{"id":78518,"date":"2023-04-10T11:00:09","date_gmt":"2023-04-10T09:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78518"},"modified":"2023-04-08T09:08:45","modified_gmt":"2023-04-08T07:08:45","slug":"tedeschi-al-fronte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78518","title":{"rendered":"Tedeschi al fronte"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (<span class=\"span-info\"><a class=\"author url fn\" title=\"Posts by Wolfgang Streeck\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/volfgang-streec\/\" rel=\"author\">Wolfgang Streeck<\/a><\/span>)<\/strong><\/p>\n<p>Rivisto e tradotto da <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/baldassari\/\">Marco Baldassari<\/a><\/p>\n<p>Secondo la Legge di Hofstadter, ovviamente derivante da quella di Murphy, \u201ctutto richiede pi\u00f9 tempo di quanto pensi\u201d. L\u2019anno scorso il primo a conoscerla in grande stile \u00e8 stato il signore della guerra russo, Putin, che ovviamente avrebbe potuto risparmiarsi lo shock seguendo le indicazioni di Trotsky e Mao Zedong e dedicando un po\u2019 di tempo alla lettura di Clausewitz. Non essendo riuscito a conquistare Kiev con la sua Operazione Militare Speciale \u2013 programmata per concludersi nel giro di una o due settimane per porre fine una volta per tutte al fascismo endogeno e all\u2019occidentalismo esogeno dell\u2019Ucraina \u2013 Putin ha dovuto affrontare la spiacevole prospettiva di un\u2019operazione su vasta scala, una guerra di durata indefinita, non solo con l\u2019Ucraina ma anche, in un modo o nell\u2019altro, con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Meno di un anno dopo, una simile rivelazione l\u2019ebbe il suo omologo americano, Biden. Nessuna vittoria ucraina all\u2019orizzonte e la raffica di sanzioni economiche contro la Russia e contro gli oligarchi amici di Putin, sorprendentemente, non avevano compromesso la capacit\u00e0 russa di mantenere il Donbass e la penisola di Crimea. Le elezioni di medio termine del novembre 2022, in cui i Democratici hanno perso la maggioranza alla Camera, hanno inequivocabilmente messo in evidenza che la disponibilit\u00e0 dell\u2019elettorato americano a finanziare l\u2019avventura Biden-Blinken-Sullivan-Nuland \u00e8 tutt\u2019altro che illimitata. In effetti, la guerra di logoramento senza fine che sta prendendo forma ora \u00e8 sempre pi\u00f9 vista come un potenziale problema per le elezioni presidenziali del 2024.<\/p>\n<p>Essendo fuori discussione un altro ritiro in stile Afghanistan come nel 2021, rimasto nella memoria di un pubblico americano ancorch\u00e9 notoriamente distratto, e non avendo Putin altra scelta che resistere o essere eliminato, spetta ora all\u2019amministrazione Biden decidere come la guerra si svilupper\u00e0. All\u2019inizio di marzo 2023, sembrava che gli Stati Uniti dovessero scegliere in fretta tra due ampie alternative. La prima \u00e8 l\u201cuscita cinese\u201d. A partire dalla visita di Scholz di un solo giorno a Pechino, il 4 novembre, la Cina e Xi in persona hanno ripetutamente sottolineato che l\u2019uso di armi nucleari, comprese quelle tattiche sul campo di battaglia, debba essere escluso in ogni circostanza. Per ovvi motivi, ci\u00f2 preoccupava la Russia pi\u00f9 degli Stati Uniti o dell\u2019Ucraina, date le carenze ora ampiamente visibili delle forze convenzionali della Russia. Con un budget militare di poco superiore a quello tedesco \u2013 quest\u2019ultimo giudicato deplorevolmente inadeguato dalla prospettiva della <em>Zeitenwende<\/em> \u2013 la Russia, a differenza della Germania, deve mantenere una capacit\u00e0 nucleare e strategica intercontinentale, pari a quella degli Stati Uniti. Questo lascia poco spazio per le sue forze convenzionali. Le conseguenze sono diventate evidenti quando l\u2019esercito russo si \u00e8 rivelato incapace di prendere Kiev, a soli 300 chilometri circa dal confine russo-ucraino.<\/p>\n<p>Facendo capire alla Russia, dipendente dalla Cina come suo alleato pi\u00f9 vicino e pi\u00f9 potente, che una risposta nucleare a un\u2019avanzata ucraina armata dagli americani non sarebbe stata gradita, la Cina ha fatto un favore importante agli Stati Uniti e alla NATO. Abbastanza importante da rendere difficile credere che sarebbe stato offerto senza qualche contropartita. Le indicazioni sono che, in cambio, gli Stati Uniti hanno dovuto impegnarsi a mantenere la forza militare dell\u2019Ucraina a un livello tale da non poter creare una situazione che costringerebbe la Russia a ricorrere alle armi nucleari. Il risultato di un\u2019intesa come questa, ammesso che esista, cosa probabile, sarebbe essenzialmente quello di \u201ccongelare\u201d la guerra: creare uno stallo attorno alle attuali posizioni territoriali dei due eserciti, che potrebbe durare anni.