{"id":77507,"date":"2023-02-22T11:25:56","date_gmt":"2023-02-22T10:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77507"},"modified":"2023-02-22T11:45:02","modified_gmt":"2023-02-22T10:45:02","slug":"la-criminalita-organizzata-come-soggetto-politico-seconda-parte-a-cura-di-luigi-longo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77507","title":{"rendered":"La criminalit\u00e0 organizzata come soggetto politico. Seconda parte a cura di Luigi Longo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario)\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"wrap\" class=\"container clearfix\">\n<section id=\"content\" class=\"primary\" role=\"main\">\n<article id=\"post-14410\" class=\"post-14410 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-autori-dossier category-dossier category-luigi-longo category-zibaldone tag-conflitto-strategico tag-geopolitica tag-politica tag-realismo-politico tag-teoria-politica\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/luchy-luciano-586x280.jpg\" alt=\"\" width=\"586\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p><strong><em>Connie, per tutta la vita ho cercato di e<\/em><em>levarmi socialmente, perch\u00e9 credevo <\/em><em>che in alto tutto fosse legale e corretto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma pi\u00f9 in alto salgo, e pi\u00f9 il fetore aumenta<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p><em>Michael Corleone*<\/em><\/p>\n<p>Propongo la lettura di alcuni stralci tratti dalle opere di: Karl Marx,\u00a0<em>Il Capitale. Critica dell\u2019Economia politica<\/em>, Einaudi Torino, 1975, libro primo; Umberto Santino,\u00a0<em>La mafia come soggetto politico<\/em>, di Girolamo editore, Trapani, 2013; Vincenzo Ruggiero,\u00a0<em>Perch\u00e9 i potenti delinquono<\/em>, Feltrinelli, Milano, 2015; Etienne de La Bo\u00e8tie<em>, Discorso sulla servit\u00f9 volontaria,\u00a0<\/em>Piccola biblioteca della felicit\u00e0<em>,\u00a0<\/em>Milano, 2007.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 suggerisco la lettura di questi stralci?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i citati scritti portano a riflettere su quattro questioni importanti: 1) la propaganda, l\u2019ideologia, la mistificazione e l\u2019inganno della cattura di Matteo Messina Denaro (latitante da 30 anni con coperture istituzionali a tutti i livelli che sono indicative delle relazioni tra la mafia e i decisori che utilizzano lo\u00a0<strong>strumento<\/strong>\u00a0stato per l\u2019affermazione del proprio potere e dominio sociale) che segue la stessa scenografia di altre catture eccellenti da quella di Michele Greco a quella di Bernardo Provenzano; 2) l\u2019ipotesi che la criminalit\u00e0 organizzata (mafia, n\u2019drangheta, camorra, quarta mafia, eccetera) sia una questione che riguarda la struttura sociale della cosiddetta societ\u00e0 capitalistica; cio\u00e8, la criminalit\u00e0 organizzata non \u00e8 una patologia della societ\u00e0 de\u00a0<em>le magnifiche sorti e progressive<\/em>\u00a0che va estirpata, ma \u00e8 una configurazione sistemica della societ\u00e0 dove il potere legale e il potere illegale si intrecciano, si innervano; 3) gli agenti strategici della criminalit\u00e0 organizzata fanno parte del blocco di potere e di dominio che decide le sorti del Paese; 4) la\u00a0<em>cattura<\/em>\u00a0di Matteo Messina Denaro chiude una fase della mafia non pi\u00f9 sufficiente per le nuove trasformazioni (la stessa riflessione pu\u00f2 valere anche per le altre organizzazioni criminali che si stanno ristrutturando e trasformando) che\u00a0<em>la vecchia societ\u00e0 gravida di una societ\u00e0 nuova<\/em>\u00a0impone e si apre a nuove configurazioni (nuove alleanze, nuove direttrici, nuove strategie) che tengono conto delle trasformazioni che la fase multicentrica impone e determina con i nuovi modelli sociali che avanzano nello scontro tra le potenze mondiali per l\u2019egemonia (abbiamo visto come Matteo Messina Denaro, espressione di gruppo di potere, era ben introdotto nelle trasformazioni della cosiddetta transizione energetica cos\u00ec come lo sono le altre criminalit\u00e0 organizzate).<\/p>\n<p>Preciso che i suddetti agenti strategici non vanno confusi con quelli che gestiscono ed eseguono le strategie; un esempio storico \u00e8 la morte di Enrico Mattei, i cui mandanti sono da ricercare nei\u00a0<strong>cotonieri<\/strong>\u00a0lagrassiani per il loro progetto di sviluppo servile agli Stati Uniti, ma \u00e8 opera degli esecutori che gestiscono ed eseguono gli ordini strategici. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano intuito quale fosse la profondit\u00e0 del problema (questo era il terzo livello di cui parlava Giovanni Falcone,\u00a0<em>non altro<\/em>) che necessitava di altri saperi e di altri soggetti in grado di capire, conoscere, interpretare e agire per contrastare un modello sociale egemone (gramscianamente inteso di consenso e di coercizione) basato sulla violenza del dialogo politico, dove la coercizione viene attuata anche con mezzi criminali e non con\u00a0<em>raffinati<\/em>\u00a0metodi democratici. Nella lotta alla criminalit\u00e0 organizzata\u00a0<strong>non bastava<\/strong>\u00a0l\u2019aspetto giudiziario insufficiente e in via di costruzione, oltre ai limiti dati dalla farsa della divisione dei poteri che scambia gli equilibri egemonici degli agenti strategici dominanti con l\u2019autonomia dei poteri.<\/p>\n<p>A questo punto pongo tre domande: esiste una sorta di<strong>\u00a0azione giuridica preventiva\u00a0<\/strong>con cui\u00a0<strong>ridurre<\/strong>\u00a0il potere della criminalit\u00e0 organizzata considerato che tutte le\u00a0<em>Relazioni del Ministero dell\u2019Interno al Parlamento sulla attivit\u00e0 svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia\u00a0<\/em>presentano mappature dei territori con la loro spartizione delle aree di controllo, di influenza e le relative relazioni internazionali (<em>anche<\/em>\u00a0<em>con supporto informatico contenente le proiezioni mafiose regionali-specificit\u00e0 provinciali<\/em>) con tanto di riferimento dei\u00a0<em>decisori<\/em>\u00a0della sfera militare e della sfera economica (legale e illegale) della criminalit\u00e0 organizzata e relative relazioni internazionali? Quali sono le conseguenze politiche delle suddette relazioni ministeriali (qui la politica \u00e8 intesa come prassi reale di cambiamento!)? L\u2019azione giuridica esprime un libero rapporto o esprime un vincolo sistemico del rapporto di potere e di dominio?<\/p>\n<p>La criminalit\u00e0 organizzata, declinata nelle varie realt\u00e0 regionali (Sicilia-mafia; Calabria-n\u2019drangheta; Campania-camorra; Puglia-quarta mafia; eccetera) con le relative articolazioni territoriali e ramificazioni nazionali e internazionali, \u00e8 presente in tutte le sfere sociali tramite l\u2019intreccio tra potere legale e potere illegale storicamente dato. Pertanto, non bisogna fermarsi all\u2019aspetto giudiziario che riguarda\u00a0<strong>solo<\/strong>\u00a0la sfera militare e la sfera economica della criminalit\u00e0 organizzata (e poco sa delle altre sfere sociali: istituzionale, politica, territoriale, eccetera) ma occorre allargare lo sguardo all\u2019insieme della societ\u00e0 cosiddetta capitalistica. La peculiarit\u00e0 della criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 nello strumento violento del conflitto tra gli agenti strategici\u00a0<strong>non<\/strong>\u00a0nella finalit\u00e0 dell\u2019accumulazione del denaro (inteso sia come rapporto sociale del capitale sia come investimento in s\u00e9) che rientra nelle relazioni sociali del funzionamento del sistema capitalistico basato sia sul\u00a0<strong>potere<\/strong>\u00a0che si viene a configurare nelle diverse sfere sociali sia sul\u00a0<strong>dominio<\/strong>\u00a0dell\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>Chi deve allargare lo sguardo e farsi portatore di un nuovo modello sociale della maggioranza della popolazione? Chi deve dare nome al\u00a0<em>volgo disperso<\/em>\u00a0di manzoniana memoria? Occorre un nuovo soggetto storico di trasformazione che tenga conto della lezione della\u00a0<strong>storia rivoluzionaria<\/strong>\u00a0che, dispiace per Giambattista Vico, non va ridotta solo all\u2019eterogenesi dei fini ma va letta<strong>\u00a0soprattutto\u00a0<\/strong>per la mancata costruzione di un soggetto sessuato come sintesi di differenze di intendere i rapporti sociali storicamente dati (oggi\u00a0<strong>forse<\/strong>\u00a0cominciano a esserci le condizioni per riflettere seriamente).