{"id":78334,"date":"2023-03-30T11:00:26","date_gmt":"2023-03-30T09:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78334"},"modified":"2023-03-29T14:32:34","modified_gmt":"2023-03-29T12:32:34","slug":"cosa-guadagnano-gli-usa-dalla-guerra-e-cosa-perde-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78334","title":{"rendered":"Cosa guadagnano gli Usa dalla guerra (e cosa perde l\u2019Europa)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-78335\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/0-37185-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/0-37185-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/0-37185-1.jpg 599w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Fonte: DiariodelWeb<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le posizioni oltranziste del fronte Nato, contrarie a qualsiasi forma di trattativa con l\u2019invasore russo, hanno cambiato il volto della guerra nel corso dei mesi. L\u2019hanno resa pi\u00f9 sanguinosa per gli ucraini, inducendo la Russia ad aumentare l\u2019intensit\u00e0 e la violenza dei propri attacchi. Ma l\u2019hanno resa anche economicamente pi\u00f9 dispendiosa per noi europei, che ne stiamo pagando il prezzo industriale e sociale, mentre gli alleati statunitensi paiono lucrarci grandemente. Eppure anche Washington ha scommesso una posta cos\u00ec alta sulla roulette del conflitto che, in caso di sconfitta, rischia di perdere addirittura il suo predominio geopolitico, militare e finanziario sul mondo. Al DiariodelWeb.it l\u2019analisi dello scrittore e ricercatore indipendente Giacomo Gabellini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giacomo Gabellini, al di l\u00e0 della propaganda, qual \u00e8 stato il reale andamento del primo anno di guerra in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Penso che in Europa si sottovaluti la situazione, o quantomeno manchino gli strumenti interpretativi per capire cosa c\u2019\u00e8 in ballo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E cosa c\u2019\u00e8 in ballo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019obiettivo originario della Russia, quando ha avviato la cosiddetta operazione militare speciale, era quello di condurre una specie di trattativa armata. Cio\u00e8 richiamare l\u2019attenzione degli interlocutori occidentali sulle sue richieste, presentate mesi prima, in merito alla costruzione di un\u2019architettura di difesa euro-atlantica che garantisse la tutela dei loro interessi di sicurezza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cosa glielo fa pensare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Le modalit\u00e0 stesse con cui \u00e8 stata condotta inizialmente l\u2019operazione, con un corpo d\u2019invasione era molto ridotto. I manuali teorizzano che l\u2019aggressore debba avere un rapporto di forze di tre volte superiore rispetto a chi si difende: in questo caso era esattamente l\u2019opposto. Segno della disponibilit\u00e0 russa ad affiancare alle operazioni militari anche il canale diplomatico. E nei primi mesi questo modus operandi sembr\u00f2 dare dei risultati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>I primi colloqui bilaterali, con delle aperture da parte di Zelensky e dei suoi collaboratori alla possibilit\u00e0 di un accordo. Senonch\u00e9, tra fine marzo e inizio aprile 2022, la colonna corazzata di mezzi russi che sembrava dirigersi verso Kiev, un po\u2019 alla volta si ritir\u00f2. Non in seguito a una sconfitta, ma per una manovra diversiva. Che per\u00f2 fu artatamente sfruttata dagli Usa e dalla Gran Bretagna per indicare la debolezza militare russa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un grave errore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Si pens\u00f2 che ci fosse la possibilit\u00e0 di infliggere a Mosca una sconfitta strategica. Che magari avrebbe potuto portare al rovesciamento di Putin o, perch\u00e9 no, addirittura alla balcanizzazione della Federazione russa, obiettivo che le potenze anglosassoni perseguono da sempre. Quindi si \u00e8 assistito a un diluvio di armi, finanziamenti e forniture d\u2019intelligence all\u2019Ucraina, che le hanno permesso di reggere l\u2019urto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E hanno costretto anche la Russia a modificare, in corso d\u2019opera, il suo modo di combattere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ha iniziato a bersagliare sistematicamente le infrastrutture a doppio uso, cio\u00e8 utilizzabili sia a fini militari che civili: centrali energetiche, sotto-stazioni, ferrovie, strade, linee di trasporto\u2026 con grandi disagi per la popolazione. Ha intensificato gli scontri e a un uso forsennato dell\u2019artiglieria, come arma principale. Si parla di 40-50 mila colpi al giorno, in pratica battaglie da seconda guerra mondiale. E persino le colossali forniture inviate dalle potenze occidentali si sono rivelate insufficienti a compensare il divario tra Ucraina e Russia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma Mosca ha cambiato anche il suo target?