<\/p>\n<p>Inoltre, se gli Stati Uniti lo volessero, una diplomazia di questo tipo, sotto l\u2019egida della Cina, potrebbe avanzare ulteriormente. Non ci vuole molto per passare da una situazione di stallo a un cessate il fuoco, e forse da l\u00ec a qualcosa come un accordo di pace, anche se si rivelasse sporco come in Bosnia e in Kosovo. Gli Stati Uniti dovrebbero convincere il governo ucraino, il che non dovrebbe essere troppo difficile dato che gli Stati Uniti hanno contribuito in primo luogo ad insediarlo: \u201cIl Signore d\u00e0 e il Signore toglie; sia lodato il nome del Signore\u201d. Da una prospettiva americana, tuttavia, un problema importante in questo tipo di risoluzione sarebbe che i cinesi, in cambio dei loro buoni servizi e, in effetti, del loro aiuto con la rielezione di Biden, potrebbero aspettarsi una concessione in Asia che renderebbe pi\u00f9 difficile per Biden fare ci\u00f2 che evidentemente vorrebbe fare dopo l\u2019Ucraina: attaccare la Cina in un modo o nell\u2019altro, per sfuggire a quella che \u00e8 stata chiamata, nell\u2019attuale dibattito strategico negli Stati Uniti, la \u201ctrappola di Tucidide\u201d: la posizione in cui un egemone in carica deve attaccare abbastanza presto un rivale in ascesa per essere sicuro di prevalere.<\/p>\n<p>Per quanto allettante possa essere la prospettiva di una via d\u2019uscita dal pantano ucraino, ci sono segnali che gli Stati Uniti si stiano indirizzando verso un secondo approccio alternativo, che potremmo chiamare l\u2019<em>europeizzazione<\/em>, cio\u00e8 la germanizzazione, della guerra. Vi ricordate della vietnamizzazione? Anche se allora non aveva funzionato \u2013 alla fine gli Stati Uniti furono sconfitti, non il loro sostituto regionale, che non era mai stato altro che un\u2019invenzione dell\u2019immaginazione americana \u2013 l\u2019operazione aveva tuttavia dato un po\u2019 di respiro agli Stati Uniti. Aveva anche consentito alla macchina della propaganda di vendere al pubblico americano la prospettiva di un onorevole ritiro dal campo di battaglia, una battaglia affidata a un alleato in buona fede politicamente affidabile e militarmente capace. Non esisteva un simile alleato nel sud-est asiatico negli anni \u201960, ma nell\u2019Europa degli anni \u201920 le cose potrebbero forse essere diverse. A differenza dell\u2019Afghanistan, gli Stati Uniti potrebbero riuscire a dissociarsi lentamente dall\u2019attivit\u00e0 operativa della guerra \u2013 per presidiarla anzich\u00e9 condurla \u2013 lasciando a un subcomandante locale il supporto materiale, le decisioni tattiche e la consegna di cattive notizie al governo ucraino. E se le cose dovessero andare male, pu\u00f2 sempre servire da capro espiatorio.<\/p>\n<p>Chi potrebbe fare il lavoro? Chiaramente non l\u2019Unione Europea. La sua leader, Ursula von der Leyen, quando era ancora ministro della difesa si era trasferita a Bruxelles, ampiamente considerata un\u2019incompetente, \u00e8 sfuggita solo per un pelo a un\u2019indagine parlamentare sulla sua pietosa prestazione. Ancora pi\u00f9 importante, l\u2019UE non ha soldi veri, e chi decide a Bruxelles su cosa e con chi \u00e8 ancora un mistero anche per gli addetti ai lavori, il che tipicamente porta a decisioni lente, ambigue e irresponsabili \u2013 non utili in una guerra. N\u00e9 l\u2019incarico pu\u00f2 essere affidato al Regno Unito, che uscendo si \u00e8 tagliato fuori dalla macchina legislativa dell\u2019UE. Inoltre, il Regno Unito funge gi\u00e0 da collaboratore globale per gli Stati Uniti, aiutandoli a costruire un fronte mondiale contro la Cina, potenzialmente il prossimo obiettivo della sua guerra eterna. Altrettanto fuori discussione \u00e8 il famoso \u201ctandem\u201d franco-tedesco, un aggeggio di cui nessuno sa con certezza se sia qualcosa di pi\u00f9 di una chimera giornalistica o diplomatica.<\/p>\n<p>Ci rimane solo la Germania \u2013 e in effetti guardando indietro si ha la sensazione che da tempo gli \u00a0Stati Uniti la stiano preparando a diventare il suo luogotenente per la sezione ucraina della guerra globale dei \u201cvalori occidentali\u201d. La germanizzazione del conflitto eviterebbe all\u2019amministrazione Biden di doversi indebitare con i cinesi per averla aiutata a ritirarsi da una guerra che minaccia di diventare impopolare a livello nazionale. Gli sforzi per arruolare i tedeschi come ausiliari europei possono attingere all\u2019eredit\u00e0 della seconda guerra mondiale, che include una forte presenza militare statunitense in Germania, ancora basata in parte su diritti che risalgono alla resa incondizionata del paese nel 1945. Sono circa 35.000 i soldati americani di stanza in Germania, con 25.000 familiari e 17.000 dipendenti civili, pi\u00f9 che in qualsiasi altra parte del mondo tranne, a quanto pare, a Okinawa. Sparsi in tutta la nazione, gli Stati Uniti mantengono 181 basi militari, la pi\u00f9 grande delle quali sono Ramstein in Renania-Palatinato e Grafenw\u00f6hr in Baviera. Ramstein \u00e8 stata utilizzata come quartier generale operativo nella Guerra al Terrore \u2013 tra l\u2019altro coordinando i voli navetta per i prigionieri di tutto il mondo a Guantanamo \u2013 e continua ad essere il posto di comando per gli interventi americani in Medio Oriente. Le basi americane in Germania ospitano un numero imprecisato di testate nucleari, alcune delle quali destinate all\u2019aeronautica tedesca, da sganciare su obiettivi specificati dagli Stati Uniti, utilizzando cacciabombardieri certificati dagli Stati Uniti (sotto gli auspici di quella che viene chiamata \u201cpartecipazione nucleare\u201d).