{"id":77608,"date":"2023-03-01T08:00:25","date_gmt":"2023-03-01T07:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77608"},"modified":"2023-02-27T14:37:20","modified_gmt":"2023-02-27T13:37:20","slug":"il-caldo-anomalo-in-inverno-fa-crescere-frutta-e-piante-le-gelate-tardive-in-primavera-le-distruggono-i-cambiamenti-climatici-e-il-mercato-che-non-si-adegua-mettono-in-crisi-lagricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77608","title":{"rendered":"Il caldo anomalo in inverno fa crescere frutta e piante, le gelate tardive in primavera le distruggono: i cambiamenti climatici (e il mercato che non si adegua) mettono in crisi l\u2019agricoltura"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Luisiana Gaita)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wrapper-article-top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-primo-piano size-ifq-primo-piano wp-post-image\" title=\"A worker drives a tractor during the sunflowers harvesting on a field in Donetsk region, eastern Ukraine, Friday, Sept. 9, 2022. Ukrainian farms near the front lines are facing constant shelling that is damaging fields, equipment and buildings and making it difficult to plant and harvest crops. (AP Photo\/Leo Correa)\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/24\/agricoltura-1200-1050x551.jpg\" alt=\"Il caldo anomalo in inverno fa crescere frutta e piante, le gelate tardive in primavera le distruggono: i cambiamenti climatici (e il mercato che non si adegua) mettono in crisi l\u2019agricoltura\" width=\"1050\" height=\"551\" \/><\/div>\n<div class=\"wrapper-article-top\">\n<div class=\"article-wrapper\">\n<section class=\"catenaccio\">&nbsp;<\/p>\n<p>Dal Nord al Sud il settore fa i conti con tutto questo ormai da tempo; la grande distribuzione non si adegua al &#8216;nuovo&#8217; calendario, mandando in crisi i produttori, che iniziano a cambiare colture per adeguarsi e non fallire. &#8220;Passando da un eccesso all\u2019altro, ormai si vive costantemente nell\u2019emergenza&#8221; ha detto a ilfattoquotidiano.it Michele Laporta, presidente di Agritalia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il caldo anomalo in inverno fa\u00a0<strong>germogliare<\/strong>\u00a0le piante e crescere la frutta prematuramente, rendendole pi\u00f9 esposta a\u00a0<strong>gelate tardive<\/strong>\u00a0che rappresentano un rischio al pari della\u00a0<strong>siccit\u00e0<\/strong>, culla di patogeni e parassiti. La pioggia, spesso, non \u00e8 una soluzione, perch\u00e9 l\u2019altra faccia del\u00a0<strong>cambiamento climatico<\/strong>\u00a0sono proprio le precipitazioni meno frequenti ma pi\u00f9 intense. Quelle che distruggono qualsiasi cosa sia cresciuta prima. Dal\u00a0<strong>Nord<\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>Sud<\/strong>\u00a0Italia, l\u2019agricoltura fa i conti con tutto questo ormai da tempo. Molte aziende agricole del\u00a0<strong>Veronese<\/strong>\u00a0quest\u2019anno semineranno pi\u00f9 grano, al posto del mais, che ha pi\u00f9 bisogno di acqua ed \u00e8 ormai da tempo che il\u00a0<strong>basilico<\/strong>\u00a0non viene pi\u00f9 irrigato a pioggia, sia per non sprecare\u00a0<strong>risorse<\/strong>\u00a0<strong>idriche<\/strong>, sia per ridurre la diffusione della\u00a0<strong>peronospora<\/strong>. Ma bisogna fare i conti anche con la crescita accelerata che rischia di essere un\u00a0<strong>boomerang<\/strong>\u00a0per ciliegie,\u00a0<strong>pesche<\/strong>, albicocche. Perch\u00e9 il mercato ha le sue regole. Gi\u00e0 