{"id":77680,"date":"2023-03-03T09:00:04","date_gmt":"2023-03-03T08:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77680"},"modified":"2023-03-01T18:46:50","modified_gmt":"2023-03-01T17:46:50","slug":"iraq-le-autostrade-della-morte-una-pagina-di-storia-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77680","title":{"rendered":"Iraq. Le autostrade della morte, una pagina di storia dimenticata"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"featured-image wp-post-image lazyloaded\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700,h_395\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-700x395.jpg\" alt=\"L'autostrada della morte\" width=\"700\" height=\"395\" data-src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700,h_395\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-700x395.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-700x395.jpg 700w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_205\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-205x116.jpg 205w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1024\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-1024x578.jpg 1024w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1536\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-1536x867.jpg 1536w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_2048\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/AUTOSTRADA-DELLA-MORTE-2-2048x1156.jpg 2048w\" data-sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p><em>Nell\u2019articolo sulle domande poste dal Washington Times a Biden riguardo alla guerra ucraina, abbiamo accennato alle autostrade della morte, il pi\u00f9 terribile massacro della storia moderna. <\/em><\/p>\n<p><em>Si consum\u00f2 nel corso della prima guerra irachena, dopo l\u2019invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein e prima dell\u2019invasione americana dell\u2019Iraq. Nessuno lo ricorda perch\u00e9 la prima guerra irachena, del 1991, vide quasi tutto il mondo al fianco \u2013 in via subordinata \u2013 degli Stati Uniti (un po\u2019 come accade adesso per l\u2019Ucraina).<\/em><\/p>\n<p><em>Una storia di stretta attualit\u00e0, anche per quanto riguarda la manipolazione dell\u2019informazione. Pubblichiamo un documento sull\u2019eccidio di massa, presentato da Joyce Chediac alla Commissione d\u2019inchiesta per il Tribunale internazionale per i crimini di guerra di New York (pubblicato nel 2018 su <a href=\"https:\/\/www.liberationnews.org\/george-h-w-bushs-complicity-in-the-1991-highway-of-death-massacre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Liberation<\/a> <a href=\"https:\/\/flyer-generator.herokuapp.com\/?article_url=https:\/\/flyer-components.herokuapp.com\/posts\/75712\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u2013\u00a0<\/a> giornale di sinistra, ma con azionista di maggioranza il banchiere Edouard de Rothschild).<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Autostrade della morte<\/h2>\n<p>Voglio rendere una testimonianza su quelle che vengono chiamate le \u201cautostrade della morte\u201d. Si tratta delle due strade kuwaitiane, disseminate dei resti di 2.000 veicoli militari iracheni straziati, e dei corpi carbonizzati e smembrati di decine di migliaia di soldati iracheni, che si stavano ritirando dal Kuwait il 26 e 27 febbraio 1991 in ottemperanza alle risoluzioni Onu.<\/p>\n<p>Gli aerei statunitensi hanno intrappolato i lunghi convogli distruggendo i veicoli situati in testa e in coda ai convogli, e poi hanno martellato per ore gli ingorghi risultanti. \u201cEra come sparare a un pesce in un barile\u201d, ha detto un pilota statunitense. L\u2019orrore \u00e8 ancora l\u00ec, da vedere.<\/p>\n<p>Sull\u2019autostrada interna per Bassora ci sono miglia e miglia di veicoli bruciati, distrutti e fracassati di ogni tipo: carri armati, auto blindate, camion, automobili, camion dei pompieri, come scrive la rivista Time del 18 marzo 1991. Sulle sessanta miglia di autostrada costiera, le unit\u00e0 militari irachene sono distese a terra in pose raccapriccianti, scheletri bruciacchiati di veicoli e uomini, neri e terribili sotto il sole, racconta il Los Angeles Times dell\u201911 marzo 1991.