{"id":77689,"date":"2023-03-03T10:01:25","date_gmt":"2023-03-03T09:01:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77689"},"modified":"2023-03-01T22:04:33","modified_gmt":"2023-03-01T21:04:33","slug":"perche-il-piano-cinese-per-lucraina-non-piace-alloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77689","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il piano cinese per l\u2019Ucraina non piace all\u2019Occidente"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Antonio Li Gobbi)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/XI.jpg\" alt=\"XI\" \/><\/p>\n<p>Si \u00e8\u00a0 sentito parlare negli ultimi giorni (spesso con un certo malcelato fastidio) di quella che Pechino ha chiamato \u201c<em>Posizione Cinese in merito alla composizione politica della crisi ucraina<\/em>\u201d (<a href=\"https:\/\/www.fmprc.gov.cn\/eng\/zxxx_662805\/202302\/t20230224_11030713.html\">China\u2019s Position on the Political Settlement of the Ukraine Crisis)<\/a>.<\/p>\n<p>In Occidente giornalisti e commentatori lo hanno pomposamente chiamato \u201cPiano di Pace\u201d cinese, dedicandogli critiche spesso tranchant del resto comprensibili poich\u00e9 una mediazione di Pechino nella crisi ucraina, qualora venisse accettata e avesse successo, rappresenterebbe una debacle geopolitica di dimensioni impensabili per gli USA, per l\u2019UE e per la NATO.<\/p>\n<p>Gli USA vedrebbero rafforzarsi la caratura globale del loro principale competitor geopolitico, tra l\u2019altro in relazione ad una crisi che vede gli Stati Uniti parte in causa e che innegabilmente riveste per l\u2019attuale amministrazione statunitense una particolare rilevanza.<\/p>\n<p>L\u2019UE vedrebbe rafforzarsi il ruolo inquietante del Dragone ai propri confini, con la prospettiva di una maggior influenza almeno su tutta la sua fascia orientale, opzione non certo tranquillizzante per noi europei.\u00a0La NATO dovrebbe accettare la mediazione della potenza che il suo recentissimo Concetto Strategico 2030 individua come il principale rischio strategico per l\u2019Alleanza negli anni a venire.<\/p>\n<p>Comprensibile quindi che l\u2019iniziativa venga valutata con la massima cautela ma l\u2019estrema celerit\u00e0 con cui USA, UE, NATO e G7 hanno bocciato senza appello il documento cinese stona leggermente con il ricordo di quante volte gli stessi organismi hanno dichiarato che a decidere quale dovesse essere la \u201cpace giusta\u201d doveva essere esclusivamente l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Implicitamente, tali tempestive prese di posizione potrebbero essere interpretate da un uditorio ostile come una conferma che l\u2019Occidente sia parte belligerante del conflitto sia pure non \u201cdirettamente\u201d.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 premesso vale forse la pena esaminare la proposta cinese.<\/p>\n<p>Il documento in 12 punti di Pechino \u00e8 schematico, come del resto prevedibile in questa fase esplorativa. Contiene dei passaggi spesso ovvi, ne mancano altri che potrebbero essere importanti, alcuni altri punti sembrano diretti pi\u00f9 agli USA che a Russia o Ucraina.<\/p>\n<p>Non ha senso obiettare che Pechino non tracci i termini di un accordo poich\u00e9 nella storia i termini \u201creali\u201d di un accordo di pace vengono resi noti solo dopo che l\u2019intesa tra le parti \u00e8 stata raggiunta.\u00a0I \u201cpunti cinesi\u201d non indicano possibili soluzioni finali ma si limitano in questa fase a definire dei parametri su cui le parti dovrebbero successivamente lavorare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Mediatore parte terza o schierato?<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>\u00c8 stato detto che Pechino non potrebbe essere un \u201cmediatore\u201d credibile perch\u00e9 ha propri interessi connessi con l\u2019esito del conflitto. Certamente, la Cina da un lato \u00e8 danneggiata dal protrarsi di un conflitto che si riflette negativamente sugli inter-scambi commerciali globali. Inoltre, Pechino ha legami abbastanza stretti con Mosca, legami peraltro che non sono mai stati negati.<\/p>\n<p>La Cina non si \u00e8 formalmente schierata a supporto di alcuna delle due parti, a differenza di quanto fatto dagli USA. A parte alte autorit\u00e0 religiose o l\u2019ONU, che anche in questa situazione conferma i propri enormi limiti, quando si \u00e8 visto un mediatore che pur non essendo ufficialmente schierato con una delle parti in causa non avesse un proprio interesse alla soluzione della crisi?