{"id":77656,"date":"2023-03-01T10:15:35","date_gmt":"2023-03-01T09:15:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77656"},"modified":"2023-03-01T10:15:35","modified_gmt":"2023-03-01T09:15:35","slug":"cosa-vuol-dire-il-voto-del-mali-al-fianco-della-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77656","title":{"rendered":"Cosa vuol dire il voto del Mali al fianco della Russia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDEOVER (Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_77657\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-77657\" class=\"size-medium wp-image-77657\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230301074515246_80986274eec39dba6a5e3170f190f4a6-334x188-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230301074515246_80986274eec39dba6a5e3170f190f4a6-334x188-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230301074515246_80986274eec39dba6a5e3170f190f4a6-334x188-1.jpg 334w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-77657\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 12pt\"><em><strong>Cadetti dell&#8217;esercito della Repubblica del Mali<\/strong><\/em><\/span><\/p><\/div>\n<div class=\"wrap  \" role=\"document\">\n<div class=\"content\"><main class=\"main\"><\/p>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"post-single\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-8\">\n<div class=\"jscroll\">\n<article class=\"post-386565 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-politica tag-g5-sahel tag-guerra-in-ucraina tag-operazione-barkhane tag-sahel autori-mauro-indelicato persone-vladimir-putin aree-geografiche-mali\">\n<div class=\"content-article\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Nella votazione<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/guerra\/lonu-vota-risoluzione-contro-russia-2119664.html\">\u00a0tenuta lo scorso 23 febbraio all\u2019Onu,<\/a>\u00a0vigilia del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html\">primo anniversario dell\u2019inizio della guerra<\/a>, i Paesi che hanno votato contro la risoluzione di condanna per l\u2019azione russa in Ucraina sono stati sette. Oltre alla stessa\u00a0<strong>Russia<\/strong>\u00a0ovviamente, nella lista ci sono Paesi molto vicini a Mosca. Quali, tra tutti, Bielorussia e Siria, i principali alleati internazionali del Cremlino. C\u2019\u00e8 poi la Corea del Nord, con Pyongyang sospettata nei mesi scorsi di aver girato munizioni ai russi, anche se il governo di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-kim-jong-un.html\">Kim Jong Un<\/a>\u00a0ha sempre smentito. A votare No sono stati inoltre Nicaragua ed Eritrea, Paesi lontani dalle dinamiche in Ucraina ma gi\u00e0 schieratisi a favore di Mosca nelle precedenti votazioni sul tema.<\/p>\n<p>La vera novit\u00e0 \u00e8 stata rappresentata invece dal\u00a0<strong>Mali<\/strong>. Bamako, astenuta negli ultimi mesi quando all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite si \u00e8 parlato di Ucraina, si \u00e8 apertamente schierata con la Russia. Un elemento non secondario nel contesto internazionale attuale, considerando la posizione\u00a0<strong>strategica<\/strong>\u00a0del Paese africano sia in ambito politico che puramente geografico. Il voto del Mali potrebbe aver definitivamente aperto una \u201c<strong>breccia<\/strong>\u201d moscovita in un\u2019area, quella del Sahel, tradizionalmente vicina agli interessi francesi.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 il voto di Bamako non sorprende<\/h2>\n<p>\u00c9 bene per\u00f2 fare una premessa. La scelta di campo del Mali ha rappresentato una\u00a0<strong>novit\u00e0<\/strong>, ma non una sorpresa. Gi\u00e0 da anni il Paese africano ha avviato un lento ma costante percorso di\u00a0<strong>avvicinamento<\/strong>\u00a0alla Russia. Almeno da quando, all\u2019interno dell\u2019opinione pubblica e dell\u2019apparato militare, ha iniziato a montare un forte sentimento anti francese.<\/p>\n<p>Eppure fino all\u2019inizio dello scorso decennio la vicinanza tra Bamako e Parigi sembrava fuori discussione. Il Mali, ex colonia francese e cuore pulsante del\u00a0<strong>Sahel<\/strong>\u00a0francofono, ha anzi chiesto nel 2012 l\u2019intervento dell\u2019Eliseo in funzione anti terrorismo. Da quell\u2019anno in poi infatti, specialmente dopo il golpe che ha detronizzato l\u2019allora presidente Amadou Toumani Tour\u00e9, il territorio maliano \u00e8 diventato ingestibile per le autorit\u00e0 centrali e questo ha favorito l\u2019emergere dei\u00a0<strong>gruppi jihadisti\u00a0<\/strong>nel nord del Paese.