<\/p>\n<p>Mentre 450 persone, arrendendosi, sono sopravvissute al bombardamento della strada interna, questo non \u00e8 avvenuto nelle 60 miglia della strada costiera. L\u00ec, per 60 miglia, tutti i veicoli sono stati mitragliati o bombardati, tutti i parabrezza sono andati in frantumi, tutti i carri armati sono bruciati, tutti i camion appaiono crivellati da proiettili. Nessun sopravvissuto \u00e8 noto o probabile. Le cabine dei camion sono state bombardate cos\u00ec tanto che sono state incassate nel terreno ed \u00e8 impossibile vedere se contengano autisti o meno. I parabrezza si sono sciolti e enormi carri armati sono ridotti in rottami.<\/p>\n<h2>Baghdad annuncia il ritiro<\/h2>\n<p>\u201cNeanche in Vietnam ho mai visto niente del genere. \u00c8 terribile\u201d, ha detto il maggiore Bob Nugent, un ufficiale dell\u2019intelligence dell\u2019esercito. Questa carneficina unilaterale, questo massacro razzista di persone arabe, \u00e8 avvenuto nonostante il fatto che il portavoce della Casa Bianca Marlin Fitzwater avesse promesso che gli Stati Uniti e i partner della coalizione non avrebbero attaccato le forze irachene che si stavano ritirando dal Kuwait. Questo \u00e8 sicuramente uno dei crimini di guerra pi\u00f9 atroci della storia contemporanea.<\/p>\n<p>Le truppe irachene non sono state cacciate dal Kuwait dalle truppe statunitensi, come sostiene l\u2019amministrazione Bush. Non si stavano ritirando per riorganizzarsi e riprendere la battaglia. Si stavano ritirando veramente, tornavano a casa, rispondevano agli ordini di Baghdad, che aveva dichiarato di voler ottemperare alla Risoluzione 660 [dell\u2019Onu] abbandonando il Kuwait.<\/p>\n<p>Alle 17:35 (orario standard del luogo) la radio di Baghdad aveva annunciato che il ministro degli Esteri iracheno aveva accettato la proposta sovietica sul cessate il fuoco e aveva dato l\u2019ordine a tutte le truppe irachene di ritirarsi nelle posizioni assunte prima del 2 agosto 1990, in conformit\u00e0 con la risoluzione 660 delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Il presidente Bush aveva reagito immediatamente dalla Casa Bianca dicendo (attraverso il portavoce Marlin Fitzwater) che \u201cnon c\u2019erano prove che suggerissero che l\u2019esercito iracheno si stia ritirando. Infatti, le unit\u00e0 irachene continuano a combattere\u2026 continuano a far guerra\u201d.<\/p>\n<p>Il giorno successivo, il 26 febbraio 1991, Saddam Hussein aveva annunciato alla radio di Baghdad che le truppe irachene avevano effettivamente iniziato a ritirarsi dal Kuwait e che il ritiro sarebbe stato completato quel giorno. Ancora una volta, Bush aveva reagito definendo l\u2019annuncio di Hussein \u201cun oltraggio\u201d e \u201cuna crudele <strong>bufala<\/strong>\u201c.<\/p>\n<h2>La risoluzione 660 delle Nazioni Unite<\/h2>\n<p>Testimoni oculari kuwaitiani attestano che il ritiro \u00e8 iniziato nel pomeriggio del 26 febbraio 1991 e la radio di Baghdad aveva annunciato alle 2:00 (ora locale) di quella mattina che il governo aveva ordinato a tutte le truppe di ritirarsi.<\/p>\n<p>Il massacro dei soldati iracheni in ritirata viola le Convenzioni di Ginevra del 1949 [\u2026] che proibisce l\u2019uccisione di soldati al di fuori dei combattimenti. Il punto controverso riguarda l\u2019affermazione dell\u2019amministrazione Bush secondo la quale le truppe irachene si stavano ritirando per riorganizzarsi e combattere di nuovo.<\/p>\n<p>Tale affermazione \u00e8 l\u2019unico modo per cui il massacro potrebbe essere considerato legale ai sensi del diritto internazionale. Ma l\u2019affermazione \u00e8 falsa. Le truppe si stavano ritirando, ponendo fine all\u2019invasione per ordine diretto di Baghdad, che aveva annunciato che la guerra era finita, che l\u2019Iraq si era ritirato e si sarebbe pienamente conformato alle risoluzioni delle Nazioni Unite. Attaccare i soldati che tornano a casa in queste circostanze \u00e8 un crimine di guerra.