<\/p>\n<p>D\u2019altronde, i casi sono due: se un conflitto sul terreno viene vinto militarmente si pu\u00f2 imporre allo sconfitto una resa \u201csenza condizioni\u201d o, comunque, alle \u201cnostre condizioni\u201d, come avvenne nei confronti dell\u2019Italia nel 1943 e della Germania e del Giappone nel 1945.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161985 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Putin-Xi.jpg\" alt=\"Putin Xi\" width=\"855\" height=\"577\" \/><\/p>\n<p>Ove non si sia in grado di vincere militarmente o non si sia disposti a impegnarsi ad un livello tale che consenta di sconfiggere il nemico, occorre mediare e trovare un compromesso che, ovviamente, non potr\u00e0 soddisfare pienamente entrambe le parti.\u00a0Ridicolo appare invece asserire in maniera quasi infantile che \u201c<em>se la soluzione proposta va bene per lui allora non va bene per me\u201d.\u00a0<\/em>Dichiarazione che alcuni organi di stampa hanno attribuito al Presidente Joe Biden.<\/p>\n<p>Siamo oggi in una fase in cui tutti i commentatori indipendenti ritengono che una soluzione militare del conflitto non sia prevedibile almeno per molti mesi e che, pertanto, non si possa ipotizzare a breve n\u00e9 una implosione n\u00e9 tanto meno una resa di alcuna delle due parti.\u00a0\u00c8 noto che le tecniche e procedure finalizzate a \u201cmediare per trovare un accordo\u201d siano diverse da quelle per \u201cnegoziare una resa\u201d.<\/p>\n<p>La mediazione dovrebbe essere condotta da una potenza che non sia, almeno ufficialmente, parte del conflitto. Appare pertanto abbastanza strano che si pretenda che l\u2019ipotetico futuro mediatore \u201ccondanni\u201d preliminarmente una delle due parti in conflitto, a meno che non si voglia comprometterne da subito il ruolo negoziale.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno evidenziare che in occasione della recente risoluzione dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU che ha condannato la Russia per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, la Cina si \u00e8 astenuta. Scelta inevitabile e obbligata dato che contestualmente si proponeva come \u201cmediatore\u201d. Poich\u00e9 qualsiasi altro voto ne avrebbe compromesso le possibilit\u00e0 di mediazione presso uno dei due contendenti. Ovvero, per i tanti che amano gli esempi calcistici, sarebbe stato come pretendere che l\u2019arbitro di una partita di calcio si presentasse con la sciarpa da tifoso di una delle due squadre in campo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>La \u201cPosizione Cinese\u201d \u00a0\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Venendo al merito della proposta, cosa dice esattamente la \u201c<em>Posizione Cinese in merito alla composizione politica della crisi ucraina<\/em>\u201d? \u00a0Ovviamente, trattandosi di un documento pubblico non pu\u00f2 dire molto e deve limitarsi a enunciare principi generici che possano apparire accettabili da parte di tutti, rimandandone la coniugazione in accordi specifici a tempi successivi e a discussioni a porte chiuse. Alcuni di questi principi possono apparire banali, altri celano frecciatine nei confronti di USA e UE, ovvero del principale competitor geopolitico e di un importante competitor commerciale del Dragone.<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161987 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/xi_biden_usa_cina.jpg\" alt=\"xi_biden_usa_cina\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/em><\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che la proposta cinese, pi\u00f9 che mirare a trovare nell\u2019immediato un\u2019improbabile soluzione per una rapida cessazione dei combattimenti, intendesse comunicare a Washington e ai suoi alleati che la crisi ucraina \u00e8 ormai diventata globale e che qualsiasi sua soluzione debba essere discussa tra quelli che oggi sono i due maggiori attori sulla scena geopolitica mondiale, cio\u00e8 Cina e USA.<\/p>\n<p>Al\u00a0<strong>Punto 1<\/strong>\u00a0il Piano chiede il \u201c<em>rispetto della sovranit\u00e0, indipendenza e integrit\u00e0 territoriale di tutti i paesi<\/em>\u201d, chiedendo l\u2019applicazione del diritto internazionale in maniera uguale in tutti i casi evitando l\u2019applicazione di \u201cdouble standards\u201d a seconda di chi sia l\u2019aggressore.<\/p>\n<p>La formula appare tendere una mano a Kiev ma contiene una stilettata per Washington nel riferimento ai \u201cdouble standards\u201d della reazione internazionale nel caso di una nazione che ne aggredisca un\u2019altra.