{"id":78204,"date":"2023-03-28T10:32:59","date_gmt":"2023-03-28T08:32:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78204"},"modified":"2023-03-25T10:35:24","modified_gmt":"2023-03-25T09:35:24","slug":"ultima-generazione-estetica-e-politica-del-gesto-eclatante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78204","title":{"rendered":"Ultima Generazione: estetica e politica del gesto eclatante"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019era geologica fa \u2013 politicamente parlando \u2013\u00a0 il cosiddetto movimento <em>no global<\/em> era al suo apogeo, tutti i giornali ne parlavano ma con una spiccata preferenza: Luca Casarini. Questi era il leader di una delle componenti di tal movimento, delle Tute bianche o dei Disobbedienti, che pareva lasciarsi andare a dichiarazioni altisonanti latamente minacciose: fra tutte la \u201cDichiarazione di guerra\u201d ai Grandi del G8 a Genova per il (tristemente noto) vertice di luglio 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ai tempi non \u00e8 noto quanto consenso avesse tale figura fra i militanti, ma chi si \u00e8 spolmonato per giorni e settimane per spiegare i contenuti al cittadino comune che non pensava che a cassonetti incendiati o bancomat scassati forse non aveva troppa simpatia per tale strategia. Diversi lo consideravano una testa calda che parlava d\u2019impulso facendo danni d\u2019immagine inenarrabili. Potremmo per\u00f2 vederla come una strategia comunicativa che per il suo fine particolare era riuscita: far parlare di s\u00e9 i media, e certo non solo quelli di nicchia. Chiunque faccia attivismo per qualche causa che richiede un consenso cerca di attirare l\u2019attenzione in qualche modo e maniera. Quale modo migliore che far balenare scenari da guerriglia urbana facendo inviperire come bisce i soliti reazionari bolliti del <em>Giornale<\/em> e <em>Libero,<\/em> e turbando i sonni del borghesissimo <em>Corriere<\/em> e degli (allora) progressisti <em>Repubblica<\/em> ed <em>Espresso?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi ha vissuto quella fase ricorder\u00e0 pure i lati negativi per\u00f2: \u00e8 vero, alla fine il Movimento dei Movimenti si guadagn\u00f2 le prime pagine, ma al costo non indifferente di essere dipinto come una manica di facinorosi e violenti. I media dominanti cercano in generale di sminuire o distorcere le proteste dal basso, con una marcata preferenza di elementi sensazionalistici e di facile comprensione. Al diavolo le statistiche sulla globalizzazione e il tema del capitalismo, il vandalismo di strada se pubblicato fa presa immediata e lo capiscono tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peraltro era tutta fuffa: l\u2019immaginario belligerante e sovversivo di Casarini era tutto simbolico e non ha mai torto un capello a una mosca, al contrario della repressione poliziesca, quella s\u00ec davvero temibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordiamo tali trascorsi in merito alla oramai arcinota vicenda dell\u2019episodio di provocazione del gruppo ecologista Ultima Generazione su Palazzo Vecchio, che ha visto un protagonismo muscolare del sindaco Nardella \u2013 di cui si \u00e8 impossessata la rete, sfornato una serie di meme e fotomontaggi satirici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scopo delle righe che seguono non \u00e8 di criticare o stigmatizzare tale azione, se non altro perch\u00e9 l\u2019opposizione ad essa \u00e8 tanto ampia e trasversale da non aver bisogno di una ennesima presa di posizione contraria; \u00e8 forse pi\u00f9 produttivo capirne la logica e \u2013 soprattutto \u2013 le <em>implicazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Premettiamo che una certa parte di commentatori si sarebbe opposta a qualsiasi forma di protesta in materia ambientale, perch\u00e9 \u00e8 un fatto che uno stuolo di incalliti reazionari \u2013 tipo i lettori del <em>Giornale,<\/em> di <em>Libero<\/em> e simili \u2013 \u00e8 tanto allergico ad ogni mobilitazione quanto insensibili al tema ambientale; la stessa categoia di persone che avversa gli scioperi perch\u00e9 \u201cnon ci si deve sempre lamentare\u201d e che inveisce senza piet\u00e0 quando viene colpita personalmente. L\u2019effetto