{"id":77863,"date":"2023-03-14T11:00:12","date_gmt":"2023-03-14T10:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77863"},"modified":"2023-03-11T09:13:11","modified_gmt":"2023-03-11T08:13:11","slug":"generazione-senza-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77863","title":{"rendered":"Generazione senza futuro"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Luca Pellegrino)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In risposta al \u201cdubbio\u201d di Recalcati<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 28 febbraio su Repubblica \u00e8 apparso un articolo a firma dello psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati, il quale, partendo da un caso clinico, ci ricorda una grande conquista del sapere umano: dopo il ribaltamento prospettico nello studio della cosmologia \u2013 con Keplero \u2013 e della biologia \u2013 con Darwin \u2013 Freud sostiene che \u00abL\u2019io non \u00e8 padrone nemmeno in casa propria\u00bb. Tre grandi lezioni di umilt\u00e0 e di libert\u00e0 che la coscienza collettiva umana ha impiegato diverso tempo ad accettare e mettere a frutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo, la psicoanalisi, come ci insegna Recalcati, mostra che non \u00e8 il dubbio ma la sua assenza ad essere profondamente patologica. Ed \u00e8 nell\u2019adolescenza che si pu\u00f2 manifestare tale patologia sotto forma di \u201c<em>una tendenza dei giovani ad identificarsi con un ideale eroico di purezza che in nome del dubbio vorrebbe poter spegnare ogni dubbio [\u2026] attribuendo fuori di ogni dubbio ai propri genitori o alle vecchie generazioni la responsabilit\u00e0 del loro disagio.\u201d<\/em> \u00c8 la certezza che arma la mano del terrorista e il cui unico antidoto \u00e8 il sapere socratico, ovvero quello che riconosce di non poter apprendere la verit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ebbene, chi scrive concorda con l\u2019analisi eziologica della violenza dei singoli ma ritiene che vi sia uno scarto non colmabile con il solo sapere psicoanalitico tra l\u2019esperienza individuale e l\u2019esperienza collettiva storica. Invero, la teoria \u201cdeclinista\u201d espressa dal pensiero lacaniano ci spiega buona parte della fenomenologia della psiche collettiva e della psiche individuale, come il venir meno dell\u2019autorevolezza della funzione paterna, di cui i movimenti giovanili e insurrezionali del \u201968 sarebbero un esempio storico (Massimo Recalcati, <em>Patria senza padri<\/em>). La<em> \u201ctendenza dei giovani ad identificarsi con un ideale eroico di purezza\u201d<\/em> ha generato la violenza terroristica degli anni Settanta. Da ci\u00f2 sarebbero scaturite nell\u2019et\u00e0 contemporanea nuove patologie e disagi psichici, come l\u2019indeterminatezza di fondo della persona, la difficolt\u00e0 a concepire un progetto di vita durevole e inserito nel mondo del lavoro, l\u2019indifferenza sessuale, il predominio della legge del godimento, di un desiderio malato in quanto mercificato, non pi\u00f9 regolato dall\u2019istanza di castrazione del padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La spiegazione della storia mediante la psicologia risulta, ad oggi, ancora problematica e corre il rischio, se assunta come sapere autoreferenziale, non solo di non far maturare le potenzialit\u00e0 epistemiche ivi espresse ma di creare una insanabile incomprensione generazionale che porta alla morte per repressione e asfissia di quelle pi\u00f9 giovani. E se affermo ci\u00f2 non penso di essere mosso n\u00e9 da \u201codio edipico\u201d n\u00e9 da un \u201cideale eroico di purezza\u201d che sfocia nell\u2019estremismo della violenza di un pensiero che non ammette dubbi di sorta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La concezione che pone alla base dell\u2019attuale crisi del mondo occidentale l\u2019evaporazione del padre non sembra spiegare