{"id":78128,"date":"2023-03-24T10:30:58","date_gmt":"2023-03-24T09:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78128"},"modified":"2023-03-22T21:39:47","modified_gmt":"2023-03-22T20:39:47","slug":"i-limiti-del-piano-della-ue-per-fornire-munizioni-allucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78128","title":{"rendered":"I limiti del piano della Ue per fornire munizioni all\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Rheinmetall_Denel_inaugurates_munitions_factory_in_Saudi_Arabia.jpg\" \/><\/p>\n<p>Il riarmo dell\u2019Ucraina con equipaggiamenti di tipo occidentale e soprattutto carri armati e aerei da combattimento offre a oggi un bilancio non entusiasmante. Come riferiscono i<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/03\/gli-ultimi-aggiornamenti-sulle-forniture-di-armi-allucraina\/?swcfpc=1\">\u00a0dati pi\u00f9 recenti<\/a>\u00a0dei circa 850 carri armati che si prevede verranno ceduti a Kiev quest\u2019anno solo 250 saranno di costruzione occidentale e per quasi la met\u00e0 si tratter\u00e0 di vecchi Leopard 1 mentre 550 tank saranno T-72 di costruzione russo\/sovietica.<\/p>\n<p>La ragione era fin dall\u2019inizio chiara a tutti coloro che volessero affrontare con sano pragmatismo la questione: gli eserciti europei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/01\/leuropa-fornira-allucraina-carri-armati-e-missili-che-non-ha\/\">hanno pochi carri armati<\/a>\u00a0(e poche artiglierie) e svuotati i magazzini dai mezzi da tempo fuori uso o in riserva nessuno \u00e8 pronto a privarsi dei pochi tank efficienti disponibili in un contesto in cui i possibili sviluppi della guerra in Ucraina sono ancora tutti aperti.<\/p>\n<p>La fornitura di aerei da combattimento (si \u00e8 parlato a lungo di F-16, F-15. Mirage 2000, Eurofighter Typhoon, Gripen, Tornado, addirittura di AMX\u2026..) ha impegnato a lungo media e politica ma si \u00e8 risolta in un nulla di fatto,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/02\/tutti-i-cacciabombardieri-per-zelensky\/\">come era largamente prevedibile,<\/a>\u00a0almeno fino alla conclusione del conflitto, quando si proceder\u00e0 alla conversione delle dotazioni ucraine su mezzi e\u00a0armi interamente standard NATO.<\/p>\n<p>Di fatto gli unici aerei da combattimento che sono arrivati o arriveranno a rinforzo dell\u2019Aeronautica Ucraina sono una trentina di Mig 29 slovacchi e polacchi e in futuro forse una decina di aerei dello stesso tipo dalla Bulgaria che avrebbe gi\u00e0 fornito senza troppo clamore a Kiev una dozzina di Sukhoi Su-25.<\/p>\n<p>Come Analisi Difesa ha sempre sostenuto, puntare sui mezzi di origine russo\/sovietica (gi\u00e0 ben noti ai militari ucraini) reperiti sul mercato dell\u2019Est Europa e internazionale rimane l\u2019unica opzione possibile per sostenere le forze di Kiev nei prossimi mesi, forse decisivi per l\u2019esito del conflitto ucraino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Dalla Ue un piano non realistico<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Anche il nodo delle munizioni d\u2019artiglieria che l\u2019Europa vorrebbe fornire a Kiev sembra cozzare con i limiti delle forze armate e dell\u2019industria della Difesa occidentale e in particolare europea.<\/p>\n<p>Produrre proiettili da 155 mm a un costo medio di circa 4mila euro cadauno comporter\u00e0 esborsi notevoli ma soprattutto tempi lunghi considerato che se gli Stati Uniti hanno iniziato l\u2019anno scorso a ordinare ampi lotti di proiettili da 155 mm all\u2019industria sud coreana e hanno attuato investimenti per incrementare la produzione nazionale da 15 mila a 25 mila proiettili al mese, in Europa le nuove commesse\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/01\/rdm-realizzera-uno-stabilimento-per-produrre-esplosivi-in-ungheria\/\">inoltrate da alcuni eserciti<\/a>\u00a0non sembrano aver determinato quel passaggio a una produzione su vasta scala che richiederebbe del resto investimenti miliardari sui scala continentale e il reperimento di migliaia di maestranze