{"id":77692,"date":"2023-03-02T09:38:50","date_gmt":"2023-03-02T08:38:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77692"},"modified":"2023-03-02T09:48:30","modified_gmt":"2023-03-02T08:48:30","slug":"la-comunita-di-destino-in-epoca-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77692","title":{"rendered":"La comunit\u00e0 di destino in epoca di guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL BLOG DI SABINO PACIOLLA, OLTRE IL GIARDINO (Sabino Paciolla)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mi viene segnalato dagli amici de L\u2019Osservatorio Internazionale Van Thuan il seguente <a href=\"https:\/\/vanthuanobservatory.com\/2023\/02\/28\/la-comunita-di-destino-in-epoca-di-guerra\/\">articolo<\/a>\u00a0che con piacere rilancio.<\/em><\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-132244 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" data-src=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soldatini-guerra.jpg 800w\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p><em><strong>\u00abSi chiamava Walker. Era l\u2019unico generale che sistemasse il posto di comando tra il fronte e la base di artiglieria. Nella sua tenda si diventava sordi e alla sua mensa si mangiava il pane peggiore del mondo perch\u00e9 la decompressione d\u2019aria causata dai cannoni impediva al pane di lievitare. Bisognava mangiare un pessimo pane per ricordarci che gli uomini non sono soldatini di piombo\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Con queste parole Oriana Fallaci nel suo libro\u00a0<strong><em>Niente e cos\u00ec sia<\/em><\/strong>\u00a0descriveva, inconsapevolmente, il concetto di comunit\u00e0 di destino, cogliendo come essa sia necessaria affinch\u00e9 una societ\u00e0 sia propriamente tale e soprattutto affinch\u00e9, nel contesto della guerra, agisca da freno alla malizia umana.<\/p>\n<p>Cosa sia la comunit\u00e0 di destino viene illustrato dal filosofo Gustave Thibon in un saggio del 1969 (contenuto in<em>\u00a0Ritorno al reale<\/em>). Egli, che la considera la prima delle leggi immutabili che regolano le societ\u00e0 umane, la descrive come segue: <em><strong>\u00abSi pu\u00f2 dunque dire che esiste comunit\u00e0 di destino tra due o pi\u00f9 uomini quando questi uomini condividono spiritualmente o materialmente la stessa esistenza, quando sono sot\u00adtomessi agli stessi rischi o perseguono gli stessi fini\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Una societ\u00e0 \u00e8 quindi tale quando gli uomini che la compongono, nella diversit\u00e0 di situazioni e di vocazioni, rimangono strettamente dipendenti gli uni dagli altri, in un\u2019unit\u00e0 dal carattere <em>organico<\/em>. Uomini, dunque i cui destini non sono soltanto simili ma\u00a0<em>solidali<\/em>. Lo si comprende chiaramente nel caso dell\u2019equipaggio di una nave: pur nella diversit\u00e0 (ed alla presenza di una gerarchia) si osserva la convergenza dei fini che risulta in una effettiva interdipendenza dei membri ed una sorte condivisa da tutti.\u00a0Naturalmente la famiglia costituisce la comunit\u00e0 organica per eccellenza e Thibon nota come\u00a0ogni for\u00adma di societ\u00e0 rimane sana e vitale nella misura in cui si rende affine ad essa.<\/p>\n<p>L\u2019importanza vitale della comunit\u00e0 di destino (o comunit\u00e0 di interdipendenza) \u00e8 provata dal fatto che laddove essa tende a scomparire, presto le societ\u00e0 degenerano, come osserva Thibon: <em><strong>\u00abLe monarchie e le feudalit\u00e0 sono crollate dal momento in cui i monarchi e i signori non hanno pi\u00f9 vissuto con il popolo e per il popolo; il padrone che non condivide pi\u00f9 il destino dei suoi ope\u00adrai diventa indifferente o odiato; i capi militari che vivono lontano dai loro soldati inaridiscono l\u2019entusiasmo e la disciplina degli eserciti\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>In quest\u2019ultimo ambito certamente nei secoli si \u00e8 andati incontro ad una progressiva erosione della comunit\u00e0 di destino tra i governanti ed i sottoposti, divenuti anonima truppa. Basti pensare a come nell\u2019antichit\u00e0 i reggitori dei popoli fossero al