<\/p>\n<p>In questa cornice di ipotesi di ragionamento ho pensato al capolavoro di Karl Marx sulla violenza, sulla illegalit\u00e0, sulla legge come strumento della criminalit\u00e0 nell\u2019accumulazione originaria che ha preparato la strada al nuovo modello sociale basato sul modo di produzione capitalistico; cos\u00ec come ho pensato a Umberto Santino, fondatore e direttore del Centro siciliano di documentazione \u201cGiuseppe Impastato\u201d di Palermo (il primo centro studi sulla mafia e altre forme di criminalit\u00e0 organizzata sorto in Italia, 1977), che con i suoi lavori sulla mafia come soggetto politico pu\u00f2 stimolare ricerche strutturali nelle altre regioni di consolidata e storica presenza della criminalit\u00e0 organizzata con le loro articolazioni territoriali, nazionali e internazionali. L\u2019importanza delle radici, della storia, dell\u2019ambiente, del costume, eccetera del territorio \u00e8 fondamentale per gli agenti strategici criminali per costruire reti sociali e radicamento territoriale (inteso nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia: citt\u00e0, campagna, ambiente, paesaggio): i teorici del superamento dello\u00a0<strong>stato<\/strong>\u00a0(quanta confusione tra stato e nazione e tra nazione e nazionalismi) devono andare a lezione da loro per capire il senso profondo di appartenenza ad una nazione come espressione storica e territoriale di un popolo; cos\u00ec come mi \u00e8 sembrato utile il lavoro dello studioso Vincenzo Ruggiero, docente di Sociologia e direttore del Crime and Conflict Research Centre presso la Middlesex University di Londra, sull\u2019intreccio tra potere legale e potere illegale che \u201cconvocando accanto alla criminologia e alla sociologia una vasta serie di altri saperi, dall\u2019economia alla filosofia, [\u2026] illumina passo dopo passo la sottile ragnatela di strategie che consentono al potere di stare contemporaneamente dentro e fuori dalla legge, di piegare il discorso pubblico alle proprie necessit\u00e0 di giustificazione, di costruire contesti in cui i propri scopi possano assumere le sembianze degli scopi di tutti e di ciascuno\u201d; infine ho pensato al concetto di servit\u00f9 di Etienne de La Bo\u00e8tie, esperto ellenista e un conoscitore del pensiero e della saggezza antiche (1530-1563), come espressione di una ricerca della libert\u00e0 come fondamento di un nuovo ordine sociale capace di valorizzare la individualit\u00e0 personale e sociale come espressione di un popolo che vive un determinato territorio (sul concetto di libert\u00e0 si legga il\u00a0<em>Guglielmo Tell<\/em>\u00a0di Friedrich Schiller, Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1968) chiamato nazione (possiamo chiamarlo\u00a0<em>paese<\/em> per una nuova ri-elaborazione del concetto di nazione) in maniera autodeterminata in relazione ai diversi e peculiari territori mondiali.<\/p>\n<p>* L\u2019epigrafe \u00e8 tratta dal film\u00a0<em>Il padrino<\/em>, parte III, di Francis Ford Coppola, trilogia dei Corleone, 1990.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>.VINCENZO RUGGIERO,\u00a0<em>PERCH\u00c9 I POTENTI DELINQUONO<\/em>, FELTRINELLI, MILANO, 2015, pp. 10-185.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>La forza dirompente del potere [\u2026] gli individui e i gruppi potenti possono trasgredire le regole che pure li favoriscono, possono ignorarle o riscriverle se ostacolano la loro azione, possono reclamare che i loro interessi corrispondono agli interessi di tutti e per questo vanno sostenuti dagli interventi governativi.<\/p>\n<p>L\u2019insufficienza delle leggi, delle norme, delle strategie tecniche, amministrative, ambientali, architettoniche, o semplicemente poliziesche per combattere e arginare il potere con la sua criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>I potenti commettono violazioni mentre dichiarano implicitamente lealt\u00e0 verso le loro stesse leggi, stimolando cos\u00ec \u201ccomportamenti di orda\u201d, vale a dire condotte imitative incoraggiate dal loro visibile successo. Vi \u00e8 un misto di consenso e imitazione, di coercizione e occultamento.<\/p>\n<p>Una distinzione schematica tra norme come riflesso di valori universali applicati a tutti e norme come repertorio di tecniche per la perpetuazione del potere. [\u2026] l\u2019apatia politica potrebbe degenerare in rapporti sociali disfunzionali, mentre l\u2019assenteismo dalla vita pubblica potrebbe incoraggiare individualismo estremo e criminalit\u00e0. \u201cGiocare a bocce da soli\u201d \u00e8 ormai divenuta un\u2019espressione comune per descrivere il declino dello spirito pubblico, la perdita del senso di comunit\u00e0 e il crescente egoismo.<\/p>\n<p>Il potere criminale e non (mia specificazione, LL) \u00e8 esercitato da attori (agenti strategici, mia specificazione, LL) il cui potere costituisce una risorsa disponibile anche in altri contesti e per altre iniziative, attori che, dopo aver utilizzato il proprio potere per commettere crimini, possono facilmente tornare nelle altre sfere della loro esistenza e continuarlo a esercitarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.<em>Una classificazione criminologica<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Crimini di potere<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La formulazione \u201ci crimini del colletto bianco sono crimini commessi da persone rispettabili e di alto status sociale nel corso della loro occupazione\u201d [\u2026] In alternativa a \u201ccrimini dei colletti bianchi\u201d sono state suggerite definizioni come devianza di \u00e8lite, devianza ufficiale e devianza d\u2019impresa [\u2026] Altre definizioni intese a ridurre il raggio di quella originaria e identificare condotte pi\u00f9 specifiche sono: reato economico, crimine politico, delitto governativo e criminalit\u00e0 degli affari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Agenti di stato e attori economici<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il conflitto tra gruppi [\u2026] diventa causa prima, esclusiva variabile esplicativa della criminalit\u00e0 dei potenti, mentre le stesse definizioni di criminalit\u00e0 diventano l\u2019esito di battaglie ingaggiate nell\u2019arena del diritto, dove i potenti riescono a distanziarsi dalle imputazioni di illegalit\u00e0 e attribuirle ai deboli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Organizzazioni e loro costituenti<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quando le organizzazioni diventano complesse, le responsabilit\u00e0 vengono decentrate, mentre chi ne fa parte si ritrova in un ambiente opaco nel quale i fini da perseguire e le modalit\u00e0 per perseguirli si fanno vaghi e negoziabili. Le organizzazioni possono essere \u201cmeccaniche\u201d oppure \u201corganiche\u201d, con le prime che operano in condizioni di relativa stabilit\u00e0, e le seconde che si adattano a condizioni mutevoli [\u2026] Le pratiche illegali possono essere il risultato delle mutate condizioni, in quanto \u00e8 in opera un impulso incessante teso a individuare nuovi modi di raggiungere gli obiettivi e, di conseguenza, di innovare attraverso la reinvenzione o la violazione delle regole. Ogni organizzazione, d\u2019altro canto, \u00e8 costituita da individui e gruppi che perseguono i propri limitati interessi, sebbene i conflitti interni vengono raramente resi ufficiali ma nascosti dietro immagini pubbliche di armonia [\u2026] Le alleanze si intrecciano e si dissolvono, i fini contingenti e il clima di costante antagonismo caratterizzano l\u2019esistenza quotidiana delle organizzazioni, i cui obiettivi sono indefiniti quanto l\u2019esito delle lotte di potere che si combattono al loro interno.<\/p>\n<p>Concorrenza senza freni, arroganza pervasiva e un\u2019etica della titolarit\u00e0 (o del merito). Ecco perch\u00e9 la devianza germoglia non solo nelle taverne e nei lupanari, ma anche negli uffici delle grandi compagnie corporate (estendibile a tutte le sfere sociali, mia precisazione LL).