<\/p>\n<h2>L\u2019avvicinamento del Mali a Mosca<\/h2>\n<p>Ha preso cos\u00ec avvio l\u2019operazione francese\u00a0<strong>Serval<\/strong>, denominata un anno dopo operazione\u00a0<strong>Barkhan\u00e9<\/strong>. La stessa che pochi mesi fa il presidente francese<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/chi-e-emmanuel-macron.html\">\u00a0Emmanuel Macron<\/a>\u00a0ha considerato conclusa. E non certo con successo. Il terrorismo nel Mali \u00e8 ancora forte e\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/terrorismo\/quando-una-missione-fallisce-gli-errori-della-francia-nel-sahel.html\">la gestione francese delle operazioni ha destato non pochi malumori<\/a>. Parigi \u00e8 adesso vista come mera potenza coloniale che ha usato il terrorismo come scusa per espandere la propria influenza nel Paese. Sono queste le frasi pi\u00f9 udite a Bamako, come nelle altre grandi citt\u00e0 maliane. Ad alimentarle sono anche gli imam. In particolare uno,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/la-deriva-anti-francese-in-africa-cosi-parigi-rischia-di-perdere-il-sahel.html\">l\u2019imam Mahmoud Dicko<\/a>. A capo del consiglio islamico del Mali, in un Paese dove il 95% della popolazione professa la fede islamica, le sue parole hanno un peso politico molto importante.<\/p>\n<p>Mosca ha fiutato l\u2019affare e ha messo le mani su un Paese dove la retorica anti Parigi ha iniziato a mettere in discussione i tradizionali legami con l\u2019ex madrepatria. Gi\u00e0 sul finire dello scorso decennio non di rado sono apparsi vessilli russi nella manifestazioni portate avanti a Bamako. Nel 2020 e nel 2021, il Mali ha poi subito due colpi di Stato. In entrambi i casi il grande artefice \u00e8 stato l\u2019attuale presidente, il generale\u00a0<strong>Assimi Goita<\/strong>. Quest\u2019ultimo ha impresso una forte accelerazione nella virata del Paese africano verso Mosca. Nel settembre del 2021<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/africa\/exclusive-deal-allowing-russian-mercenaries-into-mali-is-close-sources-2021-09-13\/\">\u00a0la\u00a0<em>Reuters<\/em>\u00a0ha parlato di un accordo<\/a>\u00a0tra il suo governo e la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/guerra\/gruppo-wagner.html\">Wagner<\/a>, l\u2019agenzia di contractors russi. Il contratto, secondo le fonti diplomatiche citate allora, prevedrebbe il versamento, da parte del Mali, di dieci milioni di dollari al mese. Voci importanti hanno iniziato poi a circolare circa non solo la presenza di contractors russi nel Paese, ma anche di\u00a0<strong>rifornimenti<\/strong> provenienti direttamente da Mosca.<\/p>\n<p>Nel 2022 i contatti tra le due parti sono diventati pi\u00f9 evidenti. Nell\u2019agosto scorso, \u00e8 stato direttamente il Cremlino a riportare una conversazione telefonica tra Goita e\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-vladimir-putin.html\">Putin<\/a>. Le astensioni all\u2019Onu sulla guerra in Ucraina hanno certificato l\u2019avvicinamento tra i due Paesi. Il 7 febbraio scorso poi, il ministro degli Esteri russo\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-sergej-lavrov.html\">Sergej Lavrov<\/a>\u00a0si \u00e8 recato a Bamako per una visita ufficiale. Il voto contrario del 23 febbraio sulla mozione di condanna alla Russia, altro non ha rappresentato quindi che l\u2019<strong>ultima tappa<\/strong>\u00a0di un percorso di avvicinamento lungo quasi un decennio.<\/p>\n<h2>Cosa potrebbe accadere adesso<\/h2>\n<p>Per il Cremlino avere l\u2019appoggio del Mali ha in primo luogo un significato politico. Vladimir Putin pu\u00f2 affermare di non essere isolato e anzi di avanzare in\u00a0<strong>Africa<\/strong>\u00a0a scapito della Francia (e quindi dell\u2019occidente). Non \u00e8 un caso che nel discorso tenuto il 21 dicembre alla Duma, il presidente russo ha posto l\u2019accento su una forte retorica \u201cterzomondista\u201d. Inoltre, Mosca pu\u00f2 mettere le mani su un Paese con molte risorse e che rappresenta la\u00a0<strong>porta di accesso<\/strong> nel Sahel.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultimo aspetto che, di riflesso, sta iniziando a preoccupare e non poco l\u2019occidente. Il voto del Mali al fianco della Russia, ha certificato l\u2019apertura di una breccia nell\u2019area francofona del Sahel. La scelta di Bamako potrebbe quindi rappresentare un precedente. Slogan e frasi anti coloniali stanno avanzando infatti anche nel vicino<strong>\u00a0Burkina Faso<\/strong>, Paese dalla storia recente molto simile a quella del Mali. Anche qui le forze jihadiste sono in avanzata e anche qui il potere \u00e8 stato preso dai militari con un golpe. A gennaio il presidente<strong>\u00a0Ibrahim Traor\u00e9\u00a0<\/strong>ha chiesto alla Francia di ritirare le sue forze.<\/p>\n<p>Nel Sahel quindi \u00e8 in corso un drammatico braccio di ferro tra l\u2019occidente e la Russia. La presa di posizione del Mali, potrebbe al momento orientare la contesa a favore di Mosca.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/cosa-vuol-dire-il-voto-del-mali-al-fianco-della-russia.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/cosa-vuol-dire-il-voto-del-mali-al-fianco-della-russia.html<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/main><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Mauro Indelicato) Nella votazione\u00a0tenuta lo scorso 23 febbraio all\u2019Onu,\u00a0vigilia del\u00a0primo anniversario dell\u2019inizio della guerra, i Paesi che hanno votato contro la risoluzione di condanna per l\u2019azione russa in Ucraina sono stati sette. Oltre alla stessa\u00a0Russia\u00a0ovviamente, nella lista ci sono Paesi molto vicini a Mosca. Quali, tra tutti, Bielorussia e Siria, i principali alleati internazionali del Cremlino. 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