da settimane, in\u00a0<strong>Liguria<\/strong>, \u00e8 allarme per le piantine aromatiche di\u00a0<strong>Albenga<\/strong>, come lavanda e rosmarino, che rischiano di essere pronte troppo presto rispetto alla\u00a0<strong>domanda<\/strong>, che cresce in primavera, mentre i ciliegi gi\u00e0 in fiore in\u00a0<strong>Puglia<\/strong>\u00a0non sono per forza sinonimo di frutta apprezzata sul mercato. Lo spiega a<em>\u00a0ilfattoquotidiano.it<\/em>\u00a0<strong>Michele<\/strong>\u00a0<strong>Laporta<\/strong>, presidente di\u00a0<strong>Agritalia<\/strong>, organizzazione di produttori ortofrutticoli di Puglia,\u00a0<strong>Basilicata<\/strong>\u00a0e Sicilia e del Consorzio di promozione e tutela\u00a0<strong>Uva di Puglia Igp<\/strong>. \u201cPassando da un eccesso all\u2019altro, ormai si vive costantemente nell\u2019emergenza \u2013 commenta \u2013 tanto che negli ultimi anni le\u00a0<strong>gelate tardive<\/strong>\u00a0hanno creato molti problemi, principalmente ad\u00a0<strong>albicocche<\/strong>, pesche nettarine e rosacee in genere (come ciliegi,\u00a0<strong>meli<\/strong>, peri e\u00a0<strong>mandorli<\/strong>, ndr) e a qualunque latitudine, dall\u2019<strong>Emilia-Romagna<\/strong>\u00a0alla Puglia, dalla Campania alla\u00a0<strong>Sicilia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<\/section>\n<section id=\"article-body-7076584\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">\n<div id=\"ifq-intext-container-1\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-1586\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"1\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-visible=\"true\"><\/div>\n<\/div>\n<p><em><strong>Dalla siccit\u00e0 alle gelate \u2013<\/strong><\/em>Una situazione emersa anche in un recente monitoraggio di\u00a0<strong>Coldiretti<\/strong>\u00a0in Puglia: caldo anomalo e prolungata assenza di\u00a0<strong>precipitazioni<\/strong>\u00a0hanno mandato la natura in tilt \u201ccon i ciliegi gi\u00e0 in fiore (la Puglia \u00e8 la regione che ne produce di pi\u00f9, ndr),\u00a0<strong>carote<\/strong>\u00a0<strong>variegate<\/strong>, piselli, cavoli rossi e le prime fave pronte per la raccolta, mesi prima dell\u2019appuntamento del\u00a0<strong>primo<\/strong>\u00a0<strong>maggio<\/strong>\u201d. Il rischio \u00e8 che \u201cil probabile ritorno del\u00a0<strong>freddo<\/strong>\u00a0e del gelo distrugga poi i\u00a0<strong>raccolti<\/strong>\u201d. Lo ricorda bene\u00a0<strong>Alberto De Togni<\/strong>, presidente di\u00a0<strong>Confagricoltura<\/strong>\u00a0<strong>Verona<\/strong>\u00a0e imprenditore agricolo di seminativi. Perch\u00e9 negli ultimi anni \u00e8 accaduto pi\u00f9 volte, \u201cin particolare nel 2020 e nel 2021, quando le\u00a0<strong>gelate primaverili<\/strong>\u00a0hanno prodotto danni molto ingenti a ciliegie, albicocche,\u00a0<strong>olive<\/strong>, mele e\u00a0<strong>pere<\/strong>\u201d. Lo conferma il presidente di\u00a0<strong>Agritalia<\/strong>: \u201cLa ricerca potrebbe certamente aiutarci nell\u2019adattamento ai cambiamenti climatici, ma in Italia si investe poco e, quindi, si va a rilento. Vale per quello che si pu\u00f2 fare in laboratorio, vale per la preparazione del territorio, anche alle piogge\u201d. Qualche giorno fa, l\u2019<strong>Uragano Nikola<\/strong>\u00a0ha prodotto violenti temporali e raffiche di vento, il resto lo hanno fatto abbandono del territorio e cattiva gestione delle infrastrutture. Vigneti e serre sono stati distrutti dall\u2019acqua tracimata