specializzate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-162771\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/6070923495824536849_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"859\" height=\"789\" \/><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo un problema industriale, questo \u00e8 il punto chiave \u2013 ha spiegato nei giorni scorsi un alto funzionario Ue all\u2019agenzia Adnkronos riferendosi al piano, approvato oggi dai ministri degli Esteri della Ue, proposto dall\u2019Alto Rappresentante Josep Borrell e basato su tre punti:<\/p>\n<ul>\n<li>consegnare il pi\u00f9 rapidamente possibile all\u2019Ucraina munizioni da 155 mm prelevate dalle scorte esistenti degli stati membri o dalla riassegnazione a Kiev di ordini gi\u00e0 esistenti rimborsando i partner Ue che accettano di cedere munizioni agli ucraini utilizzando un miliardo di euro dell\u2019European Peace Facility, fondo finanziato per lo pi\u00f9 da Germania, Francia, Italia e Spagna.<\/li>\n<li>promuovere la domanda aggregata di munizioni, incoraggiando gli stati ad acquistare munizioni congiuntamente o tramite la European Defence Agency da produttori Ue per aumentare ordini e produzione dell\u2019industria grazie a un altro miliardo di euro stanziato sempre per la European Peace Facility.<\/li>\n<li>aumentare la capacit\u00e0 produttiva dell\u2019industria della Difesa europea che, ammette Borrell, negli ultimi 30 anni ha accumulato \u201cun significativo deficit di capacit\u00e0 produttiva\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-162762 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Fabbrica-munizioni-saudita-11.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>A Bruxelles si ritiene che il primo punto sia rapidamente conseguibile anche se probabilmente si tiene conto solo delle dichiarazioni dei politici, non di quelle dei vertici militari.<\/p>\n<p>Il quantitativo di munizioni d\u2019artiglieria (o di altri tipo) disponibile presso i singoli eserciti \u00e8 ovviamente segreto ma in diverse nazioni europee rivelazioni giornalistiche oltre a rapporti e interrogazioni parlamentari hanno evidenziato ampie carenze e autonomie di fuoco in un conflitto di intensit\u00e0 simile a quello in atto in Ucraina limitate a pochi giorni.<\/p>\n<p>Per questo pare illusorio ritenere che i vertici della Difesa dei paesi europei siano pronti a disfarsi oggi delle limitate scorte di munizioni da 155 mm per fornirle all\u2019Ucraina con la remota speranza di poter riempire gli arsenali in un futuro non ben definito.<\/p>\n<p>Anzi, la Ue ritiene che ordini congiunti per tali munizioni potrebbero ottimisticamente cominciare a venire contrattualizzati all\u2019industria a partire dalla fine di maggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Quantit\u00e0 insufficienti e tempi troppo lunghi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Una tempistica peraltro definita dalla fonte sentita dall\u2019Adnkronos \u201cmolto ambiziosa ma realistica\u201d con \u201ctempi di consegna che attualmente, si aggirano sui dodici mesi per questo tipo di munizioni\u201d.<\/p>\n<p>Il che vuol dire che le prime munizioni di nuova produzione per l\u2019Ucraina come per gli eserciti europei sarebbero disponibili nel maggio 2024, forse troppo tardi per risultare utili alle truppe di Kiev nel conflitto mentre gli eserciti europei resterebbero per oltre un anno ancora pi\u00f9 a corto di munizioni da 155 mm.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-162763 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/rdm_assegai_155mm.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"415\" \/><\/p>\n<p>Bruxelles si augura che i partner forniscano almeno altri 3,5 miliardi per alimentare il fondo European Peace Facility e quindi sostenere nel tempo l\u2019invio di armi e munizioni a Kiev tenendo conto che produrre un milione di proiettili da 155 mm per gli ucraini, come proposto dall\u2019Estonia, coster\u00e0 alla Ue circa 4 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Uno stanziamento che, come viene rilevato da alcuni partner Ue, non \u00e8 certo possa portare i risultati sperati poich\u00e9 sono incerti i tempi e le effettive capacit\u00e0 industriali di produrre una simile quantit\u00e0 di munizioni, pari oggi a 6 anni e mezzo di produzione statunitense di proiettili da 155 mm.