{"id":78886,"date":"2023-04-27T10:24:10","date_gmt":"2023-04-27T08:24:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78886"},"modified":"2023-04-26T18:30:55","modified_gmt":"2023-04-26T16:30:55","slug":"25-aprile-lasse-o-la-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78886","title":{"rendered":"25 aprile: l&#8217;Asse o la Liberazione?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Carlo Greppi)<\/strong><\/p>\n<p>Infine \u00e8 arrivata, la prima Festa della Liberazione con i postfascisti al governo: mai era accaduto in oltre tre quarti di secolo di storia dell\u2019Italia repubblicana. Il senso comune storico \u2013 causa ed effetto di questa marea nera montante \u2013 appare ormai largamente inquinato dalle banalizzazioni e, soprattutto, dalle distorsioni e dalle mistificazioni di decenni di arrembante revisionismo che hanno portato la storia e la memoria dell\u2019antifascismo e della Resistenza a doversi difendere da reiterati attacchi. Ora anche dai pi\u00f9 alti gradini delle istituzioni italiane. Tra gli ultimi rigurgiti di questa offensiva sempre pi\u00f9 sfacciata l\u2019<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2023\/03\/la-russa-via-rasella-partigiani-polemica-politica-banda-musicale-12bdcaf3-9fdf-477c-95c4-60fa2646a7c0.html\">irriverente sarcasmo<\/a>\u00a0del presidente del Senato, Ignazio Benito Maria La Russa, puntualmente rintuzzato dall\u2019insorgere della rete e dagli storici di professione, e i cui \u201cargomenti\u201d, rapidamente sbriciolabili\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/politica\/lo-storico-greppi-spiega-perche-la-russa-dice-il-falso-su-via-rasella-e-sulla-resistenza\/\">da chiunque<\/a>, sono stati pazientemente confutati uno per uno anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reteparri.it\/comunicati\/su-via-rasella-e-le-dichiarazioni-del-presidente-del-senato-9490\/\">da un comunicato<\/a>\u00a0dell\u2019Istituto nazionale Ferruccio Parri. La sostanza? Via Rasella fu un legittimo atto di guerra; e \u201cil battaglione Bozen non era una banda musicale ma un battaglione di polizia armato di pistole mitragliatrici e bombe a mano, che stava ultimando il suo addestramento\u201d. E poi, ancora nel comunicato, troviamo quattro punti decisivi che ci ricordano di quel terribile\u00a0<a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788879894579\">ordine gi\u00e0 eseguito<\/a>\u00a0quando fu annunciata la criminale ritorsione delle Fosse Ardeatine:<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 bene ricordare che gli altri due battaglioni del reggimento Bozen erano stati subito impiegati in funzione anti-partigiana in Istria e nel Bellunese, dove si erano resi autori di stragi.<\/p>\n<p>&#8211; Il battaglione oggetto dell\u2019attacco di via Rasella \u00e8 stato successivamente impiegato in Italia in funzione anti-partigiana.<\/p>\n<p>&#8211; A seguito dell&#8217;attacco i Tedeschi fucilarono alle Fosse Ardeatine 335 fra antifascisti, partigiani, ebrei, detenuti comuni. Le liste furono compilate con l&#8217;aiuto della Questura di Roma. L\u2019ordine di fucilazione fu eseguito prima della pubblicazione del comunicato emanato dal comando tedesco della citt\u00e0 occupata di Roma alle 22,55 del 24 marzo 1944.<\/p>\n<p>&#8211; Per tale atto il Questore di Roma, Pietro Caruso, fu condannato a morte dall&#8217;Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo. La sentenza fu eseguita il 22\/9\/1944.<\/p>\n<p>Atto di guerra, dunque, nell\u2019alveo pi\u00f9 ampio di una battaglia innanzitutto valoriale. \u201cNon prendevamo nemmeno in considerazione l\u2019idea di fucilare qualcuno villanamente\u201d, leggiamo nell\u2019autobiografico \u201cresoconto veritiero\u201d (\u201cromanzo\u201d e \u201cnon-romanzo\u201d)\u00a0<a href=\"https:\/\/bur.rizzolilibri.it\/libri\/i-piccoli-maestri-gift-book\/\"><em>I piccoli maestri<\/em><\/a><em>\u00a0<\/em>di Luigi Meneghello: \u201cdovevamo giustificarci ogni pi\u00f9 modesta esplosione, ogni pi\u00f9 piccola morte\u201d, \u201cnon spaventare senza bisogno, non assassinare senza spiegazioni\u201d; e questo specifico punto di vista immortalato dalla letteratura lo si trova gi\u00e0 nelle celebri pagine finali di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815097408?forcedLocale=it&amp;fbrefresh=CAN_BE_ANYTHING\"><em>Un uomo un partigiano<\/em><\/a>\u00a0di Roberto Battaglia (1945), primo storico della lotta di liberazione, e nel fondamentale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/libri\/claudio-pavone-una-guerra-civile-9788833916767\/\"><em>Una guerra civile. Saggio storico sulla moralit\u00e0 nella Resistenza<\/em><\/a>\u00a0(1991) di Claudio Pavone: \u201cl\u2019impegno in vista di fini positivi non cancell\u00f2 mai completamente nella violenza resistenziale il carattere difensivo. La scelta di uccidere veniva dopo, era una conseguenza della scelta fondamentale di contrapporsi alla violenza dell\u2019altro. La violenza resistenziale poteva dunque essere ricondotta, in senso ampio, sotto la categoria della legittima difesa, implicante la possibilit\u00e0 di essere a propria volta uccisi\u201d.