{"id":78419,"date":"2023-04-06T09:39:42","date_gmt":"2023-04-06T07:39:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78419"},"modified":"2023-04-04T09:43:28","modified_gmt":"2023-04-04T07:43:28","slug":"una-rossa-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78419","title":{"rendered":"UNA ROSSA PRIMAVERA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Mentre il mondo si polarizza e si assiste sempre pi\u00f9 di frequente a un distacco tra l\u2019occidente ed il resto del mondo, la guerra in Ucraina si avvia probabilmente a segnare una nuova fase del conflitto, rompendo l\u2019attuale stasi apparente. I prossimi mesi potrebbero risultare di grande importanza, non tanto nel decidere l\u2019esito del conflitto, quanto nell\u2019influenzarne fortemente la durata. Mentre i governi europei sembrano rassegnati a subirne il sanguinoso prolungamento.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31731 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=640%2C399&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=1024%2C639&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=300%2C187&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=768%2C479&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=1536%2C959&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=2048%2C1278&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=800%2C500&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=400%2C250&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/ilgiornale2_20230221104735131_8838e4583e716d32ed736f43179e11b2-scaled-1.jpg?resize=640%2C399&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una\u00a0<em>dr\u00f4le de guerre<\/em>?<\/strong><\/h2>\n<p>Apparentemente, la situazione attuale della guerra ucraina sembra ricordare il primo conflitto mondiale: guerra di trincea, scarsa mobilit\u00e0, cambiamenti della situazione lenti e non decisivi. In parte, questa percezione deriva\u00a0<em>per contrasto<\/em>\u00a0da ci\u00f2 che abbiamo introiettato come idea di guerra moderna, a partire dal\u00a0<em>Blitzkrieg\u00a0<\/em>della seconda guerra mondiale sino alle fulminanti campagne contro l\u2019Iraq e la Libia. Cos\u00ec come, per altro verso, da una scarsa conoscenza del grande pubblico delle specificit\u00e0 del teatro di guerra, cui si aggiunge quanto diffuso da una propaganda grossolana ed omissiva (quando non del tutto mendace), spesso riportata da pseudo esperti, privi di cognizione e competenza almeno quanto il pubblico al quale si rivolgono.<br \/>\nQuesta\u00a0guerra, dunque, ci\u00a0<em>appare<\/em>\u00a0pi\u00f9 strana di quanto in realt\u00e0 non sia. Questo perch\u00e9, in fondo, noi tutti vorremmo che finisse in fretta. La sua\u00a0<em>lentezza<\/em>\u00a0va, dunque, confrontata con la\u00a0<em>velocit\u00e0<\/em>\u00a0con la quale noi vorremmo si svolgesse.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 poi davvero una guerra lenta e di trincea? Lo \u00e8 solo in parte, e solo per una parte del tempo. La natura del terreno, intanto, \u00e8 estremamente condizionata dall\u2019andamento stagionale. Le piogge autunnali trasformano il terreno in fango, l\u2019inverno lo gela, la primavera disgela e riporta il fango, l\u2019estate asciuga. La mobilit\u00e0, quindi, \u00e8 limitata ad alcuni periodi dell\u2019anno, mentre negli altri mesi \u00e8 estremamente complicata, soprattutto per i mezzi pesanti. C\u2019\u00e8 inoltre da considerare l\u2019assoluta anomalia di questo conflitto, un vero e proprio\u00a0<em>unicum\u00a0<\/em>nella storia \u2013 e non solo di quella moderna. Diversamente da tutte le guerre combattute dall\u2019occidente, dal 1945 in poi (con la sola eccezione della guerra di Corea), questa\u00a0<em>non \u00e8<\/em>\u00a0una guerra asimmetrica. Non lo \u00e8 in quanto, bench\u00e9 la Russia sia una grande potenza (anche nucleare), lo scarto tra le forze armate dei due paesi direttamente belligeranti non \u00e8 tale da determinare, appunto, una\u00a0<em>radicale\u00a0<\/em>differenza. Ma non lo \u00e8 soprattutto perch\u00e9 \u2013 e qui sta l\u2019<em>unicum<\/em>\u00a0\u2013 il paese pi\u00f9 debole \u00e8 attivamente supportato da almeno un\u2019altra cinquantina, il cui contributo \u00e8 a tutti gli effetti determinante.