compiutamente n\u00e9 il passaggio dalla mente dell\u2019individuo al piano storico (mente collettiva) n\u00e9 di come il declino dell\u2019autorit\u00e0 paterna e della famiglia patriarcale rimandi all\u2019imporsi di un altro \u201cNome del padre\u201d, che \u00e8 quello dell\u2019ordine totalitario-capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ritengo che tale modello descrittivo, particolarmente efficace nel dar ragione dell\u2019irrazionalit\u00e0 del singolo, utile anche nell\u2019analisi dei fenomeni storici (quale ad esempio quel comportamento collettivo che ha caratterizzato il popolo italiano durante il fascismo e che va sotto il nome di \u201cservit\u00f9 volontaria\u201d o secondo il lessico di Gramsci di \u201crivoluzione passiva\u201d), sia carente di altre prospettive, soprattutto di quelle tradizionalmente definite \u201cmaterialiste\u201d. In altre parole, a mio modesto parere, l\u2019approccio lacaniano avrebbe bisogno di un \u201cbagno di realt\u00e0\u201d. Il rischio, altrimenti, \u00e8 quello di fare della psicoanalisi una dottrina morale che punta alla normalizzazione del soggetto e dunque di trasformare uno straordinario strumento analitico dell\u2019universo interiore in un pensiero politico reazionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se, infatti, si pu\u00f2 concordare nel ritenere i movimenti sessantottini affetti da un errore ideologico politico di fondo, richiamandosi, nella maggioranza dei casi, all\u2019esaltazione irrazionale di modelli autoritari come quelli di Stalin e Mao (ideali eroici di purezza), nonch\u00e9 deviati dall\u2019apologia del modello economico del socialismo reale, senza rendersi conto che si trattava solo di una diversa declinazione delle strutture capitalistiche in uno Stato illiberale, ugualmente di apologia si pecca quando si difende dogmaticamente il concetto di democrazia, non accorgendosi che lo stesso modello economico autoritario vi \u00e8 perfettamente inscritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La critica del \u00abgodimento immediato e senza limiti\u00bb, della \u00ablibert\u00e0 che non conosce limiti n\u00e9 legge\u00bb e \u00abl\u2019evaporazione del Padre\u00bb, critiche ed analisi che condivido, non sono da sole in grado di cogliere un aspetto del reale tanto banale quanto assolutamente concreto: i processi sociali sono dominati dalla sempre pi\u00f9 totalitaria legge del profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 la dinamica capitalistica che ha reso obsoleta la tradizionale famiglia a conduzione patriarcale, relegando i genitori in un ruolo sempre pi\u00f9 marginale rispetto alle funzioni educative riconducibili allo Stato e al sociale, oggi \u201cprivatizzato\u201d dal mercato. Un\u2019economia che ha bisogno continuamente di creare nuove opportunit\u00e0 di profitto, e che per questo sposta sempre in avanti il confine dello sfruttabile e del consumabile fino a eliminare ogni limite. \u00c8 il lavoro il luogo nel quale si manifestano le pi\u00f9 acute contraddizioni e violente imposizioni di un sistema che si \u00e8 elevato a verit\u00e0 assoluta, non potendo pi\u00f9 essere messo in discussione, pena l\u2019immediata marginalizzazione del soggetto prontamente marchiato con lo stigma della non credibilit\u00e0 in quanto non allineato (varianti politicamente corrette della pazzia sono oggi quella del \u201ccomplottista\u201d, \u201cno-vax\u201d, \u201cpro-Putin\u201d ecc.