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per un po\u2019 ha proseguito la trattativa armata. Dopo i referendum a Lugansk e Donetsk, ha riconosciuto anche l\u2019indipendenza di Zaporizhzhia e Kherson. Ha alzato ulteriormente l\u2019asticella delle richieste: non rinuncer\u00e0 in ogni caso alle regioni che ha formalmente inglobato. Ma, anche di fronte a questa escalation, il fronte euro-atlantico non ha dato disponibilit\u00e0 a intavolare una trattativa seria. E quindi, a un certo punto, Putin ha dato mandato ai suoi generali di condurre lo sforzo bellico fino a che fosse necessario, cio\u00e8 fino al conseguimento degli obiettivi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La demilitarizzazione dell\u2019Ucraina, che comporta brutalmente l\u2019eliminazione di tutti gli arruolabili. Stiamo arrivando a questo risultato. Il conflitto ha assunto le caratteristiche di una guerra lenta, di logoramento. E pi\u00f9 si protrae, pi\u00f9 il numero delle vittime sale. Fonti neutrali, come il Mossad, hanno stimato mesi fa a un giornale turco che gli ucraini avevano gi\u00e0 perso 150 mila uomini, a fronte di 20 mila caduti russi. A spuntarla \u00e8 chi ha pi\u00f9 resistenza, pi\u00f9 disponibilit\u00e0 di risorse a cui attingere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma i Paesi occidentali fin quando possono permettersi di rimanere coinvolti in questa guerra di logoramento, pagando anche loro un cospicuo prezzo in termini economici e sociali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Gli Stati Uniti sono molto distanti, quindi anche molto pi\u00f9 sicuri. Per noi europei il pericolo \u00e8 alle porte di casa. Inoltre, per gli Usa la Russia non \u00e8 mai stato un partner commerciale di rilievo, mentre per l\u2019Europa la guerra ha distrutto legami strutturati. L\u2019afflusso di energia e materie prime da Mosca era la stampella su cui la nostra industria, in particolare quella tedesca, basava la propria potenza mercantile. Le fonti alternative che siamo stati costretti a ricercare hanno prezzi di gran lunga superiori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali sono queste fonti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il Qatar e soprattutto gli Stati Uniti. Con il loro gas naturale liquefatto estratto tramite il fracking, tecnica spaventosamente inquinante. Ma, a quanto pare, i discorsi ecologisti in questo caso non contano pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli Usa si sono quindi sostituiti alla Russia come principale fornitore di energia, pur a costi molto pi\u00f9 alti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>E non basta. In questo clima di perdita di competitivit\u00e0 dell\u2019industria europea si \u00e8 innestata l\u2019iniziativa statunitense dell\u2019Inflation Reduction Act: una legge, approvata lo scorso agosto, che prevede l\u2019erogazione di sussidi pubblici alle aziende straniere disposte a rilocalizzare alcune produzioni sul territorio Usa. E i risultati si sono visti. Volkswagen, Bmw, Mercedes, Basf, Bayer hanno annullato progetti di potenziamento delle loro strutture nel vecchio continente per pianificare la costruzione di nuovi impianti al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci vogliono fregare anche l\u2019industria, in altre parole.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Gli Stati Uniti stanno sfruttando le dinamiche innescate dalla guerra per la propria reindustrializzazione, a spese della nostra deindustrializzazione. Gi\u00e0 che ci sono, colgono l\u2019occasione per aumentare anche il proprio export di armi, visto che tutti i parlamenti europei hanno votato l\u2019aumento delle spese militari. E infine c\u2019\u00e8 pure un altro elemento interessante.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ce lo dica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Con lo scoppio della guerra si \u00e8 assistito a una fuga di capitali dall\u2019Europa agli Stati Uniti. Cos\u00ec imponente che Washington, in sei mesi, ha ridotto il suo passivo di circa duemila miliardi di dollari.