dalla diga di\u00a0<strong>Ragoleto<\/strong>, in provincia di\u00a0<strong>Ragusa<\/strong>. \u201cE questa \u00e8 acqua che non si recupera. Gli invasi non fanno in tempo a raccoglierla e rimane solo il danno\u201d aggiunge, ricordando che ci sono colture particolarmente delicate, proprio come le\u00a0<strong>ciliegie<\/strong>. \u201cNon solo c\u2019\u00e8 il pericolo delle gelate nel caso siano maturate troppo anticipatamente, ma poi soffrono tantissimo le\u00a0<strong>precipitazioni<\/strong>. Basta che a maggio piova un po\u2019 sul prodotto maturo e il frutto rischia di spaccarsi, il cosiddetto\u00a0<strong>cracking<\/strong>\u201d.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-2\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-2217\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"2\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-visible=\"true\"><\/div>\n<\/div>\n<p><em><strong>Le regole del mercato \u2013\u00a0<\/strong><\/em>Ma se pure non si assistesse a violenti nubifragi che mandano in fumo i raccolti e a gelate che distruggono i campi, la crescita precoce di alcune produzioni crea un problema per il\u00a0<strong>mercato<\/strong>. \u201cDi base, i catasti delle produzioni non sono aggiornati, quindi gli\u00a0<strong>agricoltori<\/strong>\u00a0piantano o mettono a dimora colture senza avere gli strumenti per\u00a0<strong>valutare<\/strong>\u00a0eventuali sovrapposizioni \u2013 spiega Laporta \u2013 e non sempre la<strong>\u00a0Grande distribuzione organizzata<\/strong>\u00a0pu\u00f2 acquistare tutto quel prodotto\u201d. Anche in questo caso, un esempio \u00e8 senz\u2019altro quello delle ciliegie. \u201cPerch\u00e9 al problema della grande quantit\u00e0 di prodotto da vendere, lo abbiamo visto recentemente anche con l\u2019<strong>uva<\/strong>, si aggiunge quello della qualit\u00e0. Le\u00a0<strong>fioriture precoci<\/strong>, e molto spesso abbondanti, sono legate spesso a calibri pi\u00f9 piccoli o di minor qualit\u00e0 \u2013 aggiunge \u2013 mentre oggi il mercato richiede sempre pi\u00f9 il prodotto di una certa grandezza. Qualche anno fa, c\u2019\u00e8 stata una crisi di mercato proprio perch\u00e9 le ciliegie erano pi\u00f9 piccole\u201d. Anche l\u2019aumento dei prezzi delle verdure \u00e8 strettamente legato al cambiamento climatico: \u201cMolti parlano di\u00a0<strong>speculazione<\/strong>\u00a0\u2013 spiega Laporta \u2013 ma in realt\u00e0 alla base ci sono due fattori che si incrociano. Con il\u00a0<strong>freddo<\/strong>\u00a0si consumano pi\u00f9 verdure cotte ma se, contemporaneamente, le gelate non fanno crescere in maniera adeguata o distruggono il prodotto, l\u2019aumento della domanda ne far\u00e0 salire il prezzo\u201d. Il problema contrario si creer\u00e0, invece, per tutte le produzioni che stanno bruciando i tempi e per le quali non c\u2019\u00e8 ancora la richiesta del mercato. \u00c8 il rischio che stanno correndo le<strong>\u00a0piantine aromatiche di Albenga<\/strong>, in Liguria, come lavanda, rosmarino, timo, salvia e margherita, che potrebbero essere pronte troppo presto rispetto alla\u00a0<strong>primavera<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-3\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-2848\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"3\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-visible=\"true\"><\/div>\n<\/div>\n<p><em><strong>Se il mais non conviene pi\u00f9 \u2013\u00a0<\/strong><\/em>Resta, poi, il problema della\u00a0<strong>siccit\u00e0<\/strong>. Qualcuno \u00e8 gi\u00e0 ricorso a misure preventive. Quest\u2019anno gli\u00a0<strong>agricoltori padovani<\/strong>\u00a0semineranno meno mais, nella provincia che detiene il primato regionale con quasi 31mila ettari su circa 143mila. Si abbandona il\u00a0<strong>granoturco<\/strong>\u00a0che necessita di molta acqua e l\u2019estate scorsa ha pagato un prezzo altissimo a causa delle\u00a0<strong>temperature torride<\/strong>\u00a0(con perdite che, per chi non aveva impianti di\u00a0<strong>irrigazione<\/strong>, sono arrivate al 90 per cento) e molte aziende scelgono di orientarsi verso frumento, soia e girasoli. \u201cL\u2019anno scorso \u2013 spiega a\u00a0<em>ilfattoquotidiano.it<\/em>\u00a0<strong>Giuliano Bonfante<\/strong>, presidente del settore seminativi di Confagricoltura Padova e agricoltore a\u00a0<strong>Ospedaletto Euganeo<\/strong>\u00a0\u2013 alcune aziende non hanno raccolto il granoturco, perch\u00e9 non valeva la pena raccogliere piante senza la spiga. Piuttosto, si sceglie di impiegare il trinciato di mais negli impianti di\u00a0<strong>biogas<\/strong>. Di certo, le aziende che non hanno la possibilit\u00e0 di irrigare perch\u00e9 non servite da consorzi di bonifica o prive di\u00a0<strong>attrezzatura<\/strong>\u00a0\u2013 aggiunge \u2013 quest\u2019anno non potranno coltivare mais e quelle che hanno la possibilit\u00e0 di irrigare faranno i propri conti, valutando se sia o meno il caso\u201d. Ma sono diverse, in Italia, le aree dove ci sono stati dei forti\u00a0<strong>cambiamenti<\/strong>\u00a0nelle produzioni.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-4\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-3311\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"4\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-visible=\"true\"><\/div>\n<\/div>\n<p><em><strong>Come cambiano le colture \u2013<\/strong><\/em>\u00a0\u201cNoi ce ne accorgiamo oggi, ma \u00e8 da tanto tempo che le\u00a0<strong>piante<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>parassiti<\/strong>\u00a0delle piante hanno interagito con i cambiamenti climatici \u2013 spiega a\u00a0<em>ilfattoquotidiano.it<\/em>\u00a0<strong>Giovanni<\/strong>\u00a0<strong>Minuto<\/strong>, direttore del Cersaa, il centro sperimentale agricolo di\u00a0<strong>Albenga<\/strong>\u00a0\u2013 e se negli anni\u00a0<strong>Ottanta<\/strong>\u00a0all\u2019universit\u00e0 ci dicevano che la mosca della frutta non arrivava in\u00a0<strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong>\u00a0perch\u00e9 non resisteva al clima gelido dell\u2019inverno, oggi arriva ed \u00e8 ovunque. Occorre adeguarsi\u201d. Contro la<strong>\u00a0mosca della frutta<\/strong>\u00a0sulle piante di ulivo, ad esempio, si utilizza il caolino. \u201cUna polvere di roccia che si distribuisce su tutta la pianta \u2013 spiega \u2013 per rendere pi\u00f9 difficile l\u2019attacco del\u00a0<strong>parassita<\/strong>\u00a0e ottenere un effetto ombreggiante che riduce l\u2019esposizione della pianta alla\u00a0<strong>luminosit\u00e0<\/strong>\u00a0molto intensa, problema accentuato dall\u2019assenza di copertura delle nuvole. In\u00a0<strong>Toscana<\/strong>\u00a0si possono facilmente osservare questi alberi non pi\u00f9 verdi, ma bianchi ed \u00e8 una soluzione altamente sostenibile\u201d. Tra gli effetti meno visibili del cambiamento climatico c\u2019\u00e8 proprio la diffusione di\u00a0<strong>microorganismi<\/strong>, funghi, batteri, insetti, che erano tipici delle aree