<\/p>\n<p>Ci sono stati momenti nel dopoguerra in cui i governi tedeschi hanno cercato di sviluppare una propria politica di sicurezza nazionale \u2013 come la distensione di Willy Brandt, vista con sospetto da Nixon e Kissinger; il rifiuto di Schr\u00f6der, insieme a Chirac, di unirsi alla \u201cCoalition of the Willing\u201d nella sua fallita ricerca di armi di distruzione di massa in Iraq; il veto della Merkel nel 2008, insieme a Sarkozy, all\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella Nato; Il tentativo della Merkel con Hollande, culminato negli accordi di Minsk I e II, di mediare una sorta di accordo tra Russia e Ucraina; e l\u2019ostinato rifiuto della Merkel di prendere sul serio l\u2019obiettivo della NATO di un bilancio della difesa del 2% del PIL. Entro il 2022, tuttavia, il declino del Partito socialdemocratico e l\u2019ascesa dei Verdi avevano indebolito la capacit\u00e0 tedesca e anzi il desiderio di un minimo di autonomia strategica. Ci\u00f2 \u00e8 stato evidenziato due giorni dopo l\u2019inizio della guerra nel discorso denominato <em>Zeitenwende<\/em> (\u201cpunto di svolta\u201d) di Scholz al Bundestag, che semmai era una promessa agli Stati Uniti che l\u2019insubordinazione tipo quella di Brandt, Schr\u00f6der e Merkel non si sarebbe pi\u00f9 verificata.<\/p>\n<p>Scholz potrebbe aver sperato che il fondo speciale di 100 miliardi di euro (<em>Sonderverm\u00f6gen<\/em>) accantonato per potenziare la Bundeswehr, tutto finanziato dal debito e quindi invisibile nei conti fiscali standard, avrebbe placato ogni residuo sospetto di disobbedienza tedesca. Invece, il primo anno di guerra vide una serie di prove della reale sincerit\u00e0 della conversione tedesca, dal pacifismo del dopoguerra all\u2019occidentalismo anglo-americano. Quando non pi\u00f9 di poche settimane dopo il discorso della <em>Zeitenwende<\/em>, osservatori scettici notarono che i 100 miliardi di euro non avevano nemmeno iniziato a essere spesi, non fu sufficiente per il governo tedesco sottolineare che il nuovo \u201chardware\u201d doveva essere ordinato prima che potesse essere pagato, e che prima di poter essere ordinato doveva essere scelto. Cos\u00ec, per mostrare la sua buona volont\u00e0, la Germania si \u00e8 affrettata a firmare un contratto per 35 F-35 con il governo degli Stati Uniti e non, come si potrebbe pensare, con i suoi produttori, Lockheed Martin e Northrop Grumman. L\u2019aereo, voluto fortemente dal ministro degli Esteri dei Verdi, sostituir\u00e0 la presunta obsoleta flotta Tornado che la Germania mantiene per la sua \u201cpartecipazione nucleare\u201d. Per un prezzo stimato di 8 miliardi di dollari comprese le riparazioni e la manutenzione, gli aerei dovrebbero essere consegnati verso la fine del decennio, con l\u2019unica condizione che il governo americano possa aggiustare unilateralmente il prezzo al rialzo, se lo riterr\u00e0 opportuno.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 scoperto, l\u2019accordo sugli F-35 ha dato ai tedeschi solo una breve tregua. Mentre negli uffici dei servizi e tra i lobbisti della Germania si litiga su cosa sarebbe stato meglio spendere il resto del fondo, Scholz, per placare l\u2019impazienza americana, licenzi\u00f2 il ministro della difesa, una vecchia scribacchina della SPD, che era stata nominata contro la sua volont\u00e0, per soddisfare immaginarie richieste pubbliche riguardo la parit\u00e0 di genere. Poco prima del suo licenziamento, uno dei suoi aspiranti successori, in qualit\u00e0 di difensore civico della Bundeswehr, ha chiesto che i 100 miliardi di euro fossero aumentati a 300 miliardi. Pochi giorni dopo l\u2019incarico pass\u00f2 a un\u2019altra persona, Boris Pistorius, fino ad all\u2019allora ministro degli interni dello stato della Bassa Sassonia, uomo anch\u2019egli privo di esperienza militare ma che irradiava qualcosa di simile a una competenza manageriale a tutto tondo. Tra le prime cose, fece in modo di risolvere un\u2019ambiguit\u00e0 fino ad allora mantenuta nel discorso della <em>Zeitenwende<\/em>, ovvero se i 100 miliardi di euro avessero portato il bilancio regolare della difesa fino al 2% sancito dalla NATO, o se dovevano essere aggiunti al 2%, come una multa per negligenza passata. Secondo Pistorius si trattava di questo, quindi la spesa per la difesa regolare dovrebbe crescere di 10 miliardi di euro ogni anno, per diversi anni, al di sopra e al di l\u00e0 di quanto speso dal Sonderverm\u00f6gen. Del resto, quando il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in procinto di diventare capo della banca centrale norvegese \u2013 una sinecura se mai ce n\u2019\u00e8 stata una \u2013 fece sapere che il 2% era ormai solo il minimo, Pistorius fu tra i primi essere d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Nel frattempo, nel settembre 2022, la prova successiva, ancora pi\u00f9 dura, \u00e8 stata la distruzione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 da parte, secondo Seymour Hersh, di una squadra di sicari americano-norvegesi. Qui il compito del governo tedesco era di fingere di non avere idea di chi fosse stato, di tacere sulla questione e di convincere la stampa a fare lo stesso o a dire al pubblico che \u201cPutin\u201d era il colpevole. Questa prova \u00e8 stata brillantemente superata. Poche settimane dopo l\u2019evento, quando un membro del Bundestag \u2013 solo uno su 709 parlamentari \u2013 ha chiesto al governo cosa ne sapesse, gli \u00e8 stato risposto che per motivi di <em>Staatswohl<\/em> \u2013 di ragion di Stato \u2013 a tali domande non sarebbe stata data risposta: non ora, non in futuro. (Il giorno dopo che Hersh aveva reso pubbliche le sue scoperte, il <em>Frankfurter Allgemeine<\/em> ha pubblicato un articolo dal titolo \u201cKreml: USA haben Pipelines besch\u00e4digt\u201d (Cremlino: Gli USA hanno danneggiato le Pipelines).