{"id":78703,"date":"2023-04-20T10:34:22","date_gmt":"2023-04-20T08:34:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78703"},"modified":"2023-04-18T15:39:53","modified_gmt":"2023-04-18T13:39:53","slug":"ahmici-trentanni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78703","title":{"rendered":"Ahmi\u0107i, trent\u2019anni dopo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Ivica Dikic)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"La moschea distrutta nel 1993 - Fotografia fornita per gentile concessione dell'ICTY\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/aree\/croazia\/ahmici-trent-anni-dopo-224755\/2160031-1-ita-IT\/Ahmici-trent-anni-dopo.jpg\" alt=\"La moschea distrutta nel 1993 - Fotografia fornita per gentile concessione dell'ICTY\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>La moschea distrutta nel 1993 &#8211; Fotografia fornita per gentile concessione dell&#8217;ICTY<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Dopo la sentenza di assoluzione di Ante Gotovina e Mladen Marka\u010d emessa dal Tribunale dell\u2019Aja nel 2012, e soprattutto dopo l\u2019adesione all\u2019UE nel 2013, la Croazia ha completamente rimosso i crimini commessi dai membri dell\u2019esercito e della polizia croata, e del Consiglio di difesa croato, compreso il crimine di Ahmi\u0107i<\/em><\/p>\n<div><\/div>\n<p><em>(Originariamente pubblicato sul portale\u00a0<a title=\"Link a Pe\u0161\u010danik\" href=\"https:\/\/pescanik.net\/ahmici-30-godina-poslije\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pe\u0161\u010danik\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, il 15 aprile 2023)<\/em><\/p>\n<p>All\u2019alba del 16 aprile 1993 i membri della polizia militare e dell\u2019unit\u00e0 speciale Jokeri del Consiglio di difesa croato [HVO, esercito croato-bosniaco] attaccarono il villaggio di Ahmi\u0107i, nei pressi di Vitez, nella Bosnia centrale. Nel villaggio vivevano circa ottocento bosgnacchi. Nelle ore di orrore che seguirono, vennero uccise oltre cento persone, perlopi\u00f9 civili: donne, anziani, bambini. La vittima pi\u00f9 giovane aveva tre mesi, quella pi\u00f9 vecchia ottantun anni. Furono distrutte e date alle fiamme pi\u00f9 di centocinquanta case e stalle, furono anche minate due moschee del villaggio. L\u2019immagine di una delle moschee, spezzata dall\u2019esplosione come se fosse una penna, fece il giro del mondo. Nel frattempo, tutte le persone condannate per il crimine di Ahmi\u0107i sono uscite dal carcere, compreso Dario Kordi\u0107, durante la guerra padre padrone di una parte della Bosnia centrale controllata dai croati, condannato dal Tribunale dell\u2019Aja a venticinque anni di reclusione. In carcere \u2013 dove, come da lui stesso affermato, per ben due volte gli apparve Ges\u00f9 Cristo \u2013 Kordi\u0107 si \u00e8 lasciato completamente andare al fanatismo religioso, tanto che, una volta tornato in libert\u00e0, \u00e8 diventato un ospite benvisto delle manifestazioni cattoliche e dei monasteri di tutta la Croazia e la Bosnia Erzegovina.<\/p>\n<p>A distanza di trent\u2019anni dalla strage di Ahmi\u0107i, i croati in Bosnia Erzegovina, come anche in Croazia, non sono riusciti a trovare la forza morale e mentale per fare i conti con la verit\u00e0 su uno dei pi\u00f9 efferati crimini perpetrati durante le guerre degli anni Novanta. Anche ammettendo che il massacro fosse stato conseguenza della follia di alcuni individui carichi di odio, di quella spirale di malvagit\u00e0 e vendetta che nel 1993 aveva inghiottito sia l\u2019HVO sia l\u2019Armija BiH nella Bosnia centrale, dove entrambi gli eserciti terrorizzavano e barbaramente uccidevano la popolazione locale, resta il fatto che la Repubblica di Croazia \u2013 insieme ai rappresentanti politici dei croati di Bosnia Erzegovina \u2013 si \u00e8 sforzata di nazionalizzare il crimine di Ahmi\u0107i, ossia di addossare ad un\u2019intera nazione la responsabilit\u00e0 di un\u2019atrocit\u00e0 commessa da un gruppo di soldati dell\u2019HVO assetati di sangue. A quella nazione non sono bastati nemmeno trent\u2019anni per imparare ad affrontare i propri peccati in modo responsabile, maturo e autoriflessivo. Lo stesso vale per i crimini commessi dall\u2019esercito croato contro i serbi dopo l\u2019operazione Oluja: ci\u00f2 che le autorit\u00e0 statali fecero \u2013 o non fecero \u2013 dopo essere venute a conoscenza di omicidi, distruzioni e rapine, dimostr\u00f2 chiaramente che non si era trattato di incidenti e atti di vendetta isolati, bens\u00ec sostanzialmente di azioni compiute con la tacita approvazione del potere, cos\u00ec come le misure amministrative adottate dopo Oluja confermarono che lo scopo di quell\u2019operazione, oltre alla liberazione del territorio, era di ridurre in modo drastico e permanente la popolazione serba della Croazia.