{"id":77620,"date":"2023-02-28T09:00:57","date_gmt":"2023-02-28T08:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77620"},"modified":"2023-02-27T17:31:44","modified_gmt":"2023-02-27T16:31:44","slug":"sulle-prossime-guerre-agli-imperi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77620","title":{"rendered":"Sulle prossime guerre agli \u201cimperi\u201d"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\"><\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"av-social-share av-social-type-icon av-social-share-top\">\n<div class=\"av-social-btn av-share-btn av-print\"><strong>di FEDERICO REZZANI<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p><em>Un\u2019analisi retrospettiva delle due \u201cguerre mondiali\u201d che hanno segnato la prima met\u00e0 del Novecento consente di formulare un\u2019analisi non ortodossa, seppur molto lucida, degli anni avvenimenti che caratterizzeranno i prossimi quindici-vent\u2019anni. Sebbene il principale obiettivo delle potenze anglosassoni sia la Cina, all\u2019orizzonte si profila una complessa partita per neutralizzare tutti i rinascenti \u201cimperi\u201d dell\u2019Eurasia: Germania, Turchia, Iran e persino Giappone.<\/em><\/p>\n<h2>Un lungo match contro la fascia degli rinascenti imperi<\/h2>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/le-pan-regioni-1919-1949-dalla-stasi-al-movimento-pronto\/\">Uno dei grandi meriti del nostro lavoro geopolitico dedicato alla prima met\u00e0 del Novecento, \u00e8 stato rompere lo schema, sterile ed ingannatore, della \u201cPrima e Seconda Guerra Mondiale\u201d<\/a><\/strong>, per analizzare in maniera organica la lotta ingaggiata dal declinante impero britannico e dall\u2019emergente potenza degli Stati Uniti d\u2019America c<strong>ontro il complesso di imperi che si estendeva dal Mar del Nord al Mare del Giappone passando per il Golfo Persico<\/strong>. All\u2019alba del Novecento, \u00e8 infatti bene ricordare, l\u2019industrializzazione e lo sviluppo delle ferrovie stava cambiando il volto di entit\u00e0 politiche consolidate da secoli:\u00a0<strong>il Reich tedesco<\/strong>, attraverso lo ferrovie e l\u2019alleanza con l\u2019impero ottomano, mirava ad organizzare lo spazio da Berlino a Baghdad;<strong>\u00a0l\u2019impero zarista<\/strong>\u00a0cresceva a tassi economici e demografici impetuosi grazie all\u2019apertura della Transiberiana e la colonizzazione della Russia asiatica;<strong>\u00a0l\u2019impero dei Qing<\/strong>\u00a0aveva avviato un processo di industrializzazione che si dimostrava molto promettente grazie all\u2019enorme disponibilit\u00e0 di materie prime e capitale umano;\u00a0<strong>il Giappone<\/strong>\u00a0stava conquistando quote crescenti del commercio mondiale grazie al \u201cdumping\u201d e mostrava diverse affinit\u00e0 socio-culturali con la Germania guglielmina. Nel 1912, il geopolitico e stratega americano Homer Lea pubblica la significativa opera\u00a0<strong>\u201cThe day of the Saxon\u201d<\/strong>\u00a0in cui chiarisce che la supremazia anglosassone sar\u00e0 spacciata qualora si dovesse formare una combinazione di imperi euroasiatici, come ad esempio<strong>\u00a0l\u2019alleanza Germania-Russia-Giappone.<\/strong><\/p>\n<p>Le due guerre mondiali, la cui basi sono gettate tra il 1902 ed il 1907 (alleanza nippo-britannica, Entente cordiale tra UK e Francia, convenzione anglo-russa per la spartizione delle sfere d\u2019influenza), non furono infatti solo un conflitto tra la Germania ed i suoi alleati,\u00a0<strong>ma una guerra contro l\u2019Eurasia nel suo complesso e, nello specifico, contro i suoi principali imperi.<\/strong>\u00a0Sebbene la Germania fosse la minaccia pi\u00f9 temibile all\u2019orizzonte (la moderna Cina), gli anglosassoni si premurarono infatti di\u00a0<strong>distruggere\/neutralizzare\/occupare\/destabilizzare i principali imperi che organizzavano allora lo spazio euroasiatico: impero austro-ungarico, ottomano, zarista e impero celeste dei Qing.<\/strong>\u00a0In questo processo, gli anglosassoni si occupano anche di distruggere, dopo averlo favorito per i propri disegni geopolitici, l\u2019effimero<strong>\u00a0impero italiano<\/strong>\u00a0(1936), sorto sulla temibile direttrice Sicilia-Suez-Somalia-Oceano Indiano. Come abbiamo evidenziato con grande maestria nel nostro lavoro, la guerra degli anglosassoni contro l\u2019Eurasia si conclude solo nel 1949:\u00a0<strong>occupazione militare dei punti chiave del Rimland (Europa e Giappone) ed estensione del comunismo a tutto l\u2019Heartland devastato da quasi quarant\u2019anni di rivoluzioni e guerre (Russia e Cina)<\/strong>. Solo allora inizia davvero<strong>\u00a0il \u201csecolo americano\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>In questa sede ci preme soprattutto evidenziare come il confronto tra anglosassoni ed imperi euroasiatici\u00a0<strong>si consumi all\u2019interno di un\u2019unica guerra egemonica passata alla storia come \u201cPrima e Seconda Guerra Mondiale\u201d.