<\/p>\n<p>Un altro test di lealt\u00e0, anche questo pi\u00f9 lungo e cumulativo, condotto parallelamente alla battaglia del bilancio, ha riguardato la consegna di armi e munizioni all\u2019esercito ucraino. Dal 2014 l\u2019Ucraina \u00e8 stato l\u2019unico paese industrializzato con l\u2019aumento annuo di gran lunga pi\u00f9 alto nella spesa per la difesa, pagata non dai suoi oligarchi ma dagli Stati Uniti, nel perseguimento della cosiddetta \u201cinteroperabilit\u00e0\u201d tra l\u2019esercito ucraino e la NATO (dichiarata ufficialmente da raggiungere nel 2020). Se questo pu\u00f2 essere stato motivo di preoccupazione tra i generali russi \u2013 che erano sicuramente consapevoli dell\u2019abbandono delle loro forze convenzionali in seguito alla decisione di Putin di tenere il passo con la modernizzazione delle forze nucleari americane \u2013 dal primo giorno dell\u2019attacco russo agli stati della NATO \u00e8 stato chiesto di inviare armi in Ucraina, sempre pi\u00f9 potenti e in numero crescente. Quando \u00e8 divenuto ovvio che l\u2019Ucraina non sarebbe stata in grado di reggere il confronto senza un costante afflusso di sostegno materiale da parte di un rinato Occidente, gli Stati Uniti hanno insistito sul fatto che i paesi europei sopportassero una quota crescente del fardello, in particolare quelli colpevoli di aver trascurato le loro forze armate, soprattutto Germania.<\/p>\n<p>Ben presto \u00e8 emerso, tuttavia, che gli eserciti nazionali erano poco entusiasti di dover cedere all\u2019Ucraina alcune delle loro attrezzature pi\u00f9 preziose e importanti, sostenendo che ci\u00f2 avrebbe diminuito la loro capacit\u00e0 di difendere i propri paesi. Alla base della loro riluttanza potrebbe esserci stato il timore che ci\u00f2 che davano agli ucraini potesse cadere nelle mani del nemico, essere danneggiato irreparabilmente sul campo di battaglia, o venduto sul mercato nero internazionale, senza alcuna speranza di rimborso, nemmeno per le attrezzature formalmente in prestito. Un\u2019altra preoccupazione riguardava le prospettive di riarmo, una volta che la guerra fosse finita e l\u2019Ucraina dovesse essere ricostruita \u2013 meglio di prima \u2013 dall\u2019Europa, come promesso instancabilmente da Bruxelles. C\u2019erano anche preoccupazioni, espresse in pubblico da ufficiali, militari di alto rango in pensione, nei confronti dei paesi europei coinvolti in guerra, i cui governi avevano lasciato agli ucraini il compito di determinarne condotta e gli obiettivi, come richiesto dagli Stati Uniti e dall\u2019opinione pubblica. Non da ultimo, sembra esserci la preoccupazione che se la guerra finisse bruscamente, l\u2019Ucraina avrebbe le forze di terra pi\u00f9 grandi e meglio equipaggiate d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Ancora una volta \u00e8 stata la Germania, di gran lunga il paese pi\u00f9 grande dell\u2019Europa occidentale, che pi\u00f9 di tutti ha dovuto dimostrare, sotto gli occhi attenti degli Stati Uniti e dei media internazionali, la sua disponibilit\u00e0 a \u201cstare con l\u2019Ucraina\u201d. In un primo momento, l\u2019allora ministro della difesa tedesco aveva offerto 5.000 elmetti e giubbotti antiproiettile per l\u2019esercito ucraino e fu ampiamente ridicolizzato dagli alleati del paese e, ancor pi\u00f9, dal suo pubblico. Nei mesi successivi sono stati richiesti e forniti armamenti sempre pi\u00f9 potenti, inclusi missili di difesa aerea come il sistema Iris-T, che non hanno nemmeno le truppe tedesche, e il potente Tank Howitzer (Panzerhaubitze) 2000. Ogni volta che il governo Scholz ha tracciato una linea rossa, \u00e8 stato costretto ad oltrepassarla sotto la pressione dei suoi alleati e dei due partner minori della coalizione, i Verdi e i Liberali \u2013 il primo controlla il ministero degli Esteri, il secondo il comitato di difesa del Bundestag, presieduto da un deputato FDP di D\u00fcsseldorf, patria di Rheinmetall, uno dei maggiori produttori di armi in Europa e non solo.