{"id":78557,"date":"2023-04-13T08:11:38","date_gmt":"2023-04-13T06:11:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78557"},"modified":"2023-04-11T12:15:21","modified_gmt":"2023-04-11T10:15:21","slug":"antifascisti-di-cartone-e-fascismo-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78557","title":{"rendered":"ANTIFASCISTI DI CARTONE E FASCISMO VERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Redazione)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>L\u2019influencer di regime vede oggi fascisti ovunque, agita lo spettro del fascismo un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure per legittimare \u2013 in antitesi \u2013 la propria presunta identit\u00e0 antifascista. Epurato di ogni autentico riferimento al fascismo storico, l\u2019antifascismo \u00e8 diventato oggi una sorta di licenza di livello \u201cadmin\u201d con cui poter attaccare e, all\u2019occorrenza, giustificare l\u2019esclusione ex lege dal consesso civile di chiunque abbia il torto di non allinearsi al pensiero unico. Una volta etichettato un avversario come \u201dfascista\u201d, poi diventa facile bandirlo. E dire che il pericolo fascista oggi esiste davvero: solo che \u00e8 molto pi\u00f9 vicino ai sedicenti antifascisti di quanto essi non credano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31818 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/theylive1.jpg?resize=640%2C272&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/theylive1.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/theylive1.jpg?resize=300%2C128&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/theylive1.jpg?resize=768%2C326&amp;ssl=1 768w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/theylive1.jpg?resize=640%2C272&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p>Il compito di ogni influencer piddino-liberale oggi \u00e8 creare dal nulla occasioni e situazioni che rievochino, anche solo vagamente, il pericolo fascista per avere una scusa con cui giustificare la propria battaglia di \u201ccivilt\u00e0\u201d. A cosa servirebbero, del resto, gli antifascisti \u2013 con tutti i vari attestati e bollini di qualit\u00e0 \u2013 se non ci fossero fascisti da combattere? Inventarsi ogni giorno un gerarca alla porta di casa, un\u2019imminente marcia su Roma o altre improbabili calamit\u00e0 \u00e8 l\u2019imperativo ineludibile per poter legittimare la propria identit\u00e0 e dimostrare che il governo \u00e8 democraticamente, moralmente e scientificamente legittimo solo se al potere c\u2019\u00e8 qualcuno di gradito. Cos\u00ec, ad esempio, le immagini del Presidente Meloni applaudita da folle di bambini vengono commentate con l\u2019eloquente dicitura \u201cIstituto Luce presenta\u201d da una nota opinionista \u201cde sinistra\u201d che \u2013 stranamente \u2013 non ha aperto bocca quando fra pargoli (con museruola ben assestata) faceva capolino (peraltro senza mascherina) il sorridente volto del banchiere ex Goldman Sachs \u2013 ma antifascista \u2013 altrimenti detto \u201cnonno delle istituzioni\u201d. E non \u00e8 che un esempio. Il noto magazine on line Valigia Blu, per dirne un\u2019altra, all\u2019indomani delle scorse politiche inaugurava un editoriale con la seguente constatazione:\u00a0<em>\u201cLa campagna elettorale ci ha consegnato, tra i vari temi, quello del rapporto tra Fratelli d\u2019Italia e il fascismo\u201d<\/em>. Senza dubbio un tema appena consegnato, come un pacco Amazon: talmente nuovo da essere stato il ritornello di ogni dibattito in cui fosse presente la Meloni da quando quel Partito \u00e8 stato fondato (qualcuno ricorder\u00e0 i ciclici siparietti della Annunziata). Ma la grottesca galleria di trovate contro i fantasmi delle camicie nere \u00e8 lunga: dalle