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Capitali, armi, stabilimenti ed energia: la guerra \u00e8 un bell\u2019affare per gli Stati Uniti. Molto meno per l\u2019Europa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La capacit\u00e0 che avremo di sostenere il costo di questa guerra mi sembra molto ridotta. E sar\u00e0 sempre pi\u00f9 ridotta alla luce di queste dinamiche. Per noi questo conflitto \u00e8 un\u2019operazione perdente su tutta la linea.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Eppure anche dagli Usa cominciano a levarsi voci contrarie al conflitto. Ad esempio quella di Trump.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>E non solo lui: anche nel Pentagono si annidano fronde molto ostili a questa deriva bellicosa. Per due ragioni fondamentali. Primo, perch\u00e9 anche se riuscissero a capovolgere le sorti del conflitto a favore dell\u2019Ucraina, e secondo me non ci riusciranno, l\u2019effetto sarebbe quello di spingere la Russia con le spalle al muro. Mentre sta combattendo una guerra che percepisce come esistenziale per il futuro del proprio Paese, cio\u00e8 che non pu\u00f2 perdere. Dunque, di fronte alla prospettiva di una sconfitta, non esiter\u00e0 a ricorrere a tutte le sue risorse, che comprendono anche le armi nucleari.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Uno scenario da brividi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>I politici forse non se ne rendono conto, ma i militari s\u00ec. Da qui deriva la contrariet\u00e0 di buona parte del Pentagono. Lo stesso capo di Stato maggiore Milley ha affermato pi\u00f9 di una volta che questa guerra si deve concludere con una trattativa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E la seconda ragione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lo schieramento occidentale si \u00e8 giocato tutto sulla vittoria dell\u2019Ucraina. Se dovesse spuntarla la Russia, che cosa ne sarebbe della Nato e della sua credibilit\u00e0? Per un verso questo comporterebbe l\u2019allentamento, forse decisivo, dei legami all\u2019interno dell\u2019alleanza atlantica. Per l\u2019altro eroderebbe il predominio statunitense sul sistema finanziario mondiale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questo sta gi\u00e0 accadendo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Paesi come l\u2019India non solo non hanno aderito alle sanzioni, ma si sono trasformati nei principali acquirenti di petrolio russo, che utilizzano per s\u00e9 e rivendono in giro per il mondo, costituendosi in circuiti economici alternativi a quello Usa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per non parlare della de-dollarizzazione negli Emirati Arabi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Esattamente. Oltretutto, la confisca delle riserve monetarie della Russia presso le istituzioni occidentali \u00e8 un provvedimento sanzionatorio mai preso in passato, nemmeno contro la Germania di Hitler. E il congelamento dei beni di singoli cittadini russi, associati in maniera arbitraria al Cremlino, ha avuto un effetto controproducente terribile per gli stessi occidentali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cio\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ha reso manifesto agli occhi di tutti gli altri Paesi del mondo che, se avessero assunto posizioni contrarie agli interessi statunitensi, le loro riserve sarebbero state confiscate con un clic. E gli arabi, i cinesi, gli africani hanno cominciato a guardarsi attorno e a cercare altre soluzioni. Secondo me anche le difficolt\u00e0 delle banche svizzere \u00e8 significativa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sotto che profilo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La Svizzera ha rinunciato alla sua storica neutralit\u00e0 per aderire alla campagna sanzionatoria nei confronti della Russia. E questo ha comportato il ritiro massiccio dei conti dei ricchi di tutto il mondo. Forse non \u00e8 un caso se oggi il Credit Suisse si ritrova in questa situazione\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Insomma, si assiste a un indebolimento generale del fronte euro-atlantico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>E a un\u2019ascesa complementare dell\u2019Asia e dei Paesi che hanno rifiutato di aderire alle sanzioni contro la Russia. Anche in questo caso, credo che noi europei siamo i primi perdenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>a cura di Fabrizio Corgnati<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Giacomo Gabellini) Fonte: DiariodelWeb Le posizioni oltranziste del fronte Nato, contrarie a qualsiasi forma di trattativa con l\u2019invasore russo, hanno cambiato il volto della guerra nel corso dei mesi. 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