{"id":78446,"date":"2023-04-05T10:52:42","date_gmt":"2023-04-05T08:52:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78446"},"modified":"2023-04-05T10:52:42","modified_gmt":"2023-04-05T08:52:42","slug":"dopo-lassassinio-di-darja-dugina-quello-di-vladlen-tatarsky-quegli-occhi-puliti-in-cui-loccidente-adoratore-del-nulla-non-puo-guardare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78446","title":{"rendered":"Dopo l\u2019assassinio di Darja Dugina, quello di Vladlen Tatarsky. Quegli occhi puliti in cui l\u2019occidente adoratore del nulla non pu\u00f2 guardare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RICOGNIZIONI (Elisabetta Frezza)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-78447\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230403-WA0001-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230403-WA0001-300x157.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230403-WA0001-768x401.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230403-WA0001.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Guardategli gli occhi. Portano altrove. L\u2019Altrove che fa cos\u00ec tanta paura all\u2019Occidente adoratore del nulla.<\/p>\n<p>Ne muoiono a mazzi, di ragazzi con quegli occhi, sul fronte di guerra. Restano nell\u2019anonimato della storia e nel cuore delle loro mamme, dilaniato con loro ma condannato a restare in vita a vivere il dolore pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Muoiono a mazzi non perch\u00e9 si odiano al punto di ammazzarsi tra conterranei e consanguinei, ma perch\u00e9 qualcuno dall\u2019altra parte del mondo sta seduto alla consolle a muovere le icone di un videogioco assassino.<\/p>\n<p>E ride, e si diverte, e tira il guinzaglio dei chihuahua europoidi, che sbavano e saltellano a comando, ormai immedesimati nel ruolo di servi senza speranza di riscatto.<\/p>\n<p>Giova ricordare,\u00a0<em>ex multis<\/em>, le parole del democraticissimo senatore yankee Graham: \u00ab<em>Mi piace il percorso che stiamo percorrendo. Con armi e denaro americani, l\u2019Ucraina combatter\u00e0 la Russia fino all\u2019ultimo ucraino<\/em>\u00bb: dove, distillato in un rigo, viene sbattuto in faccia al mondo intero il pornografico disprezzo per la vita e per la morte (quelle altrui, ovviamente, localizzate a distanza di sicurezza).<\/p>\n<p>Ma a quell\u2019Occidente disperato non bastano le cataste di cadaveri senza nome. Gli occorre il sangue dei simboli.<\/p>\n<p>Vladlen Tatarsky \u00e8 saltato in aria come Darja Platonova Dugina. Lei a Mosca, lui a San Pietroburgo. Qualche mese di mezzo, stessa modalit\u00e0, stesso movente, stesso obiettivo.<\/p>\n<p>Erano entrambi\u00a0<em>influencer<\/em>, come si dice nell\u2019orrendo gergo dell\u2019era virtuale (noi qui abbiamo i Ferragnez, a ciascuno il suo) e combattevano per la patria con le armi delle idee. Erano giovani, belli, segu\u00ecti, stimati. Esempi pericolosi, spine nel fianco per il corpaccione esangue, decrepito e morente dell\u2019avversario, che i giovani semplicemente non li vuole pi\u00f9; a meno che non siano vuoti, deturpati e fieri di esserlo.<\/p>\n<p>Gli adepti del regime di Kiev \u2013 fanatici coltivati e fomentati da fanatici \u2013 esultano. La propaganda mediatica nostrana, come sempre, d\u00e0 il meglio di s\u00e9.\u00a0<em>Repubblica\u00a0<\/em>ha il coraggio di definire la povera vittima un\u00a0<em>\u00abladro ucraino diventato blogger per conto di Mosca\u00bb<\/em>. Vladlen era originario del Donbass e aveva fatto il reporter di guerra per documentare la realt\u00e0 di un conflitto raccontato a rovescio da copiatori e ricamatori delle agenzie di stampa allineate al verbo, per i quali ormai vale tutto e, anzi, ogni bugia \u00e8 una medaglia.