<\/p>\n<p>Nell\u2019inverno del 2022 il dibattito sull\u2019armamento dell\u2019Ucraina ha cominciato a concentrarsi sui carri armati. Su questo ambito, in particolare, la Germania doveva essere spinta a rifornire gradualmente modelli sempre pi\u00f9 potenti, dai blindati al famoso carro armato Leopard 2, un successo di esportazione globale sviluppato da un consorzio guidato da, beh, Rheinmetall. (Circa 3.600 Leopard della pi\u00f9 avanzata linea di prodotti 2A5-plus sono stati venduti in tutto il mondo a entusiasti sostenitori dei valori occidentali come l\u2019Arabia Saudita, per assisterli nel loro instancabile sforzo di portare la pace nello Yemen). Scholz in un primo momento, come al solito, ha offerto una scusa dopo l\u2019altra per cui, sfortunatamente, non \u00e8 stato possibile fornire i Leopard 2. In parte perch\u00e9 i carri armati tedeschi sono impressi nella memoria storica russa, ma anche perch\u00e9 non c\u2019erano segnali che la Germania avrebbe avuto voce in capitolo su come sarebbero stati usati i suoi carri armati (a circa 500 chilometri dal confine ucraino a Mosca). In risposta, alcuni alleati della Germania, in particolare Polonia, Paesi Bassi e Portogallo, hanno fatto sapere che, se la Germania non era disponibile, avrebbero donato i loro Leopard. La Polonia ha persino annunciato che avrebbe inviato i Leopard in Ucraina, se necessario, anche senza una licenza tedesca, un requisito legale della politica tedesca sull\u2019esportazione di armi.<\/p>\n<p>Il modo in cui questa storia si \u00e8 svolta avrebbe potuto insegnare qualcosa per il futuro. Messa con le spalle al muro dai suoi alleati europei, la Germania non si oppose pi\u00f9 all\u2019invio dei Leopard in Ucraina, a condizione che anche gli Stati Uniti accettassero di fornire il loro principale carro armato, l\u2019M1 Abrams (un altro successo di esportazione mondiale, con una produzione totale ad oggi di 9.000 pezzi). Come \u201cprimo passo\u201d, la Germania ha promesso di fornire 14 dei suoi 320 Leopard, formando un reggimento di carri armati da consegnare all\u2019Ucraina entro tre mesi. Da l\u00ec, avrebbe proceduto alla costruzione di due battaglioni di carri armati, con 44 Leopard 2 ciascuno, i propri e quelli attesi dai suoi partner europei \u2013 addestramento, pezzi di ricambio e munizioni inclusi \u2013 da consegnare pronti per la battaglia all\u2019esercito ucraino. (Secondo le stime degli esperti, l\u2019Ucraina richiederebbe circa 100 Leopard ultimo modello per un significativo miglioramento della sua capacit\u00e0 militare).<\/p>\n<p>A questo punto, tuttavia, all\u2019incirca durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ci furono due spiacevoli sorprese. In primo luogo, si \u00e8 scoperto che gli alleati europei della Germania, una volta superata la resistenza tedesca, avevano cercato ogni sorta di scusa per tenere in casa i loro Leopard, licenze di esportazione o meno, lasciando la fornitura di carri armati essenzialmente ai tedeschi (dopotutto, sono le forze armate della NATO che comandano un totale stimato di circa 2.100 Leopard, sia dei modelli 1 che 2). In secondo luogo, un\u2019inchiesta americana del Wall Street Journal ha rivelato che i carri armati Abrams sarebbero stati pronti forse solo nel giro di qualche anno, una notizia che i negoziatori tedeschi sembravano aver trascurato, o che era stato loro chiesto di trascurare dalle loro controparti americane, e certamente la notizia non era stata condivisa con l\u2019opinione pubblica tedesca.<\/p>\n<p>Alla fine, quindi, il governo Scholz rimase con le mani in mano, rimasto praticamente l\u2019unico fornitore di carri armati a Kiev. Ci\u00f2 che rendeva la sua posizione ancora pi\u00f9 scomoda era che proprio nel giorno in cui i tedeschi accettarono l\u2019accordo dei Leopard, il governo ucraino dichiar\u00f2 che, ora che era stato raggiunto l\u2019accordo, i prossimi articoli nella lista dei <em>desiderata<\/em> sarebbero stati aerei da combattimento, sottomarini e corazzate, senza i quali non ci sarebbe stata speranza per l\u2019Ucraina di vincere la guerra. (L\u2019ex ambasciatore dell\u2019Ucraina in Germania, un certo Andrej Melnyk, tornato a Kiev per ricoprire il ruolo di viceministro degli esteri, ha twittato il 24 gennaio, in inglese: \u201cAlleluia! Ges\u00f9 Cristo! E ora, cari alleati, stabiliamo una potente coalizione armata di jet per l\u2019Ucraina con F-16 e F-35, Eurofighter e Tornado, Rafale e Gripen e tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 fornire all\u2019Ucraina per salvarla!\u201d) Oltre a questo, alla conferenza sulla sicurezza di Monaco la delegazione ucraina ha chiesto agli Stati Uniti e al Regno Unito bombe a grappolo e bombe al fosforo, bandite dal diritto internazionale ma, come hanno sottolineato gli ucraini, detenute in gran numero dai loro alleati occidentali. (La FAZ, sempre desiderosa di non confondere i suoi lettori, nel suo rapporto ha definito le bombe a grappolo \u201c<em>umstritten\u201d<\/em> \u2013 \u201ccontroverse\u201d \u2013 piuttosto che illegali.)