<\/p>\n<p>L\u2019Iraq accett\u00f2 la risoluzione 660 delle Nazioni Unite e si offr\u00ec di ritirarsi dal Kuwait attraverso la mediazione sovietica il 21 febbraio 1991. Una dichiarazione di George Bush del 27 febbraio 1991, secondo cui non sarebbe stata concessa tregua alcuna ai soldati iracheni rimasti, viola persino il Manuale militare degli Stati Uniti del 1956 La Convenzione dell\u2019Aia del 1907, che disciplina la guerra di terra, spiega che \u00e8 illegale anche dichiarare che non sar\u00e0 concesso quartiere ai soldati in ritirata.<\/p>\n<p>Il 26 febbraio 1991, il seguente dispaccio \u00e8 stato archiviato dal ponte di comando della USS Ranger, a firma di Randall Richard, giornalista del Providence Journal: \u201cGli attacchi aerei contro le truppe irachene in ritirata dal Kuwait sono stati lanciati oggi con tale intensit\u00e0 da questa portaerei che i piloti hanno detto di aver preso con s\u00e9 tutte le bombe che si trovavano sul ponte di volo. Gli equipaggi, che lavoravano sulle note della colonna sonora di Lone Ranger, spesso rinunciavano al proiettile preferito. . . perch\u00e9 ci voleva troppo tempo per caricarlo\u201d.<\/p>\n<p>La giornalista del New York Times Maureen Dowd ha scritto: \u201cMentre il leader iracheno era posto davanti alla sconfitta militare, Bush decise che preferiva scommettere su una guerra di terra violenta e potenzialmente impopolare piuttosto che rischiare l\u2019alternativa: una soluzione imperfetta elaborata dai sovietici e dagli iracheni, che l\u2019opinione pubblica mondiale avrebbe potuto accettare come tollerabile.<\/p>\n<p>In breve, piuttosto che accettare l\u2019offerta dell\u2019Iraq di arrendersi e abbandonare il teatro di guerra [cio\u00e8 il Kuwait ndr], Bush e gli strateghi militari statunitensi decisero semplicemente di uccidere quanti pi\u00f9 iracheni possibile finch\u00e9 c\u2019era questa opportunit\u00e0.<\/p>\n<h2>Soldati e civili<\/h2>\n<p>Un articolo di Newsweek su Norman Schwarzkopf [comandante in capo delle truppe alleate ndr], intitolato \u201c<em>A Soldier of Conscience<\/em>\u201d (11 marzo 1991), osservava che prima della guerra di terra il generale era preoccupato solo di quanto tempo il mondo sarebbe rimasto a guardare gli Stati Uniti scatenare l\u2019inferno in Iraq prima di dire: \u2018Aspetta un attimo, ora basta\u2019. Lui [Schwarzkopf] non vedeva l\u2019ora di inviare truppe di terra per finire il lavoro. Il motivo per il massiccio sterminio dei soldati iracheni era dato dalla volont\u00e0 degli Stati Uniti di distruggere l\u2019equipaggiamento iracheno. Ma in realt\u00e0 il piano era di impedire del tutto la ritirata ai soldati iracheni. Powell ha osservato che, anche prima dell\u2019inizio della guerra, i soldati iracheni sapevano di essere stati mandati a morire in Kuwait.<\/p>\n<p>Rick Atkinson del Washington Post ha affermato che \u201cil cappio \u00e8 stato stretto\u201d attorno alle forze irachene in modo cos\u00ec efficace che \u201cla fuga \u00e8 impossibile\u201d (27 febbraio 1991). Tutto questo non ha nulla a che vedere con una guerra, \u00e8 un massacro.<\/p>\n<p>Ci sono anche indicazioni che alcune delle vittime del bombardamento avvenuto durante il ritiro fossero palestinesi e civili iracheni. Secondo la rivista Time del 18 marzo 1991, non furono colpiti solo veicoli militari, ma anche automobili, autobus e camion. In molti casi, le auto erano cariche di famiglie palestinesi e di tutti i loro averi.<\/p>\n<p>I resoconti della stampa statunitense hanno cercato di far apparire il rinvenimento di beni domestici bruciati e bombardati come se le truppe irachene avessero saccheggiato il Kuwait. Gli attacchi ai civili sono specificatamente vietati dagli Accordi di Ginevra e dalle Convenzioni del 1977.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 successo davvero? Il 26 febbraio 1991 l\u2019Iraq aveva annunciato di aderire alla proposta sovietica e che le sue truppe si sarebbero ritirate dal Kuwait. Secondo testimoni oculari kuwaitiani, citati dal Washington Post dell\u201911 marzo 1991, il ritiro inizi\u00f2 sulle due autostrade e verso sera era in pieno svolgimento. Verso mezzanotte \u00e8 iniziato il primo bombardamento statunitense.