{"id":77786,"date":"2023-03-10T08:30:21","date_gmt":"2023-03-10T07:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77786"},"modified":"2023-03-07T15:19:02","modified_gmt":"2023-03-07T14:19:02","slug":"dopo-il-tritacarne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77786","title":{"rendered":"DOPO IL TRITACARNE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>La sanguinosa battaglia di Bakhmut si avvia inesorabilmente alla conclusione. Quanto pi\u00f9 gli ucraini tarderanno ad avviare la ritirata, tanto pi\u00f9 probabile \u00e8 che rimangano chiusi nell\u2019accerchiamento, non avendo a quel punto altra alternativa se non la resa o la morte. Ma, per quanto la battaglia abbia tenuto banco nei media per mesi, la sua importanza \u00e8 rilevante tatticamente, ma sotto il profilo strategico sposta poco. La questione rimane sempre la stessa: come e dove si colloca il giro di boa, il punto in cui si pu\u00f2 realisticamente aprire un tavolo negoziale. Un punto che, per\u00f2, l\u2019Occidente sembra intenzionato a spostare sempre pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31539 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1677568853-cropped-Bakhmut-soldier-Feb-24-AP.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1677568853-cropped-Bakhmut-soldier-Feb-24-AP.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1677568853-cropped-Bakhmut-soldier-Feb-24-AP.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1677568853-cropped-Bakhmut-soldier-Feb-24-AP.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1677568853-cropped-Bakhmut-soldier-Feb-24-AP.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1677568853-cropped-Bakhmut-soldier-Feb-24-AP.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tra iperbole e trincee<\/strong><\/h2>\n<p>Quando la propaganda ringalluzzisce, \u00e8 segno che le cose non vanno bene. Se non hai buone nuove da raccontare, \u00e8 il momento in cui si fanno strada le iperbole pi\u00f9 fantasiose, in cui si fa di tutto per occultare il reale stato delle cose. Da mesi la situazione sul fronte ucraino corrisponde sempre meno ai\u00a0<em>desiderata\u00a0<\/em>di Washington e, mentre il dibattito interno fa venire fuori con sempre maggiore insistenza le perplessit\u00e0 e le contrariet\u00e0 di una parte considerevole dell\u2019<em>establishment<\/em>\u00a0statunitense, la propaganda cerca di tappare i buchi pi\u00f9 vistosi.<br \/>\nDa mesi si parla di stallo, anche se in effetti le forze armate russe stanno lentamente conquistando terreno praticamente lungo l\u2019intera linea del fronte. Dopo tutto il clamore sull\u2019invio di carri armati da parte dei paesi NATO, il tutto si \u00e8 ancora una volta risolto in una bolla di sapone: pochi, e alla spicciolata, senza quindi alcuna possibilit\u00e0 di incidere anche solo a livello tattico. Non sono nemmeno ancora arrivati, che gi\u00e0 si \u00e8 alzato il polverone sulla fornitura di cacciabombardieri.<br \/>\nMa la domanda a cui nessuno in Occidente risponde resta il convitato di pietra: qual\u2019\u00e8 l\u2019obiettivo strategico?<\/p>\n<p>Per Mosca, quali siano gli obiettivi \u00e8 fin troppo chiaro; e paradossalmente, sono ancora gli stessi su cui fu lanciata l\u2019<em>Operazione Speciale Militare<\/em>, il 24 febbraio 2022. La liberazione degli oblast russofoni, la demilitarizzazione dell\u2019Ucraina, la sua denazificazione, la messa in sicurezza dei (nuovi) confini occidentali della Russia. L\u2019unica variabile in campo, \u00e8 l\u2019estensione territoriale che sar\u00e0 ritenuta adeguata a garantire questi obiettivi, e quindi \u2013 sostanzialmente \u2013 se includer\u00e0 o meno l\u2019oblast di Odessa, se si spinger\u00e0 sino alla Transnistria, se stabilir\u00e0 la linea di confine sul Dniepr oppure oltre.