<\/p>\n<p>Per la coalizione di governo tedesca, ma anche per l\u2019amministrazione Biden, una questione cruciale rispetto all\u2019assegnazione di un ruolo guida alla Germania \u00e8 se il pacifismo postbellico del Paese sia ancora abbastanza forte da interferire. La risposta \u00e8 che potrebbe non esserlo. Non diversamente dagli Stati Uniti, l\u2019abolizione della leva militare sembra aver reso pi\u00f9 facile considerare la guerra un mezzo appropriato al servizio del bene: a differenza dell\u2019Ucraina, figli, fidanzati, mariti tedeschi non rischiano di dover andare al campo di battaglia. In gran parte della generazione pi\u00f9 giovane, l\u2019idealismo morale copre il rozzo materialismo dell\u2019uccidere e del morire. Dentro e attorno al partito dei Verdi \u00e8 emerso qualcosa come un nuovo gusto per l\u2019eroismo, in quella che fino a poco tempo fa era considerata una generazione post-eroica. Non ci sono pi\u00f9 genitori, nonni che possano raccontare in prima persona la vita e la morte nelle trincee. Sono sorti i sogni di una guerra sterilizzata, eseguita rigorosamente secondo la Convenzione dell\u2019Aia, almeno da parte nostra \u2013 non pi\u00f9 una questione di guerra e pace ma di crimine e punizione, con l\u2019obiettivo finale, al costo di centinaia di migliaia di vite umane, di Putin che deve essere processato in un tribunale.<\/p>\n<p>Potrebbero esserci anche fattori specificamente tedeschi all\u2019opera. All\u2019interno della generazione dei Verdi il nazionalismo, come fonte di integrazione sociale, \u00e8 stato effettivamente sostituito, pi\u00f9 che altrove in Europa, da un pervasivo manicheismo che divide il mondo in due campi, il bene e il male. C\u2019\u00e8 un urgente bisogno di comprendere questo cambiamento nello <em>Zeitgeist<\/em> tedesco, che sembra essersi evoluto gradualmente ed \u00e8 \u00a0in gran parte inosservato. Implica che, a differenza di un mondo di nazioni, non ci pu\u00f2 essere pace basata su un equilibrio di potere e interessi, ma solo una lotta incessante contro le forze del male, che sono essenzialmente le stesse a livello internazionale e interno. Chiaramente questo ha una certa somiglianza con la concezione americana della politica, condivisa sia dai neocon che dagli idealisti democratici, e incarnata da persone come Hillary Clinton. La sindrome sembra essere particolarmente forte nella parte sinistra dello spettro politico tedesco, che sarebbe stata in passato la base naturale di un movimento pacifista, o almeno \u201cpro-cessate il fuoco\u201d. Adesso, per\u00f2, nemmeno Die Linke appoggerebbe la manifestazione pacifista organizzata il 25 febbraio da Sahra Wagenknecht e Alice Schwarzer, icona femminista tedesca, a rischio di smembrare il partito e di cessare di essere una forza politica.<\/p>\n<p>Inoltre, i tedeschi del dopoguerra hanno avuto a lungo la tendenza ad ascoltare con simpatia i non tedeschi, auto attribuendosi carenze morali collettive e chiedendo umilt\u00e0 in svariati modi. Difficile pensare in quale altro modo spiegare la straordinaria popolarit\u00e0 di cui godeva questo ambasciatore ucraino in Germania, Melnyk, fan spudorato del terrorista, collaborazionista nazista e criminale di guerra Stepan Bandera e del suo co-leader dei nazionalisti ucraini negli anni tra le due guerre e sotto l\u2019occupazione tedesca, chiamato anche Andrej Melnyk. Via Twitter, Melnyk ha criticato pesantemente alcune figure di spicco della politica tedesca, dal Presidente federale, Frank-Walter Steinmeier, in gi\u00f9, per non aver dimostrato sufficientemente il loro pieno sostegno all\u2019Ucraina, in un linguaggio che in tutti gli altri paesi avrebbe portato alla revoca del suo accreditamento. Non c\u2019era settimana in cui Melnyk non fosse invitato a uno dei talk show televisivi settimanali per accusare i leader politici tedeschi di cospirazione genocida con la Russia contro il popolo ucraino. Nominato vice ministro degli esteri nell\u2019autunno del 2022, Melnyk ha continuato a figurare in primo piano nel dibattito tedesco sugli obblighi del paese nei confronti dell\u2019Ucraina. Ad esempio, riferendosi a un articolo della <em>S\u00fcddeutsche Zeitung<\/em> in cui J\u00fcrgen Habermas sosteneva un cessate il fuoco in Ucraina per consentire i negoziati di pace, Melnyk ha twittato: \u201cChe J\u00fcrgen Habermas sia anche cos\u00ec sfacciatamente al servizio di Putin mi lascia senza parole. Una vergogna per la filosofia tedesca. Immanuel Kant e Georg Friedrich Hegel si rivolterebbero nella tomba per la vergogna.\u201d (Per valutare il tono di gran parte della discussione, si veda un tweet di un giovane aspirante comico, un certo Sebastian Bielendorfer: \u201cSahra Wagenknecht \u00e8 semplicemente il guscio vuoto di un gruppo di cellule completamente mentalmente e umanamente depravato. Non dovrebbe essere invitata ai talk show, dovrebbe essere curata\u201d. Il giorno dopo: \u201cTwitter ha cancellato il tweet. Deplorevole. La verit\u00e0 rimane).<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, sembra esserci un tentativo concertato da parte degli Stati Uniti e della NATO di trascinare la Germania nella guerra, in una veste sempre pi\u00f9 prominente e attiva. Nell\u2019ultimo anno, altri paesi europei hanno imparato a spingere la Germania in avanti in modo che essi stessi possano rimanere ai margini (Paesi Bassi) o perseguire i propri interessi con maggiori possibilit\u00e0 di successo (Polonia e Stati baltici). La Germania, a sua volta, stanca di essere sollecitata dagli altri, potrebbe essere pi\u00f9 incline ad andare da sola. Gi\u00e0 l\u2019anno scorso, i leader socialdemocratici, compreso il nuovo presidente del partito, Lars Klingbeil, hanno parlato della necessit\u00e0 della Germania di guidare l\u2019Europa e della loro volont\u00e0 di farlo. \u00c8 importante sottolineare che la Francia non era pi\u00f9 menzionata in questo contesto. Dopo aver preteso per troppo tempo di non essere coinvolta, una Germania pi\u00f9 sicura di s\u00e9 potrebbe ora andare da sola.