{"id":77947,"date":"2023-03-16T11:49:19","date_gmt":"2023-03-16T10:49:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77947"},"modified":"2023-03-14T16:54:49","modified_gmt":"2023-03-14T15:54:49","slug":"contro-la-riforma-delle-pensioni-pronti-a-bloccare-tutto-la-nonna-di-tutte-le-proteste-infiamma-la-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77947","title":{"rendered":"Contro la riforma delle pensioni, pronti a bloccare tutto La &#8220;nonna&#8221; di tutte le proteste infiamma la Francia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di KRITICA ECONOMICA (Letizia Molinari)<\/strong><\/p>\n<section class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ff33495 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"ff33495\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1ae9618 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"1ae9618\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-73a3aa4 elementor-widget elementor-widget-global elementor-global-6694 elementor-widget-heading\" data-id=\"73a3aa4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\" style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 18pt\">La protesta contro la riforma delle pensioni ha portato in strada milioni di persone e intreccia sensibilit\u00e0 diverse.<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5b0fa4e elementor-hidden-mobile ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"5b0fa4e\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<section class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3e57304 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"3e57304\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-106e79c ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"106e79c\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2617fe7 elementor-widget elementor-widget-ae-post-content\" data-id=\"2617fe7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"ae-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"ae-element-post-content\">\n<p>Dagli inizi di gennaio in Francia \u00e8 esplosa la mobilitazione\u00a0<strong>contro la riforma del sistema pensionistico<\/strong>\u00a0voluta da Emmanuel Macron. Ogni settimana che passa, la temperatura aumenta e si moltiplicano ovunque nel Paese blocchi, presidi, picchetti, occupazioni di licei e universit\u00e0.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>climax del malcontento<\/strong>\u00a0\u00e8 stato raggiunto lo scorso 7 marzo, in quello che\u00a0<a href=\"https:\/\/linsoumission.fr\/2023\/03\/07\/7-mars-mobilisation-21eme-siecle\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alcuni hanno definito<\/a>\u00a0uno dei pi\u00f9 grandi scioperi dagli inizi degli anni 2000. 3 milioni e mezzo di francesi sono scesi in piazza contro la riforma, 700mila persone nella sola Parigi, ovvero 200mila in pi\u00f9 rispetto allo sciopero del 31 gennaio. In un rapporto di forza sempre pi\u00f9 serrato, varie sigle sindacali hanno invitato a mantenere la mobilitazione anche nei giorni successivi, su un modello di\u00a0<em>gr\u00e8ve reconductible<\/em>\u00a0che ricorda quello alla SNCF<sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"000000004b4734c600000000155403dc_7928\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-000000004b4734c600000000155403dc_7928\">1<\/a><\/sup>\u00a0del 2019.<\/p>\n<p><strong>Nelle piazze si forma la convergenza<\/strong><\/p>\n<p>A differenza di altre proteste,\u00a0<strong>questa volta tutte le forze sindacali sono unite contro la riforma<\/strong>, comprese le pi\u00f9 moderate come la Cfdt<sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"2\" data-mfn-post-scope=\"000000004b4734c600000000155403dc_7928\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-000000004b4734c600000000155403dc_7928\">2<\/a><\/sup>\u00a0e Unsa<sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"3\" data-mfn-post-scope=\"000000004b4734c600000000155403dc_7928\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-000000004b4734c600000000155403dc_7928\">3<\/a><\/sup>. Una cosa simile non accadeva dal 2010, quando i sindacati fecero fronte unico contro la riforma Woerth che prevedeva il passaggio dell\u2019et\u00e0 pensionabile da 60 a 62 anni.