tempo stesso anche condottieri, usi a condividere le ristrettezze ed i pericoli delle campagne militari. O come nelle\u00a0<em>poleis<\/em>\u00a0greche democratiche potessero partecipare all\u2019assemblea che legiferava (ed aveva facolt\u00e0 di deliberare per la guerra) solamente quanti in grado di permettersi armatura ed armi, potendo cos\u00ec unirsi attivamente nei conflitti. Nel corso del Medioevo poi, secondo la tipica distinzione della societ\u00e0 in tre classi, quanti esercitavano il potere politico erano chiamati\u00a0<em>bellatores<\/em>\u00a0e se muovevano guerra dovevano rischiare in prima persona, o quantomeno rischiare la vita dei figli e non solamente quella dei popolani.<\/p>\n<p>Al contrario, a partire dalla modernit\u00e0, sempre pi\u00f9 spesso quanti prendono decisioni in favore della guerra, siano essi monarchi, parlamenti o governi, non vivono in prima persona le conseguenze di queste scelte. E forse non a caso i conflitti si sono fatti sempre pi\u00f9 sanguinosi, con un disinvolto ricorso a tattiche e tecnologie belliche maggiormente distruttive.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio con questa dimissione del superiore che si ha la prima rottura della comunit\u00e0 di destino. Scrive Thibon: <em><strong>\u00abl\u2019eterna tentazione dell\u2019uomo \u00e8 quella di ricercare i privilegi senza i doveri: si vedono allo\u00adra dei padroni che non si curano della sorte materiale e morale dei loro operai, dei governanti che abusano del proprio potere nelle ore tranquille e scompaiono nel pericolo. Tutti questi uomini vogliono s\u00ec essere\u00a0elevati\u00a0al di sopra dei loro simili, ma non\u00a0collegati\u00a0ai loro simili\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>A ci\u00f2 solitamente segue come reazione la seconda rottura della comunit\u00e0 di destino: la ribellione dell\u2019inferiore. Assume la forma dell\u2019egualitarismo poich\u00e9 i privilegi senza controparte sono causa di invidia. Thibon assicura per\u00f2 che <em><strong>\u00ablo spettacolo di un padrone carico di responsabilit\u00e0 o di un generale che cade sul campo di battaglia \u00e8 sufficiente a calmare la febbre egualitaria nell\u2019animo di un uomo del popolo\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Si potrebbe insomma sintetizzare, con le parole del filosofo contadino, che <em><strong>\u00abil popolo ha bisogno di animatori\u00a0che lo sostengano e lo rappresentino dall\u2019interno, e non di\u00a0conduttori\u00a0che lo manovrino e lo sfruttino dal di fuori\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Alla luce di questi principi e con il ritorno di conflitti armati in Europa appare evidente la troppa leggerezza, figlia del distacco, con la quale politici e governanti del mondo parlano di guerra e di interventi militari, quasi si occupassero dei soldatini di piombo di cui scriveva la Fallaci. Le scelte avventate, o dai costi umani elevati, sono una realt\u00e0 ed un pericolo sempre costante quando, nei fatti, il destino dei governanti e dei governati non \u00e8 il medesimo ed i decreti dei primi comportano lo spargimento del sangue dei soli secondi. Come si svolgerebbero diversamente gli eventi se quanti manovrano gli eserciti da remoti gabinetti o comode aule parlamentari dovessero condividere poi coi soldati la tenda, la trincea e la latrina!<\/p>\n<p>Di quante efferatezze, di quanti orrori, la storia sarebbe stata (e sarebbe tuttora) privata se gli uomini seguissero quelle leggi immutabili in essi inscritte, che risultavano tanto evidenti anche agli occhi di \u201dun\u2019atea devota\u201d.<\/p>\n<p><em><strong>Samuele Salvador<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/la-comunita-di-destino-in-epoca-di-guerra\/\">https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/la-comunita-di-destino-in-epoca-di-guerra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL BLOG DI SABINO PACIOLLA, OLTRE IL GIARDINO (Sabino Paciolla) Mi viene segnalato dagli amici de L\u2019Osservatorio Internazionale Van Thuan il seguente articolo\u00a0che con piacere rilancio. \u00abSi chiamava Walker. 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