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, senza vergogna, rimbalza la solita barzelletta del regolamento di conti interno, tra russi e russi: che si fanno esplodere da soli gasdotti e ponti, automobili e bar, come no, per endemico, irrefrenabile masochismo.<\/p>\n<p>Invece\u2026 Invece la verit\u00e0 \u00e8 autoevidente e impossibile da nascondere. Vladlen \u00e8 la seconda tacca lasciata sul campo di battaglia dal serial killer occidentale, i cui delitti seguono un preciso rituale bellico-esoterico. Il segno della sua uccisione \u00e8 lo stesso segno di Darja, ed \u00e8 quello del terrore: se uno pensa, parla, crede, vive, non deve sentirsi al sicuro nemmeno dentro casa propria. Specie se \u00e8 nel fiore degli anni.<\/p>\n<p>Del resto, la guerra dei predoni del mondo, monopolisti della democrazia, non conosce codice d\u2019onore: \u00e8 una guerra nichilista e disintegrante, giocata tutta e solo sull\u2019imbroglio e sul compiacimento della devastazione. Al punto, ricordiamo anche questo, da contemplare il tradimento preordinato degli stessi accordi internazionali, sottoscritti con riserva mentale, come \u00e8 avvenuto a Minsk per espressa confessione del traditore.<\/p>\n<p>\u00c8 una guerra non solo fisica e geopolitica, ma biologica e spirituale, una guerra tra il nulla e la civilt\u00e0, tra il nulla e il senso di tutto. Il suo epicentro, oggi, \u00e8 il vecchio continente in avanzato stato di decomposizione.<\/p>\n<p>Del resto, la chiave per leggere le infami imboscate dell\u2019omicida collettivo ci \u00e8 offerta in diretta, in questo tempo di Quaresima, con le immagini della Lavra delle grotte di Kiev dove prende corpo l\u2019odio irrefrenabile \u2013 che si traduce in incontenibile violenza \u2013 dei senza Dio verso gli uomini oranti. \u00c8 un odio irrazionale, fuori controllo, che sgorga dalle viscere del male e si manifesta allo stato puro contro i pi\u00f9 radicati e vitali simboli del sacro.<\/p>\n<p>\u00c8 la sete di vendetta a tenere in piedi l\u2019Occidente terminale, che non ha nemmeno pi\u00f9 le risorse per capire come presso altri lidi anche la sofferenza, persino la morte, abbia il suo perch\u00e9. Possa cio\u00e8 essere fertile.<\/p>\n<p>\u00abGuardare certi morti \u00e8 umiliante\u00bb scriveva Pavese ne\u00a0<em>La casa in collina<\/em>. \u00abSi ha l\u2019impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi,\u00a0tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. (\u2026) Per questo\u00a0ogni guerra \u00e8 una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco. Il cadavere di Vladlen, come quello della sua amica Darya, chiede ragione a chi resta. A noi.<\/p>\n<p>Questa conta di ragazzi ammazzati nella primavera della vita \u00e8 la prova pi\u00f9 oscena dell\u2019invidia di un Occidente gi\u00e0 morto di morte autoinflitta. Dimentico che dopo la passione c\u2019\u00e8 anche la Pasqua.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/dopo-lassassinio-di-darja-dugina-quello-di-vladlen-tatarsky-quegli-occhi-puliti-in-cui-loccidente-adoratore-del-nulla-non-puo-guardare\/\">https:\/\/www.ricognizioni.it\/dopo-lassassinio-di-darja-dugina-quello-di-vladlen-tatarsky-quegli-occhi-puliti-in-cui-loccidente-adoratore-del-nulla-non-puo-guardare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RICOGNIZIONI (Elisabetta Frezza) Guardategli gli occhi. Portano altrove. L\u2019Altrove che fa cos\u00ec tanta paura all\u2019Occidente adoratore del nulla. Ne muoiono a mazzi, di ragazzi con quegli occhi, sul fronte di guerra. Restano nell\u2019anonimato della storia e nel cuore delle loro mamme, dilaniato con loro ma condannato a restare in vita a vivere il dolore pi\u00f9 grande. 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