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Crimine operativo di potere<\/i><\/b><\/p>\n<p>Il primo tipo di \u201ccrimine di potere\u201d [\u2026] si manifesta quando i gruppi e gli individui potenti violano le loro stesse regole e la loro stessa filosofia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Crimine di potere gangsteristico<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] quegli episodi che vedono attori potenti commettere reati convenzionali. [\u2026] imprenditori che rubano, investono capitali in droghe illecite o finanziano sequestri di persone, spinti da urgente bisogno di danaro [\u2026] Queste condotte vanno collegate ai contesti che consentono l\u2019accesso a reddito illegale supplementare, a situazioni che offrono la prospettiva di profitti rapidi quando nella routine degli affari si avvertono declino o crisi. A questo proposito, si potrebbe ipotizzare l\u2019esistenza di \u201cisole illegali\u201d a disposizioni delle imprese, le quali possono farvi delle incursioni periodiche o occasionali pur mantenendo il proprio status di imprese legittime.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Crimine di potere delegato<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] il \u201ccrimine di potere delegato\u201d comporta l\u2019utilizzo da parte di attori ufficiali potenti di un braccio armato illegittimo o clandestino. Si tratta di un crimine commesso per interposta persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Crimine di potere associato<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] i reati commessi congiuntamente da individui o gruppi legittimi e illegittimi. Anche in questo caso i reati consistono nell\u2019erogazione di un servizio illegale, su delega ricevuta da attori legali, con un accordo tra le parti che per\u00f2 si presenta come esplicita transizione tra pari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Crimine di potere filantropico<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u201cGli stati moderni uccidono e saccheggiano su una scala che nessuna banda di rapinatori potrebbe emulare\u201d. [\u2026] I criminali filantropi, insomma, riescono a respingere l\u2019etichetta criminale da se stessi e dalla propria attivit\u00e0 e a persuadere gli altri che i loro fini corrispondono ai fini della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Crimine di potere fondativo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Molti crimini di potere fondativo si verificano nella sfera economica e riguardano, ad esempio, la legislazione sul lavoro, che \u00e8 soggetta alla logica sperimentale degli imprenditori (il lavoro nero pu\u00f2 diventare flessibilit\u00e0, ad esempio). Altri vanno attribuiti alle grandi imprese, che nel violare le regole cercano di creare di nuove, in una corsa che vede la legge inseguire l\u2019economia, non viceversa (per esempio, il caso dell\u2019ex Ilva di Taranto, mia precisazione LL). Tuttavia, il terreno pi\u00f9 significativo nel quale si verificano crimini di potere fondativo \u00e8 quello contrassegnato dall\u2019uso di una risorsa cruciale: la violenza. [\u2026] In nome dell\u2019emergenza, comunque, le libert\u00e0 sacrificate potrebbero non essere ripristinate: l\u2019idea di uno scambio tra libert\u00e0 e sicurezza \u00e8 a sua volta fondante e ridisegna i diritti umani e civili mentre decriminalizza la loro violazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>E\u2019 l\u2019economia stupido!<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Clinton [\u2026]: \u00e8 l\u2019economia, stupido!<\/p>\n<p>Attraverso questa espressione, vorrei designare quei reati di potere che sono collocati all\u2019estremo del continuum legale-illegale, vale a dire quell\u2019area dove il comportamento economico e quello criminale si confondono e rivelano una intima contiguit\u00e0. Penso a pratiche legittime ma dannose, a condotte ispirate dai valori cardinali delle economie di mercato. Queste pratiche possono essere associate allo sfruttamento senza limiti del lavoro e della natura, o alle innovazioni perpetue introdotte nel sistema produttivo alle quali Schumpeter aveva dato il nome di processo di creazione distruttiva. In questo terreno, gli studiosi hanno ampia scelta: possono analizzare la natura criminale della distanza tra costi e prezzi (come in Weber), l\u2019origine criminale dell\u2019accumulazione capitalistica (come in Marx), le specifiche qualit\u00e0 psicologiche che dispongono gli imprenditori a saccheggiare il prossimo (come Sombart).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Conclusione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I delitti dei potenti sono esempi di come le condotte in se stesse riprovevoli e le condotte proibite per legge possono convivere nella medesima categoria. Il crimine dei potenti, insomma, incorpora\u00a0<em>mala in se e mala prohibita<\/em>, ma anche comportamenti che non sono ancora percepiti come mala tout court in quanto nessuna legge li proibisce [\u2026].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Paura del futuro<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mercati e comunit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Seguendo una distinzione weberiana, il potere implica l\u2019uso o la minaccia dell\u2019uso della forza su coloro che ricevono ordini, mentre il dominio va interpretato come propensione legittimata, interiorizzata, a ubbidire.<\/p>\n<p>\u201cIl potere \u00e8 la probabilit\u00e0 che un attore in un rapporto sociale imponga il proprio volere contro ogni resistenza. La dominazione \u00e8 la probabilit\u00e0 che un ordine di un determinato contenuto venga eseguito. La disciplina \u00e8 la probabilit\u00e0 che, grazie all\u2019abitudine, un ordine riceva obbedienza immediata e automatica\u201d (Weber\u2026).<\/p>\n<p>Simmel mostra che le relazioni \u201cmolecolari\u201d determinano i fenomeni sociali e che le aggregazioni e i sistemi \u201cpreservano la loro visibilit\u00e0 ed esercitano le loro funzioni solo se sostenuti giorno dopo giorno da una moltitudine di piccoli, invisibili episodi di interazione\u201d. I gruppi potenti [\u2026] riproducono se stessi e il proprio modo di operare grazie alle modalit\u00e0 poco appariscenti con le quali scelgono gli obiettivi e i mezzi per raggiungerli. Quello che \u00e8 importante notare \u00e8 che tutto questo avviene attraverso rapporti \u201cmolecolari\u201d, tra individui connessi e integrati in \u201creti\u201d di costante e minuta interazione. [\u2026] \u201cSui lunghi periodi storici, le reti di fiducia pi\u00f9 persistenti formate da predatori efficaci sono costituite da agenti governativi che svolgono semplicemente le loro funzioni\u201d (Tilly\u2026). Le reti di fiducia possono trasformare e catturare dei segmenti rilevanti delle attivit\u00e0 governative: ad esempio, acquistare favori da burocrati e politici, ricoprire cariche pubbliche per servire interessi privati e creare dal nulla \u201cdelle agenzie governative interamente dedite ai vantaggi di gruppi specifici\u201d [\u2026] Le relazioni \u201cmolecolari\u201d di Simmel, dalle quali l\u2019analisi delle reti di fiducia sembra derivare, spiegano perci\u00f2 come possono prendere forma quegli aggregati durevoli dai quali origina la criminalit\u00e0 dei potenti, e come quest\u2019ultima possa divenire uno tra gli altri aspetti del dominio. [\u2026] Anche il desiderio astratto di dominare, secondo Simmel, si inscrive in una relazione sociale. I \u201csuper-ordinati\u201d ricavano soddisfazione dal fatto che \u00e8 il loro volere a determinare le azioni e le sofferenze dei \u201csub-ordinati\u201d. Il significato di un atto di dominazione consiste perci\u00f2 nella consapevolezza da parte di chi lo esercita della propria efficacia nel dominare. D\u2019altro canto, il desiderio di dominio incorpora una certa attenzione per la persona dominata, e il concetto di societ\u00e0 sparisce soltanto quando una delle due parti coinvolte nell\u2019interazione viene eliminata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>La legge del potere<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>La legge come truffa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La legge, che sia positiva, incerta, vestita di penombra o indeterminata, costituisce comunque un veicolo attraverso cui le ideologie egemoni e le ineguaglianze sociali si riproducono. Qui arriva Trasimaco, ben accolto nella tradizione marxista, secondo il quale occorre sempre svelare le relazioni sociali inique che si nascondono dietro le categorie giuridiche: l\u2019ingiustizia viene riprodotta ed esacerbata da statuti e costituzioni. [\u2026] \u201cLe relazioni tra soggetti sono semplicemente l\u2019altra faccia delle relazioni tra i prodotti del lavoro diventati merci\u201d, asserisce Pashukanis (\u2026), reiterando cos\u00ec che il diritto \u00e8 un aggregato di regole artificiali, un\u2019astrazione inanimata che giustifica lo sfruttamento. Le norme giuridiche non avrebbero senso in societ\u00e0 prive di un\u2019economia monetaria e di mercato e il soggetto giuridico, per questo motivo, \u201cha la propria base materiale nella persona che opera nei mercati egoisticamente\u201d (\u2026).