{"id":77752,"date":"2023-03-07T09:00:41","date_gmt":"2023-03-07T08:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77752"},"modified":"2023-03-06T14:23:06","modified_gmt":"2023-03-06T13:23:06","slug":"ecologia-o-delirio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77752","title":{"rendered":"Ecologia o delirio ?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCENARIECONOMICI (Davide Gionco)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"mvp-post-feat-img\" class=\"left relative mvp-post-feat-img-wide2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment- size- wp-post-image lazyautosizes lazyloaded\" src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"336\" data-src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1.jpg.webp\" data-srcset=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1.jpg.webp 600w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1-300x168.jpg.webp 300w\" data-sizes=\"auto\" data-src-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1.jpg.webp\" data-srcset-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1.jpg.webp 600w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fitfor-1-300x168.jpg.webp 300w\" \/><\/div>\n<div id=\"mvp-content-wrap\" class=\"left relative\">\n<div class=\"mvp-post-soc-out right relative\">\n<div class=\"mvp-post-soc-in\">\n<div id=\"mvp-content-body\" class=\"left relative\">\n<div id=\"mvp-content-body-top\" class=\"left relative\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"mvp-content-main\" class=\"left relative\">\n<p><u>L\u2019UE e gli ecologisti monotematici<\/u><br \/>\nL\u2019Unione Europea \u00e8 governata da ecologisti. Almeno in teoria.<br \/>\nNulla fanno per evitare la diffusione delle microplastiche nell\u2019ambiente e di altri composti chimici che portano effetti avversi gravi sulla salute umana: glifosato, PFAS, grafene, sostanze nanotecnologiche, radioattivit\u00e0, ecc..<br \/>\nNulla fanno per evitare la diffusione di armi che uccidono molto pi\u00f9 dell\u2019effetto serra, anzi, fanno di tutto per aumentarne la produzione, cos\u00ec come per diffondere la mentalit\u00e0 di guerra.<br \/>\nMa ci difendono dall\u2019unico grave pericolo preso in considerazione dalla narrativa dei mass media: le emissioni di CO<sub>2<\/sub>\u00a0che portano al cambiamento climatico.<br \/>\nDa questa ideologia scaturiscono le proposte del piano \u201c<em>Fit for 55<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Naturalmente non si propongono limitazioni all\u2019importazione di prodotti commerciali contenenti energia fossile consumata in altri continenti, che causano emissioni di CO<sub>2\u00a0<\/sub>esattamente come se lo facessimo in Europa. Le limitazioni al consumo di energia vengono imposte unicamente in Europa, cos\u00ec che il risultato, alla fine, sar\u00e0 comunque insufficiente rispetto all\u2019obiettivo prefissato, dato che gli altri, fuori dall\u2019Europa, avranno continuato ad inquinare, anche grazie agli acquisti di merci estere da parte dei paesi dell\u2019UE.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 l\u2019unico motivo sicuro per cui l\u2019UE dovrebbe affrancarsi dalle energie fossili \u00e8 che si libererebbe dai condizionamenti da parte dei paesi fornitori di gas e di petrolio. L\u2019autosufficienza energetica \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 offrire ad un governo molti margini di azione nella politica internazionale e garantire una maggiore stabilit\u00e0 dei prezzi per famiglie ed imprese.<\/p>\n<p>Chiudiamo qui la discussione sulla opportunit\u00e0 o meno di perseguire l\u2019obiettivo primario di perseguire la riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>. Assumiamo che si tratti dell\u2019obiettivo giusto da perseguire e valutiamo la razionalit\u00e0 e l\u2019efficacia delle soluzioni proposte.<br \/>\nLa sensazione \u00e8 che da parte della Commissione Europea e dei mezzi di informazione (che sanno solo fungere da amplificatore) \u00e8 che vi sia una idealit\u00e0 totalmente slegata dalla realt\u00e0.<br \/>\nUn conto \u00e8 che una singola persona, una singola famiglia, una singola impresa passi dall\u2019auto a benzina all\u2019auto elettrica o che installi una pompa di calore o che metta l\u2019isolamento termico ad un edificio. Un altro conto \u00e8 che a farlo siano centinaia di milioni di persone in tutta Europa o 60 milioni di persone in tutta Italia.