<\/p>\n<p>Realisticamente, nessuno potrebbe sostenere che senza l\u2019appoggio della NATO (e di altri paesi ad esse legati) l\u2019Ucraina sarebbe ancora in grado di combattere. Tale appoggio, infatti, si estende ad ogni aspetto della guerra, compresa la presenza\u00a0<em>boots on the ground<\/em>\u00a0(anche se, per ora, parziale e\u00a0<em>mimetizzata<\/em>). Dall\u2019addestramento alla fornitura di armi e munizioni, dalla logistica all\u2019<em>intelligence<\/em>, dal sostegno economico a quello propagandistico, questa \u00e8 di fatto una guerra dell\u2019<em>occidente collettivo<\/em>\u00a0contro la Russia. Il che, semmai, la renderebbe s\u00ec una guerra asimmetrica, ma teoricamente a svantaggio di quest\u2019ultima! C\u2019\u00e8 infine da aggiungere che la scelta della Russia \u00e8 stata sin dall\u2019inizio quella di non mettere in campo tutto il proprio potenziale bellico, ritenendo tra l\u2019altro ci\u00f2 non necessario. Per quanto l\u2019Ucraina abbia un esercito di tutto rispetto, si tratta comunque di una forza priva di esperienza recente in combattimento (l\u2019ultima fu quella in Afghanistan, quando ancora faceva parte dell\u2019URSS). Per contro, l\u2019esercito russo ha al suo attivo gli interventi in Cecenia, Georgia e Siria. L\u2019esercito russo \u00e8 in piena transizione dal modello (organizzativo, logistico, tattico, strategico e\u00a0<em>dottrinale<\/em>) sovietico a quello NATO. Quello dell\u2019esercito \u00e8 dei settori in cui la corruzione dilagante nel paese morde pi\u00f9 a fondo.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Eppur si muove<\/strong><\/h2>\n<p>Nonostante la sensazione di\u00a0<em>stallo<\/em>, la situazione sul terreno non \u00e8 affatto tale. Le forze armate russe sono sostanzialmente all\u2019offensiva lungo l\u2019intera linea del fronte \u2013 che, ricordiamolo, si sviluppa per circa 1000 km \u2013 anche se questa non produce clamorosi sfondamenti. Del resto, questa \u00e8 una\u00a0<em>guerra di attrito<\/em>. Non prevede avanzate subitanee sul terreno, ma un lento, progressivo consumo del potenziale bellico nemico. Una scelta che, per quanto comporti ovviamente un reciproco (ma non eguale) consumo, risponde all\u2019esigenza strategica di demilitarizzazione. Non si tratta semplicemente di battere l\u2019esercito ucraino, ma di lasciarlo in condizioni tali da non potersi riprendere rapidamente e tornare a minacciare la sicurezza delle frontiere occidentali della Federazione. Un obiettivo perseguito anche attraverso lo smantellamento continuo delle infrastrutture, con una serie di periodici attacchi dall\u2019aria sull\u2019intero paese.<\/p>\n<p>Sul piano dei combattimenti, sono in corso in particolare due battaglie significative, entrambe nell\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0di Donetsk: quella per Bakhmut e quella per Avdeyevka. La prima \u00e8 in corso praticamente da quasi 10 mesi e rappresenta, in certo senso, la Stalingrado di questo conflitto, oltre ad essere la pi\u00f9 nota.<br \/>\nLa battaglia di Bakhmut ci dice molte cose sul come e sul perch\u00e9 i due eserciti combattono, ma \u00e8 anche oggetto di un mix di propagande che rischia di confondere. \u00c8 noto che la resistenza ad oltranza di questa cittadina fortificata \u00e8 frutto di una decisione eminentemente politica, fortemente voluta da Zelensky, nonostante il parere contrario dei militari ucraini e dei consiglieri statunitensi. Un classico caso che conferma la teoria di von Clausewitz, secondo cui la guerra non \u00e8 altro che la prosecuzione della politica con mezzi diversi. La preoccupazione del leader ucraino, infatti, \u00e8 che un\u2019eventuale sconfitta a Bakhmut possa raffreddare l\u2019entusiasmo dei suoi supporter internazionali, eventualit\u00e0 che obbligherebbe Zelensky a scendere a pi\u00f9 miti consigli. Diversamente l\u2019opinione dei militari (a Kiev come al Pentagono) \u00e8 che i costi di questa resistenza ad oltranza a Bakhmut siano di gran lunga superiori ai benefici. Entrambe le posizioni presentano, a ben guardare, un punto debole. Nel caso di Zelensky e della sua ostinazione a difendere Bakhmut, il punto debole \u00e8 rappresentato dal fatto che la battaglia \u00e8 ormai persa. Resta solo da decidere quando cadr\u00e0 e quale sar\u00e0 il prezzo pagato dall\u2019esercito ucraino. Nel caso dei militari, il punto debole \u00e8 che, per risparmiare risorse umane e materiale, si nega il valore strategico della citt\u00e0.