esternazioni boldriniane sui monumenti d\u2019epoca fascista, ai fedeli dell\u2019ANPI che chiedono la rimozione dalle vetrine di volumi privi di\u00a0<em>imprimatur<\/em>. Il tutto mentre proprio la Boldrini accoglieva nel nostro Parlamento Andrij Parubij, noto neonazista. Uno di quelli che avrebbero poi ricevuto l\u2019indulgenza plenaria da Gramellini perch\u00e9 alla bisogna anche i nazisti hanno un cuore (e sia detto con animo limpidamente antifascista). Cos\u00ec fino alle cronache pi\u00f9 recenti. Fino, ad esempio, all\u2019ultima passerella fiorentina, messa in piedi per condannare un\u2019aggressione per motivi politici da parte di un gruppo giovanile di destra (almeno, cos\u00ec pare), mentre tutte le sirene progressiste suonavano allarmi per la partecipazione della Meloni alla commemorazione di Sergio Ramelli, storica vittima di omicidio politico (ma perpetrato da militanti di sinistra).<\/p>\n<p>Tutto un penoso groviglio di contraddizioni, insomma, su cui potremmo ridere se non nascondesse un aspetto assai pi\u00f9 pericoloso. Cio\u00e8 il fatto che l\u2019antifascismo viene usato oggi (e non lo abbiamo scritto per caso: viene usato, intenzionalmente, strumentalmente) come giustificazione per imporre quello che chiamiamo \u201cpensiero unico\u201d.<\/p>\n<p>Il gioco, semplificando al massimo, \u00e8 grosso modo questo. L\u2019odierna economia spettacolare, per quanto riguarda le cosiddette \u201cdemocrazie occidentali\u201d, prevede che i confini fra lecito e illecito, dicibile e non dicibile vengano drasticamente riconfigurati. Il modo migliore per farlo \u2013 specialmente, poi, in un sistema debole come quello italiano \u2013 \u00e8 mantenere la parola-chiave che definisce il politicamente illegittimo:\u00a0<em>fascismo<\/em>. Risemantizzandolo a seconda delle necessit\u00e0. I nuovi significati attribuiti a questa parola da una propaganda monocratica segnano il confine oltre il quale nessun competitore politico pu\u00f2 andare, se non in maniera puramente formale o per brevi incursioni a fini propagandistici. Sulla stessa base si risemantizza dunque l\u2019<em>antifascismo<\/em>, che definir\u00e0 la base sistemica, il palinsesto comune, un nuovo \u2013 non scritto \u2013 terreno \u201ccostituzionale\u201d. Non ci\u00f2 che fa di un individuo un simpatizzante o un militante di questa o quella formazione politica, ma ci\u00f2 che fa di un individuo un cittadino a buon diritto (e per i pi\u00f9 entusiasti un essere umano degno di questo nome). Il compito di tradurre la nuova linea di confine in programma politico \u00e8 affidato ovviamente ai pronipoti dell\u2019antifascismo storico (riciclatisi come democratici, progressisti ecc., che in Italia vantano anche i maggiori agganciamenti con le centrali del potere economico, culturale, accademico, burocratico, e con quanto resta del mondo associativo e sindacale). I quali, insomma, per quanto minoritari, restano arbitri e custodi del nuovo ordine.<\/p>\n<p>Il cosiddetto centro-destra, d\u2019altronde, \u00e8 assolutamente dentro questo gioco e lucra a propria volta, con gli stessi mezzi. Resta volentieri dentro le false dicotomie gentilmente offerte dalla propaganda \u201cavversa\u201d, e si rif\u00e0 cos\u00ec il trucco coprendo l\u2019assoluta omogeneit\u00e0 agli avversari nelle scelte di fondo: dal rapporto con la UE alla distopia sanitaria, dal piano politico-economico prefigurato con il PNRR alla politica estera, abbiamo visto in questi anni un continuo valzer di distinguo seguiti da puntuali ritorni all\u2019ordine. Passando anche per le questioni che pur vengono figurate come dirimenti, dove al momento resistono pi\u00f9 che altro le parole d\u2019ordine: si pensi agli strali contro l\u2019immigrazione incontrollata, sotto i