<\/strong>\u00a0Nell\u2019arco di un trentennio, alternando le alleanze<strong>, gli anglosassoni affrontano\/destabilizzano Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Russia e poi di nuovo Germania, insieme a Italia, Giappone, Russia e Cina.<\/strong>\u00a0Al termine del processo, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia dei vecchi \u201cimperi\u201d e quelli nuovi, l\u2019Unione Sovietica, non costituiscono una serie minaccia per la supremazia anglosassone (tanto che l\u2019URSS si suicider\u00e0 di sua sponte nel 1991).<\/p>\n<p>Quanto detto sinora, ci permette di arrivare al nocciolo dell\u2019articolo.\u00a0<strong>La prospettiva di un conflitto tra Russia e Cina da un lato ed anglosassoni dall\u2019altro, se non errata, \u00e8 perlomeno incompleta e, sopratutto, non consente di afferrare le dinamiche che contraddistingueranno gli anni \u201820 e \u201830 del XXI secolo<\/strong>. Tralasciando il disastroso,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/come-vladimir-putin-sta-portando-la-russia-alla-sconfitta\/\">per non dire criminoso, tentativo di Vladimir Putin di ricostruire l\u2019impero russo (si vedranno nei prossimi anni gli effetti)<\/a><\/strong>, \u00e8 ormai evidente che gli anglosassoni, pur avendo\u00a0<strong>come obiettivo principale la Cina<\/strong>, debbano affrontare all\u2019interno di\u00a0<strong>questa guerra egemonica che durer\u00e0 uno o due decenni, una serie di diversi imperi \u201crinascenti\u201d lungo i bordi dell\u2019Eurasia: Germania, Turchia, Iran e, forse, persino \u201cl\u2019alleato\u201d Giappone<\/strong>. Tutti, a loro modo, dovranno essere affrontati e liquidati nei prossimi vent\u2019anni, pena il definitivo tramonto dell\u2019egemonia anglosassone.<\/p>\n<p>La Germania ha gi\u00e0 organizzato lo spazio mitteleuropeo: Austria, Cechia, Slovenia, Croazia ed Ungheria gravitano ormai attorno al magnete tedesco. Recentemente Berlino ha varato un controverso piano di riarmo di 100 miliardi di euro.<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/geopolitica-dellalgeria-il-complemento-nordafricano-di-italia-e-germania\/\">\u00a0Le sue intese politico-militari con Algeria e Turchia sono note<\/a><\/strong>.\u00a0Un possibile (e ormai non pi\u00f9 escludibile) collasso della Russia, consentirebbe a Berlino di allargare<strong>\u00a0la sua sfera d\u2019influenza politico-economica a Bielorussia, Russia bianca, Ucraina e Georgi<\/strong>a. I legami sino-tedeschi sono da tempo nel mirino degli USA e si possono ora avvalere delle nuove ferrovie che transitano in Asia centrale. Per gli anglosassoni, \u00e8 dunque imperativo che<strong>\u00a0la Germania inizi il prossimo ciclo con una potenza pari o inferiore a quella attuale: sicuramente non maggiore<\/strong>. Come impedire la resurrezione della potenza tedesca, che \u00e8 gi\u00e0 stata uno dei principali obiettivi,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/germania-e-italia-senza-gas\/\">\u00a0seppur indiretto (interruzione delle forniture energetiche a buon mercato), della guerra russo-ucraina?<\/a><\/strong>\u00a0La risposta \u00e8 gi\u00f9 intuibile: rottura dell\u2019asse franco-tedesco, ripolarizzazione della Francia in funzione anti-tedesca, rafforzamento economico-militare della<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/italia-polonia-russi-e-anglosassoni\/\">\u00a0Polonia che assurge a bastione anglosassone nell\u2019Europa orientale.<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La Turchia \u00e8 una potenza in ascesa da anni<\/strong>: il pi\u00f9 vasto esercito europeo, un\u2019economia diversificata e sempre pi\u00f9 energivora, popolosa, gi\u00e0 proiettata su pi\u00f9 scacchieri (Balcani, Libia, Somalia e Golfo Persico con l\u2019alleanza col Qatar).\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/terra-contro-mare-il-medio-oriente-in-divenire\/\">Anglosassoni e francesi stanno gi\u00e0 armando la Grecia con gli armamenti pi\u00f9 moderni in funzione anti-turca,\u00a0<\/a><\/strong>i tedeschi stanno fornendo ad Ankara i sottomarini pi\u00f9 avanzati; Creta torna ad essere un\u2019importante base navale anglosassone, sempre in funzione anti-turca; Cipro o lo sfruttamento economico delle acque antistanti le coste turche, possono fornire il casus belli in qualsiasi momento.