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Insaziabilit\u00e0 e regole d\u2019eccezione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le categorie giuridiche sono politicamente orientate e \u201cle \u00e9lites sociali si sono raramente preoccupate dell\u2019ordine sociale in astratto, ma dell\u2019ordine sociale concreto e delle norme specifiche che promuovono i loro interessi economici, politici e di status\u201d (Chambliss e Mankoff\u2026) [\u2026] Secondo Schmitt, le leggi vanno esaminate contestualmente, nell\u2019ambito in cui assumono validit\u00e0, e non possono sostituire l\u2019autorit\u00e0 sovrana, che a volte \u00e8 costretta a ignorare le procedure, a prendere decisioni di fronte al mutare delle circostanze e a esprimere comando e dominio che prescindono dai dettati legislativi (Gottfried\u2026). In breve, contrariamente all\u2019apparato esplicativo che da Trasimaco giunge fino a Marx, Schmitt suggerisce che la razionalit\u00e0 \u00e8 l\u2019ultima delle caratteristiche che dobbiamo attribuire alla legge. [\u2026] I criminali potenti [\u2026] assumeranno la qualit\u00e0 di \u201cfunzioni\u201d, agenti del progresso privi di obblighi rispetto alle norme stabilite. La legittimit\u00e0 del loro agire, penseranno, \u00e8 testimoniata dal successo che conseguono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Norme e azione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I criminali potenti vengono aiutati nella loro impresa dalla plasticit\u00e0 dei principi di giustizia, che sono mutevoli e offrono a una variet\u00e0 di azioni umane una corrispondente, legittima esplicazione. Questa plasticit\u00e0 connota la legge, che non va vista come arena di un mondo separato o delimitato dai suoi stessi principi: la sua agilit\u00e0 la rende sensibile agli eventi che hanno luogo in altre sfere, come quella politica, quella economica, o nella vita quotidiana. [\u2026] La logica giuridica, insomma, deriva dalle reti sociali che le danno significato e forma. Parafrasando Latour, possiamo affermare che la verit\u00e0 giuridica senza una rete sociale che la sostiene \u00e8 come un filo elettrico senza elettricit\u00e0, un gas senza tubature, una conversazione telefonica senza telefono.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Cavalieri fuorilegge<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I sostenitori della stretta legalit\u00e0 vanno ritenuti dei formalisti, in quanto fanno derivare le norme di condotta dai testi scritti, senza attribuire una speciale funzione ai valori, alle inclinazioni ideologiche o alla cultura di chi amministra la giustizia. Per i formalisti \u00e8 un compendio di testi, come una Bibbia, \u201ce il compito del giudice e di altri operatori di giustizia consiste nel discernere e applicare la logica di quel compendio\u201d (Posner\u2026). Chi si limita a interpretare i testi giuridici \u00e8 indifferente alle conseguenze pratiche delle sue interpretazioni. Al contrario, i realisti sono sensibili all\u2019esito che deriva dall\u2019applicazione delle norme scritte, e ne esaminano le conseguenze sistemiche insieme a quelle specifiche, contingenti. [\u2026] Nel primo caso i potenti confermeranno che la loro impunit\u00e0 si deve al sostegno preferenziale che ricevono dalle norme, mentre nel secondo caso invocheranno il proprio diritto a ignorarle e, pragmaticamente, modificarle. [\u2026] Per Holmes [\u2026] la contesa politica equivale a un processo naturale di selezione, e a vincere \u00e8 sempre il pi\u00f9 forte. Il diritto, a sua volta, rifletter\u00e0 sempre la forza relativa delle parti sociali in conflitto.\u00a0 E se cambiamento legislativo deve esserci, che sia semplice e rapido, e soprattutto che segua la traiettoria e l\u2019evoluzione del potere, la sua accumulazione e polarizzazione: \u201cGli interessi pi\u00f9 forti devono trovare rispecchiamento nella legislazione che, al pari di altri dispositivi umani e animali, tendono a favorire la sopravvivenza dei pi\u00f9 forti\u201d (Posner\u2026). [\u2026] Don Chisciotte e Sancho Panza simboleggiano il dibattito sulla storia della giurisprudenza, esprimendo stupore di fronte all\u2019uso che i potenti fanno del diritto. Non vi \u00e8 segno di umanit\u00e0 o divinit\u00e0 nelle pratiche di cui i nostri eroi sono testimoni: la gente comune viene gettata in galera, mentre gli ufficiali crudeli e i ripugnanti proprietari di schiavi sono protetti dalle leggi. [\u2026] i potenti utilizzano e allo stesso tempo sfidano le leggi, avendo il diritto di sospendere i diritti e di disegnarne altri a loro vantaggio. [\u2026] Queste leggi sono state create da coloro che regolarmente le violano. E se tra i potenti vi \u00e8 qualche genuino cavaliere che prova un senso di vergogna, particolarmente se di lignaggio elevato, la maggioranza \u00e8 costituita da bulli volgari e fuorilegge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Dominazione, egemonia e violenza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>[\u2026] la politica mette in gioco il potere, vale a dire la capacit\u00e0 dei gruppi sociali di mantenere o modificare i modelli della convivenza e le modalit\u00e0 di distribuzione delle risorse. Inoltre, fornisce definizioni dello stato [da intendere come luoghi istituzionali dove viene esercitato il dominio degli agenti strategici egemonici, LL], spiega la sua abilit\u00e0 nel creare consenso e la sia idoneit\u00e0 a promuovere rapporti significativi con i cittadini, tra i cittadini e con gli altri stati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La polis dell\u2019\u00e9lite<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La polis \u00e8 allo stesso tempo un artificio sociale e una associazione naturale, in quanto gli esseri umani sono animali politici per natura. E in maniera altrettanto \u201cnaturale\u201d mirano all\u2019eudaimonia, a quella condizione generale di benessere che \u00e8 un fine in se stesso, qualcosa che gli umani perseguono senza chiedersene motivo [mica tanto un fine in se stesso. C\u2019\u00e8 la questione del senso della vita, LL]. Questo fine sufficiente a se stesso pu\u00f2 essere raggiunto attraverso la ragione, che guida i nostri atti e conferisce valore alla vita (Aristotele\u2026). \u201cLa vita buona \u00e8 una vita durante la quale esercitiamo bene questa funzione, cio\u00e8 uniformemente ai dettati dell\u2019eccellenza e della virt\u00f9\u201d (Stalley\u2026). [\u2026] Soltanto una piccola frazione di cittadini, comunque, sar\u00e0 in grado di conseguire la virt\u00f9, anche se \u00e8 necessario lo sforzo di tutti affinch\u00e8 la polis possa prosperare. La maggioranza [\u2026] dovr\u00e0 mettere la minoranza in condizioni di dedicarsi allo svago, alla contemplazione, alle imprese collettive che creano benefici materiali ma anche valori condivisi. Ecco perch\u00e9 Aristotele concepisce una polis abbastanza piccola da consentire a coloro che vi abitano di conoscersi l\u2019un l\u2019altro e di interagire costruttivamente. Ma questa concezione della polis come aggregato dai fini comuni non pu\u00f2 esistere \u201csenza l\u2019esistenza degli schiavi e degli stranieri residenti che non sono legittimi membri della polis e non condividono i privilegi\u201d. [\u2026] l\u2019\u00e8lite sia il \u201cguardiano\u201d della legge e della moralit\u00e0, incapsulate in un\u2019unica parola, nomos, una serie di regole che vincolano gli \u201canimali umani\u201d, stabiliscano i costumi, guidano le pratiche e, in ultima istanza, suggeriscono una distinzione tra quello che \u00e8 giusto e quello che non lo \u00e8. La criminalit\u00e0 dei potenti, in questa prospettiva, rivela l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019\u00e8lite di controllare, modificare e ricostruire un nomos favorevole alle sue azioni. [\u2026] Le violazioni della legge da parte dei gruppi potenti vengono analizzate da Aristotele congiuntamente alle cause dei conflitti tra fazioni. L\u2019\u00e8lite, con la sua \u201cpassione per l\u2019ineguaglianza\u201d e il suo \u201csenso di superiorit\u00e0\u201d, si sente in diritto\u00a0 di possedere i vantaggi di cui gode e manifesta un crescente appetito per vantaggi sempre nuovi. Le sue azioni illecite sono il risultato di uno \u201cstato d\u2019animo\u201d, che fa apprezzare oltre misura \u201ci profitti e gli onori\u201d [\u2026]. La promulgazione di nuove regole, che rientra tra i poteri politici dell\u2019\u00e8lite, permetter\u00e0 di decriminalizzarne le condotte.