<\/p>\n<p>Se poi a queste valutazioni aggiungiamo che i processi decisionali della Ue non hanno mai brillato per rapidit\u00e0 ed efficienza non ci sono molte ragioni per guardare con ottimismo al \u201cPiano Borrell\u201d che disarmer\u00e0 ulteriormente gli europei e potrebbe fornire troppo tardi e in quantit\u00e0 insufficiente le munizioni all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9, considerato che Kiev ha presentato alla Ue richieste per 250mila proiettili d\u2019artiglieria al mese, appare evidente che il milione di proiettili che l\u2019industria europea potrebbe forse produrre in diversi anni agli ucraini basterebbe solo per 4 mesi se la guerra dovesse mantenere gli attuali ritmi.<\/p>\n<p>Del resto a 13 mesi dall\u2019inizio dell\u2019offensiva russa in Ucraina l\u2019industria della Difesa europea non sembra aver ricevuto dai governi n\u00e9 le commesse n\u00e9 i finanziamenti necessari ad aumentare sensibilmente la produzione allestendo nuovi stabilimenti e assumendo nuovo personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Produzione di guerra<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Dalla tarda primavera del 2022 la Russia \u00e8 invece passata di fatto a una \u201cproduzione di guerra\u201d senza per questo militarizzare l\u2019economia. Le maggiori aziende del comparto lavorano 7 giorni a settimana 24 ore al giorno con tre turni da 8 ore. Migliaia di operai, tecnici, ingegneri sono stati assunti offrendo ottimi stipendi, vari benefit e l\u2019esenzione dal richiamo in servizio nelle forze armate in caso di mobilitazione di riservisti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-162766 size-large\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/artyleriya-sau-pion-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Tra i dati resi noti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/05\/il-rapporto-di-sergey-chemezov-rostech-al-cremlino\/\">il colosso industriale della Difesa Rostech<\/a>\u00a0nel 2022 ha aumentato del 30 per cento la produzione nel settore spaziale e nel 2023 punta a raddoppiare la produzione di elicotteri portandola da 160 a 300 macchine annue.<\/p>\n<p>Certo la Russia \u00e8 avvantaggiata perch\u00e9 energia, acciaio e materie prime li ha in casa mentre i componenti elettronici sembra vengano reperiti senza troppe difficolt\u00e0 nonostante le sanzioni poste solo dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>In Europa invece i prezzi alle stelle di energia, acciaio (la cui produzione \u00e8 al collasso nel Vecchio Continente) e materie prime uniti all\u2019impennata dell\u2019inflazione determinano costi di produzione in continua crescita e tempi di produzione e consegna lunghissimi.<\/p>\n<p>Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/12\/guerra-difesa-energia-i-guai-della-germania-riguardano-lintera-europa\/?swcfpc=1\">caso della Germania<\/a>\u00a0\u00e8 emblematico delle difficolt\u00e0 dell\u2019Europa. L\u2019Esercito tedesco dovr\u00e0 ad esempio attendere almeno fino al 2025 per poter mettere in linea i primi 6 esemplari dei 10 semoventi da 155 mm Pzh-2000 che dovranno essere ordinati a KMW per rimpiazzare i 14 ceduti all\u2019Ucraina, secondo quanto riferisce il settimanale Der Spiegel che ha visionato il contratto inviato dal ministero della Difesa tedesco alla commissione Bilancio del Bundestag per l\u2019approvazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-162767\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/767.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"488\" \/><\/p>\n<p>In un\u2019altra comunicazione riservata il ministero della Difesa di Berlino ha messo in guardia circa il rischio di ritardi nelle consegne definiti \u201cmedio-alti\u201d a causa della situazione tesa sul mercato dei componenti elettronici cos\u00ec come viene definito \u201cmolto significativo\u201d il rischio di aumento dei prezzi.