\u00a0<strong>In ogni caso, la Turchia dovr\u00e0 essere affrontata dagli strateghi occidentali all\u2019interno di questa guerra egemonica decennale o pluri-decennale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 facile immaginare un conflitto tra anglosassoni ed Iran<\/strong>, che da anni \u00e8 nel mirino dell\u2019Occidente. L\u2019Iran sta tornando ad organizzare ampi spazi del Medio Oriente, dall\u2019Afghanistan alla Siria; il suo apparato militare-industriale \u00e8 temibile; le sue ampie riserve energetiche trovano facile piazzamento in Cina. Anche l\u2019Iran deve essere affrontato all\u2019interno di questa guerra egemonica,\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-repubblica-islamica-fa-i-conti-con-se-stessa\/\">con mezzi ben pi\u00f9 articolati dei recenti tentativi di destabilizzazione tramite proteste e disordini.<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La Cina \u00e8 certamente la minaccia per eccellenza<\/strong>: munita di una marina in rapido sviluppo, forte di un\u2019economia sempre pi\u00f9 avanzata, impegnata ad organizzare ampissime porzioni dell\u2019Eurasia e persino dell\u2019Africa con la Nuova Via della Seta. Se gli strateghi anglosassoni a inizio Novecento (vedi le riflessioni di Lord Kirtchner) erano pienamente consapevoli di non poter liquidare la Germania in un singolo conflitto mondiale, difficilmente contano di ingaggiare e sconfiggere la Cina\u00a0<strong>in un singolo confronto militare, magari\u00a0 circoscritto a Taiwan<\/strong>. Pi\u00f9 facile, invece, che nei piani degli strateghi anglosassoni<strong>\u00a0la manovra anti-cinese debba svilupparsi in due o pi\u00f9 fasi.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Giappone<\/strong>\u00a0(l\u2019unica potenza rimasta, ironicamente, ad avere un vero e proprio imperatore in carica), infine, sar\u00e0 usato impiegato dagli strateghi anglosassoni in funzione anti-cinese, con un preciso caveat, per\u00f2: in nessun caso, il riarmo ed il rafforzamento di Tokyo in funzione anti-cinese dovr\u00e0 costituire una minaccia per gli USA all\u2019inizio del ciclo successivo. Per l\u2019ennesima volta, il Giappone dovr\u00e0 essere usato come pedina anti-continentale senza alcun vantaggio strutturale.<\/p>\n<p>Se abbiamo facilmente elencato i principali \u201cimperi\u201d che dovranno essere fronteggiati dagli anglosassoni nei prossimi anni, pi\u00f9 difficile \u00e8 stabilire ora i tempi e i modi con cui verranno ingaggiati nei prossimi 10-20 anni: si potrebbe, ad esempio, immaginare un conflitto circoscritto a Taiwan nel 2025, accompagnato da un intervento angloamericano contro l\u2019Iran col supporto di israeliani e sauditi, seguito poi nel 2030 -2035\u00a0<strong>da una guerra totale contro Cina, Turchia e Germania<\/strong>. O altre combinazioni simili che consentano agli anglosassoni<strong>\u00a0di dilazionare lo sforzo bellico nel tempo e, sopratutto, di scaricare di volta in volta su altre potenze (Francia, Polonia, India, Giappone,\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-russia-dopo-la-nuova-tsushima\/\">non \u00e8 escludibile neppure la Russia<\/a>) l\u2019onore di affrontare i propri nemici.\u00a0<\/strong>Ci\u00f2 potrebbe suonare come follia a molti: ma quanti, allo scoppio della guerra russo-giapponese del 1905, avrebbero detto che, quarant\u2019anni dopo, nessuno degli imperi allora esistenti sarebbe esistito e che gli Stati Uniti avrebbero lanciato una bomba atomica proprio sopra il Giappone?<\/p>\n<p>In questo quadro, \u00e8 doveroso un rapidissimo accenno all\u2019Italia: tutto lascia supporre che gli anglosassoni vogliano \u201cliquidare\u201d l\u2019Italia gi\u00e0 nelle primissime fasi della guerra egemonica,\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/default-usa-linnesco-della-crisi\/\">probabilmente gi\u00e0 nel corso del 2023 stesso<\/a><\/strong>, attraverso il dissesto finanziario (sapientemente preparato da 40 anni) ed il caos politico. Attraverso strumenti come le penetrazione finanziaria ed il Trattato del Quirinale,\u00a0<strong>la Francia si candida a diventare la potenza egemone della penisola, in funzione anti-turca ed anti-tedesca<\/strong>. A Berlino ed Ankara (tralasciando la \u201clontana\u201d Pechino), si dovr\u00e0 guardare per un\u2019eventuale resurrezione nazionale.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sulla-prossime-guerre-agli-imperi\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/sulla-prossime-guerre-agli-imperi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO REZZANI Un\u2019analisi retrospettiva delle due \u201cguerre mondiali\u201d che hanno segnato la prima met\u00e0 del Novecento consente di formulare un\u2019analisi non ortodossa, seppur molto lucida, degli anni avvenimenti che caratterizzeranno i prossimi quindici-vent\u2019anni. 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