{"id":78810,"date":"2023-04-24T12:22:05","date_gmt":"2023-04-24T10:22:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78810"},"modified":"2023-04-24T12:22:05","modified_gmt":"2023-04-24T10:22:05","slug":"la-guerra-in-galizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78810","title":{"rendered":"La guerra in Galizia"},"content":{"rendered":"<p><strong>da QUOD LIBET, Rubrica UNA VOCE (Giorgio Agamben)<\/strong><\/p>\n<p>Vi erano al centro dell\u2019Europa delle regioni che sono state cancellate dalla carta geografica. Una di queste \u2013 non \u00e8 la sola \u2013 \u00e8 la Galizia, che coincide oggi in buona parte con il territorio in cui da pi\u00f9 di un anno si combatte una guerra sciagurata. Fino alla fine della Prima guerra mondiale, la Galizia era la provincia pi\u00f9 lontana dell\u2019Impero austro-ungarico, al confine con la Russia. Alla dissoluzione dell\u2019impero asburgico, i vincitori, certo non meno iniqui dei vinti, l\u2019assegnarono alla rinata Polonia, come la Bucovina, che con essa confinava, fu annessa altrettanto capricciosamente alla Romania. I confini, ogni volta ridisegnati con gomma e matita sulle carte geografiche dai potenti, lasciano il tempo che trovano, ma \u00e8 probabile che la Galizia non riapparir\u00e0 pi\u00f9 sugli inventari della politica europea. Assai pi\u00f9 della cartografia c\u2019importa il mondo che in quella regione esisteva \u2013 cio\u00e8 gli uomini che nel\u00a0<i>K\u00f6nigreich Galizien und Lodomerien<\/i>\u00a0(questo era il nome ufficiale della provincia) respiravano, amavano, si guadagnavano da vivere, piangevano, speravano e morivano. Per le strade di Lemberg, Tarnopol, Przemysl, Brody (patria di Joseph Roth), Rzeszow, Kolomea camminava un insieme variegato di ruteni (cos\u00ec allora si chiamavano gli Ucraini), polacchi, ebrei (in alcune citt\u00e0 quasi met\u00e0 della popolazione), rumeni, zingari, huzuli (che fra il 1918 e il 1919 costituirono una repubblica indipendente di breve durata). Ognuna di queste citt\u00e0 aveva un nome diverso secondo la lingua degli abitanti che vi convivevano, in ognuna di esse le chiese cattoliche girato l\u2019angolo si trasformavano in sinagoghe e queste in chiese ortodosse e uniate. Non era una regione ricca, anzi i funzionari della Kakania la consideravano la pi\u00f9 povera e arretrata dell\u2019impero; era tuttavia, proprio per la pluralit\u00e0 delle sue etnie, culturalmente viva e generosa, con teatri, giornali, scuole e universit\u00e0 in pi\u00f9 lingue e una fioritura di scrittori e musicisti che dobbiamo ancora imparare a conoscere. \u00c8 questo mondo che si trov\u00f2 nel 1919 da un giorno all\u2019altro politicamente e giuridicamente annientato ed \u00e8 a questa multiforme, intricata realt\u00e0 che l\u2019occupazione nazista (1941-1944) e poi quella sovietica diedero qualche decennio dopo il colpo di grazia. Ma ancor prima di diventar parte dell\u2019Impero austro-ungarico, la terra che portava il nome di Haly\u010d o Galizia (secondo alcuni di origine celtica, come la Galizia spagnola) e alla fine del medioevo era sotto il dominio ungherese col nome di principato di Galizia e Volinia, era stata contesa di volta in volta fra cosacchi, russi e polacchi, finch\u00e9 la granduchessa Maria Teresa d\u2019Austria profitt\u00f2 della prima spartizione della Polonia nel 1772 per annetterlo al suo impero. Nel 1922 il territorio fu annesso all\u2019Unione Sovietica, col nome di Repubblica socialista sovietica Ucraina, da cui si separ\u00f2 nel 1991 abbreviando il proprio nome in Repubblica Ucraina.<br \/>\n\u00c8 tempo di cessare di credere ai nomi e ai confini segnati sulla carta e di chiedersi piuttosto che ne \u00e8 stato, che ne \u00e8 di quel mondo e di quelle forme di vita che abbiamo appena evocato. Come sopravvivono \u2013 se sopravvivono \u2013 al di l\u00e0 degli infami registri delle burocrazie statuali? E la guerra ora in corso non \u00e8 ancora un volta il frutto dell\u2019oblio di quelle forme di vita e l\u2019odiosa, letale conseguenza di quei registri e di quei nomi?<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-guerra-galizia\">https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-guerra-galizia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da QUOD LIBET, Rubrica UNA VOCE (Giorgio Agamben) Vi erano al centro dell\u2019Europa delle regioni che sono state cancellate dalla carta geografica. Una di queste \u2013 non \u00e8 la sola \u2013 \u00e8 la Galizia, che coincide oggi in buona parte con il territorio in cui da pi\u00f9 di un anno si combatte una guerra sciagurata. 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