quali i flussi continuano come e pi\u00f9 di prima, o al famigerato\u00a0<em>gender<\/em>\u00a0(per dirne una: mentre, in pieno governo gialloverde, Salvini annunciava fieramente il ripristino delle parole \u201cmamma\u201d e \u201cpap\u00e0\u201d sulla modulistica corrente, la sua collega di governo Giulia Grillo difendeva il via libera di AIFA alla triptorelina). Del resto, \u00e8 proprio sui nodi etici maggiormente identitari che oggi gioca la fronda degli amministratori (leghisti inclusi) per rompere il conservatorismo apparentemente monolitico del governo. E tutto ci\u00f2 \u00e8 normale. Rientra nel gioco. Nel canovaccio, anzi. Forse qualcuno si illude ancora che la destra italiana abbia rinunciato a combattere l\u2019egemonia culturale della sinistra per incapacit\u00e0 o cecit\u00e0, ma sarebbe ora di prendere atto che non si tratta di miopia strategica: certi equilibri dialettico-spettacolari non devono essere alterati.<\/p>\n<p>I custodi del nuovo ordine, dunque, agiscono usando la parola magica \u201cfascismo\u201d a vari livelli. Innanzitutto rievocano di continuo l\u2019idea di \u201cdestra\u201d come sinonimo<em>\u00a0tout court<\/em>\u00a0di \u201cfascismo\u201d, enfatizzando un legame storico che oggi pu\u00f2 esistere nella stessa misura in cui ormai permane quello tra sinistra e movimento operaio (cio\u00e8 praticamente zero). Cos\u00ec facendo, mobilitano i propri adepti contro un pericolo fascista del tutto stereotipato, inattuale. Fatto di saluti romani, camicie nere, croci celtiche e altra varia iconografia. Anche indossando essi stessi, alla bisogna, abiti di scena grotteschi pur di mostrarsi nel solco di una tradizione ancora evocativa (vedi l\u2019icona multiuso di Berlinguer o Gualtieri che strimpella \u201cBella ciao\u201d, per non dire delle liturgie finto-soviettiste della Cgil). Una strategia ormai consunta, si dir\u00e0, elettoralmente fallimentare. Vero, ma non \u00e8 questo il punto. Intanto, perch\u00e9 i risultati elettorali ormai contano il giusto. Poi perch\u00e9 il continuo gridare al mussolinianesimo dell\u2019avversario ha comunque una precisa funzione: assegnare a una parte politica l\u2019esclusiva sulla patente antifascista, ma anche ergersi al ruolo di regolatore per la controparte, la destra, la quale intende quale sia il confine invalicabile e quale il possibile margine di sforamento. Come abbiamo detto, i pronipoti degeneri dell\u2019antifascismo storico, per quanto minoritari, restano comunque arbitri.<\/p>\n<p>Negli anni Novanta nessuno riusciva a strappare professioni di fede nel liberismo a un Occhetto o a un D\u2019Alema come ci riusciva Berlusconi. Qualcuno ricorda gli allarmi berlusconiani contro i criptocomunisti del PDS che avrebbero instaurato la repubblica dei soviet o cose del genere? Ecco, \u201ccostretti\u201d a giocare in difesa, i burocrati del fu PCI potevano \u2013 col pretesto di togliersi di dosso colpe storiche che l\u2019avversario enfatizzava opportunamente \u2013 avanzare, gradino dopo gradino, nel nuovo orizzonte ideologico e politico a cui sapevano di essere destinati (e nel quale volevano ad ogni costo entrare): lo stesso del loro avversario. Altrettanto accade grosso modo oggi, ma a parti invertite. Dove \u201cparti\u201d \u00e8 da intendere proprio nell\u2019accezione teatrale, registica, del termine. Poi, ovviamente, resta la retorica della contrapposizione, ma appunto \u00e8 solo retorica. O al pi\u00f9 tattica, di conservazione di fasce di consenso finch\u00e9 \u00e8 possibile. Ma ci\u00f2 che importa, in una competizione, pi\u00f9 dei commenti dei cronisti o dei processi del luned\u00ec, sono le regole e i criteri: ogni atleta, a prescindere dalla maglia che indossa, compete in quanto \u00e8 stato ammesso a