{"id":78042,"date":"2023-03-20T08:30:20","date_gmt":"2023-03-20T07:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78042"},"modified":"2023-03-19T13:50:03","modified_gmt":"2023-03-19T12:50:03","slug":"ricatto-ue-nato-sulla-serbia-per-le-sanzioni-alla-russia-e-destabilizzare-i-balcani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78042","title":{"rendered":"Ricatto UE-NATO sulla Serbia per le sanzioni alla Russia e destabilizzare i Balcani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Enrico Vigna)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-78043\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/serbia-300x143.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/serbia-300x143.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/serbia-768x366.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/serbia-720x340.jpg 720w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/serbia.jpg 958w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Balcani occidentali sono un insieme di sei paesi, che comprende Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia che i rappresentanti dell\u2019Unione europea hanno ripetutamente affermato devono appartenere alla famiglia europea. La regione dell\u2019Europa meridionale e orientale, abitata da circa 18 milioni di persone, \u00e8 ormai nota come l\u2019arena della rivalit\u00e0 geostrategica tra, Bruxelles, Washington e Mosca degli ultimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La promessa di ammissione di questi paesi nell\u2019Unione europea, oltrech\u00e9 nella NATO, \u00e8 stato finora lo strumento pi\u00f9 sottile dell\u2019Occidente per assoggettare e integrare la regione, usando i leader filoeuropeisti da essi sponsorizzati e sostenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peter Stano, portavoce del capo della diplomazia europea ha dichiarato alla CNBC: \u201c\u2026 Sicuramente, i Balcani occidentali sono il secondo campo di battaglia per la Russia in termini di strategia e\u2026 dopo l\u2019Ucraina si sono intensificate le loro attivit\u00e0\u2026\u201d..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la NATO ribadisce l\u2019importanza strategica dei Balcani occidentali per l\u2019Alleanza: \u201c\u00c8 chiaro che l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina influisce sulla stabilit\u00e0 dei nostri partner vulnerabili e li espone a un rischio maggiore di \u201cinfluenza maligna\u201d. Continueremo a lavorare insieme per mantenere la stabilit\u00e0 e sostenere le riforme e la resilienza nella regione perch\u00e9 la sicurezza e la stabilit\u00e0 nei Balcani occidentali sono importanti per la NATO e per la pace e la stabilit\u00e0 in Europa\u2026\u201d, ha poi affermato un funzionario della NATO citato dalla CNBC. Sappiamo cosa significano per la NATO le parole stabilit\u00e0 e sicurezza\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In risposta a una richiesta di commento, un portavoce del Dipartimento di Stato USA ha detto alla CNBC che: \u201c\u2026 Washington rimane profondamente coinvolta nella regione, descrivendo il futuro dei Balcani occidentali come \u201cesclusivamente all\u2019interno dell\u2019UE\u201d\u2026Non dobbiamo permettere al governo russo di frenare il progresso dei paesi dei Balcani occidentali\u201c, ha detto il diplomatico americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerando il fatto che recentemente nei Balcani occidentali tutti gli esempi della cosiddetta \u201cinfluenza maligna della Russia\u201d si sono rivelati falsi e il livello di conflitto in Bosnia ed Erzegovina (BiH) e nella provincia autonoma serba del Kosovo \u00e8 rimasto finora un problema locale e interno alle problematiche degli attori regionali, tali dichiarazioni dei media statunitensi suscitano sospetti e insidie. Queste dichiarazioni possono essere interpretate come una copertura per accrescere la campagna occidentale volta a costringere le autorit\u00e0 della Repubblica Serba della Bosnia-Erzegovina e della Serbia, a imporre sanzioni contro la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Casualmente, subito dopo queste