{"id":78022,"date":"2023-03-20T11:00:01","date_gmt":"2023-03-20T10:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78022"},"modified":"2023-03-18T09:28:26","modified_gmt":"2023-03-18T08:28:26","slug":"contro-il-greenwashing-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78022","title":{"rendered":"Contro il greenwashing globale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Paolo Chiappe)<\/strong><\/p>\n<p>Una premessa \u00e8 necessaria. La termodinamica nega la possibilit\u00e0 di una crescita materiale illimitata in un sistema chiuso e l\u2019energia solare che arriva sulla Terra non compensa l\u2019entropia, cio\u00e8 il degrado prodotto dai nostri rifiuti.\u00a0 Comprendiamo sempre meglio i limiti planetari che stiamo superando e la crisi della biosfera. Bisogna evitare di raggiungere i punti di non ritorno, ma il tempo a disposizione non \u00e8 molto.<\/p>\n<p>Condivisa questa premessa, vediamo la situazione dei mercati energetici in rapporto alla crisi ecologica.<\/p>\n<p>I mercati energetici dell\u2019Unione Europea, e non solo dell\u2019UE, sono stati privatizzati artificialmente da trenta anni fa in poi, ma i meccanismi dei mercati privati non sono idonei a ridurre le emissioni di gas climalteranti. La produzione capitalistica tende a una crescita indefinita, anche in termini di quantit\u00e0 fisiche, e si contrae solo involontariamente in seguito alle crisi, mentre il pianeta ha bisogno di una sobriet\u00e0 energetica strutturale, permanente, volontaria e pianificata.<\/p>\n<p>Un altro motivo per cui i mercati capitalistici privati sono in conflitto con le soluzioni ambientali \u00e8 che sono\u00a0 anarchici e guidati dai prezzi. Se il risparmio dell\u2019energia sar\u00e0 basato sui prezzi e non sulle quantit\u00e0, vedremo consumare corrente elettrica magari\u00a0 per produrre neve artificiale e non per scaldare le famiglie, e in una certa misura questo gi\u00e0 succede.<\/p>\n<p>Le stesse tecnocrazie e \u00e9lites politiche che hanno imposto la privatizzazione energetica si rendono conto in parte di queste contraddizioni, che cercano di tamponare restando nell\u2019ambito dei sacri mercati privati.<\/p>\n<p>Da qui la spinta a una continua e confusa regolamentazione post-liberista, che nell\u2019Unione Europea si \u00e8 manifestata, gi\u00e0 prima della guerra e della crisi energetica attuale (iniziata nel 2021-22), soprattutto con i piani detti del <em>Green Deal<\/em> Europeo. Nei piani \u201cverdi\u201d UE l\u2019industria e la finanza privata continuano a essere considerati soggetti protagonisti unici. La bandiera neoliberista della \u201csana concorrenza regolata\u201d e quindi dei prezzi come meccanismi regolatori di riferimento \u00e8 ancora sventolata oggi sulle borse del gas e sulle borse elettriche.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 i gruppi economici energetici sono beneficiari protetti e garantiti in mille modi diretti e indiretti delle risorse pubbliche. E pi\u00f9 ancora che in termini di denaro il guadagno \u00e8 in termini di accesso a nuove forme di colonizzazione della natura e dei beni comuni, come le coste marine e i crinali che passano in mano privata.<\/p>\n<p>L\u2019industria automobilistica che venne favorita un tempo costruendo le autostrade a spese pubbliche e bloccando lo sviluppo delle ferrovie, ora viene favorita costruendo le colonnine elettriche sempre a spese pubbliche (quelli del\u00a0 PNRR sono soldi pubblici).<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del fenomeno stesso di un capitalismo assistito, in s\u00e9 non nuovo, si ha un progetto di rilancio generale dei profitti privati sulla spinta della giustificazione ambientale, fenomeno che possiamo definire come un <em>greenwashing<\/em> globale.<\/p>\n<p>Il <em>greenwashing<\/em> globale non va confuso con il banale\u00a0 <em>greenwashing<\/em> commerciale e pubblicitario, quello delle finte\u00a0 autodichiarazioni di sostenibilit\u00e0, un fenomeno ormai sfuggito al controllo e che, secondo la stessa\u00a0 UE, riguarda pi\u00f9 della met\u00e0 delle aziende e prodotti che si presentano come <em>green<\/em>.<\/p>\n<p>Si delinea ormai una sorta di ragione di Stato o di regime di eccezione in materia energetica. La guerra stessa \u00e8 un\u2019occasione per imporre questo regime, anche se si tratta di un paradosso, perch\u00e9 nessuna transizione ecologica \u00e8 possibile in clima di guerra.<\/p>\n<p>La tendenza principale che si sta palesando dovunque in questo clima emergenziale e di guerra non \u00e8 quella della <em>sostituzione<\/em> delle fonti rinnovabili alle fonti non rinnovabili -questa sostituzione viene mantenuta a livello narrativo e rimandata a un futuro post-emergenza- ma \u00e8 quella dell\u2019<em>addizione <\/em>di tutte le fonti disponibili.