<\/p>\n<p>Un possibile ruolo che la Germania potrebbe giocare \u00e8 quello di subappaltatore politico e militare privilegiato degli Stati Uniti. Dopo essere stata sufficientemente umiliata pubblicamente nelle vicende del Nord Stream e Leopard 2 ha capito che per evitare di essere spinta dagli Stati Uniti, la Germania deve essere pronta a guidare l\u2019Europa per suo conto, ricevendo per\u00f2 ordini da Washington attraverso Bruxelles, essendo Bruxelles non l\u2019UE ma la NATO. La linea di comando che sta emergendo \u00e8 plasticamente visibile nell\u2019ordine dei posti alle conferenze di Ramstein, con gli Stati Uniti, l\u2019Ucraina e la Germania a capotavola. In questo quadro, la Germania sarebbe incaricata sia di approvvigionare che di finanziare qualsiasi arma che le forze ucraine possano ritenere di aver bisogno per la loro vittoria finale \u2013 con il rischio, se quella vittoria non dovesse concretizzarsi, di essere ritenuta colpevole, al posto degli Stati Uniti, di incompetenza, codardia, avarizia e, ovviamente, simpatia per il nemico.<\/p>\n<p>Con il passare del tempo, la partecipazione tedesca indiretta alla guerra potrebbe diventare sempre pi\u00f9 diretta: un pendio scivoloso, come il suo ruolo di fornitore di armi. Un numero considerevole di truppe ucraine viene gi\u00e0 addestrato in Germania, presso basi americane, ma sempre pi\u00f9 anche nella <em>Bundeswehr<\/em>, e non pochi tedeschi, per lo pi\u00f9 radicali di destra, stanno combattendo in legioni internazionali con l\u2019esercito ucraino. Molto presto, i Leopard che sono stati schierati dovranno essere sottoposti a manutenzione e riparati, il che potrebbe richiedere il loro rimpatrio in Germania. Rheinmetall ha annunciato che installer\u00e0 un impianto in Ucraina per costruire circa 400 Leopard all\u2019anno, ovviamente supponendo che la guerra durer\u00e0 abbastanza a lungo da consentire l\u2019entrata in funzione dei carri armati di produzione ucraina e che l\u2019impianto sia redditizio. Ovviamente, la fabbrica dovr\u00e0 essere protetta da difese aeree, gestite al meglio, si immagina, da squadre tedesche esperte. Per quanto riguarda gli aerei da combattimento, sarebbero stazionati pi\u00f9 al sicuro lontano dal campo di battaglia, forse da qualche parte nella Renania dove esistono gi\u00e0 le strutture necessarie per la loro manutenzione. Gli specialisti in diritto internazionale discuteranno se un sostegno dietro le quinte come questo renda o meno un paese un combattente; alla fine saranno i cinesi, non un tribunale, a decidere quali azioni la Russia pu\u00f2 intraprendere in risposta.<\/p>\n<p>La visita a sorpresa di Scholz a Washington il 4 marzo \u2013 nessuna informazione \u00e8 stata resa disponibile da entrambe le parti su ci\u00f2 di cui si \u00e8 parlato, in una conversazione di 80 minuti con Biden \u2013 potrebbe aver comportato una lavata di capo per Scholz, Biden gli ha spiegato senza mezzi termini che cosa significa per la Germania, materialmente e militarmente, essere un alleato affidabile dell\u2019Occidente. Potrebbe aver comportato anche accettare la \u201cnarrazione\u201d che i servizi segreti americani hanno inventato per contrastare il rapporto Hersh: dire ai tedeschi che questo doveva essere il risultato preliminare ufficiale della loro stessa indagine, sottoponendoli cos\u00ec a un altro <em>credo quia absurdum<\/em>, test di prova per vedere quanto la Germania pu\u00f2 sopportare per il bene dell\u2019unit\u00e0 occidentale. Sorprendentemente, la storia che Washington sta diffondendo si riferisce a un \u201cgruppo filo-ucraino\u201d, presumibilmente responsabile dell\u2019attacco, sebbene non sia stato chiarito che ci siano collegamenti con lo Stato ucraino, lasciando aperta la possibilit\u00e0 che possano esserci.<\/p>\n<p>Molto probabilmente, Biden e Scholz potrebbero anche aver discusso su cosa fare quando il buonsenso di tutti gli esperti militari, abbastanza scontato, non potr\u00e0 pi\u00f9 essere tenuto segreto: che una guerra terrestre alla fine pu\u00f2 essere vinta solo sul terreno. A questo punto bisogner\u00e0 affrontare la questione di come sostituire i tanti soldati ucraini morti, feriti o dispersi. Potrebbe essere questa l\u2019ora di un \u201cesercito europeo\u201d, addestrato dalla Bundeswehr e dotato, a spese tedesche, di prodotti di qualit\u00e0 della Rheinmetall e di altri? I volontari potrebbero essere reclutati dai paesi dell\u2019Europa orientale o tra aspiranti immigrati provenienti da altri Paesi, con cittadinanza europea disponibile dopo il servizio reso, sulla falsariga del primo esercito europeo: le legioni romane multinazionali. I comandanti sul campo di battaglia, indispensabili anche in un\u2019epoca di intelligenza artificiale, potrebbero quindi avere due passaporti, uno ucraino o uno \u201ceuropeo\u201d. Si potrebbero trovare altri modi per coinvolgere la Germania nella guerra, a meno di non tornare al servizio militare obbligatorio; poich\u00e9 gli ucraini, secondo Von der Leyen, stanno dando liberamente la vita per i nostri \u201cvalori\u201d, non ci sarebbe bisogno che la Germania ripristinasse la leva a rischio di perdere il sostegno popolare. Anche se non si sa mai.