<\/p>\n<p>Negli anni Novanta, la leadership politica croata, guidata da Franjo Tu\u0111man, in un primo momento cerc\u00f2 di presentare il crimine di Ahmi\u0107i come un raggiro ai danni dei croati o come una messinscena orchestrata dai membri delle forze di pace britanniche che per primi denunciarono il massacro. Successivamente, furono avanzate delle ipotesi secondo cui il villaggio di Ahmi\u0107i sarebbe stato un legittimo obiettivo militare in quanto roccaforte dell\u2019Armija BiH, volendo cos\u00ec suggerire che, anzich\u00e9 essere finalizzata al compimento di un crimine pianificato, quella operazione sanguinosa fosse conseguenza della perdita di controllo [del territorio]. Dario Kordi\u0107 e alcuni dei principali mandanti ed esecutori diretti del crimine godevano di una protezione politica, venendo persino insigniti di varie onorificenze statali, fino a quando, nella seconda met\u00e0 degli anni Novanta, le pressioni internazionali su Zagabria non divennero insopportabili. Nel 1997 Tu\u0111man organizz\u00f2 la consegna di Kordi\u0107 e dei suoi compagni all\u2019Aja. Parallelamente per\u00f2 i servizi di controspionaggio militare e i servizi segreti civili, questi ultimi all\u2019epoca guidati da Miroslav Tu\u0111man, il figlio primogenito di Franjo, avviarono un\u2019operazione finalizzata a ostacolare le attivit\u00e0 del Tribunale dell\u2019Aja, selezionando attentamente i documenti [da consegnare al Tribunale] con l\u2019intento di addossare la responsabilit\u00e0 a persone a cui il regime di Tu\u0111man non teneva tanto quanto a Kordi\u0107 e la sua cerchia. Le famiglie dei \u201cprigionieri dell\u2019Aja\u201d furono materialmente sostenute a spese dello stato. Allo stesso tempo, in Croazia, fino all\u2019autunno del 2000 sotto falsa identit\u00e0 vivevano alcune persone legate al crimine di Ahmi\u0107i, in una casa dello stato e godendo della protezione dei servizi segreti militari. Questa congiura di stato venne svelata soprattutto grazie agli sforzi di Anto Nobilo, avvocato zagabrese che davanti al\u00a0<a title=\"Link a Tribunale dell\u2019Aja difese Tihomir Bla\u0161ki\u0107\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Croazia\/Aja-libero-Blaskic-sacrificato-per-coprire-Tudman-26440\">Tribunale dell\u2019Aja difese Tihomir Bla\u0161ki\u0107<\/a>, generale dell\u2019HVO al quale Zagabria e Mostar cercarono di attribuire il ruolo dell\u2019unico militare di alto rango responsabile dei crimini commessi dall\u2019HVO nella Bosnia centrale.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 2010, l\u2019allora presidente della Croazia Ivo Josipovi\u0107 si rec\u00f2 ad Ahmi\u0107i per inchinarsi davanti al monumento in memoria delle vittime del massacro. Insieme a Josipovi\u0107 si inchin\u00f2 anche il cardinale di Sarajevo Vinko Pulji\u0107, il quale in precedenza per ben due volte aveva visitato Kordi\u0107 nella citt\u00e0 di Graz, in Austria, dove quest\u2019ultimo stava scontando la pena comminatagli dal Tribunale dell\u2019Aja.