{"id":78534,"date":"2023-04-11T10:30:01","date_gmt":"2023-04-11T08:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78534"},"modified":"2023-04-10T13:27:40","modified_gmt":"2023-04-10T11:27:40","slug":"la-scomparsa-dei-partiti-e-la-crisi-dei-media-mainstream-la-versione-di-proietti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78534","title":{"rendered":"La scomparsa dei partiti e la crisi dei media mainstream. La versione di Proietti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FORMICHE (Federico Di Bisceglie)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-78535\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/download-4.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Una comunicazione che \u201cnon raffigura pi\u00f9 l\u2019opinione pubblica\u201d e che quindi lascia sul terreno migliaia di copie. Il rapporto fra media e politica \u00e8 sempre pi\u00f9 complesso, complice la crisi dei partiti che si sono trasformati in tribune per i leader. L\u2019ex cronista del Corriere: \u201cLa personalizzazione della politica ha provocato un anche uno scadimento del sistema dei media tradizionali (e non). Tant\u2019\u00e8 che sono stati abbandonati in massa dai propri lettori\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I media mainstream si scontrano sempre di pi\u00f9 con una realt\u00e0 che non riescono pi\u00f9 a descrivere. Chiedere oggettivit\u00e0, forse, sarebbe troppo, ma abdicare completamente al proprio ruolo informativo e propinare ai lettori (o spettatori, che dir si voglia) teoremi precostituiti e politicamente orientati pu\u00f2 essere molto dannoso. La narrazione della politica, in questo senso, \u00e8 quella che risente maggiormente del fenomeno. Tra il crollo verticale delle copie di alcune testate e il declino della politica c\u2019\u00e8 un nesso forte. \u201cIl dibattito odierno sul rapporto tra la stampa e le presunte leadership nei governi (o di partito) appare l\u2019ennesimo miracolo all\u2019italiana (o trauma) di una comunicazione che non comunica e che non raffigura pi\u00f9, per varie ragioni, l\u2019opinione pubblica\u201d. Ne \u00e8 convito Fernando Proietti, per molti anni cronista politico del Corriere della Sera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00c8 sempre pi\u00f9 evidente un grande scollamento tra informazione e sentimento dell\u2019opinione pubblica. Cosa \u00e8 cambiato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 sotto gli occhi di tutti che in Italia, per effetto della scomparsa dei partiti di massa, la personalizzazione della politica ha provocato un anche uno scadimento del sistema dei media tradizionali (e non). Tant\u2019\u00e8 che sono stati abbandonati in massa dai propri lettori. Il caso pi\u00f9 emblematico di questo tracollo \u00e8 il quotidiano di Eugenio Scalfari, la Repubblica. Bollato a torto o a ragione come un \u201cgiornale partito\u201d (di centro-sinistra erede dell\u2019esperienza laica e radicale del Mondo e dell\u2019Espresso), una volta arrivata a conclusione la leadership politico-culturale del suo fondatore il quotidiano, oggi di propriet\u00e0 degli eredi Agnelli, rischia, appunto \u2013 per diffusione e influenza -, di fare la fine dei giornali storici di partito: l\u2019Unit\u00e0, il Popolo, l\u2019Avanti, la Voce Repubblicana.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nostalgia per il passato? Per l\u2019immobilit\u00e0 della prima Repubblica che non passa?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Intanto, una premessa: sarebbe sbagliato e inutile continuare a ragionare su un mondo sparito se non ci fosse ancora la necessit\u00e0 storica di rimettere nell\u2019ordine della verit\u00e0 sul nostro ultimo tormentato trentennio. Un trentennio segnato dalla ideologia, o trans-ideologia secondo la politologa Nadia Urbinati, \u201cutilizzata indiscretamente dai tutte le affiliazioni partitiche\u201d. Una giustificazione ideologica cavalcatala ancora oggi nei racconti giornalistici spesso surreale. Aspettiamo ancora che gli esegeti dell\u2019informazione sulla nascita della Seconda Repubblica ci parlino del suo tracollo. O sono gi\u00e0 passati alla Terza?.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma come si spiegano anche certi \u201cinnamoramenti\u201d dei media, non solo in Italia, per quasi tutti i supposti statisti, o segretari di partito, a volte venuti dal nulla?