{"id":77721,"date":"2023-03-06T10:30:03","date_gmt":"2023-03-06T09:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77721"},"modified":"2023-03-04T14:31:39","modified_gmt":"2023-03-04T13:31:39","slug":"tunisia-migranti-in-fuga-dalla-crisi-e-dalla-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77721","title":{"rendered":"Tunisia: migranti in fuga dalla crisi e da\u013ala fame"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Gianni Solinas)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-77725\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-768x432-1-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-768x432-1-300x169.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-768x432-1.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arriva dalla Tunisia la nuova minaccia per il governo italiano sul fronte dei migranti. L\u2019allarme \u00e8 stato lanciato dai servizi segreti che nella Relazione annuale hanno certificato come il Paese in profonda crisi economica, non sia pi\u00f9 in grado di contenere le partenze. Il documento suona come un avvertimento all\u2019esecutivo: non servono slogan e proclami, ma misure concrete. Gli sbarchi sono pi\u00f9 che triplicati rispetto allo scorso anno e da gennaio \u00e8 stata calcolata una media di cinque arrivi al giorno. Numeri destinati a crescere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tunisia, un paese in ginocchio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Tunisia \u00e8 in gravissime difficolt\u00e0 a causa della pandemia e della guerra in Ucraina. Il sistema produttivo annaspa e l\u2019inflazione cresce in modo costante, assieme ai prezzi di materie prime ed energia, mentre stipendi e salari restano al palo. Chi vede sfumare ogni prospettiva di una vita dignitosa prende la via del mare. Inutile catalogarli come \u2018semplici\u2019 migranti economici e quindi meno meritevoli di essere accolti rispetto a chi scappa da guerre e dittature. Sono comunque uomini e donne disposti a tutto e che vedono nell\u2019Europa, passando per l\u2019Italia, l\u2019ultima chance.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi ci sono gli altri: quelli arrivati in Tunisia dall\u2019Africa subsahariana per sfuggire a miseria e guerre e che oggi si apprestano a scappare ancora per paura di persecuzioni e violenze. E questo perch\u00e9 il gi\u00e0 disastrato panorama del Paese del Maghreb si \u00e8 complicato ulteriormente con la deriva razzista alimentata nei giorni scorsi da una sorta di editto del presidente Kais Saied. Il rais tunisino, imitando la destra populista europea, per distogliere l\u2019attenzione dai problemi economici e sociali ha imboccato la strada ultra-nazionalista attaccando gli immigrati africani e innescando una spietata \u2018caccia al nero\u2019. In un delirante proclama pubblicato sul sito della presidenza Saied, cavalcando un sentimento sempre pi\u00f9 diffuso nel Paese, si \u00e8 scagliato contro le \u201corde\u201d dei migranti subsahariani che avrebbero invaso il Paese (in realt\u00e0 si tratta di alcune decine di migliaia di persone a fronte di una popolazione di 12 milioni di abitanti\u2026). In particolare Saied ha denunciato una sorta di complotto internazionale che sarebbe stato orchestrato per cambiare la composizione demografica della Tunisia tramite una grande sostituzione etnica che minaccerebbe la sua identit\u00e0 araba e islamica. Parole in libert\u00e0 che per\u00f2 hanno innescato una serie di aggressioni contro gli africani spesso costretti a lasciare case e luoghi di lavoro: altri \u2018clienti\u2019 per i trafficanti di esseri umani anche se, secondo un copione ormai sperimentato, dopo l\u2019indignata reazione dell\u2019Unione Africana \u00e8 arrivata una precisazione del ministro degli Esteri, Nabil Ammar, per cui le affermazioni di Saied sarebbero state interpretate \u201cin modo tendenzioso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le proteste a livello internazionale e interno, e le successive parziali marce indietro, resta il problema di un Paese in