competere, sulla base di prerequisiti validi per tutti. Ed \u00e8 quello il momento determinante: l\u00ec nasce l\u2019affannosa corsa a dimostrare di avere le carte in regola per gareggiare. Ieri bisognava dimostrare di non essere pi\u00f9 \u201cdirigisti\u201d; oggi di non essere anti-europeisti, anti-scientisti o filo-putiniani (sia pure con sfumature pi\u00f9 o meno morbide o rigide, utilissime ad allestire dibattiti-farsa). Ieri, cio\u00e8, la gara era a chi diceva meglio di non essere mai stato comunista. Oggi, invece, rievocare certe forme del PCI \u2013 in maniera fumettistica, certo, e adatta ai rotocalchi \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 un peccato, perch\u00e9 siamo entrati nella fase in cui vince chi \u00e8 pi\u00f9 \u201cantifascista\u201d.<\/p>\n<p>Dunque, la continua tensione sul pericolo fascista permette alla destra di giocare in difesa (pena, ritrovarsi dietro la lavagna con la camicia nera addosso), il che mantiene l\u2019equilibrio, tutto intero, dentro il nuovo ordine antifascista. Ma, come dicevamo, non finisce qui. Se infatti \u00e8 relativamente semplice omologare il panorama istituzionale, non cos\u00ec \u00e8 per aree della societ\u00e0 sempre meno marginali e sempre meno irregimentabili dal potere mediatico. Ecco dunque i nuovi fascisti. Nuovi si fa per dire, perch\u00e9 per renderli tali bisogna mettere loro il fez in testa (visto che il fascismo \u00e8 sempre e solo quello). Non \u00e8 difficile. Esclusi gi\u00e0 dalla rappresentanza politica \u2013 che tutta intera sta dentro i paletti sostanziali del nuovo antifascismo \u2013 saranno bersagli assai facili. Sar\u00e0 sufficiente, ad esempio, che qualche gruppuscolo neofascista (di quelli col busto di Mussolini nel cervello) si infili in una loro manifestazione: i media non perderanno l\u2019occasione di generalizzare. Salvo poi domandarsi perch\u00e9, se il fascismo \u00e8 un crimine e non un\u2019opinione, certi gruppi non vengano sciolti come puntualmente i nostri si ripromettono di fare. Gi\u00e0, perch\u00e9? E basta essere contrari all\u2019immigrazione incontrollata per venire inquadrati come suprematisti e razzisti (no, non come i colonialisti inglesi o francesi, ma come gli antisemiti delle leggi razziali: se no la parola magica perde in efficacia) o balbettare qualche sillaba contro le derive transumaniste del \u201cprogresso\u201d globale per vedersi appioppare la casacca del Dio-Patria-Famiglia, triade tradizionalmente nostalgica. E via dicendo. L\u2019opera di<em>\u00a0fascistizzazione del dissenso<\/em>\u00a0si presta ad ogni mezzo, anche il pi\u00f9 grottesco, fino a poter inglobare nell\u2019icona del giovane Balilla (e sempre in quella) tutto ci\u00f2 che stride con i catechismi ufficiali o con le loro soluzioni grafiche tardo-sessantottesche.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-pullquote\">\n<blockquote><p>Sei critico verso l\u2019Unione Europea, verso la politica della NATO, verso il governo Draghi, verso il Green Pass, verso l\u2019obbligo vaccinale, verso l\u2019immigrazione di massa usata da decenni come strumento per la deflazione salariale permanente? Hai preoccupazioni per la nuova bozza dell\u2019OMS, che, una volta ratificata, diventerebbe vincolante per gli Stati minacciando la loro sovranit\u00e0? Hai perplessit\u00e0 su come l\u2019Unione Europea ha modulato la transizione energetica? Hai dubbi sulla roadmap decisa per l\u2019efficientamento energetico degli immobili e sul suo potenziale impatto sul valore della tua unica propriet\u00e0? Sei un fascista, quindi non hai diritto di parlare. Con i fascisti non si discute, li si zittisce e basta. Si bannano, si escludono dai talk show, si attaccano sui social con campagne di\u00a0<em>shitstorm<\/em>, schiere di troll e bot di intelligenza artificiale, si spegne loro il microfono se devono parlare in una scuola, si bastonano con il manganello se occupano un porto. Cos\u00ec alla fine parleranno solo gli allineati, i quali saranno giustificati implicitamente dal fatto di essere \u201cantifascisti\u201d e amici della scienza. Insomma, quando si \u00e8 antifascisti, ci si pu\u00f2 anche permettere il lusso di essere un po\u2019 fascisti.