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La natura disumana del rapporto di dominio capitalistico del lavoro sembra sfuggire non solo alle riflessioni di Recalcati, ma all\u2019intera generazione da lui rappresentata. Di pochi giorni fa \u00e8 una pronuncia della Cassazione (ordinanza n.3769\/2022) che ha stabilito il non diritto ad essere mantenuto da parte di un \u201cex-giovane\u201d 32enne avvocato. Decisione presa da uno dei pi\u00f9 alti funzionari della Repubblica, un magistrato che generalmente in tale ruolo \u00e8 di et\u00e0 compresa tra i 60 e 70 anni, che percepisce uno stipendio superiore ai 100.000\u20ac annui. Nessun rappresentante delle istituzioni che si sia chiesto come mai una persona di 32 anni sia costretta ad esigere un letto dai suoi genitori o che si ponga nei panni di chi dopo una vita di studio capisce che non pu\u00f2 trarre dignit\u00e0 dal lavorare e vive di continui rifiuti ed umiliazioni. In fondo il funzionario pubblico ha gi\u00e0 da tutelare il proprio orticello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un enorme conflitto generazionale in atto: i nati tra il 1946 e il 1965 soffocano \u2013 per troppo amore e per un malsano senso di responsabilit\u00e0 \u2013 le libert\u00e0 di chi \u00e8 nato dopo il 1980. Il nostro \u00e8 attualmente un sistema sociale che d\u00e0 il primato ai proprietari di case e un peso sproporzionato ai residenti delle aree urbane centrali, in cui la partecipazione \u00e8 pi\u00f9 facile per i pensionati e i ricchi che tendono ad escludere i giovani e i poveri. I neo liberi professionisti, siano essi avvocati, architetti o ingegneri, percepiscono compensi di mera sussistenza (tra gli innumerevoli articoli si veda da ultimo, <em>Professionisti a 1000 euro lordi<\/em>, La Stampa del 20 febbraio 2023). Il lavoro per i pi\u00f9 \u00e8 divenuto lavoro inutile e\/o povero. E quando non \u00e8 inutile \u00e8 di puro sfruttamento (i settori del commerciale, della logistica, del turismo, dell\u2019agricoltura degli appalti e delle mono-committenze, sono esemplari ambiti nei quali si sperimentano le condizioni socio-giuridiche del servaggio 4.0). Per non parlare del settore pubblico dove lo Stato si \u00e8 fatto da anni assuntore di ultima istanza, arruolando, o promettendo di arruolare, milioni di individui con contratti anche precari, laddove gli enti pubblici territoriali rimangono privi del numero minimo indispensabile di dipendenti per poter erogare servizi e gestire quel poco di patrimonio pubblico ancora rimasto. Non solo, da ultimo lo Stato ha imposto il bavaglio ai propri dipendenti, sanzionando la manifestazione di qualsiasi pensiero ritenuto critico nei propri confronti che sia espresso pubblicamente. Sembra che la ratio di tale divieto possa cos\u00ec essere espressa: dal momento che ti ho salvato dai gironi infernali del libero mercato, concedendoti uno stipendio di sussistenza, non ti \u00e8 accordato di criticare il tuo datore pubblico. L\u2019indirizzo dell\u2019esecutivo, che oggi \u00e8 l\u2019indirizzo del legislatore, si mantiene nella direzione della pi\u00f9 assoluta flessibilizzazione del lavoro che, in ultima istanza, non potr\u00e0 che trovare la sua compiuta realizzazione nella mercificazione del lavoratore, non pi\u00f9 titolare di diritti n\u00e9 retributivi, n\u00e9 sindacali, n\u00e9 umani. In fondo tutto \u00e8 piegato al mantra ordoliberista: crescita, crescita, crescita, di cui principio cardine \u00e8 la privatizzazione non solo dei beni pubblici, ma di qualsiasi cosa possa produrre in qualche modo, valore. Valore, valore, valore, ma di \u201ccapitale\u201d si sente parlare solo quando si tratta di essere umani. Si valorizza anche il capitale umano. In questo sistema c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta umanit\u00e0 che sembra di vivere in uno Stato socialista. E, probabilmente, nel nuovo bi-pensiero ci convinceremo che essere schiavi \u00e8 essere liberi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I conti, per\u00f2, in un sistema capitalistico si devono fare. E, evidentemente, le politiche aziendali applicate agli Stati non hanno funzionato. Trent\u2019anni in cui si \u00e8 assistito alla pi\u00f9 grande espropriazione di ricchezza dal basso verso l\u2019alto. In nome di chi? Quanto ancora questa politica che ha le mani legate continuer\u00e0 a prendere in giro chi