u2019industria delle industrie, i semiconduttori. Qui Taiwan ha il primato, e il destino politico e militare dell\u2019isola pi\u00f9 importante del mondo \u00e8 tutto legato a questo incontrastato dominio: da quando Morris Chang, nato in Cina nel 1931 e divenuto negli Stati Uniti uno degli ispiratori dell\u2019industria dei semiconduttori, fonda la Taiwan Semiconductor Manufactury Company (Tsmc), che attraverso enormi fabbriche da trent\u2019anni domina la produzione in conto terzi dell\u2019anima dell\u2019industria informatica mondiale, i microprocessori.<\/p>\n<p>E qui interviene la guerra dei semiconduttori tra Stati Uniti e Cina. In nome della sicurezza nazionale infatti, gli Stati Uniti avviano nel 2019 le sanzioni nei confronti dei principali gruppi industriali cinesi: Huawei in testa. Ma \u00e8 l\u2019intera supply chain dei semiconduttori, in cui operano Apple e altri grandi, ad essere scossa: il governo americano intima a Apple nel 2022 di non comprare chips dalla cinese Yangtze Memory Technologies Co, su cui Pechino punta molto. Le transazioni di mercato ne vengono sconvolte. Si impone il primato della politica. A bene vedere sia Cina che Stati Uniti sono capitalismi politici, l\u2019uno guidato dal partito comunista cinese l\u2019altro dall\u2019apparato industriale-militare statunitense.<\/p>\n<p>Tutto era iniziato molti anni prima, a ridosso della seconda guerra mondiale, quando la sicurezza nazionale degli Stati Uniti diviene il parametro-chiave di ogni manovra economica, politica e militare. Il National Security Act \u00e8 del 1947, il Defense Production Act \u00e8 del 1950: ma \u00e8 nei decenni successivi che proliferano gli interventi per assicurare le supply chains dalle influenze del nemico. Peccato che la globalizzazione abbia nel frattempo messo nelle mani della Cina le chiavi principali delle catene globali del valore. E che tutti i pi\u00f9 recenti tentativi di riportare in America le produzioni siano nel frattempo falliti, nonostante la retorica dell\u2019\u201dAmerica great again\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/pallone-spia-cina-abbattuto-velvetmag.it-20230205.jpeg\" alt=\"b\" width=\"800\" height=\"450\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"16078ba5-ff94-49f8-a741-46b3877ac4e2\" \/><\/p>\n<p>Ambiguit\u00e0 e fallimenti americani non significano per\u00f2 che non siamo entrati in un\u2019altra era, quella del sanzionismo. Il Cfius, comitato interdipartimentale del Tesoro americano, pu\u00f2 scrutinare e bloccare ogni investimento estero degli Stati Uniti, facendo ricorso a una vastissima competenza settoriale, e con possibilit\u00e0 di intervenire anche in termini retroattivi e su transazioni che riguardino gli Stati Uniti anche in modo secondario.<\/p>\n<p>Tutto il mondo, a partire dalle imprese cinesi, deve subire, aggirare e prevedere il sanzionismo americano. Ma anche le guerre in corso ne sono condizionate: ad esempio le esportazioni globali di semiconduttori verso la Russia dopo le sanzioni sono crollate del 90%, con conseguenze sulle industrie dell\u2019aerospazio e della difesa russe. Ma \u00e8 soprattutto la Cina il target delle sanzioni americane: l\u2019accelerazione \u00e8 impressionante a partire dal 2018.<\/p>\n<p>Prima ha colpito la corsa cinese nel 5G (blocco dell\u2019operazione Qualcomm-Broadcom e moral suasion verso tutti i governi occidentali per impedire la penetrazione cinese). Poi ha indotto l\u2019olandese Asml leader mondiale dei semiconduttori sotto i 7 mn (nanometri) a non esportare le sue macchine-necessarie per produrre semiconduttori sotto i 7 mn-verso la cinese Smic (Semiconductor Manufacturing International Corporation) su cui punta tutto la leadership cinese.<\/p>\n<p>Quindi ha inserito Huawei leader cinese nelle telecomunicazioni (195.000 addetti in 170 paesi), Smic leader cinese nei semiconduttori, e Dji leader cinese nei droni, nella\u00a0<em>entity list<\/em>\u00a0(che comporta l\u2019obbligo di chiedere licenze per l\u2019esportazione). Ha tentato di bloccare l\u2019avanzata di TikTok, leader cinese nei social network, videogiochi e istruzione nel mercato americano, dove essa peraltro opera con dirigenti e capitali americani, ma le decisioni sono state rese inefficaci dall\u2019operato delle corti di giustizia americane. Ha bloccato l\u2019acquisizione della coreana Magnachip da parte del fondo cinese Wise Road Capital, e ha messo sotto controllo tutte le filiere dei semiconduttori, batterie, e altri materiali critici per la difesa.