delle proteste \u201cradicali\u201d su di essi \u00e8 trascurabile: sarebbero contrari in ogni caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma essi non possono essere considerati la maggioranza. In diversi sondaggi di opinione l\u2019ambiente compare fra i primi posti fra le priorit\u00e0 politiche, e negli stessi programmi dei partiti di destra c\u2019\u00e8 pi\u00f9 apertura rispetto ad esso. Possiamo dire che esiste una salda maggioranza trasversale che include il tema ecologico nel novero delle proprie preoccupazioni, e semmai si divide sul modo concreto di affrontarle \u2013 sul fatto di vietare la vendita di automobili a combustione fossile per esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno ha scritto che imbrattare un palazzo medievale sarebbe una cosa stupida. Se si prende come criterio l\u2019effetto-Casarini (bucare il video) invece l\u2019atto non poteva avere effetto migliore: tutti ne hanno parlato, \u00e8 andato sui tg nazionali e ha scatenato reazioni. Per le sue finalit\u00e0 <em>generali<\/em> \u2013 aumentare la consapevolezza ambientale e spingere le autorit\u00e0 a provvedimenti conformi ad essa non si pu\u00f2 dire la stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prendiamo come esempio i commentatori favorevoli all\u2019azione di Ultima Generazione. Essi se non tacciono sono totalmente sulla difensiva e si sentono evidentemente assediati come dentro ad un fortino. Lo testimonia il tono degli argomenti, riassumibili nel \u201cguardare la luna e non il dito\u201d, e cio\u00e8 di considerare l\u2019emergenza climatica in s\u00e9 e non le modalit\u00e0 controverse con cui essa viene comunicata. \u00c8 un argomento debole: separare rigidamente le forme di comunicazione e il messaggio \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 difficile, soprattutto per chi non \u00e8 gi\u00e0 informato della questione. Diventa evidentemente errato se si considera che parliamo non di una modalit\u00e0 espositiva come un saggio o un paper scientifico ma di una forma comunicativa. Se questa suggerisce una reazione negativa anche a coloro che dovrebbero essere aperti al tema in questione, non \u00e8 forse una modalit\u00e0 criticabile? Il ragionamento di fondo sembra essere che dato <em>che il tema (emergenza ecologica) \u00e8 giusto lo \u00e8 anche qualsiasi forma di comunicarlo<\/em>. La giustezza di quest\u2019ultima riposa su quella del messaggio da veicolare. Versione laica del detto neotestamentario <em>omnia munda mundis<\/em>, tutto \u00e8 puro per i puri. Purtroppo \u00e8 una forma di logica circolare\u00a0 che \u201cconvince\u201d solo chi \u00e8 gi\u00e0 convinto. Lo stesso potrebbero dire gli antiabortisti, legittimando anche le forme pi\u00f9 violente e ripugnanti di contestazione \u2013 tipo gettare sangue infetto sui medici abortisti; se uno \u00e8 d\u2019accordo sul principio di base pu\u00f2 giustificare qualsiasi cosa appaia conforme ad esso. Ma una modalit\u00e0 comunicativa che mira ad allargare il consenso si misura sulla sua efficacia effettiva (vale per tutti, ambientalisti ed antiabortisti), altrimenti \u00e8 testimonianza. Qualcosa di molto nobile che per\u00f2 non corrisponde alle ambizioni dei movimenti di cui si parla: \u201csalvare il pianeta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non tiene nemmeno l\u2019argomento per cui \u201c\u00e8 la solita demonizzazione di qualsiasi tipo di protesta che non sia nei parametri della accettabilit\u00e0 del sistema\u201d. Anche questa \u00e8 una affermazione debole. \u00c8 evidente che molti di coloro che si pronunciano negativamente accetterebbero di buon grado altre forme di proteste. Si torna al punto precedente: sarebbe la intrinseca giustezza dell\u2019obiettivo a \u201c<em>irrorare\u201d<\/em> la modalit\u00e0. Chi ragiona cos\u00ec per affermare nobili cause legittimerebbe proteste che mettano in pericolo le persone? Evidentemente no. Quindi pure loro farebbero una valutazione di adeguatezza funzionale, mentre in questo caso no; non sarebbe meglio ammettere i problemi e prendere discussione nel merito che asserragliarsi in tale autoreferenzialit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo sbocco di questo modo di ragionare \u00e8 