<\/p>\n<p>Per la prima volta dopo tanto tempo, sindacati e partiti politici da tutto l\u2019arco parlamentare (tanto la France Insoumise come il Rassemblement National), trovano nella riforma un nemico comune. L&#8217;opposizione all\u2019Assembl\u00e9e si riflette anche nell\u2019<strong>opinione pubblica<\/strong>. Secondo recenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lejdd.fr\/politique\/sondage-retraites-seulement-32-des-francais-favorables-la-reforme-133285\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sondaggi<\/a>\u00a0infatti, pi\u00f9 del 68% dei cittadini francesi sono contro la riforma, e tra gli under 35 il dissenso sale al 74%.<\/p>\n<p>Per farla breve,\u00a0<strong>questa riforma delle pensioni non piace a nessuno, e per mille motivi diversi<\/strong>.<\/p>\n<p><em>&#8220;La battaglia per le pensioni<\/em>\u00a0&#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mediapart.fr\/journal\/politique\/080323\/retraites-la-grand-mere-des-batailles\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha scritto<\/a>\u00a0<strong>Edwy Plenel<\/strong>, direttore del giornale indipendente Mediapart &#8211;\u00a0<em>non \u00e8 una protesta come le altre: \u00e8\u00a0<strong>la nonna di tutte le mobilitazioni<\/strong>, perch\u00e9 porta dentro di s\u00e9 al contempo una sfida sociale, democratica e di civilt\u00e0<\/em>&#8220;. La portata del progetto \u00e8 tale da intersecare moltissimi temi cruciali, quali il lavoro, la parit\u00e0 di genere, la questione sociale, la crisi climatica e molto altro. Operai, studenti, sindacalisti, contadini, insegnanti, lavoratori precari, attivisti per il clima: a sfilare per le piazze vi sono tutti i profili umani possibili e immaginabili. Ognuno con una voce diversa, incarna un unico corale rifiuto dell\u2019ennesima riforma neoliberale.<\/p>\n<p><em>&#8220;Sono in piazza perch\u00e9 voglio una pensione dignitosa, e la voglio a 60 anni<\/em>&#8221; dice\u00a0<strong>Yann<\/strong>, 36 anni, che da 17 lavora come giardiniere.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;\u00c8 un lavoro duro il mio, quando sar\u00f2 vecchio non potr\u00f2 spaccarmi la schiena su e gi\u00f9 come faccio ora. Andremo fino alla fine, \u00e8 la terza manifestazione che faccio. Gli altri giardinieri sono con me, anche se non possiamo scioperare tutti&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>La questione sollevata da Yann sui\u00a0<strong>lavori pesanti<\/strong>\u00a0\u00e8 uno dei angoli morti della riforma. Non sorprende, visto che gi\u00e0 nel 2018 Macron aveva soppresso quattro dei dieci criteri che definiscono i lavori usuranti e che permettono di anticipare il pensionamento. Per quanto siano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bfmtv.com\/economie\/economie-social\/social\/criteres-de-penibilite-ce-que-propose-le-projet-de-reforme-des-retraites_AV-202301310024.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">presenti agevolazioni<\/a>\u00a0per certe categorie, saranno in molti ad essere penalizzati.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso di mestieri faticosi, spesso mal pagati, ad alto rischio di incidenti e che sopra una certa et\u00e0 diventano fisicamente e mentalmente insopportabili. La riforma inoltre non considera che la speranza di vita di questi lavoratori \u00e8 inferiore alla media. Ci\u00f2 significa che\u00a0<strong>lo sforzo dei pi\u00f9 precari servir\u00e0 a finanziare le pensioni dei pi\u00f9 benestanti<\/strong>. Si tratta di un\u2019ingiustizia strutturale del modello pensionistico, che questa riforma amplier\u00e0 ulteriormente.<\/p>\n<p>Infine, a trovarsi nelle condizioni lavorative pi\u00f9 pesanti sono spesso\u00a0<strong>lavoratori stranieri<\/strong>, che magari arrivano in Francia dopo anni di lavoro all\u2019estero. In molti casi, gli anni precedenti all\u2019arrivo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.infomigrants.net\/fr\/post\/46773\/retraites--a-quoi-ont-droit-les-etrangers-en-france\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non vengono contabilizzati<\/a>, e l\u2019innalzamento a 43 anni dell\u2019anzianit\u00e0 contributiva render\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile l\u2019ottenimento di una pensione completa. Lavoratori precari e stranieri sono dunque i pi\u00f9 colpiti dalla riforma, insieme alle donne, ed in particolare le donne straniere, sottoposte al doppio stigma.