<br \/>\nLa strategia russa \u00e8 evidentemente improntata alla precauzione: gli obiettivi vanno perseguiti al minor costo possibile, ed evitando accelerazioni che possano favorire colpi di testa da parte degli\u00a0<em>ultras\u00a0<\/em>della NATO, ritrovandosi invischiata in un confronto diretto con l\u2019Alleanza Atlantica. Una prospettiva che sia a Mosca che a Washington \u00e8 vista come pericolosa.<br \/>\nDi sicuro, la Federazione Russa pu\u00f2 essere disponibile a trattare sulla questione territoriale, ma solo se avr\u00e0 sufficienti garanzie sugli altri piani. Cosa che, allo stato attuale, n\u00e9 Kyev, n\u00e9 tantomeno gli USA, sembrano disposti a discutere.<\/p>\n<p>Purtroppo \u2013 ed in questo \u00e8 emersa la tragica pochezza delle leadership europee, attuali e pregresse \u2013 l\u2019Occidente si \u00e8 bruciato l\u2019intera credibilit\u00e0 di cui pur disponeva presso il Cremlino. Il fallimento degli accordi di Minsk, il silenzio sull\u2019aggressione ucraina al Donbass, la sfrontata rivendicazione di aver imbrogliato le carte per dar modo all\u2019Ucraina di riarmarsi, la virulenza del linguaggio russofobo, l\u2019accanimento sanzionatorio, per non parlare del gigantesco supporto in armi e denaro offerto a Kyev, hanno azzerato ogni possibilit\u00e0 che Mosca si fidi di una eventuale parola data, e persino di un trattato. \u00c8 chiaro che adesso si potr\u00e0 negoziare solo a partire da condizioni materiali, da dati di fatto e realt\u00e0 effettive e consolidate. Il tempo delle chiacchiere \u00e8 finito.<br \/>\nOvviamente in Russia sono consapevoli che questo genere di obiettivi non \u00e8 dietro l\u2019angolo, stante l\u2019ostinazione occidentale a non aprire alcuno spiraglio. Ma, al tempo stesso, sono consapevoli anche del fatto che questa rottura drammatica sta dando una spinta all\u2019intera societ\u00e0 russa, consentendogli di avviarsi su un nuovo cammino; un cammino nel quale l\u2019Occidente, ed anche la stessa Europa, ha perso la sua centralit\u00e0, sia pure come interlocutore, e si avvia a diventare \u2013 ancor pi\u00f9 che ostile \u2013\u00a0<em>marginale<\/em>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31540 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Normandy_format_talks_in_Minsk_February_2015_03.jpeg?resize=640%2C428&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Normandy_format_talks_in_Minsk_February_2015_03.jpeg?resize=1024%2C684&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Normandy_format_talks_in_Minsk_February_2015_03.jpeg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Normandy_format_talks_in_Minsk_February_2015_03.jpeg?resize=768%2C513&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Normandy_format_talks_in_Minsk_February_2015_03.jpeg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Normandy_format_talks_in_Minsk_February_2015_03.jpeg?resize=640%2C428&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La pace si fa col nemico<\/strong><\/h2>\n<p>In fondo \u00e8 questa la vera ragione per cui, alla parola\u00a0<em>pace<\/em>, scatta una reazione idrofoba. Trattare, in qualsivoglia misura, significa sia riconoscere al nemico una pari dignit\u00e0, sia accettare un compromesso reciprocamente valido. Per questo, la\u00a0<em>hitlerizzazione\u00a0<\/em>(moderna forma della demonizzazione) di Putin, nonch\u00e9 la\u00a0<em>reductio ad unum<\/em>\u00a0della Russia al suo presidente, sono funzionali a respingere\u00a0<em>in nuce<\/em>\u00a0la possibilit\u00e0 della trattativa. Poich\u00e9 l\u2019obiettivo strategico della corte imperiale di Washington \u00e8 semplicemente il prolungamento della guerra, senza nemmeno un\u2019idea precisa sul come conseguirlo, la vittoria (impossibile) dell\u2019Ucraina \u00e8 soltanto un feticcio, un misero paravento dietro cui nascondere le reali intenzioni. Se si assume questa prospettiva, ovvero che il solo interesse statunitense nel conflitto \u00e8 la sua durata illimitata, tutto diventa pi\u00f9 chiaro, ed ogni casella trova il suo posto: dal crescente sforzo economico e militare per sostenere Kyev (ma sempre con un leggero ritardo, ed in quantit\u00e0 tale da non indurre la Russia a spingere sull\u2019acceleratore) ad una propaganda sempre pi\u00f9 ambigua, volutamente contraddittoria.