{"id":78223,"date":"2023-03-27T10:30:31","date_gmt":"2023-03-27T08:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78223"},"modified":"2023-03-26T14:24:47","modified_gmt":"2023-03-26T12:24:47","slug":"larte-del-compromesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78223","title":{"rendered":"L&#8217;arte del compromesso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Alessandro Fugnoli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-78224\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/21258.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il difficile equilibrio tra lotta all&#8217;inflazione e stabilit\u00e0 finanziaria<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Charles Kindleberger lavor\u00f2 al Tesoro degli Stati Uniti a fianco di Harry Dexter White, l&#8217;architetto di Bretton Woods, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Durante la guerra Kindleberger prest\u00f2 servizio all&#8217;Office of Strategic Services, che sarebbe pi\u00f9 tardi diventato la Central Intelligence Agency.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;Oss fu un&#8217;alta scuola di pensiero creativo e laterale, fuori dagli schemi, ben diversa dalla Cia golpista degli anni Settanta. Basti pensare che lavorarono per l&#8217;Oss intellettuali marxisti come il filosofo Herbert Marcuse, il politologo Franz Neumann e il giurista Otto Kirchheimer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un modo di pensare creativo e laterale ispir\u00f2 del resto tutta l&#8217;attivit\u00e0 successiva di Kindleberger, sia come architetto del Piano Marshall, sia come storico dell&#8217;economia, autore di una trentina di libri che, caduti nell&#8217;ombra negli ultimi decenni, sono oggi oggetto di un rinnovato interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In uno dei suoi libri pi\u00f9 importanti (Manias, Panics and Crashes. 1978) Kindleberger, dopo avere passato in rassegna la lunga e ininterrotta storia delle crisi finanziarie e bancarie che hanno accompagnato lo sviluppo del capitalismo, arriva alla conclusione che governi e regolatori devono mantenere un margine di ambiguit\u00e0 di fronte all&#8217;alternativa tra lasciare fallire tutti quelli che il mercato farebbe fallire da una parte e, dall&#8217;altra, salvare tutti indiscriminatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima alternativa, teorizzata nei primi anni Trenta, era basata sull&#8217;idea che pi\u00f9 soggetti falliscono pi\u00f9 si irrobustisce il sistema. La seconda poggiava invece sull&#8217;illusione di potere garantire una stabilit\u00e0 che, oltre a essere impossibile, incentivava l&#8217;azzardo morale degli agenti economici e preparava crisi ancora pi\u00f9 devastanti per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pratica, sosteneva Kindleberger, i regolatori non devono avere (e tanto meno comunicare al pubblico) quello che oggi chiameremmo un algoritmo delle loro decisioni e devono instillare nel sistema una certa dose di incertezza su chi sar\u00e0 salvato e chi sar\u00e0 dannato. Questa dose non deve essere per\u00f2 eccessiva, altrimenti il sistema diventa altamente instabile e in qualsiasi momento, anche a ciel sereno, pu\u00f2 scatenarsi improvvisamente un&#8217;ondata di panico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realt\u00e0 storica, inclusa quella del nostro secolo, mostra che l&#8217;arte del compromesso tra le due tesi ideologiche del non salvare nessuno e del salvare tutti \u00e8 stata ricercata in quasi tutte le crisi recenti, ma con diverso successo. Si \u00e8 dannata la Grecia per ammonire, addomesticare e poi sostenere gli altri paesi mediterranei, in particolare l&#8217;Italia. Si \u00e8 sacrificata Bear Stearns nel marzo 2008 e ci si sarebbe potuti forse fermare l\u00ec, ma poi si \u00e8 andati avanti e ci si \u00e8 ritrovati l&#8217;anno successivo con 50 milioni di nuovi disoccupati in giro per il mondo. Nel 2020 si \u00e8 invece ecceduto nel salvare tutto e tutti (tranne le piccole imprese) e ci si \u00e8 ritrovati l&#8217;anno successivo con l&#8217;inflazione a due cifre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trovare il compromesso ottimale \u00e8 poi reso ancora pi\u00f9 complicato dalla ricerca del consenso che ispira il mondo politico. In genere