<\/p>\n<p><em>&#8220;La riforma pensionistica non far\u00e0 che peggiorare ulteriormente le precarie condizioni lavorative di molte donne<\/em>&#8221; mi spiega Arya del collettivo femminista della periferia di Parigi. &#8220;<em>Oggi sono qui in piazza per difendere i diritti del lavoro di tutte le donne. E domani, otto marzo, continueremo la mobilitazione per protestare contro questa riforma ingiusta. Solo attraverso la convergenza tra movimento femminista e sindacati possiamo vincere<\/em>&#8220;. Insieme alle altre compagne del collettivo,\u00a0<strong>Arya vede nella riforma un ulteriore ostacolo alla parit\u00e0 salariale<\/strong>. L\u2019aumento a 43 anni di contributi, impatta particolarmente le donne: sono loro infatti ad essere maggiormente esposte a contratti part-time e ad interruzioni di carriera in caso di gravidanza.<\/p>\n<p>I congedi parentali e le altre misure non sono lontanamente in grado di bilanciare le perdite, ed in media una donna percepisce una pensione del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/argent\/article\/2021\/06\/03\/retraite-les-femmes-touchent-toujours-40-de-moins-que-les-hommes_6082702_1657007.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">40% inferiore a quella di un uomo<\/a>, nonostante il divario salariale sia \u2018solo\u2019 del 20%. &#8220;<em>Le disuguaglianze raddoppiano dopo la pensione. Questo perch\u00e9 non appena si devia dalla carriera tipica, generalmente quella di un uomo qualificato che ha lavorato sempre a tempo pieno, il sistema moltiplica le disuguaglianze<\/em>&#8221;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/politique\/article\/2023\/01\/11\/reforme-des-retraites-le-systeme-francais-demultiplicateur-des-inegalites-du-marche-du-travail_6157462_823448.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spiega il politologo Bruno Palier<\/a>\u00a0in un\u2019intervista per\u00a0<em>Le Monde<\/em>.<\/p>\n<p>Infine,\u00a0<strong>c\u2019\u00e8 un\u2019altra questione importante, quella dei lavori usuranti e ad alto tasso di occupazione femminile<\/strong>. \u00c8 il caso delle pulizie, dell\u2019assistenza a domicilio e in casa di riposo. Nel 2019 in Francia il settore dell\u2019assistenza agli anziani ha registrato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ameli.fr\/entreprise\/sante-travail\/votre-secteur\/aide-soins-personne\/chiffres-cles\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tre volte pi\u00f9 incidenti\u00a0<\/a>che gli altri settori. Nonostante si tratti di lavori vitali per la comunit\u00e0, sono mal pagati e poco riconosciuti. Il passaggio a 64 anni per queste donne vorr\u00e0 dire sacrificare la propria salute per il lavoro.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per un altro rapporto con il lavoro<\/strong><\/p>\n<p>In strada ci sono anche\u00a0<strong>giovanissimi studenti del liceo<\/strong>\u00a0che manifestano per loro la prima volta. Li accompagnano i meno giovani, pi\u00f9 navigati, che intonano cori di protesta e sventolano le bandiere dei sindacati studenteschi.<\/p>\n<p><strong>Marie<\/strong>\u00a0ha 21 anni, studia in Sorbona ed \u00e8 nel servizio d\u2019ordine della manifestazione con gli altri compagni di\u00a0<em>Solidaires<\/em>. &#8220;<em>Dobbiamo mobilitarci ora perch\u00e9 la riforma delle pensioni riguarda anche noi. Se non lo facciamo adesso, la prospettiva futura sar\u00e0 andare in pensione a 68 o anche 70 anni! E poi ci mobilitiamo per portare tutta la nostra solidariet\u00e0 a chi si spacca la schiena lavorando, e gli viene chiesto di fare altri due anni. Non \u00e8 accettabile! Passiamo la vita a guadagnarcela<\/em>&#8220;. Intanto nel corteo l\u2019aria \u00e8 frizzante, si balla e si canta. Sui cartelli si legge lo slogan\u00a0<strong><em>\u2018tu nous mets 64, on te Mai 68\u2019<\/em><\/strong>\u00a0che gioca sull\u2019omofonia di\u00a0<em>met<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Mai<\/em>\u00a0per ricordare la grande mobilitazione studentesca del maggio 1968.