<\/p><\/blockquote>\n<\/figure>\n<p>A pochi, forse, verr\u00e0 in mente che questo nuovo antifascismo \u00e8 in realt\u00e0 ci\u00f2 che pi\u00f9 assomiglia al fascismo nella nostra storia recente. Perch\u00e9 i suoi promotori indossano oggi camicie troppo colorate per poter essere quella robaccia l\u00ec. Eppure s\u00ec, oggi esiste un pericolo fascista, in un\u2019accezione pi\u00f9 ampia, pi\u00f9 seria e tremendamente pi\u00f9 attuale. Eccome se esiste. Esiste un tentativo di ridefinire surrettiziamente il livello delle libert\u00e0 e dei diritti in funzione dell\u2019obbedienza e dell\u2019allineamento, trasformando libert\u00e0 sancite dalla Costituzione in premi da guadagnarsi per merito. Esiste una costante mortificazione delle istanze rappresentative, tra le altre cose causata da leggi elettorali ossessivamente finalizzate a garantire la governabilit\u00e0, con il risultato che alle amministrative vota ormai poco pi\u00f9 del 40% degli aventi diritto e da anni il partito dell\u2019astensione \u00e8 di gran lunga maggioritario. Esistono i manganelli, agitati tranquillamente contro la \u201cbarbarie\u201d, come rispettosamente ci si \u00e8 riferiti all\u2019epoca alle manifestazioni dei portuali di Trieste o ad altre forme di dissenso contro il Green Pass in altre citt\u00e0. Esiste la censura, applaudita, anzi acclamata a gran voce da chi tuttora ha l\u2019indecenza di definirsi liberale. Esistono trasmissioni TV in cui gli interlocutori, rigidamente scelti all\u2019interno di confini politico-ideologici prestabiliti, chiedono al ministro degli interni di ispirarsi a Bava Beccaris per ripulire le piazze dagli straccioni no-vax (ma solo da loro, perch\u00e9 per altre manifestazioni, anche violente, organizzate da gruppi di altro orientamento politico si invoca il sacrosanto diritto al dissenso e tornano improvvisamente in auge i diritti umani). Esistono giornalisti, influencer improvvisamente convertiti in virologi, che chiedono di espellere dall\u2019ordine i medici che non si vaccinano o sconsigliano la vaccinazione. Esiste una stampa mainstream che ha ingloriosamente abdicato al suo dovere morale di indagare il potere e si \u00e8 trasformata in mero strumento di amplificazione e legittimazione di input calati dall\u2019alto (proprio in queste ore dai grandi media americani stanno partendo i primi contrattacchi contro i giornalisti che hanno divulgato i TwitterFiles; la\u00a0<em>character assassination<\/em>\u00a0e lo\u00a0<em>shitstorm<\/em>\u00a0per chi devia dalla rotta sono la forma moderna della spedizione punitiva e della fustigazione in pubblica piazza). Esiste chi sui social chiama \u201csorci\u201d i suoi avversari e lo fa con la sfrontatezza di chi non solo si sente depositario della verit\u00e0, ma sa anche che non dovr\u00e0 mai rispondere di ci\u00f2 che dice. Perch\u00e9 sentirsi dalla parte del Bene e del Giusto porta anche a questo. Esiste chi, scrivendo da testate sostenute dai finanziamenti pubblici all\u2019editoria, invoca un missile nucleare sul Cremlino, forse immaginando che i danni collaterali si sentirebbero solo a est del Volga e non anche a ovest (e, in ogni caso, per dieci minuti di visibilit\u00e0 si pu\u00f2 scrivere questo e altro). Esiste chi diffonde idee come l\u2019abolizione del suffragio universale o chiede la