\u00a0Al\u00a0<strong>Punto 2<\/strong>\u00a0si chiede di \u201c<em>abbandonare la mentalit\u00e0 da guerra fredda<\/em>\u201d e che \u201c<em>la\u00a0sicurezza\u00a0di una regione non dovrebbe essere raggiunta rafforzando o espandendo i blocchi militari<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-161988 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/12e4403c25f651d1769d51a1c4d5263a_1677430921_extra_large.jpeg\" alt=\"12e4403c25f651d1769d51a1c4d5263a_1677430921_extra_large\" width=\"421\" height=\"236\" \/><\/p>\n<p>Ci\u00f2 intende rappresentare un\u2019esplicita accusa a USA e NATO. Inoltre, questo punto chiama tutti a lavorare insieme per un\u2019effettiva e bilanciata \u201carchitettura di sicurezza europea\u201d, che secondo 7Pechino dovrebbe essere perseguita \u201c<em>prevenendo il confronto tra blocchi<\/em>\u201d\u00a0 e in un contesto di \u201c\u00a0<em>pace e stabilit\u00e0 del Continente Euroasiatico<\/em>\u201d (il riferimento potrebbe essere al link transatlantico su cui si basa la NATO e una richiesta all\u2019Europa a guardare a est anzich\u00e9 a ovest!)<\/p>\n<p>Al\u00a0<strong>Punto 3<\/strong>\u00a0si chiede che tutti supportino Russia e Ucraina nel riprendere il dialogo al pi\u00f9 presto, per favorire la de-escalation del conflitto, ovvero arrivare al pi\u00f9 presto ad un cessate il fuoco e alla ripresa dei dialoghi diplomatici.<\/p>\n<p>Ai\u00a0<strong>Punti 4, 5, 6 e 7<\/strong>\u00a0si chiede rispettivamente di \u201c<em>riprendere i\u00a0colloqui di pace<\/em>\u201d, \u201c<em>risolvere la\u00a0crisi umanitaria e creare corridoi umanitari per l\u2019evacuazione dei civili dalle zone di conflitto<\/em>\u201d, la \u201c<em>protezione dei civili e dei prigionieri di guerra nel pieno rispetto\u00a0 del diritto umanitario internazionale, e nel rispetto dei diritti dei prigionieri di guerra<\/em>\u201d, \u201c<em>garantire e la sicurezza delle\u00a0centrali nucleari, evitando attacchi armati contro di esse e nel rispetto del ruolo dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica (AIEA<\/em>)\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, tutti passaggi obbligati se si vuole tendere a una de-escalation.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Punto 8<\/strong>\u00a0rappresenta una chiara censura alla Russia, dove in merito alla \u201c<em>riduzione dei rischi strategici<\/em>\u201d viene chiaramente dichiarato che \u201c<em>le armi nucleari non devono essere usate e le guerre nucleari non devono essere combattute. La minaccia o l\u2019uso di\u00a0armi nucleari\u00a0deve essere contrastata. Occorre prevenire la proliferazione nucleare ed evitare le crisi nucleari. La Cina si oppone alla ricerca, allo sviluppo e all\u2019uso di armi chimiche e biologiche da parte di qualsiasi Paese, in qualsiasi circostanza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Punto 9\u00a0<\/strong>chiede di facilitare le esportazioni di\u00a0cereali richiedendo la piena implementazione da parte di tutti dell\u2019accordo in tal senso raggiunto lo scorso anno con la mediazione turca.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Punto 10<\/strong>\u00a0rappresenta una forte condanna a USA e UE e chiede di interrompere le \u201c<em>sanzioni unilaterali<\/em>\u201d che insieme alle pressioni economiche non aiutano a risolvere le crisi e generano \u201cnuovi problemi\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161993 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DraftUkraineCOTFebruary262023.jpg\" alt=\"DraftUkraineCOTFebruary26,2023\" width=\"851\" height=\"1202\" \/><\/p>\n<p>La Cina condanna qualsiasi sanzione che non sia autorizzata dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU. Posizione che potrebbe apparire ragionevole e distaccata a una lettura superficiale, ma che sottintende l\u2019illegittimit\u00e0 di sanzioni che, in virt\u00f9 del diritto di veto concessole, non siano autorizzate anche dalla Cina stessa. Inoltre, sempre il Punto 10 chiede che \u201c<em>i Paesi interessati cessino di abusare del ricorso a sanzioni unilaterali quale strumento di \u00a0\u201cgiurisdizione a lungo raggio\u201d nei confronti di altri Paesi quale precondizione per consentire una de-escalation della crisi ucraina\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Punto 11<\/strong>\u00a0rappresenta anch\u2019esso una censura alle potenze economiche occidentali. Infatti, nel richiedere di \u201c<em>mantenere<\/em>\u00a0<em>stabili le catene industriali e di approvvigionamento<\/em>\u201d, il documento condanna l\u2019utilizzo di strumenti economici quale \u201c<em>armi per il perseguimento di obiettivi politici\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>In particolare, vengono condannate misure che possano compromettere la cooperazione internazionale nei settori energetico, finanziario, del commercio alimentare e dei trasporti.