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 indietro nel corteo c\u2019\u00e8\u00a0<strong>Michael<\/strong>, professore di economia all\u2019universit\u00e0 Paris 8 che si oppone fermamente al progetto di riforma. &#8220;<em>Ci presentano questo nuovo ordine economico come ineluttabile quando invece non lo \u00e8. Si dice nuovo per dire, perch\u00e9 a ben guardare \u00e8 nell\u2019agenda europea da pi\u00f9 di trent\u2019anni. Dietro questa riforma c\u2019\u00e8 una profonda convinzione neoliberale, forse pi\u00f9 vicina al credo religioso che ad una verit\u00e0 scientifica<\/em>&#8221; dice Michael. Il problema secondo lui, non \u00e8 tanto Macron o il suo governo: &#8220;<em>Se non fosse lui, sarebbe un altro, il problema sta nell\u2019ideologia. Dobbiamo riappropriarci politicamente del nostro destino collettivo per un nuovo modello di societ\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ecco,\u00a0<strong>un nuovo modello di societ\u00e0<\/strong>. La critica alla riforma delle pensioni vuol dire anche questo. Aveva ragione Edwy Plenel a parlare della &#8220;nonna delle battaglie&#8221;. Erano gli anni del dopoguerra quando Ambroise Croizat istitu\u00ec la S\u00e9curit\u00e9 Sociale e il sistema previdenziale a ripartizione con il motto &#8220;<em>contribuisci secondo i tuoi mezzi, ricevi secondo i tuoi bisogni<\/em>&#8220;. Un progetto dal cuore profondamente redistributivo, che a partire dagli anni \u201880, riforma dopo riforma, \u00e8 stato rottamato, cos\u00ec come i contratti e le condizioni di lavoro.<\/p>\n<p>Le prospettive sono state stravolte:\u00a0<strong>dalla liberazione dal lavoro si \u00e8 passati alla sua uberizzazione<\/strong>, dal sogno dell\u2019et\u00e0 pensionabile a 55 anni si \u00e8 arrivati a 64. &#8220;<em>Questo progetto di riforma \u00e8 una provocazione, prima di qualsiasi dibattito sulle pensioni, dobbiamo rendere il lavoro sostenibile<\/em>&#8221; ha detto a France Bleu la sociologa\u00a0<strong>Dominique Meda<\/strong>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francebleu.fr\/infos\/economie-social\/la-reforme-des-retraites-une-provocation-estime-dominique-meda-7520422\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tra le voci pi\u00f9 critiche<\/a>\u00a0della riforma. &#8220;<em>Forse se le condizioni lavorative non fossero cos\u00ec penose, la contestazione della riforma non avrebbe questa portata. Ma al contrario oggi, per molti concittadini il lavoro \u00e8 insostenibile. Quando arrivano alla pensione, sempre che ci arrivano, sono sofferenti e non possono immaginare di essere spremuti ulteriormente<\/em>&#8220;. La sociologa chiede condizioni di lavoro migliori, pi\u00f9 autonomia, pi\u00f9 potere ai lavoratori e per concludere, una riconversione ecologica.<\/p>\n<p><strong>Attraverso la questione ecologica, verso un nuovo modello<\/strong><\/p>\n<p>La\u00a0<strong>questione ecologica<\/strong>, infatti, \u00e8 un altro tema che attraversa la riforma delle pensioni e il rapporto che abbiamo con il lavoro. In piena crisi climatica sorge la necessit\u00e0 di aprire una seria riflessione sui processi di produzione, al fine di operare un radicale cambio di direzione per un modello economico pi\u00f9 giusto che tuteli la salute delle persone e del pianeta.\u00a0<em>Lavorare di pi\u00f9, per produrre di pi\u00f9, per inquinare di pi\u00f9<\/em>\u00a0\u00e8 una ricetta che ha fatto il suo tempo. Il mondo di domani passa attraverso l&#8217;emancipazione dal paradigma produttivista ed estrattivista, la revisione delle nostre priorit\u00e0 come societ\u00e0 e la liberazione dal lavoro. Ridefinire il nostro rapporto al tempo, per legittimare un ritmo pi\u00f9 sano, conviviale, fatto di momenti condivisi, di attivit\u00e0 non produttive ma essenziali: i cari, la natura, la vita associativa.<\/p>\n<p><strong>Un modello pensionistico che funziona<\/strong>\u00a0deve basarsi su un modello di lavoro sano, a sua volta fondato su una migliore ripartizione del lavoro e delle ricchezze. Sembra che si sia arrivati ad un bivio, e che questa riforma sia la spinta sull\u2019acceleratore. Sulla scena, due visioni di mondo radicalmente opposte: una al tramonto, l&#8217;altra che tarda a farsi spazio. In piazza, quel 7 marzo, non si trattava pi\u00f9 solamente di rigettare o meno la riforma delle pensioni, ma di proporre un modello alternativo, di incantare di nuovo, di osare molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/contro-la-riforma-delle-pensioni-pronti-a-bloccare-tutto\/\">https:\/\/kriticaeconomica.com\/contro-la-riforma-delle-pensioni-pronti-a-bloccare-tutto\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KRITICA ECONOMICA (Letizia Molinari) La protesta contro la riforma delle pensioni ha portato in strada milioni di persone e intreccia sensibilit\u00e0 diverse. 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