{"id":77580,"date":"2023-02-27T09:30:10","date_gmt":"2023-02-27T08:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77580"},"modified":"2023-02-25T14:12:52","modified_gmt":"2023-02-25T13:12:52","slug":"erdogan-e-il-sogno-infranto-del-neo-ottomanesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77580","title":{"rendered":"Erdogan e il sogno infranto del neo-ottomanesimo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BABILON (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-77581\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Oltrefrontiera_Erdogan-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Oltrefrontiera_Erdogan-300x150.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Oltrefrontiera_Erdogan-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Oltrefrontiera_Erdogan-768x384.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Oltrefrontiera_Erdogan.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riprendendo i princ\u00ecpi del nazionalismo turco ereditati da Ataturk, e combinandoli con un forte richiamo alla centralit\u00e0 dell\u2019Islam nella vita politica e a un accentuato interventismo militare, Erdogan ha coltivato per anni il sogno di una nuova epopea neo-ottomana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo sogno, per\u00f2, ha finito con lo scontrarsi con la realt\u00e0, e dunque con l\u2019impossibilit\u00e0 di giocare contemporaneamente un cos\u00ec alto numero di partite, dalla Siria alla Libia, dalle pressioni esercitate in acque cipriote per il controllo dei giacimenti di gas off shore nel Mediterraneo orientale al Nagorno-Karabakh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi anni Ankara ha formato con il Qatar una sorta di nuova Mezzaluna islamica, fondata su comuni interessi economici e su comuni battaglie politiche e ideologiche, a cominciare da quella a sostegno della Fratellanza musulmana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una relazione particolarmente complessa \u00e8 anche quella che unisce la Turchia all\u2019Iran, Paese che oggi rappresenta uno dei principali partner commerciali di Ankara. Un\u2019intesa che espone Ankara a non pochi rischi, a cominciare dall\u2019inasprimento dei rapporti con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto pi\u00f9 complesso che Erdogan si trova a dover gestire resta per\u00f2 indubbiamente quello con il presidente russo Vladimir Putin. La relazione tra i due Paesi muove interessi economici enormi, in virt\u00f9 dei quali ogni paradosso o incidente di percorso \u00e8 finora sempre passato in secondo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante non siano mancati motivi di scontro nelle varie aree di crisi che le vedono impegnate, Mosca e Ankara puntellano dove e quando possono la loro amicizia, e ci\u00f2 perch\u00e9 condividono un interesse ben pi\u00f9 grande rispetto a quello di farsi la guerra: portare avanti la propria ascesa nell\u2019area Mena approfittando delle \u00abdistrazioni\u00bb dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella crisi siriana, la Turchia \u00e8 stata da subito coinvolta nel conflitto a causa della sua vicinanza geografica alla Siria. Nelle varie fasi del conflitto Ankara si \u00e8 ora scontrata (per far cadere Assad) ora alleata (per ottenere il via libera alle operazioni contro i curdi siriani) con il Cremlino, restando contestualmente fedele agli Stati Uniti e alla Nato. Un gioco a tratti pericoloso che ha catapultato Erdogan nel turbinio degli eventi bellicosi che per\u00f2, alla fine, non hanno travolto la sua strategia spregiudicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avendo archiviato ormai da tempo il piano di adesione all\u2019Ue, e consapevole del ruolo di contenimento esercitato dal suo Paese per trattenere le decine di migliaia di profughi in fuga dai conflitti in Siria e Iraq, Erdogan ha a pi\u00f9 riprese minacciato di \u00abaprire i cancelli\u00bb pi\u00f9 di quanto non stesse gi\u00e0 facendo permettendo cos\u00ec a un\u2019enorme massa migratoria di sversarsi negli Stati orientali dell\u2019Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In contemporanea da un lato ha a lungo tenuto sotto scacco Assad foraggiando milizie di ribelli siriani e gruppi jihadisti e, dall\u2019altro, dietro la necessit\u00e0 di creare una buffer zone in risposta alla minaccia del terrorismo curdo, ha chiesto e ottenuto il benestare di Russia e Stati Uniti per invadere il nord est della Siria e impedire la formazione del Rojava, ovvero un\u2019amministrazione autonoma curda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella crisi libica la Turchia, entrata in gioco a partita in corso, \u00e8 stata provvidenziale per il Governo di accordo nazionale di Tripoli. Inviando a Tripoli armi (contravvenendo cos\u00ec