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Punto 12,<\/strong>\u00a0infine, richiama l\u2019esigenza per la comunit\u00e0 internazionale di adottare tutte le misure necessarie per la ricostruzione post-bellica nelle area del conflitto (scontato) e assicura che la Cina \u00e8 pronta a fornire assistenza e a giocare un ruolo chiave in questo settore, eventualit\u00e0 \u00a0che sicuramente non entusiasmerebbe n\u00e9 gli USA n\u00e9 l\u2019UE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Valutazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Insomma, come scritto in precedenza, alcune dichiarazioni sono abbastanza scontate, altre rappresentano un\u2019occasione per lanciare stilettate a USA e altri competitors politici.\u00a0\u00c8 chiaro per\u00f2 che un documento pubblico in questa fase non potrebbe essere pi\u00f9 specifico di cos\u00ec. A parte i non pochi sassolini nelle scarpe che Pechino si \u00e8 voluta togliere, vi sono dei punti che forse non meriterebbero di essere gettati immediatamente alle ortiche con aria di superiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Dal punto di vista occidentale, il Punto 1, che chiede \u201c<em>rispetto\u00a0 della sovranit\u00e0, indipendenza e integrit\u00e0 territoriale\u00a0 di tutti i paesi<\/em>\u201d, \u00e8 di fatto una velata condanna di chi, come Mosca, tale integrit\u00e0 territoriale non ha\u00a0 rispettato.\u00a0Il fatto di non menzionare mai la tutela delle minoranze etniche (anche per ovvi motivi di politica interna cinese) toglie un ulteriore appiglio a Mosca, che invece si appella all\u2019esigenza di \u00a0tutelare le minoranze russofone in Donbass e in altre regioni ucraine.<\/p>\n<p>Per contro, al Punto 2 vi \u00e8 una chiara condanna della politica dei blocchi (e implicitamente della NATO) nonch\u00e9 degli interessi USA in quello che viene chiamato \u201cContinente Euroasiatico\u201d e i punti 10 e 11 costituiscono una forte condanna della \u201cguerra per sanzioni\u201d condotta in primis ed estensivamente dagli USA non solo in relazione alla crisi ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161970 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/truppe-ukr.jpg\" alt=\"truppe ukr\" width=\"1170\" height=\"766\" \/><\/p>\n<p>In sintesi, Pechino sembrerebbe voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte per non apparire fin dall\u2019inizio troppo di parte: lo scopo \u00e8 dare un avvio al processo negoziale, che sarebbe comunque molto lento.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro, soprattutto dal testo del Punto 3, che si mirerebbe ad un \u201ccessate il fuoco\u201d duraturo, rimandando eventuali accordi di pace a tempi successivi in cui potrebbero essere cambiate le attuali leadership politiche nelle capitali interessate. D\u2019altronde, tra Israele e Siria sono ormai 50 anni (dal conflitto del 1973) che si va avanti con una \u201ctregua\u201d sulle Alture del Golan (unico confine tra i due paesi) sottoposta a supervisione ONU.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 senza che il contenzioso territoriale del Golan abbia provocato maggiori incidenti. I tanti motivi di frizione tra i due paesi sono infatti altri e relativi principalmente alla pesante presenza iraniana in Siria e al sostegno agli Hezbollah in Libano.\u00a0Ovvio che la situazione del Golan non sia assolutamente paragonabile a quella del Donbass, in termini demografici, di estensione territoriale e di ricchezza delle risorse.<\/p>\n<p>Possono pertanto apparire pretestuose le condanne alla proposta cinese basate sul fatto che non venga in questa fase iniziale preteso il preventivo ritiro russo dai territori occupati quale precondizione per il cessate il fuoco. Di norma infatti prima si giunge al cessate il fuoco e poi si negoziano le cessioni territoriali rispetto alle posizioni delle forze sul campo indispensabili per giungere a un accordo di pace<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>La Cina potrebbe essere un mediatore credibile?<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Si tratta quindi di una bozza cui non pare si intenda dare molto credito da parte occidentale e in cui forse neanche Pechino, per il momento, vuole scommettere molto.