{"id":77820,"date":"2023-03-09T11:00:43","date_gmt":"2023-03-09T10:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77820"},"modified":"2023-03-08T15:27:35","modified_gmt":"2023-03-08T14:27:35","slug":"perche-leuropa-non-chiede-di-riconoscere-la-maternita-surrogata-ne-le-famiglie-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77820","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l&#8217;Europa non chiede di riconoscere la maternit\u00e0 surrogata (n\u00e9 le famiglie gay)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TODAY (Redazione Bruxelles)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-77821\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/coppia-gay-coppie-omosessuali-figli-lapresse-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/coppia-gay-coppie-omosessuali-figli-lapresse-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/coppia-gay-coppie-omosessuali-figli-lapresse.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L&#8217;accusa mossa da destra polacca e lobby pro-life \u00e8 rimbalzata in Italia. Cosa prevede (davvero) il certificato di genitorialit\u00e0 proposto da Bruxelles<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un cavallo di troia per autorizzare la maternit\u00e0 surrogata in Italia, come sostengono Fratelli d&#8217;Italia e Lega?\u00a0O un passo avanti sul fronte dei diritti, come dicono\u00a0invece Pd e\u00a0M5s? Il nuovo regolamento\u00a0della Commissione europea\u00a0per armonizzare le norme sul riconoscimento dei figli e dei loro diritti in tutta l&#8217;Ue \u00e8 ancora allo stadio della proposta, ma sta gi\u00e0 dividendo la politica italiana. Riproponendo gli ormai soliti schemi tra chi chiede pi\u00f9 diritti per le coppie omosessuali, e chi sventola il vessillo della famiglia tradizionale. Ma come stanno realmente le cose?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La proposta di Bruxelles<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La proposta della Commissione risale al 7 dicembre scorso e mira a &#8220;armonizzare le norme di diritto internazionale privato in materia di filiazione&#8221;. Nelle sue premesse, Bruxelles chiarisce di non voler entrare nel diritto di famiglia, che rimane nelle mani esclusive dei singoli Stati: nessun obbligo di riconoscere le coppie gay, n\u00e9 tantomeno la maternit\u00e0 surrogata. L&#8217;intento, semmai, \u00e8 di far rispettare i diritti di bambini, a prescindere se figli di coppie gay o etero, nel passaggio da un Paese Ue all&#8217;altro. &#8220;La proposta \u00e8 incentrata sull&#8217;interesse superiore e sui diritti del bambino&#8221;, spiega la Commissione, evidenziando che &#8220;la genitorialit\u00e0 stabilita in uno Stato membro dovrebbe essere riconosciuta in tutti gli altri Stati membri, senza alcuna procedura speciale&#8221;, incluso il riconoscimento per i &#8220;genitori dello stesso sesso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire meglio il problema bisogna fare riferimento ad alcuni casi in cui figli di coppie gay si sono trovati in una sorta di limbo quando i loro genitori si sono spostati da uno Stato membro dell&#8217;Ue all&#8217;altro. Nel 2021, per esempio, la Corte di giustizia dell&#8217;Ue aveva condannato la Bulgaria, che si era rifiutata di rilasciare carta d&#8217;identit\u00e0 e passaporto a una bambina di due anni, nata in Spagna da madre bulgara, perch\u00e9 la madre era sposata con un&#8217;altra donna (cosa legale in Spagna, ma non in Bulgaria). In quell&#8217;occasione, la Corte spieg\u00f2 che, sebbene la competenza sul diritto di famiglia \u00e8 di competenza esclusiva dei singoli Stati, quando si tratta del diritto alla libera circolazione delle persone, che \u00e8 invece una della basi a fondamento dell&#8217;adesione all&#8217;Ue, questo va riconosciuto da un Paese all&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I 2 milioni di bambini nel limbo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Casi come quello della bambina bulgara riguarderebbero circa 2 milioni di minori nell&#8217;Unione. Per loro, gi\u00e0 oggi il diritto europeo prevede che &#8220;la filiazione accertata in uno Stato membro sia riconosciuta in tutti gli altri Stati membri per alcuni scopi: accesso al territorio, diritto di soggiorno, non discriminazione rispetto ai cittadini nazionali&#8221;. Ma tale previsione si scontra con la burocrazia (e spesso la politica), oltre che con interpretazioni giuridiche discordanti: &#8220;Le famiglie devono talvolta avviare procedimenti amministrativi o anche giudiziari, che sono lunghi