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>leit-motiv<\/em>\u00a0della guerra propagandistica occidentale, orchestrata dai servizi anglo-americani, \u00e8 da un anno focalizzato su un unico elemento: l\u2019indicazione reiterata di un nuovo fattore che, inevitabilmente, cambier\u00e0 n<em>el prossimo futuro<\/em>\u00a0il quadro generale delle cose. Che si tratti del default della Russia o di qualche malattia mortale di Putin, dell\u2019imminente esaurimento delle scorte di missili russi o del miracoloso effetto di quel sistema d\u2019arma sul campo di battaglia, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa i cui effetti si manifesteranno di l\u00ec a breve. Il fatto che non si manifestino mai, ma che anzi, al contrario, i risultati siano spesso opposti a quelli preannunciati, non inficia il meccanismo narrativo, che si basa appunto sulla produzione seriale di false illusioni. \u00c8 la classica carota fatta ballonzolare davanti al muso dell\u2019asino. Che deve la proverbiale fama della sua\u00a0<em>intelligenza<\/em>, esattamente al fatto che non smette di credere che raggiunger\u00e0 la carota.<\/p>\n<p>Naturalmente, questo prolungamento ha un costo, e non indifferente. In un solo anno, il sostegno all\u2019Ucraina \u00e8 costato agli USA pi\u00f9 di vent\u2019anni di guerra in Afghanistan. Ma, nella visione geopolitica imperiale, l\u2019investimento vale pienamente il suo importo. Anche perch\u00e9 si fa conto, sul medio termine, di recuperare ampiamente a spese dei ricchi vassalli europei.<br \/>\nSi tratta per\u00f2, in ogni caso, di una scommessa. Che, per essere vinta, richiede il perfetto allineamento di molti fattori. Deve colpire le province vassalle d\u2019Europa, ma non in misura tale da mettere a repentaglio gli attuali strumenti di dominio (UE, NATO, governi proni). Non deve mai raggiungere un punto critico, in cui sia necessario scegliere tra la sconfitta ed un azzardo ulteriore. Non deve lacerare oltremisura la coesione interna all\u2019<em>establishment<\/em>\u00a0dell\u2019impero. Deve infliggere al nemico un costo (generale) superiore ai vantaggi che gliene stanno derivando. Deve rallentare il declino imperiale, e non accelerarlo \u2013 anche solo nella percezione del mondo.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Generale\u00a0<em>tempo<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Apparentemente, anche se per ragioni opposte, i due contendenti reali \u2013 USA e Russia \u2013 non hanno fretta di concludere. Per Washington, maggiore \u00e8 la durata del conflitto, maggiore \u00e8 il risultato; potenzialmente, un incancrenirsi della guerra sarebbe il massimo. Per Mosca, raggiungere tutti gli obiettivi, soprattutto quello fondamentale (la propria sicurezza territoriale rispetto alla NATO), \u00e8 la cosa che pi\u00f9 conta, ed \u00e8 determinata a raggiungerli al minor costo possibile, e (quindi) con tutto il tempo necessario.