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbio peraltro che la Cina, quando avr\u00e0 interesse a farlo, potrebbe essere l\u2019unico negoziatore credibile in questa crisi. \u00c8 infatti l\u2019unico attore internazionale che ha leve da muovere, in una logica \u2018do ut des\u2019, con tutti gli attori del conflitto: pu\u00f2 fare pressione sulla Russia, ma \u00e8 anche l\u2019unica che pu\u00f2 trattare da pari a pari con gli Stati Uniti ed \u00e8 forse in una posizione di superiorit\u00e0 nei confronti della UE.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161968 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/RUSSI.jpg\" alt=\"RUSSI\" width=\"859\" height=\"510\" \/><\/p>\n<p>Peraltro, non \u00e8 detto che sia giunto veramente questo momento e che il Dragone non voglia prendersi altro tempo per vedere USA, UE e Russia indebolirsi ulteriormente prima di proporsi seriamente come mediatore<\/p>\n<p>Avevamo gi\u00e0 scritto su queste pagine (<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/04\/le-tre-guerre-parallele-che-si-combattono-in-ucraina\/\">In Ucraina si combattono tre guerre parallele \u2013 Analisi Difesa<\/a>) che in Ucraina si stanno sovrapponendo tre livelli di conflittualit\u00e0 diversi. Se a livello tattico \u2013 operativo il conflitto \u00e8 tra Russia e Ucraina, a livello strategico \u00e8 tra Russia e USA mentre a livello geo-politico il conflitto rientra nella pi\u00f9 ampia sfida geopolitica tra Cina e USA.<\/p>\n<p>E\u2019 ipotizzabile allora che ove non si riesca a trovare una potenziale mediazione ai livelli emotivamente pi\u00f9 coinvolti nel conflitto la si debba ricercare pi\u00f9 all\u2019esterno.\u00a0In fondo durante oltre 40 anni di guerra fredda USA e URSS si sono regolarmente consultate affinch\u00e9 le varie crisi che emergevano nei diversi continenti non sfociassero in livelli di conflittualit\u00e0 destabilizzanti per l\u2019ordine mondiale dell\u2019epoca. Nulla di nuovo sotto il sole, a parte che oggi \u00e8 cambiata una delle due super potenze.<\/p>\n<p>Accettare una mediazione cinese sarebbe un\u2019onta sia per gli USA che per la UE, perch\u00e9 i primi non intendono comprensibilmente riconoscere un tale ruolo a quella che sanno essere l\u2019unica potenza in grado di oscurare la superpotenza americana mentre la seconda vedrebbe con terrore un ruolo decisivo cinese in una crisi ai suoi confini (o all\u2019interno degli stessi, dato che ormai \u00e8 stato promesso a gran voce il prossimo ingresso di Kiev nell\u2019Unione).<\/p>\n<p>Un negoziato che avesse la Cina come mediatore avrebbe potenzialmente un respiro globale. Tra Pechino e Washington la discussione potrebbe non riguardare solo il Donbass e la Crimea e forse neanche solo l\u2019Ucraina ma potrebbe estendersi ai conflitti economici tra Usa e Cina, alla concorrenza commerciale tra le due super potenze in America Latina (dove Pechino \u00e8 subentrata a Washington come primo partner) e soprattutto alla contrapposizione tra USA e Cina nell\u2019area dell\u2019Indo-Pacifico, inclusa la spinosa questione Taiwan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immagini: Ministero della Difesa Ucraino\u00a0 Xinhua, Ministero Difesa Russo, ISW e TASS<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/02\/il-piano-cinese-per-lucraina-bocciato-sul-nascere-dalloccidente\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/02\/il-piano-cinese-per-lucraina-bocciato-sul-nascere-dalloccidente\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Antonio Li Gobbi) Si \u00e8\u00a0 sentito parlare negli ultimi giorni (spesso con un certo malcelato fastidio) di quella che Pechino ha chiamato \u201cPosizione Cinese in merito alla composizione politica della crisi ucraina\u201d (China\u2019s Position on the Political Settlement of the Ukraine Crisis). In Occidente giornalisti e commentatori lo hanno pomposamente chiamato \u201cPiano di Pace\u201d cinese, dedicandogli critiche spesso tranchant del resto comprensibili poich\u00e9 una mediazione di Pechino nella crisi ucraina, qualora venisse&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kd3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77689"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77689"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77690,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77689\/revisions\/77690"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}