modifica dei sistemi di voto per escludere in partenza determinate categorie di cittadini. Esiste chi chiede la patente di cittadinanza (altrimenti detta tessera annonaria), chi indecorosamente fa sfoggio di simboli come la falce e il martello per poi manifestare disprezzo sociale verso i ceti \u201csubalterni\u201d (cit.) nel momento in cui non votano come si aspetterebbe da loro. Esistono ordini professionali che si reincaricano di punire i dissidenti, infermieri che si vantano sui social di poter infliggere terapie dolorose a pazienti non vaccinati. Esistono attori, cantanti, influencer che sui social si augurano la morte altrui o chiedono apertamente la censura dai media delle pochissime voci dissenzienti. Perch\u00e9 il\u00a0<em>virtue signaling<\/em>, la dichiarazione di appartenenza, la bandierina ucraina o europea nel profilo sono oggi in primo luogo una carta da giocare nel proprio curriculum.<\/p>\n<p>Ma tutto questo, almeno secondo alcuni, non \u00e8 fascismo. Perch\u00e9 oggi sei fascista o antifascista non per ci\u00f2 che realmente pensi, scrivi o fai, ma in base a come ti schieri rispetto al pensiero unico dominante. Sei fascista se stai con i cattivi, sei antifascista se stai con i buoni. Chi ha il potere ha, tra le altre cose, anche la prerogativa di definire ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male, incluso il potere di dare un significato alle parole. In tutto questo, tragicamente non esiste pi\u00f9 una vera opposizione, se non quella che oggi faticosamente cerca di aggregarsi all\u2019ombra dei grandi partiti, uscire dall\u2019anonimato e darsi una rappresentanza, pur essendo gi\u00e0 maggioranza reale nel paese. Ma questa, ahim\u00e8, \u00e8 una pagina ancora da scrivere.<\/p>\n<p>Chiunque oggi sia ancora in grado di pensare, indipendentemente da quale sia il suo orientamento e il suo background politico, pu\u00f2 solo concludere che effettivamente un pericolo fascista ai giorni nostri esiste. Solo che questo pericolo viene proprio dalla parte che si professa antifascista. La quale, attraverso questo depistaggio psichico, ha trovato la giustificazione perfetta per imporre la propria attitudine alla prevaricazione, incluso l\u2019uso dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, dell\u2019ordine pubblico e della forza bruta, all\u2019imposizione coercitiva dell\u2019ideologia liberalglobalista e delle agende sovranazionali contro la volont\u00e0 popolare, alla negazione della dialettica e delle contraddizioni del sistema esistente.<\/p>\n<p>Sono antifascista, quindi posso fare ci\u00f2 che voglio.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/04\/07\/antifascisti-di-cartone-e-fascismo-vero\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/04\/07\/antifascisti-di-cartone-e-fascismo-vero\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Redazione) L\u2019influencer di regime vede oggi fascisti ovunque, agita lo spettro del fascismo un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure per legittimare \u2013 in antitesi \u2013 la propria presunta identit\u00e0 antifascista. Epurato di ogni autentico riferimento al fascismo storico, l\u2019antifascismo \u00e8 diventato oggi una sorta di licenza di livello \u201cadmin\u201d con cui poter attaccare e, all\u2019occorrenza, giustificare l\u2019esclusione ex lege dal consesso civile di chiunque abbia il torto di non allinearsi al&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kr3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78557"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78557"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78558,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78557\/revisions\/78558"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}