<br \/>\nIl fatto, per\u00f2, che entrambe non vadano per le spicce, non significa che vi sia un equilibrio. Il tempo agisce in maniera e misura diversa per ciascuno dei due. E quanto pi\u00f9 si allunga, tanto pi\u00f9 emergono i fattori di squilibrio. In fondo, la frase shock di Zelensky, secondo cui prima o poi gli americani dovranno mandare in Ucraina i propri figli a combattere, ha un suo fondo di verit\u00e0. Se vogliono perseguire sino in fondo l\u2019obiettivo della guerra infinita, gli\u00a0<em>States\u00a0<\/em>dovranno fare i conti col fatto che, invece, la popolazione ucraina infinita non \u00e8. Qual \u00e8 il limite di sostenibilit\u00e0 umana di una simile guerra, per un paese che dall\u2019indipendenza negli anni \u201890 a pochi anni fa ha perso quasi dieci milioni di abitanti (da 45 a 36), che conta oggi altri dieci milioni di profughi, ed ha perso tutta la popolazione residente in quel 20% di territorio perduto?<\/p>\n<p>La costante e crescente pressione russa impone all\u2019Ucraina un pesante sacrificio in termini di vite umane, oltre che di danni strutturali; ma, mentre questi ultimi potranno prima o poi essere riparati, il danno demografico richiede decenni per essere ripianato. Oltretutto, gli ucraini devono fare i conti con un\u00a0 processo di evoluzione del conflitto che si configura come una spirale, il cui avvitamento \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile da invertire. Parallelamente alle perdite umane, infatti, c\u2019\u00e8 un\u2019importantissima incidenza delle perdite materiali (1), la cui conseguenza \u00e8 stata la necessit\u00e0 di passare \u2013 il pi\u00f9 in fretta possibile, ed\u00a0<em>in corsa<\/em>\u00a0\u2013 dall\u2019armamento di tipo ex-sovietico a quello su standard NATO. Ma i sistemi d\u2019arma occidentali, non solo sono concettualmente diversi da quelli precedentemente in uso alle forze armate di Kyev, ma sono anche mediamente pi\u00f9 complicati; il personale militare destinato ad utilizzarli, quindi, necessit\u00e0 di un apposito addestramento. Addestramento che, di norma, richiede mesi, a volte addirittura anni, per i sistemi pi\u00f9 avanzati, ma ovviamente la carenza di mezzi per il combattimento rende necessario accorciare drasticamente questi tempi, cos\u00ec da poterli inviare al fronte il pi\u00f9 rapidamente possibile.<\/p>\n<p>Per poter abbreviare al massimo l\u2019addestramento, e per massimizzare i risultati una volta che i reparti saranno operativi, le forze armate ucraine tendono ovviamente a spedire all\u2019estero per il\u00a0<em>training\u00a0<\/em>il personale pi\u00f9 esperto. Ne deriva che spesso in prima linea le unit\u00e0 con buona esperienza e capacit\u00e0 di combattimento \u2013 peraltro gi\u00e0 pesantemente provate da un anno di guerra \u2013 siano insufficienti, ed il grosso dello sforzo ricade su unit\u00e0 composte prevalentemente di coscritti, e spesso addirittura di milizia territoriale. Ci\u00f2 per un verso fa aumentare le perdite, e per un altro limita fortemente le possibilit\u00e0 di sviluppare manovre offensive. Si viene cos\u00ec a determinare un circolo vizioso, nel quale l\u2019esigenza di sopperire alle perdite subite, e di attingere a nuovi armamenti, finisce a sua volta con l\u2019alimentare ulteriormente tali perdite, in una sorta di inseguimento destinato a non concludersi mai.<br \/>\nIn questa prospettiva, quindi, il fattore tempo \u00e8 assai pi\u00f9 logorante per l\u2019esercito ucraino che per quello russo. Se a ci\u00f2 si aggiungono le criticit\u00e0 emergenti \u2013 su tutte, l\u2019esaurimento degli arsenali europei, l\u2019incapacit\u00e0 del sistema industriale occidentale di sopperire al bisogno di munizionamento d\u2019artiglieria, e la crescente stanchezza degli europei \u2013 diventa evidente un fattore cruciale: la Russia ha una capacit\u00e0 di reggere la durata del conflitto, di gran lunga superiore a quella della NATO, che quindi, con tutta evidenza, ha decisamente sbagliato i suoi calcoli.