<\/p>\n<p>Ci sono dei problemi di fattore scala, come si dice fra noi ingegneri. Infatti \u00e8 prima necessario verificare che filiere produttive dispongano di quanto necessario (materie prime, manodopera, capitali) per fare fronte all\u2019aumento della domanda del mercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Il caso delle auto elettriche<br \/>\n<\/u>Se un cliente si presenta da un autorivenditore per acquistare un\u2019auto elettrica, questi non avr\u00e0 problemi a vendergli una singola auto elettrica. N\u00e9 la rete elettrica avr\u00e0, successivamente, problemi a rendere disponibile la necessaria energia elettrica per il funzionamento di una singola auto elettrica. N\u00e9 ci saranno problemi, quando sar\u00e0 ora di smaltire la batteria dell\u2019auto, a trovare un modo sostenibile per farlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-174456  lazyautosizes lazyloaded\" src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-300x180.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"263\" data-src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-300x180.jpg.webp\" data-srcset=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-300x180.jpg.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-590x354.jpg.webp 590w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-400x240.jpg.webp 400w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000.jpg.webp 600w\" data-sizes=\"auto\" data-src-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-300x180.jpg.webp\" data-srcset-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-300x180.jpg.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-590x354.jpg.webp 590w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000-400x240.jpg.webp 400w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/3000.jpg.webp 600w\" \/><\/a><br \/>\nMa ben diverso \u00e8 che si presentino da tutti gli autorivenditori in Italia 20 milioni di italiani, ciascuno ordinando un\u2019auto elettrica. In quel caso per rispondere all\u2019ordinativo sar\u00e0 necessario fare i conti con la capacit\u00e0 del sistema di produrre nel tempo richiesto tempi brevi una tale quantit\u00e0 di automobili. E\u2019 evidente che i produttori non sarebbero pronti per passare da 100 mila auto vendute elettriche vendute in Italia nel 2022 a 1,3 milioni l\u2019anno (totale delle auto vendute in Italia nel 2022), 13 volte tanto.<br \/>\nPer fare fronte a questa nuova domanda, infatti, sar\u00e0 necessario reperire in sufficiente quantit\u00e0 le materie prime per i nuovi motori elettrici e per le batterie, le quali non sono prodotte scrivendo numeri sul computer, come si fa quando si scrive una norma, ma sono estratte dal pianeta terra, con implicazioni ambientali, sociali, geopolitiche, con il rischio di guerre per il controllo delle risorse.<br \/>\nOltre a questo sar\u00e0 anche necessario organizzarsi per smaltire, in modo ecologicamente sostenibile, le batterie elettriche esauste, per quantitativi 13 volte superiori a quelli attuali.<\/p>\n<p>E si dovrebbe anche fare i conti con la disponibilit\u00e0 di energia elettrica, che dovrebbe aumentare considerevolmente rispetto all\u2019attuale produzione.<br \/>\nDove la prendiamo? Che cosa significa aumentare a tali livelli di disponibilit\u00e0 di energia elettrica?<br \/>\nNel 2020 l\u2019Italia aveva un consumo di energia elettrica di 319 TWh, di cui solo 273 TWh prodotti in Italia (e 46 TWh importati) e di cui 182 TWh provenienti da fonti non rinnovabili e solo 91 TWh da fonti rinnovabili.<br \/>\nA questo si andrebbero aggiungere altri 65 TWh l\u2019anno per sostituire l\u2019energia fossile delle auto termiche con energia elettrica da fonti rinnovabili.<br \/>\nL\u2019Unione Europea ha proposto che dal 2035 vi sia il divieto di produrre auto termiche in Europa, per evitare di emettere CO<sub>2<\/sub>\u00a0con i motori termici. Ma questo significher\u00e0 anche organizzarsi per aumentare la produzione elettrica da fonti rinnovabili di 182 + 65 = 247 TWh\/anno rispetto ai 91 TWh\/anno attuali, con un incremento pari a 2,7 volte. Oltre al fatto che dovremmo assicurarci che anche i 46 TWh\/anno che importiamo provengano da fonti rinnovabili-<br \/>\nA chi parla di costruire nuove centrali nucleari risponderei che, dal momento della decisione, ci vogliono 14-15 anni prima di mettere in servizio una centrale nucleare (quindi saremmo gi\u00e0 in ritardo per il 2035). E, anche in questo caso, dovremmo fare i conti con la disponibilit\u00e0 di ingegneri e di personale tecnico per progettarle e realizzarle, considerando che questo avverrebbe simultaneamente in tutta Europa.