e costosi e possono avere risultati incerti&#8221;, ricorda Bruxelles. Una sentenza della nostra Corte costituzionale del 2019, per esempio, aveva ritenuto non trascrivibile sul certificato di nascita italiano lo status genitoriale di uno dei due pap\u00e0 di un bambino nato all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qui, il primo obiettivo del regolamento della Commissione, che \u00e8 quello di rendere automatico il riconoscimento della filiazione nel rispetto della legge gi\u00e0 in vigore. Per farlo, Bruxelles propone di istituire il Certificato europeo di genitorialit\u00e0: questo documento potr\u00e0 essere richiesto dai figli (o dai loro rappresentanti legali) allo Stato membro &#8220;che ha accertato la filiazione&#8221; e potr\u00e0 essere utilizzato &#8220;come prova della filiazione in tutti gli altri Stati membri&#8221;. Ma la Commissione fa anche un passo in pi\u00f9: oltre ai diritti gi\u00e0 sanciti da sentenze della Corte Ue, il nuovo regolamento vuole consentire &#8220;ai figli di beneficiare in situazioni transfrontaliere dei diritti derivanti dalla filiazione ai sensi del diritto nazionale, in materie quali la successione, i diritti alimentari o il diritto dei genitori di agire in qualit\u00e0 di rappresentanti legali del minore (per motivi di scolarizzazione o di salute)&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La maternit\u00e0 surrogata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa c&#8217;entra tutto questo con la maternit\u00e0 surrogata? A sventolare il rischio che il nuovo regolamento apra a un presunto obbligo di riconoscimento della maternit\u00e0 surrogata (ma anche delle coppie gay) in tutta l&#8217;Ue sono stati in queste settimane esponenti di alcune lobby pro-life e di partiti conservatori come il Pis polacco, il principale alleato di Fratelli d&#8217;Italia in Europa, da tempo impegnato in patria in una stretta contro l&#8217;aborto e i diritti Lgbtq. Come abbiamo gi\u00e0 spiegato, la Commissione ha gi\u00e0 chiarito che un conto sono i diritti dei bambini, un altro \u00e8 il riconoscimento delle coppie gay, cosa che non \u00e8 prevista in alcun modo dal regolamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda la maternit\u00e0 surrogata, nessun Paese Ue prevede espressamente il suo riconoscimento: la stragrande maggioranza, come l&#8217;Italia, lo vieta espressamente. Alcuni, come il Belgio o l&#8217;Olanda, prevedono solo il riconoscimento della maternit\u00e0 surrogata &#8220;non a fini commerciali&#8221;, ossia senza che il patto provato tra una coppia e la madre surrogata preveda un pagamento. A ogni modo, come spiegato in una audizione al Senato dal Garante italiano per l&#8217;infanzia, Carla Garlatti, la proposta della Commissione Ue &#8220;non agevola, come qualcuno teme, il ricorso alla pratica della maternit\u00e0 surrogata. Infatti, esso non comporta un riconoscimento automatico della paternit\u00e0 o della maternit\u00e0 (del bambino nato da maternit\u00e0 surrogata, ndr), un automatismo che nel nostro ordinamento \u00e8 impedito dalla contrariet\u00e0 all\u2019ordine pubblico. Il divieto non fa differenze: riguarda tanto le coppie omoaffettive quanto quelle eteroaffettive&#8221;. Semmai, il regolamento europeo \u00e8 in linea con quanto &#8220;\u00e8 stato affermato dalla giurisprudenza (italiana, ndr), compresa quella costituzionale, allo scopo di garantire comunque la tutela del minore nato da maternit\u00e0 surrogata. La giurisprudenza prevede infatti il ricorso all\u2019istituto dell\u2019\u2018adozione in casi particolari che attualmente, secondo la Corte costituzionale e la Suprema Corte, \u00e8 in grado di offrire un\u2019adeguata tutela al minore. Minore sul quale \u2013 \u00e8 bene ricordarlo \u2013 non devono ricadere le conseguenze delle scelte dei genitori&#8221;, ha concluso Garlatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/amp.today.it\/europa\/fake-fact\/legge-ue-maternita-surrogata-coppie-gay.html\">https:\/\/amp.today.it\/europa\/fake-fact\/legge-ue-maternita-surrogata-coppie-gay.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TODAY (Redazione Bruxelles) L&#8217;accusa mossa da destra polacca e lobby pro-life \u00e8 rimbalzata in Italia. Cosa prevede (davvero) il certificato di genitorialit\u00e0 proposto da Bruxelles Un cavallo di troia per autorizzare la maternit\u00e0 surrogata in Italia, come sostengono Fratelli d&#8217;Italia e Lega?\u00a0O un passo avanti sul fronte dei diritti, come dicono\u00a0invece Pd e\u00a0M5s? 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