<\/p>\n<p>Tra le fonti energetiche non dimentichiamolo\u00a0 vanno calcolate anche quelle incorporate nelle merci che si importano.<\/p>\n<p>Stiamo usando allegramente legna + carbone + petrolio convenzionale + shale oil + gas + gas di scisto + nucleare + rinnovabili.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 va avanti in un contesto di estrema complessit\u00e0 artificiale dei mercati in cui sguazzano le tecnocrazie legate a Bruxelles e gli investitori specializzati, non solo dell\u2019industria, ma anche della finanza speculativa. Il funzionamento delle borse elettriche e del gas create dalla privatizzazione-liberalizzazione forzata dei mercati \u00e8 al centro di questi meccanismi. Nei mercati energetici la complessit\u00e0 \u00e8 al servizio dell\u2019oligarchia.<\/p>\n<p>Una parte del mondo ambientalista, che forse sperava di affidarsi a una sano pragmatismo, \u00e8 stata attratta nella sfera di questa ragione di Stato energetica asservita al capitalismo privato.<\/p>\n<p>La direzione da battere \u00e8 invece quella di un sistema misto pubblico-privato-sociale con generazione pubblica dominante e prezzi amministrati dell\u2019energia che soddisfi i diritti fondamentali, provveda alla sicurezza delle forniture e alla protezione dell\u2019ambiente e anche realizzi la trasparenza. Inoltre la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 degli impianti di energie rinnovabili di grande taglia da installare deve essere ottimizzata con il rispetto della biodiversit\u00e0 e del paesaggio e sottratta alla spinta\u00a0 per la privatizzazione dei beni comuni.<\/p>\n<p>Su questa strada \u00e8 possibile individuare obiettivi intermedi e di resistenza alla speculazione. Per esempio impedire lo smantellamento definitivo del settore di maggior tutela. Sembra un obiettivo umile, ma pu\u00f2 mettere i bastoni tra le ruote al sistema di concorrenza di facciata, in realt\u00e0 di mediazione parassitaria, costituito dai rivenditori al dettaglio di gas e corrente creato artificialmente per volont\u00e0 UE.<\/p>\n<p>Nel ritorno al criterio del servizio pubblico dominante certo non \u00e8 pensabile un ripristino dell\u2019ENEL vecchio tipo, che era strettamente collegato al sistema dei combustibili fossili, con le grandi centrali e le dorsali degli elettrodotti e la distribuzione poi a cascata.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario invece integrare e valorizzare anche la generazione distribuita che coincide con i piccoli e medi impianti di energia rinnovabile .<\/p>\n<p>Solo un\u2019energia pianificata e generata dalla mano pubblica potr\u00e0 attuare un piano di sobriet\u00e0 come quello che \u00e8 necessario per motivi ambientali e soprattutto una sobriet\u00e0 energetica che non si basi sul meccanismo irrazionale e iniquo dei prezzi di mercato, ma su prezzi amministrati che riconoscano un piccolo guadagno rispetto ai costi di produzione, e si attui agendo sulle quantit\u00e0 e sulle destinazioni di uso.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Agostinelli, Mario <em>Bollette, extraprofitti e rinnovabili, perch\u00e9 l\u2019Italia non nazionalizza l\u2019energia? <\/em>Il Fatto Quotidiano 23 settembre 2022<\/p>\n<p>Bianco, Salvatore <em>Il gas naturale al casin\u00f2 di Amsterdam v<\/em>olerelaluna.it 16 settembre 2022<\/p>\n<p>Brancaccio, Emiliano <em>Speculatori e guerrafondai. Cos\u00ec restiamo prigionieri sul gas <\/em>lanotiziagiornale.it 2022<\/p>\n<p>Butera, Federico M. <em>Affrontare la complessit\u00e0. Per governare la transizione ecologica. <\/em>Edizioni ambiente 2021<\/p>\n<p>Fantacone Stefano, Floros Demostenes <em>Crisi o transizione energetica? <\/em>Diarkos 2022<\/p>\n<p>Ferrari, Giorgio\u00a0 <em>I falsi miti della transizione energetica e le pace necessaria\u00a0\u00a0 <\/em>perunaltracitta.org\u00a0\u00a0\u00a0\u00a029 giugno 2022<\/p>\n<p>Nascia, Leopoldo <em>Le vie del gas sono (in)finite <\/em>Critica Marxista, 5\/2022<\/p>\n<p>Picarelli, Raffaele<em> La finanza e il mercato dell\u2019energia <\/em>liberiamolitalia.org 2022<\/p>\n<p>Varoufakis,Yanis <em>Time to Blow Up Electricity Markets <\/em>project-syndicate.org29 agosto 2022<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/03\/13\/contro-il-greenwashing-globale\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/03\/13\/contro-il-greenwashing-globale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Paolo Chiappe) Una premessa \u00e8 necessaria. 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