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, tuttavia, un\u2019altra strada che potrebbe essere presa con la Germania come <em>franchisee <\/em>europeo degli Stati Uniti. Ci sono segnali che le infinite richieste di armi da parte del governo ucraino hanno portato gli americani ad avere un atteggiamento sempre pi\u00f9 disincantato nei confronti del loro alleato ucraino, soprattutto perch\u00e9 la volont\u00e0 del Congresso di continuare a finanziare la guerra sta diminuendo. Sullo sfondo potrebbe anche esserci la memoria della richiesta pubblica di Zelenskyj di azioni nucleari da parte degli Stati Uniti per un presunto missile russo atterrato sul suolo polacco, che in seguito si \u00e8 rivelato essere un missile ucraino mal indirizzato. A questo si aggiunge la richiesta pubblica di bombe a grappolo nel momento di esuberanza per il successo dei Leopard 2. Vista da questa prospettiva, la creazione da parte dei servizi segreti americani di un racconto alternativo della distruzione degli oleodotti Nord Stream potrebbe essere letta come un segnale di avvertimento per il governo di Kiev.<\/p>\n<p>Ritirandosi dalla condotta operativa della guerra ucraina e appaltandola alla Germania, gli Stati Uniti potrebbero risparmiarsi l\u2019imbarazzo di dover informare Kiev che il sostegno occidentale ai suoi obiettivi di guerra pi\u00f9 ambiziosi non \u00e8 illimitato. La Germania, da parte sua, pu\u00f2 provare a fare ci\u00f2 che a volte fanno gli agenti se il loro principale non pu\u00f2 controllare tutto ci\u00f2 che stanno facendo, presumibilmente per suo conto. Avendo assunto la leadership europea come richiesto dagli Stati Uniti, la Germania potrebbe trovarsi nella posizione di respingere i tentativi ucraini di trascinarla pi\u00f9 a fondo nella guerra. Forse potrebbe mirare a qualcosa di pi\u00f9 di un semplice congelamento del conflitto, a qualcosa di simile a una soluzione sulla falsariga di Minsk II. Aiutando gli Stati Uniti a liquidare parte della loro posizione in Ucraina, potrebbero finire per rinsaldare una bella amicizia.<\/p>\n<p>Se la Germania sar\u00e0 effettivamente in grado di farlo dipender\u00e0 in parte dalla capacit\u00e0 di mitigare il nuovo entusiasmo per la guerra che ha preso piede nell\u2019opinione pubblica tedesca, in particolare nella sua componente \u201cgreenish\u201d. Baerbock e i suoi seguaci denunciano come tradimento e disprezzo per la missione ucraina qualsiasi cosa che non sia sufficiente per un cambio di regime a Mosca. Gli spiriti evocati per realizzare la <em>Zeitenwende<\/em> potrebbero non andarsene facilmente quando gli verr\u00e0 ordinato di farlo. La retorica del primo anno di guerra potrebbe aver precluso per il momento qualsiasi pacificazione al di fuori della vittoria totale, rendendo impossibile porre fine in breve tempo al massacro, anche dopo che gli Stati Uniti hanno perso interesse. C\u2019\u00e8 anche il fatto che la demolizione del gasdotto ha, probabilmente intenzionalmente, privato la Germania della possibilit\u00e0 di offrire alla Russia una ripresa della fornitura di gas in cambio della sua partecipazione a un processo di pace, unito idealmente anche con una tabella di marcia \u2013 per non menzionare l\u2019intera selva di sanzioni economiche gestite, <em>de facto<\/em>, dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Durante la ribellione dei Boxer nel 1900, il corpo di spedizione europeo guidato da Sir Edward Hobart Seymour, ammiraglio della Royal Navy, era in viaggio da Tientsin a Pechino. Vicino alla sua destinazione incontr\u00f2 una feroce resistenza cinese. Nel momento di maggior bisogno, l\u2019ammiraglio Seymour impart\u00ec quest\u2019ordine al comandante del contingente tedesco, Kapit\u00e4n zur See von Usedom: \u201cI tedeschi al fronte!\u201d La tradizione militare tedesca vede con orgoglio l\u2019episodio, come un momento di supremo riconoscimento per la sua bravura. La storia a volte si ripete.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>Titolo originale e fonte: W. Streeck, <em>The Germans to the Front<\/em> in SIDECAR: https:\/\/newleftreview.org\/sidecar\/posts\/germans-to-the-front<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/04\/01\/tedeschi-al-fronte\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/04\/01\/tedeschi-al-fronte\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Wolfgang Streeck) Rivisto e tradotto da Marco Baldassari Secondo la Legge di Hofstadter, ovviamente derivante da quella di Murphy, \u201ctutto richiede pi\u00f9 tempo di quanto pensi\u201d. L\u2019anno scorso il primo a conoscerla in grande stile \u00e8 stato il signore della guerra russo, Putin, che ovviamente avrebbe potuto risparmiarsi lo shock seguendo le indicazioni di Trotsky e Mao Zedong e dedicando un po\u2019 di tempo alla lettura di Clausewitz. 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