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31541 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?resize=640%2C640&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/photo_2023-03-03_00-45-47.jpg?resize=640%2C640&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019importanza della battaglia<\/strong><\/h2>\n<p>Come se tutto ci\u00f2 non bastasse, la leadership politica ucraina \u2013 che \u00e8 giustamente terrorizzata all\u2019idea che il supporto occidentale possa venir meno, o anche solo calare drasticamente \u2013 pensa di evitare questa eventualit\u00e0 giocando su un doppio piano: da un lato, cercando di enfatizzare al massimo il ruolo di\u00a0<em>proxy\u00a0<\/em>del paese, dipingendolo come indispensabile baluardo per i paesi NATO, e dall\u2019altro mostrandosi estremamente capace sul campo di battaglia. Il che, nelle condizioni attuali, significa sostanzialmente cercare di non cedere mai neanche un centimetro.<br \/>\nDa questo punto di vista, quanto sta accadendo a Bakhmut \u00e8 perfettamente emblematico. Dopo mesi di battaglie casa per casa, e nonostante la situazione sia ormai disperata (2), tanto che tutta la parte ad est del fiume Bakhmutka \u00e8 stata subitaneamente abbandonata ai russi, dopo aver fatto saltare i ponti, nella giornata di luned\u00ec 6 marzo il governo ha deciso (3) di non ritirare le truppe, e continuare a resistere ad oltranza. Ci\u00f2 nonostante le perdite umane abbiano raggiunto una media di 3\/400 caduti al giorno, e nel\u00a0<em>calderone\u00a0<\/em>si trovino circa 12.000 uomini.<\/p>\n<p>Attualmente, a quanto risulta, le unit\u00e0 della 24a e 63a brigata meccanizzata, del 21\u00b0 battaglione di fanteria motorizzata e della 3a brigata operativa della NGU stanno raccogliendo le armi e munizioni che possono essere evacuate con veicoli leggeri, e si ritirano in piccoli gruppi fino a un plotone, con un intervallo di 25 minuti; si tratta delle unit\u00e0 che hanno subito le maggiori perdite. Le unit\u00e0 della brigata meccanizzata 93, cos\u00ec come le unit\u00e0 della brigata di difesa territoriale 241, saranno lasciate in citt\u00e0, mentre le restanti unit\u00e0 delle brigate di carri armati 4 e 17 possono essere inviate a rafforzarle. Contemporaneamente, nuove unit\u00e0 fresche, che erano state tenute di riserva in vista della famosa controffensiva di primavera, vengono trasferite in citt\u00e0, per cercare di ritardarne la caduta. L\u2019aviazione e l\u2019artiglieria ucraina stanno facendo sforzi disperati per tenere aperto questo ultimo corridoio attraverso i campi, anche con contrattacchi locali da parte di piccole unit\u00e0.<br \/>\nUna scelta, quella della resistenza ad oltranza, davvero suicida, oltre che totalmente politica. Nel giro di qualche giorno, infatti, l\u2019accerchiamento passer\u00e0 da\u00a0<em>operativo\u00a0<\/em>a fisico, cio\u00e8 le forze russe chiuderanno il\u00a0<em>calderone<\/em>, e la scelta per i reparti intrappolati sar\u00e0 arrendersi o morire.<br \/>\nAncor pi\u00f9 assurda, la decisione di Zelensky, perch\u00e9 ritardare di poco la perdita di Bakhmut non solo avr\u00e0 un pesante costo in termini di perdite umane e materiali, ma anche sotto il profilo politico-mediatico sar\u00e0 un disastro; sarebbe stato molto meglio\u00a0<em>sganciarsi\u00a0<\/em>un mese fa, con una ritirata pi\u00f9 o meno ordinata, piuttosto che arrivare alla sconfitta con la perdita di migliaia di uomini in un colpo solo.