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>La polis di Dio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] Il mondo della politica, secondo sant\u2019Agostino (\u2026), \u00e8 caratterizzato da interesse privato, mancanza di attenzione per il benessere collettivo e coesistenza del bene e del male. I destinati alla salvezza e i destinati alla dannazione tendono anch\u2019essi ad amalgamarsi, anche se costituiscono due classi di persone che Agostino designa col nome collettivo e allegorico di citt\u00e0: la citt\u00e0 di Dio e quella terrena. Nella seconda troviamo la progenie mai affrancata di Adamo ed Eva, giustamente condannati per la loro \u201ccaduta\u201d. Si tratta di persone aliene all\u2019amore di Dio, come dimostrano la loro disposizione ribelle, l\u2019attrazione che provano per i beni materiali e il desiderio di dominare gli altri. Sono questi i fondatori dello stato politico, che si suppone dominato da volgarit\u00e0, abusi e ingordigia. La mancanza di giustizia rende i gruppi politici simili a bande di criminali, anche perch\u00e9 nessun stato incorpora la giustizia vera, e la legittimit\u00e0 di qualsiasi regime politico va valutata solo in termini relativi. Il confine tra quello che \u00e8 legale e quello che \u00e8 illegale cambia con la distanza che separa il potere politico dalla giustizia vera, che i sistemi terreni, comunque, non raggiungeranno mai. [\u2026] Al potere, tuttavia, \u00e8 concesso delinquere sia quando persegue il bene pi\u00f9 elevato sia quando \u00e8 motivato da fini pi\u00f9 bassi. La salvezza, in altre parole, \u00e8 assicurata a tutti, anche a coloro che si macchiano di azioni deprecabili: la fede libera ognuno dall\u2019obbligo di compiere atti virtuosi, la rettitudine del credente trascende la legge e la moralit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Potere come contratto<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Rousseau ritiene che le societ\u00e0 stabili e democratiche siano ispirate da una \u201creligione civile\u201d, vale a dire da sentimenti intensi di obbligazione reciproca, appartenenza e dovere. I cittadini legati tra loro da simili sentimenti esprimono attaccamento per uno specifico ordine sociale e politico [\u2026]. In questo modo, all\u2019ordine sociopolitico viene attribuita una forma di santit\u00e0 che richiede dedizione e affetto per le istituzioni e le norme. Chi dissente dai principi di questa religione civile deve essere bandito, in quanto gli asociali non sono in grado di apprezzare la giustizia e sono sempre disposti a complottare per sovvertirla. \u201cIl senso civico, quindi, \u00e8 incompatibile con la critica all\u2019assetto politico\u201d, n\u00e9 \u00e8 accettabile che un individuo si separi dal gruppo: il sistema richiede unanimit\u00e0 (Nussbaum\u2026).<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Tra ragione e passione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] L\u2019autorit\u00e0 politica, secondo Montaigne, non si basa sulla ragione, e tanto meno sulla legge naturale. Gli attori politici seguono una necessit\u00e0 umana e prendono decisioni in circostanze mutevoli, contingenti, per cui l\u2019ordinamento politico \u00e8 una sintesi di bisogni immanenti, passione umana e depravazione. [\u2026] Montaigne traccia il profilo del regno della politica come regno di attivit\u00e0 umana nel quale ha luogo il conflitto sulla distribuzione delle risorse. La politica, insomma, non viene assimilata al dibattito razionale o alla conciliazione pacifica degli interessi, ma a un repertorio di intimidazioni, minacce e violenze [\u2026] La criminalit\u00e0 dei potenti, da questo punto di vista, consiste in azioni pratiche che stabiliscono nuove norme attraverso la violazione di quelle correnti, in un susseguirsi di iniziative avventurose che mirano a conservare o espandere i privilegi. Siamo lontani dal razionalismo di Cartesio, secondo cui la politica unisce conoscenza intima ed esercizio pubblico del potere, una sfera di azione umana nella quale le autorit\u00e0 diffondono ragione e insegnano rispetto per il benessere della collettivit\u00e0 [\u2026]. Siamo anche distanti dalla giustizia universale di Leibniz, che annulla il male rendendo il potere politico il risultato dell\u2019amore divino e della perfezione. Piuttosto, siamo molto prossimi alla nozione di Pascal (\u2026) secondo cui il potere riflette la pura volont\u00e0 del sovrano e la forza costituisce lo strumento chiave della vita pubblica. Si tratta di una forza che, contemporaneamente, rende accettabile ogni condotta dei potenti, fa dei privilegi altrettanti meriti e della loro approvazione un segno di ordine sociale.<\/p>\n<p>La variabile \u201cforza\u201d fa ritorno in Voltaire (\u2026), il quale non la condanna come criminale ma la glorifica come mezzo per sconfiggere le energie sparse che sfidano l\u2019autorit\u00e0 centrale. Al contrario, in Vico (\u2026) potere e forza si combinano in una miscela adatta a governare i conflitti sociali e bilanciare gli interessi in concorrenza. Il crimine, in questa formulazione, si pu\u00f2 intravedere nel suggerimento che i governi, per sopravvivere, devono adottare tecniche e modalit\u00e0 arbitrarie, e che il potere politico ideale si costituisce come apparato unitario capace di fare dell\u2019impostura uno strumento accettabile. Il potere, quindi, per funzionare come potere, deve essere criminale. [\u2026] Montesquieu sembra evocare una nozione di potere come capacit\u00e0 di forgiare soggetti che accetteranno ogni sua manifestazione, benevola o malvagia. La criminalit\u00e0 dei potenti, da questo punto di osservazione, rientra tra i mezzi necessari utilizzati dai governi per tenere salda l\u2019unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Imperativi e sovrastruttura<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In Kant [\u2026] lo sviluppo culturale della specie umana trova ancora nella guerra uno strumento indispensabile al suo perfezionamento, nonostante la \u201cmercificazione\u201d degli altri che la guerra comporta. [\u2026] Kant (\u2026) articola la sua dottrina di \u201cmale radicale\u201d parallelamente alla sua filosofia delle legge morale: esiste negli umani un nemico invisibile che spinge alla competizione, all\u2019amore per se stessi, all\u2019invidia, alla dipendenza dal potere, all\u2019avidit\u00e0, alla corruzione. [\u2026] La criminalit\u00e0 dei potenti [\u2026] \u00e8 tra le innumerevoli manifestazioni di questo \u201cmale radicale\u201d, \u00e8 un esito della realt\u00e0 incorreggibile della natura umana. [\u2026] anche le componenti separate, criminali, dello stato fanno parte del \u201ctutto\u201d come unica entit\u00e0 reale esistente. Forse \u00e8 per questo motivo che, mentre invoca punizioni di severit\u00e0 crudele nei confronti dei criminali di strada, evita di enumerare le pene adatte a sanzionare i criminali potenti (Ruggiero\u2026) Questi ultimi, nella sua costruzione filosofica, sono privi di specifica singolarit\u00e0, sono perci\u00f2 logicamente inesistenti. Seguendo la sua classificazione, possiamo collocare la criminalit\u00e0 dei potenti tra gli atti involontari di chi non ha intenzione di violare le leggi e che condivide con le persone oneste l\u2019opinione di che cosa si debba intendere per comportamento accettabile. I criminali