una parte maggioritaria dell&#8217;opinione pubblica rifiuta inizialmente l&#8217;idea di salvare i primi che affondano (se la sono cercata, perch\u00e9 devo pagare io con le mie tasse per i loro errori ecc.) ma invoca salvataggi aggressivi quando la crisi si allarga. Per questa ragione i governi rimangono spesso inizialmente passivi e intervengono in ritardo, quando il salvataggio costa molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda la crisi bancaria degli ultimi giorni, l&#8217;intervento di sostegno dei governi, tanto negli Stati Uniti quanto in Svizzera, appare per una volta (almeno per il momento) equilibrato, cos\u00ec come \u00e8 stato tecnicamente abile l&#8217;intervento della Bank of England a sostegno dei fondi pensione nel novembre scorso, studiato nella tempistica anche per fare cadere il governo Truss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine ci ritroviamo con un grande compromesso in cui governi, banche centrali, banche, mercati e opinione pubblica possono ritrovarsi in un punto intermedio pi\u00f9 aderente alla realt\u00e0 sottostante. Le banche debolissime vengono chiuse e quelle deboli verranno acquisite, ma i depositanti vengono salvati, mentre creditori e azionisti vengono sacrificati. Le banche centrali, il Tesoro e i fondi di garanzia dei depositi intervengono tempestivamente (anche se hanno certamente sonnecchiato prima) con la giusta aggressivit\u00e0. Il bail out del sistema bancario americano con soldi pubblici c&#8217;\u00e8 e come, ma \u00e8 abilmente mascherato. La lotta all&#8217;inflazione da parte delle banche centrali prosegue, ma tiene conto della fragilit\u00e0 emersa nel sistema bancario (che fino a pochi giorni fa veniva visto come quasi inaffondabile) e rallenta di velocit\u00e0. Il Quantitative tightening americano continua, ma il suo effetto, finora compensato dalla liquidit\u00e0 fornita al sistema globale dalle banche centrali cinese e giapponese, viene ora ulteriormente attenuato, se non annullato, dal riallargarsi del bilancio della Federal Reserve causato dai nuovi finanziamenti alle banche ordinarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche i mercati si adeguano. Tramonta la hybris trionfalista degli ultimi mesi, quella per cui si celebravano insieme la fine dell&#8217;inflazione, il pivot della Fed, la recessione evitata in qualsiasi sua forma, la solidit\u00e0 delle banche, del mercato del lavoro e dei consumatori con i loro eterni e inesauribili risparmi in eccesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora i mercati, al di l\u00e0 di un breve short squeeze, dovranno fare i conti da una parte con un&#8217;inflazione che fa fatica a scendere e qua e l\u00e0 risale e, dall&#8217;altra, con un ciclo economico che tender\u00e0 a rallentare nei prossimi mesi. E non dovranno dimenticare il fatto che le banche saranno da qui in avanti ancora meno disponibili a erogare crediti alle imprese. Avranno in cambio banche centrali un po&#8217; meno aggressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 all&#8217;insegna del realismo, e quindi comunque positivo, anche il riavvicinamento dei sottovalutati bond e del sopravvalutato azionario avvenuto in questi giorni. Viene cos\u00ec corretta, almeno in parte, una distorsione che aveva sempre meno senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, siamo di fronte a un bagno di umilt\u00e0 e di realismo per tutti. Abbiamo affrontato uno stress test autentico e ne usciamo pi\u00f9 consapevoli. \u00c8 meglio cos\u00ec, per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Top-Mind\/2023\/03\/20\/l-arte-del-compromesso-1.html#.ZCA5B03ONPw\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Top-Mind\/2023\/03\/20\/l-arte-del-compromesso-1.html#.ZCA5B03ONPw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Alessandro Fugnoli) Il difficile equilibrio tra lotta all&#8217;inflazione e stabilit\u00e0 finanziaria Charles Kindleberger lavor\u00f2 al Tesoro degli Stati Uniti a fianco di Harry Dexter White, l&#8217;architetto di Bretton Woods, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Durante la guerra Kindleberger prest\u00f2 servizio all&#8217;Office of Strategic Services, che sarebbe pi\u00f9 tardi diventato la Central Intelligence Agency. 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