{"id":78216,"date":"2023-03-27T08:30:45","date_gmt":"2023-03-27T06:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78216"},"modified":"2023-03-26T13:51:25","modified_gmt":"2023-03-26T11:51:25","slug":"geopolitica-credito-mercati-e-cicli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78216","title":{"rendered":"Geopolitica, credito, mercati e cicli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Alla legge della ciclicit\u00e0 della storia non sfuggono mercati finanziari, credito e commercio mondiale: al contrario, si pu\u00f2 affermare che il movimento \u201condulatorio\u201d dei medesimi sia sfruttato per \u201cfare la storia\u201d. L\u2019avvicinarsi della fine di un ciclo lascia supporre che gli USA vogliano sfruttare i debiti pubblici accumulati negli ultimi decenni per \u201cazzerare\u201d il sistema.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il crollo dei pilastri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Recentemente abbiamo il tema della ciclicit\u00e0 della storia e sulla ricorrenza dei \u201csecoli\u201d, ponendoci cos\u00ec sul solco di una luga tradizione che vanta anche moltissimi nomi italiani (Machiavelli, Vico, Ferrari, Pareto,etc.). Il movimento a spirale o \u201condulatorio\u201d degli eventi \u00e8 ovviamente un torrente in piena cui nulla sfugge: dalla politica all\u2019arte, dall\u2019economia ai costumi, ogni cosa \u00e8 travolta dalla corrente. In questa sede, per\u00f2, ci interessa soffermarci sopratutto su un aspetto di questo andamento ciclico: i suoi effetti sui mercati finanziari, sulla distribuzione della ricchezza nelle societ\u00e0 e sul commercio mondiale, ricollegandoci alla prospettiva di un possibile ed imminente default degli Stati Uniti d\u2019America. Soffermarsi sugli aspetti finanziari del ciclo \u00e8 di grande utilit\u00e0, poich\u00e9 la finanza, che \u00e8 il sangue dell\u2019economia reale, \u00e8 impiegata proprio per \u201campliare\u201d il movimento ondulatorio della storia, allargando il divario tra crisi e ripresa, dilatazione e contrazione, indebitamento e default.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi ciclo si ripete grossomodo alla stessa maniera. Per praticit\u00e0, analizzeremo il ciclo attuale, iniziato nel 1945, e man mano che ci avvicineremo alla fine del ciclo (i nostri giorni), finiremo col tessere paragoni con la crisi che ha generato il ciclo attuale: gli anni \u201830 del Novecento. La prima fase del ciclo si presenta come segue. Indebitamente complessivo molto basso: una serie di default nelle nazioni sconfitte\/destabilizzate ha cancellato importanti quote di debito pubblico, peraltro spazzando via, in diversi Paesi, intere classi sociali che vivevano di redditi fissi. L\u2019inflazione bellica ha fatto il resto, sminuendo il valore nominale dei debiti. Il divario della ricchezza all\u2019interno della societ\u00e0 \u00e8 modesto, in parte perch\u00e9 vigono ancora le adottate durante la crisi precedente (Glass\u2013Steagall Act del 1933 e legge bancaria del 1936), in parte perch\u00e9 lo sforzo bellico ha comportato una perequazione dei salari. L\u2019industria domina la finanza. Il sistema monetario \u00e8 granitico: una valuta di riferimento, il dollaro americano, convertibile in oro. Il commercio mondiale, a lungo perturbato da guerre e protezionismo, inizia progressivamente a riprendersi attraverso i piani di \u201cricostruzione\u201d finanziati dagli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda fase del ciclo si colloca tra il 1970 ed il 1973, lasso di tempo in cui gli USA iniziano a picconare il sistema di Bretton Woods che ha garantito un ventennio di prosperit\u00e0. La perdita di competitivit\u00e0 dell\u2019industria americana, la resurrezione economica delle nazioni sconfitte (Germania, Italia e Giappone) ed i deficit dovuti alla guerra nel Vietnam, peggiorano la bilancia commerciale degli USA, che non sono pi\u00f9 in grado di convertire i dollari in oro. Nel 1970 Nixon abbandona il gold standard, compiendo un default de facto, e nel 1973, con la guerra del Kippur, \u00e8 lanciato il sistema dei petrodollari, che \u00e8 in sostanza un enorme salasso di ricchezza ai danni di Europa e Giappone. L\u2019inflazione, favorevole a chi domanda credito (l\u2019industria) inizia ad essere additata come un male e si adottano politiche favorevoli a chi concede credito (la finanza), poltiche che comportano un primo round di deindustrializzazione e l\u2019inizio della crescita dei debiti pubblici (separazione Tesoro-Bankitalia del 1982). Nuovi Paesi iniziano ad essere cooptati nel commercio mondiale (la Cina sotto Nixon), che si espande. All\u2019interno delle societ\u00e0, la mobilit\u00e0 sociale e la tendenza alla perequazione dei redditi toccano lo zenith, per poi iniziare a decrescere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La