<\/p>\n<p><em>Guerra alla guerra<\/em><\/p>\n<p>La Resistenza fu nei fatti guerra di guerriglia; si tradusse in una serie ininterrotta di legittimi atti di guerra riconducibili appunto alla categoria della altrettanto legittima difesa, considerando inoltre la feroce guerra ai civili che, da Boves alle Fosse Ardeatine, da Civitella in Val di Chiana a Sant\u2019Anna di Stazzema, da Monte Sole (alias San Martino, alias Marzabotto) a San Martino di Lupari, vide i nazifascisti macchiarsi di crimini efferati rimasti in gran parte impuniti, assassinando uomini inermi, donne e bambini in quella che pu\u00f2 essere letta come un\u2019unica, ininterrotta, strage con un picco nell\u2019estate 1944 (luglio-settembre) che vide oltre 7.000 vittime. Invito chiunque a farsi \u201cun giro\u201d sul portale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.straginazifasciste.it\/\">Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia<\/a>, per non parlare di pagine raccapriccianti che le hanno precedute e di molto, come il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gianmariacomolli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/CORRIERE-DELLA-SERA-La-storia-irrisolta.pdf\">genocidio<\/a>\u00a0in\u00a0<a href=\"https:\/\/neripozza.it\/libri\/italiani-brava-gente-2\">Cirenaica<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/i-massacri-del-1937-addis-abeba-e-debre-libanos\">il massacro di Addis Abeba e quello di Debre Libanos<\/a>, e in generale la lunga scia di sangue provocata (anche) da ordinari e volonterosissimi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858151396\">carnefici del Duce<\/a>, come anche il nuovo libro di Eric Gobetti contribuisce a mostrare inequivocabilmente, in oltre vent\u2019anni di guerra sostanzialmente senza soluzione di continuit\u00e0, dalla \u201cquarta sponda\u201d libica fin nel 1922 alla primavera del 1945 nel territorio italiano a nord della Linea Gotica.<\/p>\n<p>Ma, come si usa dire, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sordo di chi non vuol sentire \u2013 a proposito di luoghi comuni. E fascista \u00e8 chi il fascista fa, per parafrasare il Forrest Gump del celeberrimo \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tldGgGFe194\"><em>Stupid is as stupid does<\/em><\/a>\u201d. Non ci deve sorprendere che\u00a0<a href=\"https:\/\/jacobin.com\/author\/david-broder\">i nipoti di Mussolini<\/a>\u00a0\u2013 cos\u00ec definiti nel brillante saggio di David Broder uscito il mese scorso per Pluto Press \u2013 verticalizzino l\u2019offensiva antiantifascista e antiresistenziale degli ultimi decenni, una volta che, prese le redini del potere, tentano anche goffamente di imbastire una strategia pubblica per prendersi \u2013 riprendersi, se si pensa al ventennio \u2013 l\u2019egemonia culturale. Che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 una mossa assai problematica, come ha rilevato sinteticamente Mattia De Bernardis\u00a0<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/per-i-progressisti-la-cultura-di-destra-e-un-oscuro-signore-lf9bqk04\">sulle pagine di \u201cDomani\u201d<\/a>, \u201cChe una parte politica sia tentata di dettare linee e ri-orientare gerarchie nell\u2019ambito culturale, dopo che le ultime vittorie elettorali le avrebbero concesso un chiaro mandato per smantellare finalmente l\u2019egemonia culturale della sinistra in Italia, l\u2019abbiamo capito. Che l\u2019egemonia culturale della sinistra in Italia si smantelli facendo\u00a0<em>spoil system<\/em>\u00a0nelle (poche) istituzioni culturali ancora vive e non elaborando, appunto, cultura, mi pare un grossolano errore \u2013 ancorch\u00e9 comprensibile, vista la facilit\u00e0 della prima opzione rispetto alla seconda\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/71v1boquzVL.jpeg\" alt=\"b\" width=\"800\" height=\"1230\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"aaeb7cb0-d7b9-43ee-a1a8-7df103d7d28c\" \/><\/p>\n<p>Restando sulle celebrazioni di questi giorni, tuttavia, non si rilevano n\u00e9 l\u2019una nell\u2019altra opzione: la \u201cloro\u201d \u00e8 una coazione a ripetere, che seguendo il mantra \u201c<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858143766\">Anche i partigiani per\u00f2\u2026<\/a>\u201d getta sistematicamente fango su quella straordinaria stagione di volontarismo democratico, unica nella storia italiana del Novecento (invero preceduta da un altrettanto significativo\u00a0<em>prequel<\/em>, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858146743\">\u201cRisorgimento atlantico\u201d<\/a>\u00a0degli internazionalisti ottocenteschi).