<\/p>\n<p>In sostanza stiamo parlando di ideologia pura, di cifre teoriche scritte sulla carta, senza tenere conto della fattibilit\u00e0 concreta di quanto proposto.<\/p>\n<p>Non a caso lo scorso mese di dicembre 2022 il CEO della Toyota, primo produttore al mondo di automobili (qualcosa ne sanno)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.metanospilamberto.it\/lallarme-da-toyota-sulle-auto-elettriche-inquinano-di-piu-e-rimarremo-senza-elettricita\/\">ha detto<\/a>\u00a0chiaramente che al momento non siamo ancora pronti, sia per il fatto di non disporre di sufficiente energia elettrica per tutte queste auto. Se, infatti, l\u2019energia elettrica necessaria fosse prodotta da fonti fossili, i rendimenti sarebbero peggiori di quelli attuali e inquineremmo ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Oltre alla sostanziale impossibilit\u00e0 e non convenienza tecnica \u00e8 anche necessario affrontare il discorso economico: quante famiglie sono in grado di permettersi di acquistare un\u2019auto elettrica nuova da 30-40 mila euro nei prossimi anni a venire? Dove trovare tutti questi soldi, se non sommergendo di debiti le famiglie, a solo vantaggio degli istituti di credito finanziario?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Il caso delle case ecologiche<br \/>\n<\/u>Il discorso si fa ancora pi\u00f9 insostenibile nel caso dell\u2019obbligo imposto dalla UE di portare tutti gli edifici almeno in classe energetica E entro il 01.01.2030 ed entro la classe D entro il 01.01.2033.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-174457 lazyautosizes lazyloaded\" src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a-300x235.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"360\" data-src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a-300x235.jpg.webp\" data-srcset=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a-300x235.jpg.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a.jpg.webp 344w\" data-sizes=\"auto\" data-src-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a-300x235.jpg.webp\" data-srcset-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a-300x235.jpg.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_a.jpg.webp 344w\" \/><\/a><br \/>\nSarebbe certamente una cosa utile. Anche per chi non fosse convinto dell\u2019utilit\u00e0 ambientale, sarebbe certamente utile per il portafoglio che abitassimo tutti in case energeticamente efficienti, perch\u00e9 questo ci consentirebbe di ridurre il peso delle bollette per il riscaldamento e la nostra dipendenza estera da fonti energetiche fossili.<\/p>\n<p>Quello che pare una emerita assurdit\u00e0 \u00e8 pretendere che tutti i proprietari (compreso lo Stato) di edifici di classe energetica inferiore alla E riescano a realizzare i necessari interventi di ristrutturazione edilizia da qui al 31.12.2029. E poi, in soli 2 anni, fare lo stesso per gli edifici in classe E, a portare almeno in classe D.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-174458 lazyautosizes lazyloaded\" src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg-300x258.png.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" data-src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg-300x258.png.webp\" data-srcset=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg-300x258.png.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg.png.webp 308w\" data-sizes=\"auto\" data-src-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg-300x258.png.webp\" data-srcset-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg-300x258.png.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FF55_b.jpg.png.webp 308w\" \/><\/a><\/p>\n<p>Secondo i dati forniti dall\u2019ENEA, i lavori di ristrutturazione energetica degli edifici trainati dal Superbonus 110% hanno portato in 3 anni di lavori a ristrutturare 360\u2019000 edifici, saturando di lavoro il settore dell\u2019edilizia.<br \/>\nQuindi, lavorando a pieno regime, il settore \u00e8 in grado di ristrutturare al massimo 120\u2019000 edifici ogni anno.<\/p>\n<p>Considerando che gli edifici in Italia di classe energetica inferiore alla E sono 8,8 milioni, questo significa che, disponendo dell\u2019attuale forza lavoro, servirebbero 73 anni per completare i lavori richiesti (entro fine 2029, meno di 7 anni) dalla UE. Oppure, in alternativa, servirebbe moltiplicare almeno di 10 volte la forza lavoro nel settore delle ristrutturazioni energetiche. Considerando che oggi l\u2019edilizia occupa 2 milioni di persone, dovremmo istantaneamente passare a 20 milioni di lavoratori nel settore (ovviamente da formare e a cui fornire le necessarie attrezzature), sapendo che attualmente in Italia siamo in tutto 18-19 milioni di lavoratori.