potenti, in altre parole, possono anche negare la validit\u00e0 e la supremazia morale di certe norme in determinate circostanze, ma non negano il carattere universale delle leggi nel loro complesso. [\u2026] L\u2019autorit\u00e0 politica non \u00e8 idonea a incoraggiare la moralit\u00e0, n\u00e9 incorpora la spiritualit\u00e0 dei cittadini; \u00e8 semplicemente il potere organizzato di una classe che ne opprime un\u2019altra. [\u2026] la politica viene ritenuta una componente della sovrastruttura, un corollario della base economica che d\u00e0 fondamento a un sistema sociale (Marx\u2026) Il potere politico, quindi, emana rapporti sociali prevalenti in uno specifico assetto produttivo e riflette quei rapporti, caratterizzati da antagonismo e sfruttamento. Sradicare entrambi, ad esempio attraverso un cambiamento radicale, implica che si ponga fine alla politica in quanto strumento di dominazione, ma significa anche appropriarsene affinch\u00e8 il cambiamento possa aver luogo. [\u2026] Nella tradizione marxista, l\u2019ideologia \u00e8 un sistema di rappresentazioni, con la sua logica e il suo rigore, che offre immagini, miti, idee e concetti, narrazioni e discorsi che aiutano i gruppi a dare un senso al contesto in cui vivono. Le sue funzioni costituiscono un repertorio di strumenti simbolici e materiali che ci consentono di interpretare le condizioni della nostra esistenza (Althusser\u2026). Da una prospettiva marxista [\u2026] i gruppi potenti che operano nella sfera economica e in quella politica sono criminali per definizione, in quanto hanno interesse a perpetuare e intensificare l\u2019ineguaglianza e lo sfruttamento. L\u2019ideologia che sostiene il loro operare non \u00e8 che un artificio capace di neutralizzare le imputazioni di criminalit\u00e0, una gamma di convinzioni che vengono trasmesse alla sfera giuridica per essere trasformate in impunit\u00e0. I potenti, in questo senso, si battono per sfuggire ai processi di stigmatizzazione e ai meccanismi dell\u2019etichettamento, mirando a presentare le loro condotte come legittime e altamente morali. Per questo motivo [\u2026] i pensatori di fede marxista sostengono che, per comprendere a fondo la criminalit\u00e0 dei potenti, occorre esaminare le condotte socialmente dannose, non soltanto quelle formalmente criminalizzate.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Ideologia come scienza?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] Il modello base-sovrastruttura postulato dal marxismo [\u2026] viene criticato in quanto traccia una linea troppo netta tra un mondo materiale ritenuto scientificamente osservabile e un mondo fantasmatico popolato da illusioni, costruzioni artificiali e astratte. Si suggerisce, al contrario, che l\u2019analisi dovrebbe svelare come la verit\u00e0 viene prodotta attraverso pratiche e dispositivi logici che in se stessi non sono n\u00e9 veri n\u00e9 falsi (Foucault\u2026) [\u2026] i sistemi di potere non distorcono o deformano la verit\u00e0, ma la creano e la rafforzano, e spesso lo fanno ai margini della societ\u00e0, dove il vero e il falso sono inizialmente concepiti prima di essere utilizzati dalle diverse istituzioni per i loro rispettivi propositi (Foucault\u2026) [\u2026] l\u2019innovazione ha luogo ai margini, in aree periferiche inesplorate dove le norme vengono simultaneamente osservate e ignorate, e dove nuove norme hanno la possibilit\u00e0 di prendere forma. E\u2019 qui che le condotte innovative vengono valutate e il loro potere normativo sondato. Ai margini, in altre parole, troviamo un\u2019area grigia dove i comportamenti attendono l\u2019esito di un conflitto etico che determiner\u00e0 se le pratiche possono diventare routine o vanno bandite. [\u2026] le condotte degli attori potenti sono pragmatiche, nel senso che ignorano i principi preesistenti e i precedenti giuridici, cos\u00ec come tralasciano di considerare l\u2019ingiustizia sociale che possono potenzialmente produrre. [\u2026] la criminalit\u00e0 dei potenti pu\u00f2 possedere forza fondativa, nel senso che pu\u00f2 ispirarsi a una logica \u201csperimentale\u201d e, sospinta da una filosofia consequenzialista, trasformare vecchie pratiche, innovare, creare di nuove e sancirne la legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Antiumanesimo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] il potere \u00e8 costretto a limitare l\u2019incertezza e, allo stesso tempo, minimizzare le reazioni individuali e collettive al suo operare. Ridurre la complessit\u00e0, allora, comporta anche la riduzione delle sfere nelle quali i cittadini possono esprimere giudizio, il che impedisce a questi ultimi di valutare le condotte dei potenti. Per il potere, le decisioni sono importanti, ma lo sono anche le decisioni non prese, le proposte mai considerate e le idee innovative mai ascoltate. \u201cGovernare un paese significa controllare l\u2019agenda politica, definire quello che \u00e8 pensabile e impensabile, e tutto questo viene sempre fatto dietro la facciata della democrazia (Walzer\u2026). Le attivit\u00e0 selettive e riduttive si trasformano in impunit\u00e0 al cospetto della criminalit\u00e0 dei potenti; questo avviene in quanto i cittadini interagiscono con le fonti del potere solo sporadicamente e in sfere estremamente limitate della loro vita sociale. Ricevono ingiunzioni, delibere vincolanti, ma la complessit\u00e0 della condizione in cui vivono non consente loro di orientarsi eticamente e politicamente. Negando orientamento ai cittadini e riducendone l\u2019autonomia di giudizio, i potenti possono rendere invisibile la propria criminalit\u00e0. [\u2026] In realt\u00e0, la scelta elettorale riproduce i sistemi che neutralizzano il conflitto e, attraverso l\u2019esercizio parziale e selettivo del potere, nascondono le pratiche non ortodosse che li attraversano. Insomma, impegnati come sono in un\u2019economia del consenso, i gruppi potenti si liberano dalle interferenze e dal dissenso politico e si sottraggono al giudizio sulla propria condotta.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Politica, violenza, morte<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Una linea di pensiero all\u2019interno della teoria politica esamina il passaggio dal \u201cpotere di detrazione\u201d al \u201cpotere di organizzazione\u201d. La fine delle monarchie europee, si sostiene, segna il declino del diritto da parte dei potenti di impossessarsi delle cose, del tempo, dei corpi e della stessa vita (Foucault\u2026). [\u2026] sul concetto di \u201corganizzazione\u201d, che racchiude nuove strategie per controllare, potenziare, monitorare, ottimizzare e appunto organizzare: in breve, il potere di generare forze, ordinarle, alimentarle anzich\u00e9 reprimerle. [\u2026] Il potere \u201cprende in carico\u201d la vita, si infiltra nei corpi, non si limita a distruggerli, cataloga i viventi attribuendo loro un rango in termini di valore e utilit\u00e0. [\u2026] Il potere sovrano comporta il diritto di dichiarare lo stato di eccezione, di sospendere la legge e i diritti in nome della protezione dei soggetti da pericoli fondati e improvvisi (Santner\u2026). Durante i pericoli di emergenza i cittadini vengono trattati come corpi nudi, appena meritevoli di esistere (Agamben\u2026). Qui siamo ben oltre la continuazione della politica con altri mezzi postulata da von Clausewitz. [\u2026] La politica comporta criminalit\u00e0, violenza e guerra, essendo un terreno di conflitto, dove ognuno sceglie gli amici e i nemici (Schmitt\u2026). E la guerra \u00e8 parte essenziale della politica: quando la teoria politica si incontra con la disciplina delle relazioni internazionali, ne risulta un\u2019analisi della criminalit\u00e0 dei potenti di grande interesse. [\u2026] Si tratta di una forma estrema di criminalit\u00e0 dei potenti che induce l\u2019adozione di forme basse di sopravvivenza: uccidere conferisce la sensazione di immortalit\u00e0, in quanto consente di sopravvivere (Ruggiero\u2026). La guerra causa vittimizzazione di massa, violazione dei diritti umani e una gamma infinita di crimini di stato. Le zone belliche diventano enormi mercati gestiti da grandi imprese e da gruppi criminali (Whyte\u2026). [\u2026] la tortura diventa azione patriottica, e lo stupro un atto di eroismo (Ruggiero\u2026). Chi combatte riceve uno