<br \/>\nL\u2019esercito ucraino, consapevole di avere poche\u00a0<em>chance\u00a0<\/em>in una battaglia in campo aperto, si arrocca e si trincera nei centri abitati, costringendo le forze russe a rallentare l\u2019avanzata combattendo casa per casa. In questo, gli ucraini hanno il doppio vantaggio di frenare i russi e di poterlo fare anche a costo della distruzione delle citt\u00e0, in quanto\u00a0<em>i combattimenti si svolgono nel Donbass russofono<\/em>. Nella complessa dinamica psicologica di questa guerra (che \u00e8 cominciata in forma di guerra\u00a0<em>civile<\/em>), per il governo centrale le terre sud-orientali del paese sono ucraine, ma le popolazioni che le abitano sono considerate ostili ed in quanto tali assolutamente sacrificabili.<\/p>\n<p>Dal canto loro, le forze russe cercano di limitare i danni, sia perch\u00e9 poi toccher\u00e0 a loro ricostruire, sia perch\u00e9 su quelle popolazioni dovr\u00e0 in futuro fare affidamento. Se, quindi, gli ucraini giocano tatticamente la carta degli insediamenti fortificati, i russi ne fanno un\u2019opportunit\u00e0 per infliggere quante pi\u00f9 perdite possibili al nemico. La contro-tattica russa, infatti, consiste nell\u2019investire frontalmente le piazzeforti, impegnando le forze ucraine nella difesa, per poi chiuderle in un\u00a0<em>calderone<\/em>, avanzando a tenaglia ai lati. Ed \u00e8 precisamente quanto \u00e8 accaduto a Bakhmut, dove le unit\u00e0 della PMC Wagner \u2013 che opera in questo settore del fronte \u2013 hanno via via conquistato i vari villaggi a nord e sud della citt\u00e0, sino a chiudere\u00a0<em>operativamente\u00a0<\/em>il cerchio. In pratica, tutte le strade di accesso alla citt\u00e0, attraverso le quali far affluire rinforzi e munizionamento e far defluire i feriti ed i reparti per l\u2019avvicendamento, sono cadute in mano russa e ora resta solo una strada sterrata, sotto il tiro dell\u2019artiglieria.<br \/>\nGrazie alle difficolt\u00e0 di approvvigionamento, anche la resistenza in citt\u00e0 diventa sempre pi\u00f9 difficile, per cui gli uomini della Wagner sono avanzati significativamente anche nell\u2019abitato, e la sacca in cui si trovano gli ucraini si restringe sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Con queste tattiche di combattimento, gli ucraini guadagnano tempo, ma a prezzo di enormi perdite, mentre i russi perdono tempo, ma distruggono sistematicamente \u2013 ed in modo crescente \u2013 la capacit\u00e0 operativa ucraina. \u00c8 cos\u00ec che hanno preso Mariupol, \u00e8 cos\u00ec che pi\u00f9 di recente hanno preso Soledar; \u00e8 cos\u00ec che stanno facendo, pi\u00f9 a sud, con la citt\u00e0 di Avdeyevka.<br \/>\nSia questa citt\u00e0 che Bakhmut, contrariamente a quello che racconta la propaganda occidentale, sono strategiche. Non solo perch\u00e9 si tratta di citt\u00e0 appartenenti all\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0di Donetsk, che essendo diventate parte della Federazione Russa devono essere liberate, ma per specifiche e precise ragioni militari.<br \/>\nSenza la caduta definitiva di Bakhmut, le forze russe non possono spingersi oltre, andando ad investire l\u2019ultima linea fortificata ucraina (quella che si dipana lungo la linea Sloviansk-Kramatorsk); mentre prendere Avdeyevka significa porre fine ai quotidiani bombardamenti ucraini sulla citt\u00e0 di Donetsk (\u00e8 da qui che sparano), e mettere definitivamente in sicurezza l\u2019aeroporto cittadino.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31732 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=1536%2C1025&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un passaggio decisivo?