pi\u00f9 calde dell\u2019<strong>Europa<\/strong>\u00a0e oggi arrivano anche nei Paesi pi\u00f9 a Nord, come\u00a0<strong>Danimarca<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Norvegia<\/strong>\u00a0e che oggi in Italia sono una presenza costante e non solo nelle stagioni pi\u00f9 calde. E poi ci sono le conseguenze maggiormente visibili sui campi di tutta Italia. \u201cDa alcuni anni, in\u00a0<strong>Liguria<\/strong>\u00a0non si riescono pi\u00f9 a coltivare in maniera redditizia le albicocche di\u00a0<strong>Valleggia<\/strong>\u00a0(Savona) che, dopo la caduta delle foglie \u2013 spiega Minuto \u2013 hanno bisogno di un\u00a0<strong>abbassamento termico<\/strong>\u00a0<strong>importante<\/strong>, per poter fiorire e fruttificare e, in primavera, di un innalzamento progressivo delle temperature\u201d. Da diversi anni, invece, in autunno le temperature sono molto al di sopra della media storica e poi in primavera torna il freddo. \u201cIn queste condizioni \u2013 aggiunge il direttore del Cersaa \u2013 l\u2019<strong>albicocco<\/strong>\u00a0fiorisce, ma fruttifica con difficolt\u00e0\u201d. Un altro esempio: tra il 2019 e il 2021 l\u2019ulivo ha sub\u00ecto diversi fenomeni di\u00a0<strong>cascola<\/strong>\u00a0a causa della combinazione di due fattori. \u201cDa un lato\u00a0<strong>drastici abbassamenti termici<\/strong>\u00a0nel periodo della fioritura \u2013 spiega \u2013 dall\u2019altro un\u00a0<strong>decorso estivo<\/strong>\u00a0estremamente siccitoso\u201d. Cos\u00ec la pianta lascia cadere a terra le\u00a0<strong>olive<\/strong>: \u201cUn fenomeno osservato anche in altre aree, a volte collegato anche alla diffusione di insetti, come accaduto in\u00a0<strong>Lombardia<\/strong>, sul<strong>\u00a0Lago di Garda<\/strong>, con la cimice asiatica. Per questo \u00e8 necessario imparare a studiare le nostre\u00a0<strong>culture<\/strong>, osservare i nuovi rischi e trovare le giuste\u00a0<strong>soluzioni<\/strong>\u00a0da combinare\u201d.<\/p>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/02\/27\/il-caldo-anomalo-in-inverno-fa-crescere-frutta-e-piante-le-gelate-tardive-in-primavera-le-distruggono-i-cambiamenti-climatici-e-il-mercato-che-non-si-adegua-mettono-in-crisi-lagricoltura\/7076584\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/02\/27\/il-caldo-anomalo-in-inverno-fa-crescere-frutta-e-piante-le-gelate-tardive-in-primavera-le-distruggono-i-cambiamenti-climatici-e-il-mercato-che-non-si-adegua-mettono-in-crisi-lagricoltura\/7076584\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Luisiana Gaita) &nbsp; &nbsp; Dal Nord al Sud il settore fa i conti con tutto questo ormai da tempo; la grande distribuzione non si adegua al &#8216;nuovo&#8217; calendario, mandando in crisi i produttori, che iniziano a cambiare colture per adeguarsi e non fallire. &#8220;Passando da un eccesso all\u2019altro, ormai si vive costantemente nell\u2019emergenza&#8221; ha detto a ilfattoquotidiano.it Michele Laporta, presidente di Agritalia &nbsp; Il caldo anomalo in inverno fa\u00a0germogliare\u00a0le piante e crescere la&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":40095,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fatto-quotidiano.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kbK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77608"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77610,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77608\/revisions\/77610"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}