terza fase del ciclo si colloca all\u2019inizio degli anni \u201890, all\u2019indomani del collasso dell\u2019URSS e della fine della Guerra Fredda. Il contesto apparentemente \u201ceuforico\u201d del periodo serve a nascondere la sua vera natura, che sar\u00e0 chiara solo a posteriori: il moto ondulatorio ha toccato l\u2019apice ed ha invertito la direzione, dirigendosi verso la crisi successiva. Le ultime regole restrittive risalenti alla Grande Depressione sono abolite e la finanza prende il definitivo sopravvento sull\u2019industria. La disuglianza della ricchezza all\u2019interno della societ\u00e0 sale vistosamente ed il lavoro perde punti a vantaggio della speculazione: si apre la frattura tra \u201cpopulisti\u201d ed \u201c\u00e9lite\u201d, che \u00e8 dovuta a diversi gradi di soddisfazione sulla distruzione della ricchezza ma anche a diversi \u201cresidui\u201d, per usare un termine di Vilfredo Pareto. I populisti (dietro cui si nasconde spesso l\u2019\u00e9lite stessa), si professano difensori dei vecchi valori messi in discussione della nuove dinamiche internazionali (Make America Great Again) che travolgono le vecchie realt\u00e0. Il commercio mondiale si fa vorticoso, grazie all\u2019ingresso della Cina nel WTO del 2001, e l\u2019economia mondiale raggiunge un\u2019integrazione che non si vedeva dall\u2019inizio del Novecento. Una serie di eccessi speculativi (bolla dot.com del 2001 e crisi subprime del 2008), aumentano rapidamente i debiti pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La quarta fase del ciclo \u00e8 iniziata nel 2020 e coincide con lo \u201cscoppio\u201d delle bolle nate e cresciute durante il ciclo secolare. Una serie di rapidi eventi nefasti in successione (prima l\u2019epidemia mondiale di Covid e poi la guerra russo-ucraina) spingono i debiti pubblici a livelli record, avvicinando lo scenario di una loro estinzione \u201csecolare\u201d: inflazione bellica e\/o default in serie. Il sistema monetario mondiale, basato su una valuta di riferimento e sulla libert\u00e0 di movimento dei capitali, inizia a disintegrarsi: gli investimenti americani in Cina subiscono un tracollo, mentre diverse aziende cinesi abbandono il mercato dei capitali americano. La storia ci insegna che, normalmente, il sistema monetario monetario \u00e8 affondato definitivamente da chi lo ha creato: furono l\u2019Inghilterra e gli USA, tra il 1931 ed il 1933, a distruggere il gold standard ed il commercio mondiale, spianando la strada agli effimeri mercati regionali (area del marco, della lira e dello yen) e alla guerra egemonica. Tutto lascia supporre che gli USA vogliano ripetere lo schema, inciampando di loro iniziativa del \u201cdefault tecnico\u201d. Il default americano costituirebbe \u201cl\u2019azzeramento\u201d del sistema che si consuma ogni 80-100 anni: non solo provocherebbe una serie di default a catena anche nelle economie avanzate (Italia in testa), ma priverebbe anche il commercio mondiale di una valuta di riferimento, spianando la strada alle economie \u201cregionali\u201d che avevano contraddistinto gli anni \u201830 del secolo precedente. La richiesta di adottare misure eccezionali per fronteggiare la crisi inizierebbe a diminuire il divario di ricchezza all\u2019interno delle societ\u00e0. Il ciclo volgerebbe al termine e, dalle sue ceneri, sorgerebbe il successivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto scritto pu\u00f2 apparire eccessivo ma, come gi\u00e0 notato da Vilfredo Pareto nel 1913, sebbene si possa immaginare la ricchezza dell\u2019umanit\u00e0 come una linea retta crescente, in verit\u00e0 essa \u00e8 composta da ritmiche e violente oscillazioni (il moto ondulatorio della storia stessa) che hanno forte impatto sulle nazioni e fortissimo sugli individui, rimescolando costantemente la ricchezza a beneficio di alcuni e a detrimento di altri (in termini geopolitici, \u00e8 ormai evidente la volont\u00e0 delle potenze anglosassoni di \u201ctosare\u201d l\u2019Eurasia una volta al secolo). Tutto lascia supporre che un\u2019oscillazione maggiore sia ormai imminente, in concomitanza della chiusura di un ciclo secolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/geopolitica-credito-mercati-e-cicli\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/geopolitica-credito-mercati-e-cicli\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Alla legge della ciclicit\u00e0 della storia non sfuggono mercati finanziari, credito e commercio mondiale: al contrario, si pu\u00f2 affermare che il movimento \u201condulatorio\u201d dei medesimi sia sfruttato per \u201cfare la storia\u201d. L\u2019avvicinarsi della fine di un ciclo lascia supporre che gli USA vogliano sfruttare i debiti pubblici accumulati negli ultimi decenni per \u201cazzerare\u201d il sistema. 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