<\/strong><\/h2>\n<p>Il ritorno della primavera, avvicina una nuova fase dei combattimenti, restituendo mobilit\u00e0 ai mezzi corazzati e, quindi, aprendo l\u2019opportunit\u00e0 di nuovi tentativi per imprimere una svolta alla situazione sul terreno. In particolare, c\u2019\u00e8 un\u2019attesa generalizzata per l\u2019ormai mitica controffensiva ucraina, forse la pi\u00f9 preannunciata della storia. Anche se non \u00e8 ancora ben chiaro se, quando e dove ci sar\u00e0, il quadro generale, sia quello politico internazionale che quello militare sul campo, fanno pensare che\u00a0<em>qualcosa\u00a0<\/em>debba essere comunque tentato, da parte ucraina. Presumibilmente tra la fine del mese corrente e maggio. Anche se il Ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba sostiene che possa essere \u201cnon necessariamente decisiva\u201d (1), mettendo opportunamente le mani avanti, \u00e8 sin troppo evidente che per gli ucraini questo \u00e8 un passaggio decisivo. Lo \u00e8 sotto il profilo del supporto internazionale, che \u00e8 sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0, e necessita di\u00a0<em>buone nuove<\/em>\u00a0per andare avanti, cos\u00ec come lo \u00e8 sotto il profilo militare, perch\u00e9 riuscire a riprendere l\u2019iniziativa \u00e8 importante sia per il morale delle truppe che per alleggerirne la fatica.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del quando, le questioni fondamentali rimangono la direzione in cui si svilupper\u00e0 (e quindi gli obiettivi strategici e tattici), con quali forze (quanti uomini e mezzi, quali reparti e sistemi d\u2019arma) e, ovviamente, con quali possibilit\u00e0, tenendo conto delle forze con cui andranno a scontrarsi.<br \/>\nDal primo punto di vista, le opzioni sono tutto sommato abbastanza circoscritte. Le direttrici verso cui indirizzare una controffensiva sono infatti sostanzialmente limitate agli\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>di Donetsk e Zaporizhzhia. Sul fronte di Kherson, a sud ovest, gli ucraini dovrebbero attraversare il Dniepr sotto il fuoco russo e si troverebbero poi il fiume alle spalle. Sul fronte di Kharkiv, a nord est, nel quale peraltro non hanno grandi concentrazioni di forze, devono tener conto che \u2013 appena ad est, oltre il confine\u00a0<em>storico\u00a0<\/em>con la Federazione Russa \u2013 c\u2019\u00e8 un raggruppamento di truppe russe, che potrebbero colpire sul fianco sinistro l\u2019eventuale direttrice d\u2019attacco. Sono quindi i due\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>centrali del Donbass, i possibili obiettivi. E anche dal punto di vista strategico \u00e8 la cosa pi\u00f9 sensata.<\/p>\n<p>Le possibili direzioni della controffensiva ucraina, quindi, potrebbero sostanzialmente essere tre. La prima, quella strategicamente pi\u00f9 importante, \u00e8 verso la citt\u00e0 di Melitopol, che dista meno di 100 Km dalla linea del fronte. Arrivare a prendere questa citt\u00e0 significherebbe tagliare la striscia di terra che collega il Donbass alla Crimea, che a quel punto sarebbe nuovamente privata dell\u2019alimentazione idrica, e dipenderebbe dal ponte di Kerch per ogni rifornimento civile e militare. Anche i territori dell\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0di Kherson a destra del Dniepr rimarrebbero isolati. Allo stato attuale,\u00a0<em>sembrerebbe\u00a0<\/em>che sia ancora questa l\u2019intenzione; negli ultimi giorni, infatti, si sono registrate numerose incursioni di unit\u00e0 DRG (<em>Defence Research Group<\/em>) per sondare le difese russe.<br \/>\nSia sotto il profilo militare, quindi, che sotto quello politico, sarebbe questa la mossa\u00a0<em>vincente<\/em>. Ma, ovviamente, per essere davvero tale l\u2019obiettivo dovrebbe essere conseguito. E, sfortunatamente per Kiev, questo \u00e8 anche il pi\u00f9 difficile.<br \/>\nIn questa controffensiva, ovunque si focalizzi, gli ucraini devono tener conto delle forze disponibili (quante e quali), nella consapevolezza che registrare perdite elevate potrebbe rivelarsi esiziale, persino a\u00a0<em>target\u00a0<\/em>raggiunti.