dovrebbe rappresentare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta di rivendicare una verit\u00e0 assoluta al cospetto della quale imbastire una condanna alla generazione dei \u201cboomer\u201d; non c\u2019entra la psicoanalisi, bens\u00ec la gestione dell\u2019economia, la geopolitica e il diritto. Anzi ci rivolgiamo proprio a voi che siete i nostri padri e le nostre madri, perch\u00e9 in un ordinamento imperniato sul principio maggioritario voi, in questo periodo storico, costituite la parte determinante dell\u2019ago della bilancia in quanto numericamente maggiori rispetto alla nostra generazione. Chiediamo conto dello scollamento totale tra la politica e l\u2019interesse della nazione ed invochiamo una vostra presa di posizione rispetto al ribaltamento in atto dei valori costituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sottoscritto non si identifica in nessun ideale di purezza che azzera ogni dubbio in nome di una verit\u00e0 assoluta. La mia generazione, quella dei cosiddetti \u2018Millennial\u2019, non conosce, non parla e comunque non vorrebbe alcuna rivoluzione violenta n\u00e9 alcuna dittatura del proletariato. Rivendichiamo il diritto alla libert\u00e0 e dignit\u00e0. Perch\u00e9 crediamo che il lavoro abbia un profondo potenziale liberatorio oggi annichilito sotto il peso del ricatto salariale. Non possiamo liberare l\u2019uomo se non lo liberiamo dal ricatto impersonale del Capitale. Non \u00e8 vero che non possiamo costruire un\u2019alternativa a questo modo di convivenza. Non continuiamo a confondere (la promessa) di una maggiore sicurezza materiale con l\u2019acquisizione di una maggior (fasulla) libert\u00e0. Vi hanno illuso. Se l\u2019azione non coglie l\u2019obbiettivo (perch\u00e9 degenera in violenza) non significa che l\u2019obbiettivo non sia raggiungibile o moralmente sbagliato. Liberatevi dal giogo del senso di colpa che pi\u00f9 che ai vostri ideali \u00e8 da attribuirsi alla mala gestio (leggasi: cospirazione) e codardia della politica di allora e guardate il futuro assieme a noi. Avete ottenuto molto (dallo Statuto dei lavoratori alla legge sul sistema sanitario), ma noi stiamo perdendo ci\u00f2 che voi avete conquistato. Non credete a chi parla di sussidiariet\u00e0 in un sistema economico basato esclusivamente sul profitto, ovvero sullo sfruttamento umano e naturale. La responsabilit\u00e0 umana cresce se \u00e8 coltivata la libert\u00e0, non l\u2019obbedienza che, all\u2019opposto, facilita il disimpegno morale e l\u2019azione politica reazionaria. Sono le generazioni che vi hanno preceduto che ci hanno insegnato che nella vita si sta con le \u201cspalle diritte\u201d. E che la quotidianit\u00e0 \u00e8 eroica se qualche volta si sa dire \u201cno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aiuto della vostra generazione \u00e8 fondamentale e si riassume, da parte nostra, in una invocazione: non rinnegate l\u2019esistenza del dominio di questo sistema economico in nome di un ideale eroico di purezza (falsamente) democratica (poich\u00e9 securitaria), altrimenti sarete compartecipi dell\u2019annichilimento del nostro futuro.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/03\/08\/generazione-senza-futuro\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/03\/08\/generazione-senza-futuro\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Luca Pellegrino) In risposta al \u201cdubbio\u201d di Recalcati Il 28 febbraio su Repubblica \u00e8 apparso un articolo a firma dello psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati, il quale, partendo da un caso clinico, ci ricorda una grande conquista del sapere umano: dopo il ribaltamento prospettico nello studio della cosmologia \u2013 con Keplero \u2013 e della biologia \u2013 con Darwin \u2013 Freud sostiene che \u00abL\u2019io non \u00e8 padrone nemmeno in casa propria\u00bb. 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