<\/p>\n<p>Baster\u00e0 tutto questo a ritardare, o perfino bloccare, l\u2019avanzata cinese? Un decennio fa quasi tutte le principali piattaforme Internet erano americane, oggi 6 delle principali 10 sono cinesi. La Cina nel 2025 avr\u00e0 77.000 dottori di ricerca all\u2019anno nelle discipline Stem (scienza tecnologia matematica) da cui dipende lo sviluppo futuro delle tecnologie di punta, contro i 40.000 americani. Il sorpasso \u00e8 gi\u00e0 avvenuto. Gli effetti della rivoluzione manifatturiera globale si sono realizzati, nella cecit\u00e0 o nello strabismo occidentali (Biden pensa tuttora che \u201cla Cina non innovi\u201d, mentre sta entrando a valanga nei settori di punta del digitale, dell\u2019automotive elettrico, dell\u2019estrazione mineraria di paesi come Cile, Argentina, Australia e Africa nelle materie prime rare).<\/p>\n<p>Nel frattempo anche la Cina risponde con le sanzioni: da ultimo il Ministero del Commercio cinese ha aggiunto alla lista delle\u00a0<em>unreliable entities<\/em>, cui \u00e8 proibita ogni attivit\u00e0 di esportazione e importazione correlata alla Cina, due imprese americane come la Lockeed Martin Corp. e la Raytheon Technologies Corp., \u2018colpevoli\u2019 di aver venduto armi a Taiwan.<\/p>\n<p>Il progresso tecnologico non libera i settori, al contrario li incatena alle decisioni degli apparati statali, secondo un crescente nazionalismo tecnologico o imperialismo. E tutto il resto, a partire dal grande tema del cambiamento climatico (Cina e USA sono i principali responsabili delle emissioni mondiali di CO2) ne risulta dipendente, facendo entrare la crisi climatica tra le variabili della sicurezza nazionale. Questo passaggio chiave del libro, improntato a un realismo politico in cui risuonano gli echi di Hobbes e Schmitt, mostra anche la pericolosa novit\u00e0 dell\u2019epoca nostra: ormai non si tratta pi\u00f9 di stati di eccezione alla Schmitt, ma di assoluta normalit\u00e0, di stato delle cose. E allora le domande si affollano: cosa resta della politica democratica? cosa resta del \u201cvalore\u201d da difendere nei confronti della marcia della burocrazia celeste cinese? La risposta di Aresu \u00e8: la sicurezza nazionale \u00e8 il vero ritmo politico del mondo, e ogni grande democrazia ne far\u00e0 un uso crescente.<\/p>\n<p>La stessa Europa, spettatrice del grande conflitto che si prepara, inadeguata nella gara tecnologica e militare in corso, dovr\u00e0 ripensarsi. Il libro si chiude con una lunga citazione del personaggio Hans Castorp, il protagonista della grande opera di Thomas Mann,\u00a0<em>Der Zauberberg.\u00a0<\/em>Il giovane ingegnere di Amburgo, espressione del mondo borghese della precisione, lasciandosi alle spalle la Montagna Incantata, incontrerebbe oggi il porto di Amburgo in mani cinesi, gli ingranaggi delle supply chains, le pretese delle politiche industriali sempre pi\u00f9 dipendenti da vincoli esterni, la violenza delle sanzioni. Oppure come nel romanzo di Thomas Mann, sparirebbe nella stessa tempesta che ha investito il giovane protagonista, una \u201cmondiale sagra della morte\u201d che attende il nuovo universo della precisione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/cina-usa-tecnologie-e-palloni-spia\">https:\/\/www.doppiozero.com\/cina-usa-tecnologie-e-palloni-spia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Paolo Perulli) Nel recente discorso sullo stato dell\u2019Unione del 7 febbraio 2023, il presidente Biden ha affermato che gli Stati Uniti proteggeranno la loro sovranit\u00e0 quando essa \u00e8 attaccata, con riferimento al pallone-spia cinese che ha sorvolato il suolo americano prima di essere abbattuto al largo della South Carolina il 4 febbraio. La richiesta del Pentagono di chiarire con la Cina l\u2019accaduto \u00e8 stata respinta dal governo cinese. 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