{"id":78817,"date":"2023-04-26T08:00:59","date_gmt":"2023-04-26T06:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78817"},"modified":"2023-04-24T13:24:06","modified_gmt":"2023-04-24T11:24:06","slug":"perche-lappiattimento-della-germania-sulle-posizioni-atlantiste-e-un-problema-per-i-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78817","title":{"rendered":"Perch\u00e8 l&#8217;appiattimento della Germania sulle posizioni atlantiste \u00e8 un problema per i francesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><i><b>&#8220;Per quanto apprezzabili, le parole di Macron tuttavia non colgono il punto della situazione politica europea attuale. Soprattutto in Germania, la politica e i media mainstream preferiscono una fedelt\u00e0 nibelunga all&#8217;impero d&#8217;oltreoceano&#8221; cosi&#8217; scrive l&#8217;ottimo Jens Berger che sulle Nachdenkseiten ci spiega perch\u00e9 l&#8217;attuale appiattimento della Germania sulle posizioni atlantiste segna una ulteriore frattura nel cosiddetto asse franco-tedesco.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=96241\">Dalle Nachdenkseiten<\/a><\/b><\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEj01pZ4IEYI8aPS-ysUfLE4LcxHYHOVKUDdeNCn_eGccDGjkHjRY4P-LartljzcCMhIUVoeX50rGkRUto4qS-wUxOhH7Ih8WlPv-GyXrPbxrpymPPLS3t-6Ks1QAC0lrcE1hchFL7IHoUjxiwTRrUiGc72H2LAHcBlu3LkLgKPw_lIzcg5n53QkkCYw\/s735\/093535021-7db36a17-03cf-4366-acb9-fd3cae6dc19c.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEj01pZ4IEYI8aPS-ysUfLE4LcxHYHOVKUDdeNCn_eGccDGjkHjRY4P-LartljzcCMhIUVoeX50rGkRUto4qS-wUxOhH7Ih8WlPv-GyXrPbxrpymPPLS3t-6Ks1QAC0lrcE1hchFL7IHoUjxiwTRrUiGc72H2LAHcBlu3LkLgKPw_lIzcg5n53QkkCYw\/w400-h226\/093535021-7db36a17-03cf-4366-acb9-fd3cae6dc19c.jpg\" width=\"400\" height=\"226\" border=\"0\" data-original-height=\"416\" data-original-width=\"735\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>L&#8217;Europa dovrebbe lottare per avere una propria &#8220;autonomia strategica&#8221;<\/b>\u00a0e resistere alle pressioni che vorrebbero trasformarla nel &#8220;tirapiedi dell&#8217;America&#8221;. Nella questione di Taiwan, non bisogna essere &#8220;subalterni&#8221;. Altrimenti il rischio \u00e8 quello di &#8220;diventare un vassallo degli Stati Uniti&#8221;. Queste frasi non provengono da Oskar Lafontaine, che di recente aveva espresso posizioni simili\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=94575\">sulle NachDenkSeiten,\u00a0<\/a>ma da Emmanuel Macron. Le reazioni sono state forti, soprattutto in Germania. Per quanto apprezzabili, le parole di Macron tuttavia non colgono il punto della situazione politica europea attuale. Soprattutto in Germania, la politica e i media mainstream preferiscono una fedelt\u00e0 nibelunga all&#8217;impero d&#8217;oltreoceano. Di Jens Berger.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Bisogna riconoscere che il presidente francese Emmanuel Macron<\/b>\u00a0sa come sorprendere. Mentre le \u00e9lite politiche tedesche fanno a gara nel dipingere la Cina come un &#8220;avversario del sistema&#8221; e un &#8220;rivale&#8221; con i toni pi\u00f9 stridenti possibili, e nel consigliare all&#8217;economia tedesca di &#8220;diversificare i propri investimenti&#8221;, il presidente francese si \u00e8 recato nel Regno di Mezzo proprio nel periodo di Pasqua insieme ad una truppa di rappresentanti dell&#8217;economia dove ha discusso di investimenti per diversi miliardi di euro e parlato della situazione mondiale con il suo omologo cinese Xi, su un piano di parit\u00e0 e per ben sei ore. E gi\u00e0 questo sembra notevole, visto che in Europa ormai sembra essere diventata prassi comune quella di comportarsi nel peggiore dei modi coloniali anche nei confronti di una potenza mondiale come la Cina.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Ma ancora pi\u00f9 notevole, almeno per le orecchie tedesche, \u00e8 stata l&#8217;intervista che Macron<\/b>\u00a0ha rilasciato sul volo di ritorno al portale mediatico statunitense &#8220;Politico&#8221;, appartenente al gruppo Springer. Sembra quasi ricordare i tempi di\u00a0<b>De Gaulle,<\/b>\u00a0quando propagandava un'&#8221;Europa delle patrie&#8221; che distingueva chiaramente i suoi interessi &#8211; sotto la guida francese, ovviamente &#8211; da quelli degli Stati Uniti. Oggi in Germania si tende a dimenticare che l&#8217;integrazione europea, che in seguito avrebbe portato alla fondazione della Comunit\u00e0 europea con il Trattato di nascita della CE, \u00e8 sempre stata intesa, soprattutto dalla Francia, come un modello opposto all&#8217;orientamento degli Stati Uniti e della NATO, come avveniva ad esempio in Gran Bretagna in quel periodo.