un po\u2019 quello noto come <em>benaltrismo<\/em>: smettete di rompere per un po\u2019 di vernice, perch\u00e9 l\u2019emergenza climatica \u00e8 il problema vero. D\u2019accordo, ma purtroppo questo ragionamento risulta solido e credibile solo all\u2019interno di un orizzonte che considera <em>gi\u00e0<\/em> tale emergenza come una salda realt\u00e0. Al di fuori di esso non ha molta presa; e se il famoso gesto era destinato ad accrescere il novero di coloro che vi si collocano dentro \u00e8 difficile immaginare un fallimento pi\u00f9 evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non se la cava meglio l\u2019argomento che raffronta il gesto ecologista con lo sfruttamento della cultura. In sintesi: vi sono critiche assai decise verso lo sfruttamento della cultura per rendere la citt\u00e0 di Firenze una Disneyland al servizio della mercantilizzazione per il turismo di massa; l\u2019assunto sarebbe che l\u2019insieme di processi (espulsione dei residenti a favore della rendita immobiliare, sfruttamento della manodopera del settore, selezione del patrimonio da esibire sulla base della sua corrispondenza con gli stereotipi da cartolina illustrata, ecc.) \u00e8 pi\u00f9 nocivo di una mano di vernice da parte di attivisti climatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In senso generale \u00e8 una posizione che ha una consistenza forte, ma nello specifico \u00e8 perdente: se si ragiona cos\u00ec qualunque tipo di protesta\/ mobilitazione per quanto idiota e dannosa sia sarebbe \u201cscusata\u201d in quanto non pu\u00f2 certo competere con l\u2019incisivit\u00e0 di politiche pi\u00f9 vaste. Questo tipo di argomenti suona un po\u2019 come un invito a non giudicare i gesti specifici ma di prendere piuttosto posizione su una contrapposizione pi\u00f9 ampia. Ma perch\u00e9? Non si pu\u00f2 fare entrambe? Magari suggerendo modalit\u00e0 pi\u00f9 produttive e consone? Purtroppo, pare proprio che nel consenso comune tutto ci\u00f2 passi in secondo piano, anche presso persone che normalmente sono critiche verso l\u2019amministrazione l\u2019azione di Ultima Generazione non pare abbia suscitato reazioni particolarmente positive. Si confermerebbe un flop clamoroso sul piano della acquisizione di consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? In realt\u00e0 non proprio. Il successo in termini di visibilit\u00e0 \u00e8 legato proprio alla indignazione che suscita. Una indignazione molto particolare: anzich\u00e9 rivolgersi come gesto a cittadini come gli automobilisti \u2013 quindi ad una soggettivit\u00e0 privata \u2013 o a istituzioni legate ad un gruppo sociale o politico, una scia di proteste colpisce \u2013 sia pur simbolicamente \u2013 il bene comune pi\u00f9 universale che ci sia: l\u2019arte. Qualcosa che per universale consenso appartiene all\u2019umanit\u00e0 intera. \u00c8 questa la chiave del successo di Ultima Generazione sul piano comunicativo: provoca e fa infervorare non solo incalliti reazionari ma un po\u2019 tutti, inclusi i progressisti che teoricamente sarebbero i destinatari ideali del messaggio. Una rinascita del vecchio gusto di <em>\u00e9pater le bourgeois<\/em>; solo che il borghese da sbalordire magari \u00e8 proprio il piddino che in teoria vorrebbe la transizione energetica, non solo l\u2019incallito reazionario che vede il complotto globalista dietro ad ogni istanza ambientalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma <em>fa parlare di s\u00e9 proprio perch\u00e9 non attira consensi ma, all\u2019opposto, induce indignazione e sconcerto<\/em> calamitando antipatie, avversione, insulti. In tal senso Ultima Generazione su uno specifico piano <em>vince.<\/em> Eccome se vince. Chi potrebbe negarlo? Chi ha sentito discussioni sulla <a href=\"https:\/\/www.torinotoday.it\/attualita\/claviere-protesta-extinction-rebellion.