<\/p>\n<p>\u201cSecondo un\u2019etica troglodita, le vittime\u00a0<em>altrui<\/em>\u00a0non sono degne di alcuna attenzione n\u00e9 compassione, la cosa pi\u00f9 facile \u00e8 ignorarle, in realt\u00e0, queste vittime non sono mai esistite, sono frutto di menzogna e propaganda, ma anche se fossero esistite, sarebbe stato un perfido fattore esterno ad attribuirle a\u00a0<em>noi<\/em>, un fattore potente, perennemente impegnato in una cospirazione contro di\u00a0<em>noi<\/em>. Tante volte abbiamo visto questo tipo di etica concretizzarsi nell\u2019opinione pubblica croata relativamente alla strage dei musulmani ad Ahmi\u0107i a cui sono legate l\u2019imputazione e la condanna a carico di Kordi\u0107: non furono \u2018i nostri cavalieri\u2019 a farlo, fu una fregatura ideata dai britannici, i nostri vecchi nemici, con l\u2019intento di demonizzare il popolo croato\u2026 Simili dichiarazioni non contengono mai alcuna riflessione sulle vittime, sulle loro sofferenze, sull\u2019empatia nei loro confronti\u201d, scrive il letterato Ivan Lovrenovi\u0107 nel suo testo\u00a0<a title=\"Link a Ges\u00f9 ad Ahmi\u0107i\" href=\"https:\/\/ivanlovrenovic.com\/clanci\/sarajevski-dnevnik\/isus-u-ahmicima\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Ges\u00f9 ad Ahmi\u0107i<\/em>\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, che \u00e8 anche il titolo di una sua raccolta di saggi pubblicata nel 2015. \u201cGes\u00f9 come lo conosciamo dai Vangeli, negazione viva e radicale dell\u2019etica tribale dei nostri \u2018eroi\u2019 e dei loro sacerdoti cattolici, rivolto agli essere umani in quanto tali e alla loro sofferenza, dimostrerebbe interesse per i bambini, le donne, le persone che furono uccise in nome della giustizia di Dio e lasciate giacere nelle case e nelle\u00a0<em>mahale<\/em>\u00a0di Ahmi\u0107i. Lo possiamo concepire con certezza. Non credo che tale Ges\u00f9 possa comparire nelle visioni degli \u2018eroi della Guerra patriottica croata\u2019\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019atto di Josipovi\u0107 non ha lasciato alcuna traccia profonda nella societ\u00e0 croata. Dopo la sentenza di assoluzione di\u00a0<a title=\"Link a Ante Gotovina e Mladen Marka\u010d \" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Croazia\/Gotovina-e-Markac-in-liberta-Oluja-senza-colpevoli-126537\">Ante Gotovina e Mladen Marka\u010d\u00a0<\/a>emessa dal Tribunale dell\u2019Aja nel 2012, e soprattutto dopo l\u2019adesione all\u2019UE nel 2013, la Croazia ha completamente dimenticato i crimini commessi dai membri dell\u2019esercito e della polizia croata, e del Consiglio di difesa croato, compreso il crimine di Ahmi\u0107i. Negli ultimi anni, anche gli scontri politici tra croati e bosgnacchi della Federazione BiH hanno contribuito affinch\u00e9 i fatti di Ahmi\u0107i cadessero nell\u2019oblio. Non c\u2019\u00e8 alcuna indagine, alcun procedimento penale, non ci si impegna a nessun livello a sviluppare una consapevolezza collettiva del fatto che anche la \u201cnostra\u201d parte ha commesso crimini terrificanti; non c\u2019\u00e8 alcuna strada n\u00e9 piazza intitolata alle vittime di Ahmi\u0107i, non ci sono libri, film, discussioni\u2026 Come se nulla fosse accaduto. E il fatto che tutti i popoli e le correnti dominanti di tutte le societ\u00e0 coinvolte nelle guerre post-jugoslave degli anni Novanta si comportino pi\u00f9 o meno allo stesso modo non porta alcuna consolazione, tutt\u2019altro!<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Croazia\/Ahmici-trent-anni-dopo-224755\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Croazia\/Ahmici-trent-anni-dopo-224755<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Ivica Dikic) La moschea distrutta nel 1993 &#8211; Fotografia fornita per gentile concessione dell&#8217;ICTY Dopo la sentenza di assoluzione di Ante Gotovina e Mladen Marka\u010d emessa dal Tribunale dell\u2019Aja nel 2012, e soprattutto dopo l\u2019adesione all\u2019UE nel 2013, la Croazia ha completamente rimosso i crimini commessi dai membri dell\u2019esercito e della polizia croata, e del Consiglio di difesa croato, compreso il crimine di Ahmi\u0107i (Originariamente pubblicato sul portale\u00a0Pe\u0161\u010danik\u00a0\u00a0, il 15&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":78704,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/immagine_2023-04-18_153911675.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ktp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78703"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78703"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78703\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78705,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78703\/revisions\/78705"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/78704"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}