{"id":78256,"date":"2023-03-28T09:30:04","date_gmt":"2023-03-28T07:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78256"},"modified":"2023-03-27T14:52:01","modified_gmt":"2023-03-27T12:52:01","slug":"nazionalismo-imperizia-e-cattive-compagnie-cosi-meloni-si-e-messa-nellangolo-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78256","title":{"rendered":"Nazionalismo, imperizia e cattive compagnie: cos\u00ec Meloni si \u00e8 messa nell\u2019angolo a Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Paolo Soldini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-78257\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/giorgia-meloni-bruxelles-23-agenzia_fotogramma_ipa36912711-768x432-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/giorgia-meloni-bruxelles-23-agenzia_fotogramma_ipa36912711-768x432-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/giorgia-meloni-bruxelles-23-agenzia_fotogramma_ipa36912711-768x432-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Italia, Polonia e Bulgaria. Con tutto il rispetto per i polacchi, i bulgari e per noi italiani, questa \u00e8 la misera brigata che tenter\u00e0, senza la minima chance, di opporsi alla decisione che i rappresentanti di tutti gli altri governi dell\u2019Unione prenderanno a Bruxelles tra qualche ora, marted\u00ec se la presidenza di turno svedese confermer\u00e0 l\u2019agenda, sulle misure previste per il 2035 in fatto di blocco delle emissioni nocive dei mezzi di trasporto su strada. Avremmo potuto essere in una compagnia pi\u00f9 ampia e decisamente meno scalcinata se il nostro governo non le avesse sbagliate tutte nel delicato negoziato dei giorni scorsi con la Commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un disastro che \u00e8 stato dovuto alla patetica imperizia dei ministri, ovvero quelli dell\u2019Industria e del Made in Italy (sic) Adolfo Urso, dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, dei Rapporti con l\u2019Europa Raffaele Fitto e dell\u2019onnipresente Matteo Salvini che suggeriva da dietro le quinte. Ma la cui causa prima va cercata nell\u2019arroganza del governo tutto e della sua premier, pi\u00f9 che mai convinta dell\u2019efficacia della propria strategia: battere i pugni nell\u2019interesse della Nazione con la n maiuscola anzich\u00e9 cercare le soluzioni migliori negoziabili nell\u2019interesse collettivo della comunit\u00e0 di stati cui apparteniamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Istinti patriottardi e vittimismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel che \u00e8 accaduto l\u2019abbiamo letto sui giornali di ieri: la Commissione ha accettato di prevedere la possibilit\u00e0 di continuare a produrre dopo il 2035 auto a combustione interna non inquinante e ha inserito nel protocollo i motori alimentati dal cosiddetto e-fuel, carburante di sintesi senza petrolio proposto dai tedeschi, ma non quelli alimentati dai biocarburanti che invece erano perorati dall\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Era chiaro che si trattava del primo passo di un lungo processo, nel corso del quale il governo di Roma avrebbe avuto tutto l\u2019agio di chiedere nuovi studi sulla fattibilit\u00e0 delle proprie proposte e che conveniva mantenere l\u2019intesa con Berlino. Ma in seno al governo hanno prevalso gli istinti patriottardi e il riflesso condizionato del vittimismo di cui Giorgia Meloni \u00e8 campionessa europea. I cattivi tedeschi nemici dell\u2019Eni e degli italiani, d\u2019intesa con il perfido commissario per l\u2019Energia Frans Timmermans, che per inciso \u00e8 l\u2019olandese pi\u00f9 amico dell\u2019Italia (perfino calcisticamente) che si possa trovare in giro, hanno complottato contro gli \u201cinteressi italiani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scandalo, vergogna e al nostro rappresentante a Bruxelles \u00e8 stato impartito l\u2019ordine di ritirare l\u2019appoggio italiano alla minoranza di blocco con la quale l\u2019Italia, insieme con la Germania e altri, sarebbe stata in grado al momento della decisione di salvare anche la possibilit\u00e0 di ridiscutere sui biocarburanti. Cos\u00ec ci ritroviamo nel tris di scartine citato all\u2019inizio e i pugni invece che sui tavoli di Bruxelles bisognerebbe sbatterli, metaforicamente s\u2019intende, sulla faccia dei ministri e della loro leader.