difficolt\u00e0, guidato da un presidente autoritario che ha accentrato su di s\u00e9 tutto il potere innescando una vera e propria guerra contro i partiti politici (peraltro inconcludenti per oltre un decennio dopo la \u2018Rivoluzione dei gelsomini\u2019) culminata il 25 luglio 2021 con l\u2019adozione della clausola di emergenza prevista dall\u2019articolo 80 della costituzione. Una disposizione che Kais Saied ha utilizzato per licenziare il primo ministro e nominare due mesi dopo una premier di sua fiducia, congelare le attivit\u00e0 del parlamento e infine assumere anche la carica di procuratore generale. Il tutto col contorno di persecuzioni e arresti di esponenti politici, soprattuto del partito islamico Ennahda, e sindacalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una difficile soluzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 con questo discutibile capo di Stato che il governo italiano deve fare i conti per tentare di evitare l\u2019annunciata ondata di sbarchi. La strategia sembra quella del <strong>sostegno economico<\/strong>. In particolare \u2013 al di l\u00e0 di un non meglio specificato intervento dell\u2019Unione Europa \u2013 si punta sul\u00a0<strong>prestito di circa due miliardi<\/strong>\u00a0di dollari concordato dalla\u00a0<strong>Tunisia<\/strong>\u00a0lo scorso ottobre con il Fondo monetario internazionale. La presidente del Consiglio, Giorgia\u00a0<strong>Meloni<\/strong>, il 28 febbraio ha sentito al telefono la premier tunisina Najla Bouden\u00a0<strong>Ramdhane<\/strong>\u00a0assicurando che l\u2019Italia continuer\u00e0 a sostenere finanziariamente, assieme alla Ue, il Paese maghrebino \u201cfornendo il suo appoggio \u2013 si legge su\u00a0<em>Askanews<\/em>\u00a0\u2013 anche presso le istituzioni finanziare internazionali\u201d. Il giorno precedente il ministro degli Esteri Antonio\u00a0<strong>Tajani<\/strong>\u00a0aveva chiamato il suo omologo Nabil\u00a0<strong>Ammar<\/strong>\u00a0ricordando \u2013 riferisce\u00a0<em>Italpress<\/em>\u00a0\u2013 la recente telefonata con la direttrice generale del FMI, Kristalina\u00a0<strong>Georgieva<\/strong>, durante la quale ha rappresentato la necessit\u00e0 che \u201cil Fondo possa rapidamente intervenire a favore della stabilizzazione e della crescita tunisine con un sostegno economico e finanziario\u201d. Il governatore della Banca centrale Marouane Abassi \u2013 riporta\u00a0<em>African Manager<\/em>\u00a0\u2013 prevede di raggiungere un accordo con il Fondo monetario nelle prossime settimane su un prestito compreso tra due e quattro miliardi di dollari in tre anni. L\u2019intesa, sostiene, aprir\u00e0 le porte a ulteriori finanziamenti anche con il Giappone e i paesi del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Baster\u00e0 questa iniezione di denaro fresco ad allentare le tensioni sociali e a frenare la fuga di disperati dalla\u00a0<strong>Tunisia<\/strong>? Difficile al momento fare previsioni e qualche dubbio \u00e8 lecito avanzarlo, almeno per il breve periodo. Resta l\u2019allarme lanciato dai servizi segreti per una situazione che, sulla base dei dati in possesso, si prefigura esplosiva. Nel frattempo il governo italiano appare ancora pericolosamente impantanato in un approccio \u2018securitario\u2019, che con la tragedia di Cutro ha mostrato tutta la sua anacronistica inefficienza, per fronteggiare un\u2019emergenza che meriterebbe una strategia ben di pi\u00f9 ampio respiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/tunisia-migranti-in-fuga-dalla-crisi-e-dalla-fame\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/tunisia-migranti-in-fuga-dalla-crisi-e-dalla-fame\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Gianni Solinas) Arriva dalla Tunisia la nuova minaccia per il governo italiano sul fronte dei migranti. L\u2019allarme \u00e8 stato lanciato dai servizi segreti che nella Relazione annuale hanno certificato come il Paese in profonda crisi economica, non sia pi\u00f9 in grado di contenere le partenze. 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