<\/p>\n<p>Il che ci porta, appunto, ad una considerazione generale sulle forze ucraine. Le stime di varia fonte pi\u00f9 o meno convergono nel ritenere che le riserve, eventualmente utilizzabili per una controffensiva, assommano a circa 200.000 uomini. Ovviamente, questa pu\u00f2 sembrare una cifra colossale, ma bisogna considerare alcuni fattori assai importanti.<br \/>\nInnanzitutto, si tratta di tutto ci\u00f2 di cui dispongono, e rischiare per intero questa forza sarebbe follia. Si tratta inoltre, per almeno il 70\/80%, di personale con scarsa preparazione ed esperienza di combattimento. I militari addestrati dalla NATO sono circa 20.000, a cui si aggiungono svariate migliaia di\u00a0<em>contractors<\/em>, per lo pi\u00f9 ex militari occidentali.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunge che una concentrazione di tale portata non pu\u00f2 certo passare inosservata, e sarebbe esposta ad essere colpita, sia dall\u2019aria che dall\u2019artiglieria a lungo raggio.<br \/>\nInfine, ci\u00f2 che accade sul campo di battaglia \u00e8 che gli attaccanti subiscono sempre maggiori perdite dei difensori; se si tiene conto che invece, in questa guerra, gli ucraini hanno perdite pi\u00f9 elevate anche quando sono trincerati in difesa, si capisce come, potenzialmente, un attacco possa risolversi in un disastro.<\/p>\n<p>Una seconda direttrice d\u2019attacco possibile \u00e8 in direzione di Bakhmut, per provare a riconquistarla. Questa ipotesi \u00e8 probabilmente\u00a0<em>appetibile\u00a0<\/em>sul piano propagandistico, ma ben poco su quello militare. Innanzitutto, gli ucraini si troverebbero, a fronti rovesciati, nella situazione in cui si trovano adesso i russi, costretti cio\u00e8 a combattere casa per casa. Inoltre, un\u2019offensiva in questa direzione dovrebbe necessariamente investire non soltanto la citt\u00e0, ma anche le ali dello schieramento russo che la circondano da nord e sud. Ricordiamo che la PMC Wagner, per arrivare a questo punto (abitato conquistato al 60\/70%, ed accerchiamento\u00a0<em>operativo<\/em>), ha combattuto dieci mesi\u2026 Anche se una tale manovra riuscisse, si ritroverebbero con una citt\u00e0 praticamente rasa al suolo; \u00e8 pur vero che ci\u00f2 allontanerebbe i russi dalla linea Slovyansk-Kramatorsk (l\u2019ultima fortificata), ma sicuramente il prezzo sarebbe troppo alto.<br \/>\nSecondo Prigo\u017ein, gli ucraini hanno nel settore circa 80.000 uomini \u2013 a parte i 15\/20.000 ancora in citt\u00e0 \u2013 ma sono fondamentali per difendere la linea Slovyansk-Kramatorsk, nel caso Bakhmut cadesse interamente in mano russa.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La grande battaglia<\/strong><\/h2>\n<p>La terza direttrice possibile \u00e8, a mio avviso, la pi\u00f9 probabile; sia perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9\u00a0<em>facile<\/em>, sia perch\u00e9 \u00e8 quella che avrebbe il maggior valore strategico (in rapporto al costo). In questa terza ipotesi, l\u2019attacco punterebbe a spezzare l\u2019assedio di Avdeyevka, ed a conquistare la citt\u00e0 di Donetsk. Da un punto di vista militare, la citt\u00e0 dista soltanto una trentina di chilometri dal fronte, una distanza che in caso di sfondamento sarebbe agevole da percorrere. In caso di attacco in questa direzione, inoltre, le forze ucraine avrebbero un doppio vantaggio: potrebbero colpire il capoluogo dell\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0senza alcuna difficolt\u00e0 (lo fanno da nove anni, essenzialmente proprio da Avdeyevka), e poich\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8 ancora densamente abitata innescherebbero una massiccia fuga di civili, che indubbiamente andrebbe ad ostacolare i movimenti delle truppe russe. Ovviamente, se una mossa del genere avesse successo avrebbe anche uno straordinario valore simbolico.<br \/>\n<em>Last but not least<\/em>, spostando la linea del fronte pi\u00f9 in prossimit\u00e0 del Mar d\u2019Azov, consentirebbe di minacciare le linee di comunicazione tra Donbass e Crimea, non come nel caso di una conquista di Melitopol, ma comunque significativamente.