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pessima prova sulle auto pulite \u00e8 venuta quando sui media italiani si discuteva ancora del Consiglio europeo della scorsa settimana con un eccezionale impegno dei corifei dei media governativi a sostenere che Giorgia Meloni ne \u00e8 uscita vincitrice come il toreador della Carmen. Esercizio nel quale si sono distinti alcuni inviati e commentatori della Rai che, se esistesse, meriterebbero il premio Pulitzer al contrario. In realt\u00e0 a Bruxelles il nostro governo ha preso un doloroso ceffone proprio sul dossier per il quale la presidente del Consiglio nell\u2019esposizione degli intenti del governo fatta alla vigilia alla Camera aveva inastato la baionetta e tolto la sicura alle bombe a mano: l\u2019immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A dimostrazione, speriamo definitiva, del fatto che non ha ottenuto nulla di tutto quello che \u00e8 andata rivendicando a posteriori come \u201cvittorie\u201d dell\u2019Italia, ci sono le 5 (cinque) righe che le conclusioni ufficiali del Consiglio dedicano al capitolo emigrazione al ventitreesimo e penultimo punto del documento e in cui si legge che \u201cRicordando che la migrazione \u00e8 una sfida europea che richiede una risposta europea, il Consiglio europeo chiede la rapida attuazione di tutti i punti concordati\u201d. Cio\u00e8 di quelli fissati sulla carta dal Consiglio del febbraio scorso, molti dei quali discutibili e che comunque non rispondevano all\u2019impostazione che al problema viene data a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La\u201dpace\u201d con Macron<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019immigrazione non \u00e8 l\u2019unico tema sul quale \u00e8 evidente l\u2019isolamento europeo in cui l\u2019approccio nazional-sovranista, molto spesso accompagnato da ingenuit\u00e0 e palesi prove di imperizia, sta portando l\u2019Italia governata dalla destra-destra. I pi\u00f9 benevoli potrebbero essere tentati di sostenere che almeno una cosa buona Giorgia Meloni negli ultimi giorni in Europa l\u2019ha fatta: la pace con Emmanuel Macron.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va bene, diciamo che nel loro incontro a latere del vertice di Bruxelles almeno non hanno platealmente litigato e che su qualche tema un minimo di accordo \u00e8 stato recuperato. Il che peraltro non \u00e8 detto che sia necessariamente un bene perch\u00e9 il presidente francese avrebbe trovato, si dice, un certo ascolto dall\u2019italiana sul proposito di \u201criabilitare\u201d il nucleare tra le fonti di energia sostenibili e forse sarebbe il caso di chiedere qualche ulteriore spiegazione sulle \u201ciniziative comuni\u201d che si starebbero immaginando tra Parigi e Roma in merito alla crisi tunisina. Ma sul capitolo davvero decisivo sul quale si dovrebbe ricostruire l\u2019intesa tra l\u2019Italia e la Francia, la riforma del Patto di Stabilit\u00e0, che \u00e8 nell\u2019interesse primario di tutti e due i paesi, la posizione del governo Meloni \u00e8 drammaticamente indebolita dal rifiuto di ratificare il MES ormai del tutto insostenibile a meno di non mettere nel conto una rottura drammatica con le istituzioni di Bruxelles e con la Banca Centrale Europea oltre che la perdita di fiducia che gi\u00e0 c\u2019\u00e8 stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019atteggiamento sul MES, imposto dalla necessit\u00e0 di tener buono Salvini ma al quale Meloni va cercando cervellotiche scusanti come la necessit\u00e0 di approvare prima l\u2019Unione Bancaria, come se proprio l\u2019esistenza del fondo salvastati non fosse uno degli elementi necessari per farla andare avanti, \u00e8 un altro fattore di debolezza dell\u2019Italia che, se non verr\u00e0 superato presto, potrebbe metterci in gravi difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La prospettiva del ribaltone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora basta con l\u2019elenco delle speciali debolezze meloniane. Se potesse interloquire la presidente del Consiglio ci direbbe che insistendo non facciamo male a lei e al suo governo ma\u2026alla Nazione, che \u00e8 poi l\u2019argomento che usano contro critici e dissidenti tutti i regimi autoritari. L\u2019impressione \u00e8 che, come forse sta succedendo in Italia, anche in Europa la luna di miele della nuova sposina, che poi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec tanto nuova, stia mostrando quanto meno qualche crepa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non pare aver fatto grandi progressi quel disegno di cui qualche settimana fa si vedeva abbastanza chiaramente la trama: la costruzione di uno schieramento di destra-centro sovranisti-popolari in vista di un ribaltone antisocialista e antiliberale alla testa delle istituzioni europee. O almeno si comincia a capire che di questa rivoluzione la figura di riferimento non sar\u00e0 lei, Meloni, neppure come presidente del partito europeo dei conservatori nel quale spadroneggia con i polacchi di Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski. Le \u201cassi\u201d non hanno mai portato buone cose in Europa e l\u2019asse italo-polacco di cui l\u2019alleanza antitedesca sui biocarburanti \u00e8 l\u2019ultima incarnazione non dovrebbe fare eccezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/nazionalismo-imperizia-e-cattive-compagnie-cosi-meloni-si-e-messa-nellangolo-a-bruxelles\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/nazionalismo-imperizia-e-cattive-compagnie-cosi-meloni-si-e-messa-nellangolo-a-bruxelles\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Paolo Soldini) Italia, Polonia e Bulgaria. 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