{"id":77965,"date":"2023-03-15T13:04:13","date_gmt":"2023-03-15T12:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77965"},"modified":"2023-03-15T13:05:04","modified_gmt":"2023-03-15T12:05:04","slug":"77965","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77965","title":{"rendered":"Le due facce del potere 2: politica ed economia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di QUOD LIBET, RUBRICA UNA VOCE (Giorgio Agamben)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 nota la frase lapidaria che Napoleone pronunci\u00f2 incontrando Goethe a Erfurt nell\u2019ottobre del 1808:\u00a0<i>Le destin c\u2019est la politique<\/i>: \u00abil destino \u00e8 la politica\u00bb. Questa affermazione, che era all\u2019epoca perfettamente intellegibile, anche se in apparenza rivoluzionaria, ha perso oggi per noi interamente il suo senso. Noi non sappiamo pi\u00f9 che cosa significa il termine \u00abpolitica\u00bb e tanto meno ci sogneremo di vedere in essa il nostro destino. \u00abIl destino \u00e8 l\u2019economia\u00bb suona piuttosto il ritornello che gli uomini cosiddetti \u00abpolitici\u00bb ci ripetono ormai da decenni. E tuttavia non soltanto non rinunciano a definirsi tali, ma \u00abpolitici\u00bb continuano a chiamarsi i partiti di cui fanno parte e \u00abpolitiche\u00bb si dichiarano le coalizioni che formano nei governi e le decisioni che questi non cessano di prendere.<br \/>\nChe cosa intendiamo allora oggi quando pronunciamo, sia pure senza troppa convinzione, la parola \u00abpolitica\u00bb? Vi \u00e8 in essa qualcosa come un significato unitario o, piuttosto, il senso che il termine veicola \u00e8 costitutivamente scisso? L\u2019incertezza terminologica nella traduzione del termine\u00a0<i>politeia<\/i>\u00a0che abbiamo gi\u00e0 analizzato, non \u00e8 soltanto recente. La traduzione latina della\u00a0<i>Politica<\/i>\u00a0di Leonardo Aretino, pubblicata a Roma nel 1942 insieme al commento di Tommaso, rende il termine con\u00a0<i>gubernatio<\/i>\u00a0e\u00a0<i>respublica<\/i>\u00a0(pi\u00f9 raramente con\u00a0<i>civitatis status<\/i>). Se il passo che abbiamo citato (1279 a, 25-26) nella sua traduzione latina suona: Cum vero gubernatio civitatis et regimen idem significant\u2026, nel brano precedente\u00a0<i>politeia<\/i>\u00a0\u00e8 reso invece con\u00a0<i>respublica<\/i>\u00a0(<i>est autem respublica ordinatio civitatis<\/i>).Nel commento di Tommaso, che aveva ovviamente davanti agli occhi un\u2019altra traduzione,\u00a0<i>politeia<\/i>\u00a0\u00e8 tradotto a volte con\u00a0<i>policia<\/i>\u00a0e a volte con\u00a0<i>respublica<\/i>. La prossimit\u00e0 del termine\u00a0<i>policia<\/i>\u00a0col nostro \u00abpolizia\u00bb non deve sorprendere:\u00a0<i>polizia<\/i>\u00a0\u00e8 infatti, fino all\u2019inizio del secolo XIX, il termine italiano che corrisponde a\u00a0<i>politeia<\/i>. \u00abPolizia\u00bb si legge ancora nella traduzione di Plutarco ad opera di Marcello Adriani, pubblicata a Firenze nel 1819: \u00abvuol dire l\u2019ordine col quale si governa una citt\u00e0 e sono amministrate le comuni sue bisogna; e cos\u00ec si dice tre essere le polizie, la monarchica, l\u2019oligarchica e la democrazia\u00bb.<br \/>\nNei teorici tedeschi del cameralismo e della scienza della polizia, che prende forma e si diffonde in Europa nel corso del XVIII secolo , la scienza dello stato diventa una scienza del governo (<i>Regierungwissenschaft<\/i>), il cui scopo essenziale \u00e8 la\u00a0<i>Polizei<\/i>, definita \u2013 rispetto alla\u00a0<i>Politik<\/i>, cui compete soltanto la lotta coi nemici esterni \u2013 come l\u2019amministrazione del buon ordine della comunit\u00e0 e la cura del benessere e della vita dei sudditi in tutti i suoi aspetti. E non \u00e8 certo un caso se Napoleone, che affermava risolutamente la politica come destino, sia stato anche il sovrano che ha dato all\u2019amministrazione e alla polizia la forma moderna che ci \u00e8 familiare. Lo stato amministrativo teorizzato da Sunstein e Vermeule, che si sta imponendo nelle societ\u00e0 industriali avanzate, \u00e8 a suo modo fedele a questo modello, in cui lo stato sembra risolversi in amministrazione e governo e la \u00abpolitica\u00bb trasformarsi interamente in \u00abpolizia\u00bb. \u00c8 significativo che, proprio in uno stato concepito in questo senso come \u00abstato di polizia\u00bb, il termine finisca per designare l\u2019aspetto meno edificante del governo, cio\u00e8 i corpi tenuti a assicurare in ultima istanza con la forza la realizzazione della vocazione governamentale dello stato. E, tuttavia, l\u2019apparato formale dello stato legislativo non scompare, come non scompaiono le leggi che i governi continuano malgrado tutto a emanare, n\u00e9 vengono abolite le cariche e la dignit\u00e0 che secondo la costituzione incarnano e custodiscono la legittimit\u00e0 del sistema. Al di l\u00e0 delle sue trasformazioni, l\u2019essenziale natura bipolare della macchina politica si mantiene almeno formalmente in vita.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-le-due-facce-del-potere-2-politica-ed-economia\">https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-le-due-facce-del-potere-2-politica-ed-economia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QUOD LIBET, RUBRICA UNA VOCE (Giorgio Agamben) \u00c8 nota la frase lapidaria che Napoleone pronunci\u00f2 incontrando Goethe a Erfurt nell\u2019ottobre del 1808:\u00a0Le destin c\u2019est la politique: \u00abil destino \u00e8 la politica\u00bb. 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