\u00a0<b>De Gaulle vedeva la NATO<\/b>\u00a0come uno strumento degli interessi statunitensi, e infatti espulse le truppe NATO dal Paese e ritir\u00f2 le truppe francesi dalle strutture militari della NATO nel 1966. Solo nel 2009, sotto Sarkozy, la Francia ha completato la piena reintegrazione delle sue strutture militari all&#8217;interno della NATO. I transatlantici hanno trionfato &#8211; anche se relativamente tardi &#8211; anche in Francia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Tenendo presente questi contesti storici<\/b>, le dichiarazioni di Macron appaiono meno sorprendenti. Che gli interessi di Francia e Germania non siano affatto congruenti con quelli degli Stati Uniti \u00e8 ben noto, almeno ai lettori delle NachDenkSeiten. Soprattutto per quanto riguarda la Cina, le differenze sono evidenti. Mentre gli Stati Uniti vogliono disperatamente mantenere l&#8217;ordine mondiale unipolare con se stessi come unica superpotenza e &#8211; come nel caso dell&#8217;UE &#8211; conquistare tutti i concorrenti o, se ci\u00f2 non \u00e8 possibile &#8211; come nel caso della Cina &#8211; combatterli, l&#8217;UE, che dal punto di vista economico \u00e8 strettamente interconnessa con la Cina, non pu\u00f2 avere alcun interesse a essere trascinata in questo e altri conflitti al guinzaglio degli Stati Uniti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>L&#8217;Europa deve guardare ai propri interessi e anteporli a quelli degli Stati Uniti<\/b>\u00a0&#8211; questo \u00e8 essenzialmente il messaggio di Macron. \u00c8 chiaro che questo messaggio \u00e8 diametralmente opposto non solo alle dottrine degli Stati Uniti, ma anche alle idee dei loro partigiani in Europa. Di conseguenza, non era difficile aspettarsi una dura critica alle dichiarazioni di Macron da parte dei\u00a0<b>media tedeschi fortemente influenzati dai potentati transatlantici e da parte dei politici tedeschi.\u00a0<\/b>Lo SPIEGEL ha immediatamente scritto che Macron \u00e8 un &#8220;burattino della propaganda cinese&#8221; e i politici di tutti i principali partiti si sono superati nelle loro critiche al francese, secondo i quali avrebbe &#8220;perso il senno&#8221;, come ha detto diplomaticamente il falco transatlantico Norbert R\u00f6ttgen.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Macron ha perso il senno?\u00a0<\/b>S\u00ec e no. In termini di contenuto, ovviamente, ha assolutamente ragione. Gi\u00e0 nel 1987, lo storico Paul Kennedy, nel suo libro altamente raccomandato &#8220;The Rise and Fall of the Great Powers&#8221;, aveva previsto i problemi legati all&#8217;ascesa della Cina e al relativo declino degli Stati Uniti e aveva messo in guardia dai cosiddetti &#8220;conflitti di erosione&#8221; in cui l&#8217;Europa non doveva farsi trascinare. Se ci si toglie le lenti del transatlantismo, le dichiarazioni di Macron sono poco spettacolari e in realt\u00e0 anche poco controverse. Purtroppo, il resto dell&#8217;Europa indossa questi occhiali transatlantici ed \u00e8 incapace di riconoscere i propri interessi. Non stiamo rischiando di diventare &#8220;vassalli&#8221;, come dice Macron, ma lo siamo gi\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ed \u00e8 proprio su questo punto che Macron probabilmente ha davvero perso il senno.\u00a0<\/b>Vorrebbe forse formulare una politica di sicurezza indipendente dagli Stati Uniti insieme alla Polonia? Buon divertimento. Vuole forse spiegare agli Stati baltici che i loro interessi non sono congruenti con quelli degli Stati Uniti? Divertitevi. Vuole convincere Annalena Baerbock che non \u00e8 nell&#8217;interesse degli europei lasciare che gli Stati Uniti li trascinino nel conflitto di Taiwan? Mi sembra inutile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Per questo l&#8217;intervento di Macron sembra soprattutto privo di efficiacia,\u00a0<\/b>un&#8217;eccezione &#8220;gollista&#8221; nel concerto transatlantico dei flauti dolci. Negli ultimi decenni si \u00e8 parlato molto del tandem franco-tedesco che dovrebbe trainare l&#8217;Europa.\u00a0<b>Se prendiamo in parola Macron, per\u00f2, risulta evidente che i componenti di questo tandem vogliono andare in direzioni opposte<\/b>. Ma chi lo sa? Forse il &#8220;grande pasticcio&#8221; che la dottrina statunitense sta attualmente causando in Ucraina indurr\u00e0 i politici tedeschi almeno a riaggiustare la bussola? Come tutti sappiamo, la speranza \u00e8 l&#8217;ultima a morire.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/04\/perche-lappiattimento-della-germania.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/04\/perche-lappiattimento-della-germania.html<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; &#8220;Per quanto apprezzabili, le parole di Macron tuttavia non colgono il punto della situazione politica europea attuale. 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