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31733 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY.jpg?resize=640%2C640&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?resize=1536%2C1536&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?resize=2048%2C2048&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FrNBqXbXgAAnsGY.jpg?resize=640%2C640&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Sul fronte opposto, quello che sappiamo per certo \u00e8 che negli ultimi mesi, soprattutto dopo le offensive ucraine della scorsa estate, i russi hanno predisposto linee fortificate praticamente lungo tutto l\u2019arco del fronte. Sono quindi gi\u00e0 attrezzati ad una eventuale postura difensiva. In particolare, \u00e8 proprio in corrispondenza di Melitopol \u2013 della fascia che dal grande bacino idrico del Dniepr va verso est \u2013 che queste sono concentrate, e si caratterizzano per densit\u00e0 e profondit\u00e0. Ovviamente, essendo ben consapevoli che questo \u00e8 il tallone d\u2019Achille del fronte, i russi si sono preparati.<br \/>\nL\u2019aspetto sul quale, invece, le informazioni scarseggiano \u00e8 il dispiegamento delle forze russe. Dall\u2019avvio dell\u2019Operazione Speciale sino praticamente all\u2019autunno-inverno scorso, la Russia aveva sul campo circa 150.000 uomini. Dopo le offensive ucraine dell\u2019estate, \u00e8 stata lanciata la mobilitazione parziale dei riservisti, per circa altri 500.000 unit\u00e0, a cui vanno aggiunti altri 100.000 raccolti nelle formazioni territoriali di volontari. Questi ulteriori 600.000 uomini hanno completato il loro addestramento tra dicembre e febbraio, ma non \u00e8 chiaro dove siano stati dislocati. Sicuramente c\u2019\u00e8 un contingente in Bielorussia, forse di 30\/50.000 uomini, e dovrebbero essercene circa altrettanti nel territorio della Federazione Russa, pi\u00f9 o meno all\u2019altezza dell\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0ucraino di Sumy. Probabilmente la stessa quantit\u00e0 sono andati a colmare le perdite \u2013 tra KIA, WIA e POW \u2013 nei reparti impegnati sin dall\u2019inizio della OSM (2). Ne consegue che c\u2019\u00e8 un surplus di forza combattente, di almeno 4\/500.000 uomini, sul cui dispiegamento non si hanno notizie certe, ma che difficilmente sono completamente schierati in territorio russo. \u00c8 quindi ragionevole supporre che almeno la met\u00e0 siano dispiegati nelle retrovie dei quattro\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>ex-ucraini.<\/p>\n<p>Tutto lascia quindi supporre che, entro aprile-maggio, assisteremo ad una significativa battaglia nel settore centro-meridionale del fronte e che questa battaglia sar\u00e0 assai sanguinosa.<br \/>\nPer gli ucraini \u00e8 fondamentale conseguire un qualche successo ed ottenerlo senza pagare un prezzo spropositato, poich\u00e9 la NATO pu\u00f2 anche fornire (col contagocce) armamenti sempre pi\u00f9 moderni, ma al\u00a0<em>manpower\u00a0<\/em>devono ancora provvedere gli ucraini; tanto pi\u00f9 se si va verso una guerra di lunga durata.<br \/>\nPer i russi \u2013 che, a quanto sembra, hanno ormai pienamente\u00a0<em>accettato\u00a0<\/em>la prospettiva di una lunga guerra di logoramento \u2013 si tratta di impedire che un\u2019eventuale offensiva ucraina possa conseguire obiettivi strategici, per quanto nella storia militare russa la capacit\u00e0 di resistenza, e di ribaltare le sorti della guerra, sia una costante.<br \/>\nResta aperta \u2013 com\u2019\u00e8 ovvio \u2013 la questione di ci\u00f2 che seguir\u00e0 questa eventuale offensiva ucraina. Chiaramente molto dipende sia dal settore in cui si svilupper\u00e0, sia dagli esiti che avr\u00e0, sia dalle perdite subite ed inflitte. Ragionevolmente, questa non potr\u00e0 comunque protrarsi a lungo e, quindi, nel giro di due, massimo tre settimane, esaurir\u00e0 la sua spinta propulsiva. A quel punto, a meno di clamorosi rovesci per i russi, \u00e8 possibile che questi passino a loro volta all\u2019offensiva, prendendo in contropiede gli ucraini e puntando in direzione di Zaporizhzhia e della linea Slovyansk-Kramatorsk.