ennesime dichiarazioni, l\u201911 febbraio il presidente serbo A. Vu\u010di\u0107 ha affermato che le autorit\u00e0 serbe stavano aspettando \u201cil momento giusto\u201d per imporre sanzioni contro la Russia, e \u201cla questione non riguarda mesi\u201d , e queste affermazioni hanno scatenato nella societ\u00e0 serba proteste di piazza, fibrillazioni e accuse di tradimento al presidente serbo, il quale si \u00e8 giustificato dicendo che ormai le pressioni sul paese sono al punto di insostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ultima votazione di novembre scorso, il Parlamento Europeo, per la seconda volta ha chiesto ufficialmente che l\u2019UE interrompa l\u2019avanzamento dei negoziati con la Serbia fino a quando non soddisfer\u00e0 diversi requisiti di base, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 il completo allineamento della politica estera e di sicurezza della Serbia con la politica estera e di sicurezza della UE. Il Parlamento europeo sottolinea l\u2019importanza del pieno rispetto, in particolare della politica delle sanzioni contro i paesi terzi. Il PE esprime rammarico per il basso livello di conformit\u00e0 della Serbia alla politica estera e di sicurezza comune dell\u2019UE, in particolare in relazione all\u2019aggressione militare della Russia contro l\u2019Ucraina. La risoluzione afferma che ulteriori capitoli negoziali dovrebbero essere aperti solo quando la Serbia rafforzer\u00e0 il suo impegno per le riforme nel campo della democrazia e dello Stato di diritto e dimostrer\u00e0 di essere pienamente allineata con la politica estera e di sicurezza comune dell\u2019UE. Nel documento, il PE ricorda che la Serbia, in quanto paese che lotta per l\u2019integrazione europea, deve aderire a valori comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo serbo gi\u00e0 da alcuni mesi sta dando segnali di cedimento della sua storica politica (dai tempi della Jugoslavia socialista), di Non allineamento. UE, NATO, USA dall\u2019armistizio, dopo l\u2019aggressione del 24 marzo 1999, stanno cercando di piegare la politica serba ai diktat dell\u2019egemonia occidentale, cercando di rompere la millenaria fratellanza del popolo serbo con quello russo e slavo. Ora sembra che siamo vicini a questo passaggio che sarebbe traumatico sia politicamente, che culturalmente e spiritualmente per i serbi, ma che avrebbe anche ripercussioni e destabilizzazioni in tutti i Balcani e i paesi vicini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo uno studio condotto dall\u2019organizzazione britannica Henry Jackson Society (HJS) presso l\u2019Universit\u00e0 di Cambridge, la stragrande maggioranza dei cittadini serbi, il 78,7%, non sostiene l\u2019imposizione di sanzioni anti-russe e l\u2019armonizzazione della politica estera del Paese con l\u2019Unione Europea, si oppone all\u2019adesione alla NATO e non vuole perdere i suoi, storicamente buoni rapporti con la Russia. Mentre solo il 12,1% dei serbi \u00e8 favorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo gli autori dello studio, nonostante le pressioni e i ricatti dell\u2019UE sulla Serbia, il 53,3% dei suoi cittadini vuole rimanere neutrale rispetto al conflitto in Ucraina. Il 35,8% degli intervistati ritiene che la Serbia dovrebbe sostenere la Russia e solo il 4,4% ha dichiarato di sostenere l\u2019Ucraina. Per i ricercatori inglesi, la reazione dei cittadini serbi al caso dell\u2019uso del sistema \u201cbastone e carota\u201d da parte di Bruxelles e Washington si \u00e8 rivelata scioccante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla domanda se imporre sanzioni alla Russia per accelerare l\u2019adesione della Serbia all\u2019UE, solo il 6,4% ha risposto \u201cs\u00ec\u201d. Se l\u2019UE fornisse un\u2019assistenza finanziaria significativa alla Serbia, solo il 9,5% accetterebbe di imporre sanzioni. E se Bruxelles smetter\u00e0 di fare pressioni su Belgrado affinch\u00e9 riconosca l\u2019indipendenza dell\u2019autoproclamata \u201cRepubblica del Kosovo\u201c, allora questa quota salirebbe solo al 13,6%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si tratta di possibili \u201cfruste\u201c, i risultati sono simili. Anche con la minaccia di sanzioni dell\u2019UE contro la stessa Serbia, il 69,9% degli intervistati si \u00e8 dichiarato contrario alle sanzioni anti-russe. Se l\u2019Ue minaccia di chiudere i suoi fondi, solo il 12,4% \u00e8 favorevole alle sanzioni. Il ritiro degli investimenti ha spaventato solo il 15,1% dei serbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla domanda su chi sia la colpa del conflitto in Ucraina, il 66,3% degli intervistati in Serbia ha risposto che \u00e8 Kiev. Ma su questo argomento i maggiori \u201csuccessi\u201d sono stati ottenuti dagli Stati Uniti e dalla NATO: l\u201982,4% e l\u201984,8% degli intervistati li incolpa per la situazione attuale. Non a caso, in un ipotetico referendum sull\u2019adesione della Serbia alla Nato, il 63,4% degli abitanti del Paese voterebbe \u201ccontro\u201c. Solo l\u20191,2% sostiene fortemente questa idea. E se si tenesse un referendum sull\u2019adesione della Serbia all\u2019Unione europea, il 31,6% voterebbe \u201cdecisamente contro\u201d, il 12,7% preferibilmente contro. Mentre il 23% dei serbi \u00e8 favorevole all\u2019adesione all\u2019UE e solo il 15,1% \u00e8 \u201cdecisamente favorevole\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda una associazione alle potenze mondiali, il 54,1% degli intervistati in Serbia afferma che dovrebbe essere con la Russia, mentre il 22,6% vede un alleato nella UE, il 9,7% nella Cina. Gli Stati Uniti hanno ottenuto solo l\u20191,2% delle simpatie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che ulteriori misure restrittive contro la Serbia potrebbero portare ad un allontanamento e contrariet\u00e0 alla UE. Inoltre \u00e8 stato rilevato che, foss\u2019anche che le autorit\u00e0 serbe imponessero sanzioni anti-russe, i cittadini del Paese si allontanerebbero ancora di pi\u00f9 dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Luned\u00ec 27 febbraio il presidente serbo A. Vucic e il premier kosovaro albanese A. Kurti si sonoincontrati a Bruxelles per discutere il piano dell\u2019Unione Europea per la normalizzazione tra Kosovo e Serbia. I due esponenti non hanno poi firmato nulla, l\u2019accettazione del piano \u00e8 solo verbale e mancano ancora da definire alcune riserve. Su queste nelle prossime settimane si andranno a concentrare nuovi negoziati,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo l\u2019aggressione NATO del 1998-99, il Kosovo ha proclamato nel 2008 la propria indipendenza, mai riconosciuta da Belgrado, che ha sempre goduto del sostegno della Russia per bloccare l\u2019accesso di Pristina alle Nazioni Unite e in altre organizzazioni internazionali. La realizzazione di questo accordo sbloccherebbe questo status quo. Il 18 marzo i leader si incontreranno di nuovo, un incontro che potrebbe segnare l\u2019inizio di nuovi scenari geopolitici e destabilizzazioni non solo in Serbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il piano dell\u2019UE \u00e8 frutto di una proposta franco-tedesca, preparata mentre a livello locale crescevano le tensioni per via della cosiddetta \u201cbattaglia delle targhe\u201d e della richiesta della realizzazione delle Comunit\u00e0 Autonome Serbe nella provincia, come previsto nella risoluzione ONU 1244.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino allo scorso 27 febbraio, questa proposta non era mai stata resa pubblica, se non da alcune indiscrezioni a mezzo stampa, il piano non prevede che Kosovo e Serbia si riconoscano ufficialmente, un truffaldino escamotage, che nasconde la resa dello stato serbo su tutti i fronti, mantenuti in questi 24 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si richiede di conseguenza l\u2019impegno per Belgrado di smettere di ostacolare l\u2019ingresso di Pristina nelle organizzazioni internazionali, promettendo l\u2019avvio di \u201crelazioni di buon vicinato sulla base di uguali diritti\u201d: la Serbia deve riconoscere documenti, emblemi nazionali, passaporti e targhe automobilistiche emessi dal cosiddetto stato indipendente del Kosovo, si scambierebbero \u201cmissioni permanenti\u201d; e