stipendio, ma insieme a questo una licenza non scritta di saccheggiare, e pu\u00f2 assaporare l\u2019emozione di uccidere senza i sensi di colpa. [\u2026] In altre parole, la guerra \u00e8 criminogena, mentre i \u201ccrimini di guerra\u201d sono norma e includono atti predatori e violenti compiuti da polizie, eserciti e bande paramilitari. In molti casi non \u00e8 facile distinguere tra forze dell\u2019ordine, soldati, mercenari e criminali: tutti ricoprono la funzione di agenti del controllo sociale e i delitti diventano parte integrante delle loro rispettiva missione. Il coinvolgimento diretto di compagnie private, agenzie per la sicurezza e aziende che forniscono servizi militari e consulenza paramilitare descrive la creazione di un apparato complesso il cui profilo \u00e8 vago e in cui il militarismo missionario, l\u2019impeto predatorio e la corruzione si fondono in una miscela inedita. Gli eventi recenti dimostrano che la guerra si manifesta come forma di crimine economico e dei potenti, e che la sua stessa illegalit\u00e0 trascende la sfera economica, essendo frutto di decisioni unilaterali non autorizzate dagli organismi internazionali (Sands\u2026). Infine, la guerra \u00e8 illegale negli strumenti utilizzati: tortura, sequestri di persona, armamenti proibiti. In questo modo, i crimini di guerra e i crimini dei potenti si confondono sovrapponendosi.<\/p>\n<p>[\u2026] In Gramsci, la dominazione mira a soggiogare o anche a liquidare i gruppi rivali, ma \u00e8 la leadership, la capacit\u00e0 di comando, che permette l\u2019esercizio del potere, attraverso la diffusione di idee e valori che vengono interiorizzati e, lentamente, formano un sistema morale e normativo dominante.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>5.Attivit\u00e0 umana ingloriosa<\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere la criminalit\u00e0 dei potenti dalla prospettiva del pensiero economico, dobbiamo enumerare una serie di nozioni preliminari. In primo luogo, la nozione che spesso le attivit\u00e0 inizialmente disprezzate diventano gradualmente onorabili. Max Weber (\u2026) con la domanda: come hanno potuto l\u2019accumulazione di danaro, l\u2019amore per il lucro e l\u2019avidit\u00e0 senza freni trionfare su tanti altri valori pi\u00f9 nobili? La fame per i soldi e i possessi erano tra i peccati pi\u00f9 gravi, al pari dell\u2019attaccamento al potere e l\u2019intemperanza sessuale. Anche la ricerca della gloria veniva condannata, come quella degli elogi: entrambe viste come vane e peccaminose. In un lungo processo, i mutamenti nella sensibilit\u00e0 collettiva, particolarmente nella sfera religiosa, riescono a \u201ccristianizzare\u201d le attivit\u00e0 dei mercanti-banchieri e degli usurai e, allo stesso tempo, a imporre ad attori economici il precetto della fraternit\u00e0. I filosofi, simultaneamente, si rassegnano alla fragilit\u00e0 umana; Hobbes e Spinoza, in maniera diversa, avvertono che gli esseri umani vanno presi cos\u00ec come sono, non come vorremmo che fossero, mentre Vico ammonisce che solo qualche sognatore potrebbe abitare la Repubblica perfetta di Platone, e Rousseau chiarisce che la sua ricerca di governo ideale \u00e8 basata sulla natura reale delle donne e degli uomini (Hirschman\u2026).<\/p>\n<p>La passione malevole, d\u2019altro canto, possono servire propositi pi\u00f9 elevati di cui gli umani non sono consapevoli, e anche i desideri di possesso pi\u00f9 ostinati possono risultare innocui, se non benefici. Il commercio, in questa maniera, diventa un deterrente contro l\u2019ostilit\u00e0, richiedendo cooperazione, accordo e scambio mutevolmente vantaggioso. [\u2026] Dal tardo diciassettesimo secolo in poi, la \u201cgentilezza\u201d del commercio viene messa in contrasto con la rudezza delle interazioni tradizionali. Montesquieu (\u2026) espone la dottrina del\u00a0<em>doux commerce<\/em>, che raffina e civilizza gli esseri umani, distanziandoli dai barbari. Fare soldi diventa una passione \u201ccalma\u201d, e nessuna innovazione nella vita materiale degli individui pu\u00f2 cancellare i sentimenti innati di solidariet\u00e0. Hume (\u2026) ipotizza che persino il pi\u00f9 sfrenato amore per se stessi pu\u00f2 annullare \u201cla nostra disposizione alla benevolenza e alla generosit\u00e0, a sentimenti come la fratellanza, l\u2019amicizia, la compassione e la gratitudine\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che questi pensieri sono rivolti alle passioni potenzialmente distruttive, quelle nutrite dalle persone potenti, che sono in grado di causare danno su larga scala, e la cui sete di eccessi, guadagni e gloria va temperata, almeno nell\u2019immaginario sociale. I limiti imposti agli eccessi vengono presumibilmente stabiliti dalla \u201cscienza economica\u201d, che trova terreno propizio per il suo sviluppo ben prima di poter vantare ufficialmente status di scienza.<\/p>\n<p>La ferocia, l\u2019avarizia e l\u2019ambizione, i tre vizi odiati da Giambattista Vico (\u2026), si trasformano grazie a forze divine in appropriatezza civica con l\u2019aiuto della ragione e dell\u2019empatia, che sono inscritte nelle transazioni commerciali. Viene identificato un artificio civilizzatore capace di controllare il potere e di tradurre i suoi atti in operazioni costruttive: la concupiscenza pu\u00f2 essere gestita e disposta in maniera da favorire un perfetto ordine sociale, la fragilit\u00e0 umana e l\u2019ingordigia trasformate nel loro opposto: benessere generale e generosit\u00e0. Simultaneamente, il danaro acquista legittimit\u00e0 pur essendo ostacolo alla salvezza, i mercanti e chi li finanzia vengono apprezzati perch\u00e9 favoriscono gli scambi con popoli remoti, gli avidi vengono rimossi dalla prima linea dei potenziali dannati, e persino gli usurai trovano il loro posto nella coscienza cristiana, diventando peccatori redimibili: il Purgatorio \u201claver\u00e0\u201d la loro anima mentre aspetteranno con pazienza di essere ricevuti in Paradiso (Lefevre\u2026, Le Goff\u2026).<\/p>\n<p>[\u2026] In quanto mezzo peculiare per lo scambio, il danaro si presta idealmente alla rapina, anche perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 stabilire la sua origine (Simmel\u2026). Quando lo scambio monetario viene finalmente purificato dalla colpa, dal peccato e dal crimine, finisce per coincidere con la totalit\u00e0 delle relazioni umane. I soldi diventano lo strumento assoluto, il punto unificante di ogni proposito e strategia, assumendo alcuni tratti che attribuiamo all\u2019idea di Dio. L\u2019essenza della nozione di Dio vuole che ogni diversit\u00e0 e contraddizione raggiunga unit\u00e0 in Lui, in quanto Lui \u00e8 la\u00a0<em>coincidentia oppositorum<\/em>. L\u2019antica opposizione contro le transizioni monetarie da parte di clerici e credenti di fedi diverse era dovuta a quella che veniva percepita come un\u2019analogia tra l\u2019universo economico e quello cosmico. Si intravedeva, insomma, una pericolosa competizione tra interessi monetari e interessi religiosi. Il danaro, che attraversa indisturbato la fase di \u201crapina\u201d dello sviluppo economico, giunge in fretta alla fase di \u201ccorruzione\u201d. Questo accade quando la polarizzazione della ricchezza comincia ad accelerare, portando l\u2019ineguaglianza materiale ai livelli orrendi dei nostri tempi. Pi\u00f9 che ogni altra forma di misurazione di valore, il danaro rende possibili la segretezza, l\u2019invisibilit\u00e0 e il silenzio degli scambi. Come nota Simmel, comprimendo il valore in un pezzo di carta, e lasciandolo scivolare da una mano all\u2019altra, si pu\u00f2 costruire una fortuna. Privo di forma, astratto, il danaro pu\u00f2 essere investito in luoghi remoti, e perci\u00f2 pu\u00f2 essere sottratto allo sguardo dei vicini. Anonimo, incolore, inodore, furtivo, mobile, rapido e silente, il danaro non rileva la propria fonte, non necessita di certificato di nascita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Autodeterminazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La struttura sociale tende a tracciare barriere tra potere politico e potere economico, in maniera da scongiurare la trasmutazione dell\u2019uno nell\u2019altro. Tuttavia, pu\u00f2 sempre accadere che le condizioni nelle quali quelle barriere vengono erette a loro volta si modifichino grazie