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 per la Russia l\u2019esigenza prioritaria \u00e8 mettere in sicurezza la propria frontiera occidentale (e considerato che non esistono proprio i margini per una qualche credibile trattativa globale sulla sicurezza in Europa), \u00e8 evidente che questo obiettivo deve essere conseguito\u00a0<em>manu militari<\/em>; il che significa prioritariamente la liberazione completa dei quattro\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>incorporati nella Federazione, e quindi la creazione di una\u00a0<em>fascia di sicurezza<\/em>\u00a0ai confini (3), sufficientemente profonda. Senza aver prima conseguito questi risultati \u2013 che potrebbero richiedere un altro anno di guerra \u2013 \u00e8 estremamente difficile che Mosca prenda in considerazione di spingersi pi\u00f9 ad ovest, verso Odessa e la Transnistria, poich\u00e9 questo significherebbe allungare troppo le linee logistiche, ed avvicinarsi troppo ai confini NATO. Cosa che invece potrebbe fare se anche la\u00a0<em>liberazione\u00a0<\/em>dei quattro\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>si rivelasse insufficiente per\u00a0<em>piegare\u00a0<\/em>la resistenza ucraina, e riportare la NATO a miti consigli.<\/p>\n<p>Per il momento, quest\u2019ultima sembra oscillare tra un esagerato ottimismo (secondo il generale Mark Milley, Chief of Staff USA, la Russia ha fallito strategicamente, ed ora sta fallendo anche tatticamente (4)) ed un pi\u00f9 pragmatico scetticismo (secondo l\u2019ex consigliere capo del Pentagono, colonnello Douglas McGregor,<em>\u00a0\u201cprima che gli ucraini riescano a raggiungere le forze russe, non rimarr\u00e0 nulla di loro\u201d<\/em>).<br \/>\nAl pi\u00f9 tardi in autunno, sapremo da che parte pende l\u2019ago della bilancia.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013\u00a0<em>\u201cChina yet to decide on Ukraine peacemaker role, says Kyiv\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/3c6cbe06-817c-4c1f-8438-ed1d751fa5f9\">Financial Times<\/a><br \/>\n2 \u2013 A tal proposito, va notato che i mobilitati vanno a formare reparti dell\u2019esercito regolare russo, mentre gli uomini della PMC Wagner \u2013 che sono quelli che hanno subito le perdite maggiori, nella lunga battaglia per Bakhmut \u2013 fanno ricorso per questo all\u2019arruolamento diretto. Altro dato significativo \u00e8 quello dei POW, anche perch\u00e9 essendo segnalati alla Croce Rossa Internazionale quelli sui prigionieri sono dati\u00a0<em>certi\u00a0<\/em>\u2013 mentre sul numero dei caduti entrambe le parti tacciono o mentono. Ebbene i prigionieri russi in mano ucraina sembrano essere poche centinaia, e Mosca si adopera rapidamente per ottenerne il rilascio attraverso scambi, mentre quelli ucraini supererebbero la decina di migliaia\u2026<br \/>\n3 \u2013 Quest\u2019ultima potrebbe anche essere una zona smilitarizzata, sul modello coreano, ottenibile in sede di trattative, ma perch\u00e9 ci\u00f2 sia possibile per via diplomatica e non bellica, \u00e8 necessario che la Russia arrivi al tavolo con una indiscutibile posizione di forza, anche territoriale.<br \/>\n4 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201cUkraine Victory Unlikely This Year, Milley Says\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.defenseone.com\/threats\/2023\/03\/ukraine-victory-unlikely-year-milley-says\/384681\/\">Defense One<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/04\/02\/una-rossa-primavera\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/04\/02\/una-rossa-primavera\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Mentre il mondo si polarizza e si assiste sempre pi\u00f9 di frequente a un distacco tra l\u2019occidente ed il resto del mondo, la guerra in Ucraina si avvia probabilmente a segnare una nuova fase del conflitto, rompendo l\u2019attuale stasi apparente. I prossimi mesi potrebbero risultare di grande importanza, non tanto nel decidere l\u2019esito del conflitto, quanto nell\u2019influenzarne fortemente la durata. 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