rifiuterebbero l\u2019uso della forza per la risoluzione delle controversie in conformit\u00e0 con la Carta delle Nazioni Unite. Disposizioni, quindi, che prevedono un riconoscimento de facto, anche se la terminologia impiegata evita questa espressione. Resta solo un aspetto non risolto in questo piano, ovvero l\u2019istituzione di una Associazione\/Comunit\u00e0 dei comuni a maggioranza serba, che nel 2015 fu giudicata incostituzionale dalla UE. Un ultimatum per la capitolazione della Serbia, il cui passo successivo sarebbe l\u2019accettazione delle sanzioni alla Russia, con tutto ci\u00f2 che comporter\u00e0 nelle relazioni tra i due paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intanto nel paese la tensione sale di giorno in giorno, con proteste, arresti, scontri sia in Serba che in Kosovo; nelle manifestazioni il clima \u00e8 infuocato e lo scontro sale pericolosamente, alcuni leader patriottici di queste proteste, dove ci sono gi\u00e0 stati arresti e scontri violenti, hanno addirittura espresso negli slogan il monito\/minaccia \u201cchi firmer\u00e0 questo tradimento sar\u00e0 ucciso\u201d o dichiarazioni durissime, come quelle dell\u2019accademico serbo Dusan Kovacevic: \u201cChi firmer\u00e0 per l\u2019indipendenza del Kosovo morir\u00e0 prima che l\u2019inchiostro si asciughi\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni deputati, anche dello stesso partito del presidente Vucic, il Partito Progressista Serbo al governo, ribadiscono che sarebbe economicamente non conveniente per la Serbia imporre sanzioni, poich\u00e9 metterebbe a repentaglio la sua sicurezza energetica e le relazioni fraterne secolari. Anche la \u201c\u2026Chiesa Ortodossa serba sembra pronta a scendere in campo contro la resa del governo, molti analisti prevedono la possibilit\u00e0 di manifestazioni di massa nel paese contro l\u2019introduzione di restrizioni alla Russia\u201d ha dichiarato ai media il deputato Kostic; che ha poi aggiunto\u201d\u2026La gente in Serbia \u00e8 per la Russia e contro la NATO, quindi un tentativo di imporre sanzioni potrebbe essere la fine per Aleksandar Vu\u010di\u0107 e il suo governo\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche i serbi del Kosovo resistono e rispondono alle quotidiane provocazioni e violenze, con manifestazioni di piazza e resistenza civile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella provincia continuano le proteste e le manifestazioni nelle aree abitate dai serbi, nel nord del Kosovo contro le violenze e il terrorismo delle \u201cforze speciali\u201d delle autorit\u00e0 separatiste di Pristina e contro le prospettive di svendita della provincia. Le parole d\u2019ordine con cui i serbi scendono in piazza sono: \u201cKurti, non ti perdoneremo i nostri figli colpiti\u201d,\u201cEuropa, di cosa sono colpevoli i nostri figli?\u201d,\u201cVu\u010di\u0107, prenditi cura dei serbi e della pace!\u201d,\u201cVogliamo solo pace\u201d, \u201cKosovo \u00e8 Serbia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel contempo USA e NATO soffiano sul fuoco, probabilmente ritenendo che la destabilizzazione della Serbia, potrebbe aprire un secondo fronte di scontro tra occidente e Russia, con l\u2019obiettivo di creare nuove contraddizioni e un indebolimento strategico della stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>A cura di Enrico Vigna, presidente di SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija e portavoce del Forum Belgrado Italia \u2013 12 marzo 2023<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/esteri\/ricatto-ue-nato-sulla-serbia-le-sanzioni-alla-russia-destabilizzare-balcani\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/esteri\/ricatto-ue-nato-sulla-serbia-le-sanzioni-alla-russia-destabilizzare-balcani\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Enrico Vigna) I Balcani occidentali sono un insieme di sei paesi, che comprende Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia che i rappresentanti dell\u2019Unione europea hanno ripetutamente affermato devono appartenere alla famiglia europea. 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