<\/p>\n<p>Centinaia di iracheni sono saltati gi\u00f9 dalle loro auto e dai loro camion, in cerca di riparo. I piloti statunitensi hanno preso qualsiasi bomba si trovasse vicino al ponte di volo, dalle bombe a grappolo alle bombe da 500 libbre. Riesci a immaginarle sganciate su un\u2019automobile o un camion? Le forze statunitensi hanno continuato a sganciare bombe sui convogli fino a quando tutti quegli esseri umani non furono uccisi. Cos\u00ec tanti jet sciamarono sull\u2019autostrada interna che si cre\u00f2 un ingorgo in cielo, tanto che i controllori di volo dei jet da combattimento temevano collisioni a mezz\u2019aria.<\/p>\n<h2>Crimini di guerra<\/h2>\n<p>Le vittime non hanno opposto resistenza.\u00a0Non venivano attaccati in una feroce battaglia n\u00e9 cercavano di riorganizzarsi per dar vita a una controffensiva. Erano solo papere, secondo il comandante Frank Swiggert, il capo del <em>Ranger Bomb Squadron<\/em>. Secondo un articolo del Washington Post dell\u201911 marzo 1991, intitolato \u201cGli Stati Uniti si affrettano a modellare la vista dell\u2019autostrada della morte\u201d, il governo degli Stati Uniti si \u00e8 coordinato e ha fatto tutto il possibile per nascondere questo crimine di guerra alla gente di questo paese e al mondo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ha deciso il governo degli Stati Uniti \u00e8 diventato poi il focus della campagna di pubbliche relazioni gestita dal Comando centrale degli Stati Uniti a Riyad, secondo lo stesso articolo del Washington Post. La spiegazione ufficiale \u00e8 stata che i convogli erano impegnati in una \u201cclassica battaglia tra carri armati\u201d, come a suggerire che le truppe irachene cercassero di reagire o addirittura avessero la possibilit\u00e0 di reagire.<\/p>\n<p>Il Washington Post afferma che gli alti ufficiali del comando centrale degli Stati Uniti a Riyad erano preoccupati per ci\u00f2 che vedevano, cio\u00e8 che ci fosse una crescente percezione pubblica sul fatto che le forze irachene stessero lasciando il Kuwait volontariamente e che i piloti statunitensi li stessero bombardando senza piet\u00e0, il che era la verit\u00e0. Quindi il governo degli Stati Uniti, dice il Post, ha minimizzato le prove che le truppe irachene stavano effettivamente lasciando il Kuwait.<\/p>\n<p>I comandanti dell\u2019esercito statunitense hanno fornito ai media un quadro accuratamente dettagliato e preciso degli eventi in rapida evoluzione. L\u2019idea era di far vedere il ritiro dell\u2019Iraq come una ritirata strategica resa necessaria dalla forte pressione militare alleata. Ricordate quando Bush \u00e8 venuto al Rose Garden e ha detto che non avrebbe accettato il ritiro di Saddam Hussein? Anche questo ne faceva parte, e Bush era coinvolto in questo insabbiamento.<\/p>\n<p>Alla dichiarazione di Bush segu\u00ec subito un briefing via Tv dell\u2019esercito che, dall\u2019Arabia Saudita, spiegava che le forze irachene non si stavano ritirando, ma venivano sospinte fuori dal campo di battaglia. In realt\u00e0, decine di migliaia di soldati iracheni giunti in Kuwait avevano cominciato a ritirarsi pi\u00f9 di trentasei ore prima che le forze alleate raggiungessero la capitale, Kuwait City. Non si erano mossi per un\u2019asserita pressione da parte dei carri armati e della fanteria degli alleati,<\/p>\n<p>Tale deliberata campagna di disinformazione su questa azione militare e il crimine di guerra che si \u00e8 effettivamente consumato, questa manipolazione dei comunicati stampa per ingannare l\u2019opinione pubblica e tenere nascosto il massacro al mondo costituisce anche una violazione del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, il diritto dei cittadini a essere informati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/mondo\/iraq-le-autostrade-della-morte-una-pagina-di-storia-dimenticata\">https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/mondo\/iraq-le-autostrade-della-morte-una-pagina-di-storia-dimenticata<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria) Nell\u2019articolo sulle domande poste dal Washington Times a Biden riguardo alla guerra ucraina, abbiamo accennato alle autostrade della morte, il pi\u00f9 terribile massacro della storia moderna. 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