<\/p>\n<p>Non a caso, per\u00f2, da Washington \u2013 che da tempo cerca di convincere gli ucraini a ritirarsi dalla citt\u00e0 \u2013 adesso si comincia a sminuirne l\u2019importanza; il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin dichiara:\u00a0<em>\u201cpenso che<\/em>\u00a0[quello della citt\u00e0 \u2013 ndr]\u00a0<em>sia pi\u00f9 un valore simbolico che strategico e operativo\u201d<\/em>, aggiungendo che\u00a0<em>\u201cla caduta di Bakhmut non significher\u00e0 necessariamente che i russi hanno cambiato le sorti di questa lotta\u201d<\/em>\u00a0(4). Ma se cade Bakhmut, al massimo ormai in un paio di settimane, ad aprile i russi potranno investire direttamente l\u2019ultima linea fortificata ucraina, quella Slovyansk-Kramatorsk, mettendo in campo le riserve sinora inutilizzate, e con 5\/6 mesi davanti di buona agibilit\u00e0 del terreno.<br \/>\nA quel punto, difficilmente gli ucraini avrebbero la possibilit\u00e0 di tentare uno sfondamento verso sud, con l\u2019ambizione di\u00a0<em>tagliare\u00a0<\/em>la continuit\u00e0 territoriale tra la Crimea ed il Donbass; ed anche un\u2019offensiva sul nord dell\u2019oblast di Lugansk, come gi\u00e0 la scorsa estate, sarebbe altrettanto a rischio. Non solo perch\u00e9 i russi hanno fortificato le linee, ma anche perch\u00e9 hanno concentrato un contingente appena oltre la frontiera, nella regione di Belgorod, che potrebbe agevolmente investire sul fianco sinistro un\u2019eventuale forza d\u2019attacco ucraina.<\/p>\n<p>Anche se l\u2019obiettivo della NATO non \u00e8 vincere la guerra (sa bene che non \u00e8 alla sua portata, alle attuali condizioni), ma semplicemente\u00a0<em>cronicizzarla<\/em>, conseguire questo obiettivo diventa sempre pi\u00f9 complicato; sia perch\u00e9 intanto la Russia sta conseguendo i suoi, sia perch\u00e9 il tempo sta giocando a sfavore dell\u2019Occidente. In questo quadro, a meno di clamorosi quanto improbabili colpi di scena, potrebbero affacciarsi solo due vie d\u2019uscita: una rilanciando sul piano bellico, coinvolgendo sul terreno polacchi e baltici, ed un\u2019altra cercando di\u00a0<em>congelare\u00a0<\/em>la situazione, senza alcuna trattativa.<br \/>\nLa prima opzione, ovviamente, avrebbe l\u2019enorme vantaggio di prolungare ulteriormente il conflitto, ma a prezzo di un rischio molto elevato. Innanzitutto, un allargamento della guerra a paesi NATO, seppure di propria iniziativa e, quindi, escludendo il ricorso all\u2019art.5 del trattato, non solo sarebbe potenzialmente foriero di rischi, ma certamente terrorizzerebbe l\u2019Europa, suscitando ondate di pacifismo e mettendo in crisi anche i governi vassalli. Ma anche sul piano strettamente bellico, gli staterelli baltici rischierebbero di essere fagocitati in una settimana, mentre la stessa Polonia si troverebbe rapidamente nella medesima, insolvibile situazione degli ucraini: la drammatica e crescente disparit\u00e0 nella disponibilit\u00e0 di munizionamento d\u2019artiglieria.<\/p>\n<p>La seconda opzione potrebbe tradursi nel trinceramento difensivo degli ucraini, rinunciando al contempo a qualsiasi azione offensiva, e puntando ad arrivare ad una stasi dei combattimenti, e poi al loro esaurirsi, senza per\u00f2 aprire alcun negoziato. Una tregua di fatto, che per un verso fermerebbe l\u2019avanzata russa, ma per un altro darebbe modo alle forze ucraine di riguadagnare fiato. L\u2019assenza di una trattativa\u00a0<em>di pace<\/em>\u00a0consentirebbe a Zelensky di sopravvivere politicamente (e forse non solo\u2026), alla NATO di raccontare che ha fermato la Russia, ed al tempo stesso di mantenere \u2013 sino a tempi migliori? \u2013 un sufficiente stato di tensione ai confini russi, obbligando Mosca a mantenere un forte presidio ed uno stato di allerta permanente.<br \/>\nIn quale direzione evolver\u00e0 la guerra, se in una di queste due direzioni, o magari in un\u2019altra adesso non decifrabile, non possiamo saperlo. Ma, con ogni probabilit\u00e0, le cose si faranno pi\u00f9 chiare in autunno, dopo che entrambi gli eserciti avranno esercitato il proprio sforzo profittando della bella stagione.