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mi si passi il paragone un po\u2019 irriverente, ma dal 1992 in avanti siamo entrati in un circuito politico e mediatico affine ai reality televisivi: da \u201cScherzi a parte\u201d della \u201crivoluzione italiana\u201d, promessa da Tangentopoli sotto la spinta dei poteri forti e dei loro giornali, all\u2019 \u201cIsola dei famosi\u201d con i nani e le ballerine che entrano ed escono da Palazzo Chigi senza rimpianti da parte dei loro stessi laudatores a mezzo stampa e tv. Dobbiamo tornare al 2001 per citare l\u2019ultimo presidente del Consiglio scelto dal voto popolare, Silvio Berlusconi. Tutti gli altri, nel mezzo, sono usciti di scena senza aver lasciato nessun segno carismatico o rimpianto, anzi sono considerati degli outsider sfortunati della domenica: il bocconiano Mario Monti, Enrico Letta stai sereno, il rottamatore rottamato Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, l\u2019ignoto avvocato Giuseppe Conte uscito dal cilindro magico di Beppe Grillo, lo stesso SuperMario Draghi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dunque, anche la crisi del sistema informativo \u00e8 figlia della fine del sistema dei partiti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Basta vedere l\u2019andamento catastrofico della diffusione dei giornali contagiati come altre istituzioni da una mutazione che rischia di essere esiziale: il partito politico. Assistiamo a campagne elettorali basate solo sulla personalit\u00e0 dei candidati, spesso scarse e senza un curriculum politico decente, che \u2013 in passato -, generalmente erano riservate ai dittatori. Insomma, senza una bussola politico-ideologica e con un sistema di voto bastardo che nega ai cittadini di scegliersi il parlamentare mentre premia i candidati scelti dai cacicchi si \u00e8 puntato sulla faccia nuova, l\u2019uomo della provvidenza\u2026E i media ci sono andati dietro lasciando sul campo milioni di copie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quando ha inizio questa involuzione nel rapporto tra carta stampata e politica?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Qui in Italia si pu\u00f2 attribuire ai referendum elettorali capitanati da Mario Segni nel 1991. L\u2019illusione che un singolo politico potesse, sia pure un sistema fortemente parlamentare e con un presidente del Consiglio dai poteri limitati secondo Costituzione, scavalcare i partiti tradizionali a cominciare dal suo, la Democrazia cristiana. Una battaglia sostenuta dai poteri forti e dai loro giornali. Basta ricordare che l\u2019uomo della finanza pi\u00f9 discreto al mondo, Enrico Cuccia, \u00e8 andato a firmare i referendum davanti ai fotografi\u2026Prima ancora era stato il segretario del Psi, Bettino Craxi, ad esercitare un ruolo di padre-padrone nel suo partito e tentare di ricoprire lo stesso ruolo una volta seduto a Palazzo Chigi. \u00c8 ben nota la triste parabola sia di Segni che di Craxi. La storia rischia di ripetersi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Forse \u00e8 stato il populismo a dare forza alla fuga in avanti verso l\u2019uomo della provvidenza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Non lo penso, altrimenti non si spiegherebbe perch\u00e9 ormai oltre la met\u00e0 del corpo elettorale diserti le urne. Del resto, populismo e astensionismo si manifestato quando gli elettori non si sentono pi\u00f9 rappresentati. Lo stesso accade per i lettori dei giornali che abbandonato in massa le edicole.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2023\/04\/giornali-crisi-partiti\/?amp\">https:\/\/formiche.net\/2023\/04\/giornali-crisi-partiti\/?amp<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Federico Di Bisceglie) Una comunicazione che \u201cnon raffigura pi\u00f9 l\u2019opinione pubblica\u201d e che quindi lascia sul terreno migliaia di copie. Il rapporto fra media e politica \u00e8 sempre pi\u00f9 complesso, complice la crisi dei partiti che si sono trasformati in tribune per i leader. L\u2019ex cronista del Corriere: \u201cLa personalizzazione della politica ha provocato un anche uno scadimento del sistema dei media tradizionali (e non). 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