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">performance-protesta sulle piste innevate di Claviere<\/a>? O alla fontana di Torino? Chi ha parlato del blitz negli uffici dell\u2019ENI a Napoli? O alla Fontana dell\u2019Elefante <a href=\"https:\/\/www.tag24.it\/530892-proteste-attivisti-ultima-generazione-catania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a Catania<\/a>? O del <a href=\"https:\/\/www.bolognaindiretta.it\/bologna-nuova-protesta-del-gruppo-ambientalista-extinction-rebellion-video\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">presidio a Bologna<\/a>? Praticamente nessuno. \u00c8 storia vecchia: le dimostrazioni pi\u00f9 tranquille e pacifiche sono meglio accolte ma non bucano il video dell\u2019informazione. Gli attacchi alle opere artistiche invece fanno parlare eccome. Da qui lo stuolo di dimostrazioni di questo tipo in diversi paesi, che hanno inevitabilmente generato polemiche e discussioni. Quando un\u2019attivista \u00e8 comparsa seminuda sul palco canadese della consegna dei Juno Awards \u2013 una famosa cerimonia di premiazione di artisti in campo musicale \u2013 <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/musica\/news-musica\/juno-awards-2023-avril-lavigne-protesta-ambientalista-e-tette\/725020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la nota cantante Avril Lavigne l\u2019ha apostrofata in maniera dura<\/a>, e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/AvrilLavigne\/status\/1635484635688738823?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1635484635688738823%7Ctwgr%5Ea3d011252c3c32848d8224b934619ad92e335bb4%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https:\/\/www.rollingstone.it\/musica\/news-musica\/juno-awards-2023-avril-lavigne-protesta-ambientalista-e-tette\/725020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sul suo profilo twitter<\/a> ha dovuto fronteggiare le reazioni dei fan che in generale non hanno approvato. \u201cCapiamo il tuo disagio ma non avresti dovuto offenderla, perch\u00e9 sul punto ha ragione\u201d, pare la posizione pi\u00f9 ricorrente. Va detto che il gesto dimostrativo era relativo alla spianata di cemento che il governo dell\u2019Ontario vorrebbe riversare su una zona naturalistica protetta, quindi magari fra i canadesi questo ha influito \u2013 il paese peraltro ha una sensibilit\u00e0 ambientale molto pi\u00f9 acuta dei loro vicini statunitensi, e al tempo stesso presenta degli esempi di scempi raggelanti. Ma quando c\u2019\u00e8 di mezzo l\u2019arte le reazioni sono di segno assai diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo punto ci porta ad andare <em>oltre<\/em> il dibattito sulla giustezza di azioni radicali di tal genere. Da un lato si pu\u00f2 trovare comprensibile che a fronte della indifferenza con cui sono accolte azioni pi\u00f9 tranquille si voglia alzare il grado di conflittualit\u00e0. Le proteste che non danno noia a nessuno hanno mai avuto effetti concreti? C\u2019\u00e8 per\u00f2 un problema: forme di mobilitazione radicali rivolte contro una controparte identificata come responsabile di politiche nocive (governi, imprese, Esercito, ecc.) costruisce una opposizione rispetto a tali soggetti; nell\u2019imbrattare il vetro di un quadro di Van Gogh il \u201cnemico\u201d chi sarebbe? Non \u00e8 affatto chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una parte importante di movimenti ecologisti delle decadi precedenti era rivolta al cambiamento con la costruzione di alternative: nuovi stili di vita, acquisti consapevoli di prodotti in qualche modo meno impattanti, e simili. La logica era da cambiamento lento, con dolcezza, con una\u00a0 paziente diffusione del consenso che alla fine avrebbe cambiato un po\u2019 tutto il sistema. La pazienza non sembra essere condivisa dalle nuove generazioni di attivisti \u2013 in tutte queste azioni l\u2019et\u00e0 anagrafica dei partecipanti pare essere pi\u00f9 verso i vent\u2019anni che verso i trenta, che vi darebbe una impronta generazionale (va detto che tali modalit\u00e0 sono state facilmente digerite dal sistema dominante, anche tramutandosi in facile ritorno d\u2019immagine, anche per amministratori locali, facendo <em>greenwashing<\/em>). Si muovono in un\u2019atmosfera pi\u00f9 emergenziale: bisogna fare presto, presto, presto, il tempo sta per scadere e l\u2019Apocalisse \u00e8 vicina, quindi il \u201ctempo lento\u201d non basta. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra caratteristica: la ricerca della visibilit\u00e0 da social, del video che diventa virale, dell\u2019entrare di prepotenza nella agenda del discorso pubblico sgomitando grazie al gesto eclatante di grande risonanza;\u00a0 In altre parole, queste forme di mobilitazione sono altrettanto figlie dell\u2019atmosfera culturale del sistema stesso. Che sia una strategia meditata o irriflessa (in fondo maneggiare gli strumenti del sistema col perizia non richiede necessariamente una consapevolezza) \u00e8 una scommessa assai rischiosa: usare la logica del sistema dandogli quello che vuole, <em>trollare<\/em> le dinamiche dominanti sfruttandone le modalit\u00e0 di funzionamento per suscitare consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Funzioner\u00e0? Chi si \u00e8 adattato agli ingranaggi del sistema poche volte ha avuto successo nel sabotaggio. L\u2019idea di queste azioni radicali pare essere: intanto facciamo qualcosa di cui tutti parleranno, e questo generer\u00e0 un effetto di trascinamento che alla fine far\u00e0 pressione sulla politica. Ma \u00e8 davvero una implicazione che funziona sempre? Uno dei lati pi\u00f9 negativi \u00e8 che, come un faro di luce in una stanza semibuia illumina un punto specifico ma il resto in penombra lo rende anche meno visibile, i gesti eclatanti rischiano di far parlare di se stessi e dei loro promotori pi\u00f9 che del problema retrostante e magari delle piccole iniziative che faticano ad affermarsi nel panorama sociale. Francesco Cancellato di <em>Fanpage<\/em> nota la divergenza fra l\u2019indignazione generalizzata per la vernice su Palazzo Vecchio e la sonnolenta indifferenza fra il rapporto dell\u2019IPCC che ha richiesto otto anni di studi. Verissimo: ma una strategia accurata dovrebbe modificare tale situazione, se invece non la modifica o la riproduce c\u2019\u00e8 qualcosa che non va. Peraltro lo stesso Cancellato non sembra abbia dedicato molte energie ad analisi sulle criticit\u00e0 dell\u2019eurozona, preferendo stigmatizzare le sparate un po\u2019 sopra le righe di chi caldeggiava posizioni di uscita dall\u2019euro. A quanto pare quando fa comodo (cio\u00e8 quando conferma le proprie convinzioni, pregiudizi e inclinazioni) un po\u2019 tutti predicano di non fermarsi al \u201cdito\u201d ma di alzare lo sguardo sulla Luna, quando non \u00e8 cos\u00ec si fermano alla prima falange. Per questo tipo di temi la testata di Cancellato si potrebbe ribatterrare <em>Falange<\/em>page.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ripetiamo l\u2019interrogativo: funzioner\u00e0 la strategia alla Casarini? Ci si dovrebbe ricordare quello che accadde vent\u2019anni fa: molti si misero a parlare del movimento di allora, ma una buona parte del paese \u2013 in particolare quella che nel 2001 vot\u00f2 Berlusconi \u2013 matur\u00f2 una opinione negativa di esso; la campagna di comunicazione volta a dipingerlo come una fonte di pericolo e che si prest\u00f2 a legittimare il trattarlo come un problema di ordine pubblico \u2013 per chi ha memoria di allora non si riusciva proprio a parlare dei contenuti \u2013 e infine a a reprimerlo. Ovviamente il leader delle Tute Bianche non pu\u00f2 essere incolpato di questo \u2013 anche se altre frange dei movimenti avrebbero preferito una comunicazione meno colorita, che alla fine ritornava in testa a tutti, anche a chi la condivideva poco. Ma si potrebbe concludere che giocare con il fuoco \u00e8 pericoloso, e assecondare delle dinamiche comunicative del sistema, pur se si \u201cvince\u201d nello sfondamento mediatico pu\u00f2 aiutare il potere a confezionarsi l\u2019immagine pubblica dei movimenti un po\u2019 come preferisce lui, vuoi per assimilarlo nelle dinamiche dominanti quanto per reprimerlo nel momento in cui vi scorgesse un reale potenziale antisistema, rischiando quindi \u201ctutto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/03\/23\/ultima-generazione-estetica-e-politica-del-gesto-eclatante\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/03\/23\/ultima-generazione-estetica-e-politica-del-gesto-eclatante\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Matteo Bortolon) Un\u2019era geologica fa \u2013 politicamente parlando \u2013\u00a0 il cosiddetto movimento no global era al suo apogeo, tutti i giornali ne parlavano ma con una spiccata preferenza: Luca Casarini. 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