all\u2019iniziativa economica. Ogni contesto sociale, in verit\u00e0, cela le reti di individui e gruppi appartenenti a sfere diverse che ne determinano il profilo e le possibilit\u00e0 di azione. Le reti sono associazioni costituite da soggetti che, nonostante la diversit\u00e0 di interessi, compongono un tutto omogeneo che garantisce una certa continuit\u00e0 operativa (Latour\u2026). [\u2026] La criminalit\u00e0 dei potenti si avvale di queste reti e connessioni, che promuovono il movimento costante da un gruppo occupazionale all\u2019altro, causando sedimentazione di consorzi e alleanze, solidariet\u00e0 e complicit\u00e0 tra i rappresentanti di sfere di azioni formalmente distinte. I criminali potenti , insomma, professionisti dell\u2019\u00e8lite che con loro amalgamano i valori, rafforzano lealt\u00e0 e insieme continuano a colpire con furia giovanile. Questa furia viene animata da un linguaggio monetario che traduce ogni aspirazione in desiderio predatorio, e viene aiutata dalla bancarotta morale delpensiero economico. Il pensiero economico come utopia, o piuttosto come distopia, offre alla criminalit\u00e0 dei potenti numerose opportunit\u00e0 analitiche per poter essere concepita, compiuta e giustificata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6.L\u2019etica del potere<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Costume, opportunit\u00e0, fiducia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il potere ha sempre bisogno di un amalgama di coercizione e consenso, \u00e8 sempre chiamato a diffondere rassicurazione, e anche i criminali potenti devono offrire di se stessi un\u2019immagine di criminali affidabili (Friedrich\u2026)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Conclusione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Con Pascal, i potenti possono santificare le proprie scelte reclamando la purezza dei propri fini. In questo modo, i reati dei potenti possono diventare parte del costume, in una espansione evolutiva che genera reati sempre nuovi e pi\u00f9 dannosi.<\/p>\n<p>Ogni giustificazione dell\u2019autorit\u00e0 si basa sulla fragilit\u00e0 degli esseri umani, da Hobbes a Kant. Il primo abolisce la societ\u00e0 e le relazioni che vi si svolgono, sostituendo il tutto con puri rapporti di potere tra individui e sovrano. Il secondo vede negli umani dei pezzi di legno ricurvo, incapaci di moralit\u00e0, se non costretti dalle leggi. Il potere, perci\u00f2, viene interpretato come il risultato della fragilit\u00e0 umana, anch\u2019esso incontrollabile legno ricurvo (Esposito\u2026). [\u2026] Il loro<em>\u00a0habitus<\/em>\u00a0[ dei potenti, mia precisazione], acquisito tramite l\u2019interiorizzazione di una cultura e incorporato in una serie di abilit\u00e0 pratiche (Vaughan\u2026, Bourdieu\u2026), consente loro una costante ascesa sociale: si tratta di un habitus che include procedure lecite e illecite e ne suggerisce le opportune giustificazioni. La criminalit\u00e0 dei potenti, in ultima analisi, contribuisce a riprodurre l\u2019assetto di potere nelle societ\u00e0, presentandosi come consonante con le norme che vengono violate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Il potere, ovviamente, consiste nel costringere qualcuno, gli piaccia o meno, a fare qualcosa [\u2026] il potere quando \u00e8 autore di reato, ha bisogno di inviare codici, diffondere narrazioni e valori che siano accettabili e riproducibili. Pu\u00f2 servirsi di segretezza e occultamento, coercizione e violenza, ma [\u2026] non pu\u00f2 fare a meno di generare meraviglia e imitazione. [\u2026] il potere come un\u2019entit\u00e0 diffusa, una sorta di infezione pandemica che si occulta, viola le sue stesse leggi, sprigiona violenza, promuove emulazione e, allo stesso tempo, neutralizza chi vorrebbe opporvisi. Questo quadro disastroso \u00e8, ovviamente, incompleto, in quanto non contempla l\u2019esistenza di soggettivit\u00e0 altre inclini a perseguire la giustizia sociale. E\u2019 vero, d\u2019altro canto, che ai soggetti altri vengono negate le risorse per costituire identit\u00e0 autonome (Honneth\u2026). I potenti hanno sicuramente ridotto le capacit\u00e0 degli esclusi di narrare e articolare le loro esperienze di ingiustizia. Gli esclusi, proprio in quanto tali, non sono forse in grado di farsi riconoscere come soggetti meritevoli di stima, credibilit\u00e0 e soggettivit\u00e0. E\u2019 con intensa trepidazione che dovremmo tutti attendere e contribuire a questo processo di riconoscimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>4<\/strong>. ETIENNE DE LA BO\u00c8TIE<em>, DISCORSO SULLA SERVIT\u00d9 VOLONTARIA,\u00a0<\/em>PICCOLA BIBLIOTECA DELLA FELICIT\u00c0<em>,\u00a0<\/em>MILANO, 2007<em>,\u00a0<\/em>25-77.<\/li>\n<\/ol>\n<p>E\u2019 il popolo che si fa servo e si taglia la gola; che, potendo scegliere fra essere soggetto o essere libero, rifiuta la libert\u00e0 e sceglie il giogo; che accetta il suo male, anzi lo cerca\u2026<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una sola cosa che \u2013 non so perch\u00e9 \u2013 gli uomini non hanno la forza di desiderare: la libert\u00e0, un bene tanto grande e dolce! Non appena la si perde, sopraggiungono tutti i mali possibili e senza di essa, tutti i gli altri beni, corrotti dalla servit\u00f9, perdono gusto e sapore. Sembra che gli uomini tengano in poco conto la libert\u00e0, infatti, se la desiderassero, l\u2019otterrebbero; si direbbe quasi che rifiutino di fare questa preziosa conquista perch\u00e9 \u00e8 troppo facile.<\/p>\n<p>Cerchiamo piuttosto di capire, se \u00e8 possibile, come questa ostinata volont\u00e0 di servire si sia radicata cos\u00ec profondamente da far credere che lo stesso amore della libert\u00e0 non sia poi cos\u00ec naturale.<\/p>\n<p>Dunque, la libert\u00e0 \u00e8 naturale e ritengo che non solo siamo nati con lei, ma anche con la passione di difenderla.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dunque, visto che ogni creatura dotata di sentimento \u00e8 infelice nell\u2019asservimento e aspira alla libert\u00e0; visto che gli animali, pur assuefatti al servizio degli uomini, si lasciano dominare solo dopo aver manifestato la volont\u00e0 contraria, quale sventura ha potuto snaturare l\u2019uomo \u2013 il solo che sia nato per essere veramente libero \u2013 sino a fargli smarrire il ricordo del suo stato originario e il desiderio di riacquistarlo?<\/p>\n<p>Gli uomini nati sotto il giogo, poi nutriti e allevati nell\u2019asservimento, sono paghi, senza guardare pi\u00f9 lontano, di vivere cos\u00ec come sono nati e non pensano affatto di avere altri beni e altri diritti che non siano quelli che hanno trovato: prendono come stato di natura il proprio stato di nascita.<\/p>\n<p>La tendenza naturale del popolo ignorante, in genere pi\u00f9 numeroso nelle citt\u00e0, \u00e8 di mostrarsi sospettoso verso chi lo ama, fiducioso verso chi lo inganna.<\/p>\n<p>I teatri, i giochi, le farse, gli spettacoli, i gladiatori, gli animali esotici, le medaglie, i quadri e altre droghe di questo genere erano per i popoli antichi l\u2019esca della servit\u00f9, il prezzo della libert\u00e0 perduta, gli strumenti della tirannide.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/02\/18\/14410\/\">https:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/02\/18\/14410\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/section>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario)\u00a0 Connie, per tutta la vita ho cercato di elevarmi socialmente, perch\u00e9 credevo che in alto tutto fosse legale e corretto. Ma pi\u00f9 in alto salgo, e pi\u00f9 il fetore aumenta. Michael Corleone* Propongo la lettura di alcuni stralci tratti dalle opere di: Karl Marx,\u00a0Il Capitale. Critica dell\u2019Economia politica, Einaudi Torino, 1975, libro primo; Umberto Santino,\u00a0La mafia come soggetto politico, di Girolamo editore, Trapani, 2013; Vincenzo Ruggiero,\u00a0Perch\u00e9 i potenti delinquono, Feltrinelli, Milano,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ka7","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77507"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77507"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77512,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77507\/revisions\/77512"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}