<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni i piani della Ue per armare Kiev rischiano al contempo di lasciare sguarniti gli eserciti europei e di consegnare all\u2019Ucraina armi e munizioni (sempre pi\u00f9 costose) troppo tardi.<\/p>\n<p>La stessa Germania gi\u00e0 nell\u2019ottobre 2022 si \u00e8 accorta che i famosi 100 miliardi annunciati da Olaf Scholz all\u2019indomani dell\u2019attacco russo non bastavano a coprire lo sforzo necessario per le nuove acquisizioni previste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Una strategia alternativa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In queste condizioni la strategia pi\u00f9 efficace e credibile per sostenere Kiev in tempi rapidi dovrebbe essere ben diversa da quella enunciata da Borrell.<\/p>\n<p>Mentre i partner UE\/NATO dovrebbero puntare su un pesante e accelerato riequipaggiamento e potenziamento di mezzi corazzati, artiglierie e munizioni, l\u2019obiettivo di sostenere ora l\u2019Ucraina sul campo di battaglia risulta perseguibile con efficacia solo puntando su prodotti di tipo russo\/sovietico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-162768\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/309671550_468047138700601_3468899872546738557_n.jpg\" alt=\"\" width=\"848\" height=\"565\" \/><\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa nel caso delle artiglierie su munizioni per obici calibro 122 e 152 mm da reperire ovunque possibile sui mercati internazionali acquistandole da nazioni che le impiegano e investendo subito sul potenziamento degli apparati industriali dei partner dell\u2019est Europa, i cui stabilimenti hanno prodotto a lungo e in alcuni casi ancora producono armi e munizioni di standard sovietico che l\u2019esercito ucraino \u00e8 in grado di utilizzare nell\u2019immediato senza bisogno di addestramenti particolari .<\/p>\n<p>D\u2019altra parte gli angloamericani gi\u00e0 stanno cercando di comprare armamenti e munizioni di questo tipo per fornirli all\u2019Ucraina, pagandoli in denaro o scambiandoli con prodotti militari occidentali di seconda mano.<\/p>\n<p>Questa soluzione comporterebbe inoltre il vantaggio di ridurre l\u2019incubo logistico che gi\u00e0 da un anno caratterizza l\u2019esercito ucraino, costretto a gestire oltre 160 diversi tipi di tank, veicoli ruotati e cingolati, artiglierie, missili terra-aria e anticarro; armi e munizioni di diversa origine, non standardizzabili e il cui mantenimento in servizio risulta molto arduo anche per la carenza di infrastrutture manutentive che impone in molti casi la cannibalizzazione o la manutenzione e riparazione oltre confine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-162769\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/309598962_468039905367991_3281368253749173998_n.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p>Infine, anche se sul tema viene mantenuta la massima riservatezza, diverse fonti informali riferiscono che un numero crescente di esemplari di obici da 155 mm trainati e semoventi di tipo occidentale \u00e8 stato distrutto, danneggiato o usurato in battaglia.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i partner della NATO hanno crescenti difficolt\u00e0 a fornirne altri per non ridurre pericolosamente le proprie gi\u00e0 limitate unit\u00e0 d\u2019artiglieria, non ha molto senso per l\u2019Europa spendere miliardi per fornire all\u2019Ucraina munizioni da 155 idonee a obici il cui numero in servizio \u00e8 in drastica diminuzione e che non sono utilizzabili dai pezzi d\u2019artiglieria di tipo russo\/sovietico.<\/p>\n<p>Foto: Rheinmetall, Bundeswehr e Ministero Difesa Ucraino,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/03\/i-limiti-del-piano-della-ue-per-fornire-munizioni-allucraina\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/03\/i-limiti-del-piano-della-ue-per-fornire-munizioni-allucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Il riarmo dell\u2019Ucraina con equipaggiamenti di tipo occidentale e soprattutto carri armati e aerei da combattimento offre a oggi un bilancio non entusiasmante. 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