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">NOTE<\/h2>\n<p>1 \u2013 Per fare un esempio, la dotazione di carri armati MBT della Germania \u00e8 di circa 350 unit\u00e0, di cui solo i due terzi pienamente operativi, mentre in un anno di guerra l\u2019Ucraina ha perso oltre 8.000 carri (non esclusivamente MBT).<br \/>\n2 \u2013 Tutte le vie di ritirata sono ormai sotto il tiro dell\u2019artiglieria russa, e qualsiasi collegamento della citt\u00e0 con le retrovie deve passare per i campi inondati di fango per via della\u00a0<em>Rasputiza\u00a0<\/em>(la stagione del disgelo); in conseguenza, i reparti che stanno lasciando la citt\u00e0 sono costretti ad abbandonare i mezzi pesanti.<br \/>\n3 \u2013 \u201cL\u2019AFU non lascer\u00e0 Bakhmut: questa decisione \u00e8 stata presa oggi in una riunione del quartier generale del comandante in capo supremo.<br \/>\nVladimir Zelensky ha tenuto una riunione del quartier generale del comandante in capo supremo<br \/>\n6 marzo 2023 \u2013 13:36<br \/>\nIl presidente dell\u2019Ucraina Volodymyr Zelensky luned\u00ec ha tenuto una riunione regolare del quartier generale del comandante in capo supremo.<br \/>\nI comandanti dei gruppi di truppe operativi e strategici hanno riferito della situazione nelle direzioni principali del fronte.<br \/>\nI membri dello Stavka hanno discusso in dettaglio la situazione a Bakhmut. Valutando il corso dell\u2019operazione di difesa, il presidente ha chiesto al comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny e al comandante del gruppo operativo e strategico di truppe \u201cKhortytsia\u201d Alexander Sirsky di ulteriori azioni nella direzione di Bakhmut. Hanno chiesto la continuazione dell\u2019operazione difensiva e l\u2019ulteriore rafforzamento delle nostre posizioni a Bakhmut.<br \/>\nInoltre, durante la riunione del quartier generale \u00e8 stata esaminata la questione della fornitura di armi e attrezzature e della loro distribuzione nelle aree operative.<br \/>\nAll\u2019incontro hanno partecipato anche: il capo dell\u2019ufficio presidenziale Andriy Yermak, il capo della direzione principale dell\u2019intelligence del ministero della Difesa Kirill Budanov, il primo ministro dell\u2019Ucraina Denis Shmygal, il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale Alexey Danilov, i comandanti del rami delle forze armate e aree operative. Membri del governo, capi delle forze dell\u2019ordine e delle forze dell\u2019ordine si sono uniti alla riunione di Stavka.\u201d<br \/>\n4 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201cUsa, anche se Bakhmut cade non cambia le sorti della guerra\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/2023\/03\/06\/usa-anche-se-bakhmut-cade-non-cambia-le-sorti-della-guerra_ff8ffc30-2c1c-49c4-8487-04000e99f9c3.html\">ANSA<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/03\/07\/dopo-il-tritacarne\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/03\/07\/dopo-il-tritacarne\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) La sanguinosa battaglia di Bakhmut si avvia inesorabilmente alla conclusione. Quanto pi\u00f9 gli ucraini tarderanno ad avviare la ritirata, tanto pi\u00f9 probabile \u00e8 che rimangano chiusi nell\u2019accerchiamento, non avendo a quel punto altra alternativa se non la resa o la morte. Ma, per quanto la battaglia abbia tenuto banco nei media per mesi, la sua importanza \u00e8 rilevante tatticamente, ma sotto il profilo strategico sposta poco. La questione rimane&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-keC","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77786"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77786"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77787,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77786\/revisions\/77787"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}