<br \/>\nOvvero dovrebbe tutti lavorare nell\u2019edilizia (compresi i disoccupati), tralasciando tutte le altre attivit\u00e0 lavorative.<\/p>\n<p>Ci sarebbe da ridere, se non fosse che, addirittura, sarebbero previsto, per chi non si adegua, il divieto di affittare o di vendere tali immobili.<br \/>\nSe anche il governo non avesse affossato il Superbonus 110%, non tanto riducendo la quota di detrazioni all\u201980%, ma soprattutto vietando la cedibilit\u00e0 dei crediti fiscali, il che taglier\u00e0 fuori dal beneficio la grande maggioranza dei proprietari, fiscalmente incapienti, con l\u2019attuale forza lavoro si potrebbero mettere a norma solo 840\u2019000 edifici nei tempi imposti dalla UE, lasciando quasi 8 milioni di edifici fuori norma, sui 12 milioni esistenti in tutta Italia. Ovvero 2 edifici su 3 non sarebbero pi\u00f9 n\u00e9 affittabili, n\u00e9 vendibili.<br \/>\nSi tratta, quindi, non solo di una disposizione impossibile, ma delirante.<br \/>\nE\u2019 solo il caso di far notare che nessuno dei geni che ci governano, n\u00e9 dei geni che fanno finta di fare opposizione, se ne sia accorto. Quantomeno non si \u00e8 sentito nessuno che abbia denunciato l\u2019impossibilit\u00e0 delle richieste della UE, con la proposta di rispedirle al mittente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Conclusioni<\/u><br \/>\nLa prima conclusione da tratte \u00e8 che in Europa e in Italia non siamo governati da ecologisti, ma da persone in preda ad un delirio ideologico.<br \/>\nInfatti concentrano tutte le attenzioni ad un solo aspetto, forse neppure il pi\u00f9 urgente, delle questioni ambientali, senza occuparsi di tutti gli altri aspetti.<br \/>\nIn secondo luogo vogliono imporre ai cittadini europei ed al mondo produttivo delle misure fattivamente impossibili da realizzare e con conseguenze catastrofiche certe sull\u2019economia.<br \/>\nSe dobbiamo impegnarsi a salvaguardare il pianeta, lo dobbiamo fare per il nostro benessere e dei nostri discendenti.<br \/>\nSe le misure proposte portano inevitabilmente a sommergere di debiti cittadini e imprese, a devastare l\u2019ambiente in altre zone del pianeta, a bloccare il mercato immobiliare, impedendo alla gente di cambiare casa o di vendere un immobile, a doversi privare dei mezzi di trasporto\u2026<br \/>\nE tutto questo senza incidere pi\u00f9 di tanto sull\u2019effetto serra, dato che il resto del mondo continuer\u00e0 ad inquinare come e pi\u00f9 di oggi.<\/p>\n<p>Nel frattempo gli stessi che ci governano trascurano, per ossequio alle varie lobbies industriali, tante altre questioni che riguardano la qualit\u00e0 di vita della gente, come la diffusione di altre sostanze inquinanti nell\u2019ambiente, nei cibi, nei farmaci. Come la crescita della produzione e vendita di armi, che porta inevitabilmente all\u2019aumento di morti ed al maggior potere dei produttori di armi nei confronti dei decisori politici. Ricordiamoci che \u201cL\u2019Italia ripudia la guerra\u201d. Non lo abbiamo scritto a caso nella Costituzione.<\/p>\n<p>Vorrei chiedere ai nostri politici ed ai giornalisti che fanno informazione di liberarsi da questi folli condizionamenti ideologici, perch\u00e9 la storia ci insegna quanti morti sono arrivati dalle derive ideologiche nei decisori politici.<br \/>\nChiediamoci se l\u2019attuale modello economico, che punta a trasformare tutto in business, incurante degli \u201ceffetti collaterali\u201d (sulle persone, sull\u2019ambiente), sia davvero un modello economico adeguato pert gli obiettivi che ci prefissiamo.<br \/>\nVa bene usare le ideologie per pensare ad un mondo migliore, ma impariamo a fare sempre i conti con la realt\u00e0. Diversamente rischiamo di raggiungere risultati molto diversi da quelli sognati.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/ecologia-o-delirio\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/ecologia-o-delirio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARIECONOMICI (Davide Gionco) &nbsp; &nbsp; L\u2019UE e gli ecologisti monotematici L\u2019Unione Europea \u00e8 governata da ecologisti. Almeno in teoria. Nulla fanno per evitare la diffusione delle microplastiche nell\u2019ambiente e di altri composti chimici che portano effetti avversi gravi sulla salute umana: glifosato, PFAS, grafene, sostanze nanotecnologiche, radioattivit\u00e0, ecc.. 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