all\u2019embargo imposto dalle Nazioni Unite) e miliziani trasferiti dalla Siria, Ankara ha ottenuto in cambio due strategici avamposti che gli consentono il controllo della parte occidentale del Paese: la base aerea di Al Watiya e la base navale di Misurata. Contestualmente la Turchia si \u00e8 anche assunta l\u2019impegno di portare avanti il progetto di creare un Ccmt (Cooperation centre and Military training) per addestrare le forze di difesa del Gna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro questa cooperazione militare, si nasconde un piano ancora pi\u00f9 ambizioso, ossia riesumare gli accordi sulla partecipazione di aziende turche nella costruzione di nuove infrastrutture in Libia, risalenti a prima della caduta del regime di Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In queste manovre Erdogan si \u00e8 creato ovviamente anche dei nemici. La Zona economica esclusiva condivisa con Tripoli \u00e8 andata in contrasto con la Zee definita tra Grecia e Cipro in base alla convenzione delle Nazioni Unite sulla Regolamentazione delle zone marittime, e ha rimesso in discussione i progetti di esplorazione ed estrazione energetica da cui la Turchia era stata estromessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ankara vuole imporsi come interlocutore imprescindibile per tutto ci\u00f2 che ha a che fare con l\u2019estrazione e l\u2019export di gas in questa fetta di Mediterraneo. Ma nel perseguimento di questo obiettivo deve scontrarsi con gli altri competitor dell\u2019area, in primis Israele ed Egitto, ma anche Italia e Francia che pi\u00f9 volte negli ultimi anni hanno dovuto assistere all\u2019avanzamento di navi della Marina turca in acque cipriote loro affidate per attivit\u00e0 esplorative in cerca di nuovi giacimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A dispetto delle sue reali capacit\u00e0 economiche e a fronte della necessit\u00e0 di dover coprire circa il 90% del proprio fabbisogno energetico attraverso approvvigionamenti all\u2019estero, la Turchia persevera nel mettere in campo uno sforzo economico-militare enorme pur di garantirsi l\u2019agognata ascesa nell\u2019area Mena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure gli obiettivi che sono alla base di questa ambizione, sembrano molto pi\u00f9 distanti rispetto a quando nel 2002 Erdogan ha preso il potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo di ergere la Turchia a unico e imprescindibile ponte tra il mondo musulmano e l\u2019Occidente \u00e8 di fatto sfumato, specie alla luce dei ripetuti attacchi all\u2019Europa sul tema dei migranti. Cos\u00ec come appare difficile da centrare l\u2019altro obiettivo, ovvero far entrare la Turchia a tutti gli effetti nel mercato del gas che ruota attorno al Mediterraneo e alle sue immense risorse. Ankara \u00e8 fuori dall\u2019East Mediterranean Gas Forum (Emgf), i cui firmatari \u2013 Cipro, Egitto, Grecia, Italia, Israele e Autorit\u00e0 nazionale palestinese \u2013 si sono guardati bene dal coinvolgerla. Cos\u00ec come non accetta di esser stata estromessa dal tracciato del gasdotto Eastemed, lungo circa 1.900 chilometri e che dovrebbe collegare il Bacino Levantino \u2013 nelle acque tra Cipro, Israele ed Egitto \u2013 con la Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le ripetute azioni intraprese dalla Marina turca in acque territoriali comprese nelle Zone economiche esclusive di Cipro e Grecia, piuttosto che far prevalere la muscolarit\u00e0 dell\u2019approccio turco, hanno provocato forti tensioni con l\u2019Ue, che come era prevedibile \u00e8 intervenuta a sostegno di due suoi Stati membri minacciando pesanti sanzioni economiche nei confronti di Ankara. Segno che il gioco condotto da Erdogan, oltre che ormai abbastanza prevedibile, si sta rivelando anche inefficace e controproducente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il presidente turco non si decider\u00e0 a cambiare registro, i confini attorno al suo Paese saranno popolati sempre pi\u00f9 da nemici piuttosto che da alleati con cui fare affari e su cui poter fare affidamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Tratto dal libro La Fiera dell\u2019Est di Nicola Lippolis<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/erdogan-e-il-sogno-infranto-del-neo-ottomanesimo\/\">https:\/\/www.babilonmagazine.it\/erdogan-e-il-sogno-infranto-del-neo-ottomanesimo\/<\/a><\/strong><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BABILON (Redazione) Riprendendo i princ\u00ecpi del nazionalismo turco ereditati da Ataturk, e combinandoli con un forte richiamo alla centralit\u00e0 dell\u2019Islam nella vita politica e a un accentuato interventismo militare, Erdogan ha coltivato per anni il sogno di una nuova epopea neo-ottomana. 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