<\/p>\n<p><em>Generi, generazioni e nazionalit\u00e0 in armi<\/em><\/p>\n<p>Fu un volontarismo, quello resistenziale, che coinvolse una nutritissima minoranza; eppure oggi come non mai \u00e8 ribaltato, nel senso comune, il significato profondo di quei venti mesi in cui migliaia, poi decine di migliaia e infine centinaia di migliaia di giovani decisero di prendere le armi per rifondare radicalmente un paese, affiancati\/e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.valigiablu.it\/resistenza-partigiani-stranieri-italia\/\">da migliaia di stranieri<\/a>\u00a0\u2013 probabilmente non meno di quindicimila \u2013, e in cui milioni di italiane\/i sostennero nelle campagne, sui monti e nelle citt\u00e0 il partigianato italiano per sconfiggere il fascismo e l\u2019occupante nazionalsocialista. Ancora Meneghello (e il suo \u201clibro vero della Resistenza\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/meneghello-sui-sentieri-dei-piccoli-maestri\">secondo Primo Levi<\/a>) in\u00a0<em>I piccoli maestri<\/em>:<\/p>\n<p>\u201cperch\u00e9, se non avevamo un nostro fronte interno, avevamo per\u00f2 qualche cosa di meglio: l\u2019alleanza clandestina ma naturale di un gran numero di famiglie e di persone. I professionisti veri e propri erano indubbiamente pochi; ma il margine dell\u2019adesione e della compromissione degli altri era enorme. Per lo pi\u00f9 era gente che non si sarebbe mai sognata di mettersi a fare la Resistenza per conto suo; ma per i ragazzi che la facevano, erano disposti a molte cose. Ci ospitavano, ci nutrivano, ci fornivano le biciclette, ci recapitavano i messaggi, tenevano in casa depositi e archivi, e magari anche la trasmittente clandestina, e addirittura l\u2019operatore della trasmittente clandestina; e provvedevano perfino a chiamare, secondo il bisogno, un radiotecnico di fiducia per la trasmittente, o il medico di famiglia per l\u2019operatore\u201d.<\/p>\n<p>E poco prima: \u201cCi considerano le loro forze armate\u201d, pensava l\u2019autore. \u201cDev\u2019essere la prima volta che questo succede, nella storia italiana. Peccato che ogni tanto ci troviamo piuttosto disarmati\u201d. Gi\u00e0, e lo siamo \u2013 metaforicamente parlando \u2013 di nuovo.<\/p>\n<p><em>Celebrare l\u2019Asse o la Liberazione?<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 pare che oggi, per molti, quell\u2019Europa nera fosse meglio di loro, di questi piccoli e grandi maestri di storia e di vita. Rimasticando la retorica missina, il gorgoglio anti-antifascista della \u201cmemoria grigia\u201d, il qualunquismo benaltrista che orbita da decenni intorno a ci\u00f2 che il 25 aprile dovremmo festeggiare, questa \u201cnuova egemonia\u201d non fa che santificare le forze dell\u2019Asse, quell\u2019ideologia e quelle pratiche che devastarono un continente e produssero decine di milioni di morti, e intere nazioni in macerie; basti pensare alla famigerata legge che in molti\/e denunciammo, quella Giornata della memoria e del sacrificio degli alpini\u00a0<a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/finestre\/la-scelta-degli-alpini\/\">nella lugubre data del 26 gennaio<\/a>, che schiacciava cos\u00ec la memoria della Shoah tra una celebrazione della guerra nazifascista e il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.valigiablu.it\/foibe-strumentalizzazioni-politiche-montanari\/\">martirologio del confine orientale<\/a>, cavallo di battaglia del fascismo 2.0 e 3.0 e dell\u2019estrema destra ora di governo. Oggi, con la complicit\u00e0 imperdonabile di chi ha contribuito a normalizzarla (il \u201ccentrodestra\u201d!!) annacquandone i connotati oscurantisti, eversivi e nostalgici, ce la troviamo al potere. Ma le parole che usano, con microscopici scarti, sono fondamentalmente sempre le stesse.<\/p>\n<p>Quasi un lustro fa, in occasione del centenario del 4 novembre 1918, quando l\u2019attuale presidente[ssa] del Consiglio non era che una deputata, con l\u2019immancabile mantra \u201cNon passa lo straniero\u201d attaccava all\u2019epoca il 25 aprile, riciclando\u00a0<em>ad libitum<\/em>\u00a0la solita vecchia e originalissima argomentazione: sarebbe \u201cdivisivo\u201d. Oggi vale ancora di pi\u00f9 quanto gi\u00e0 allora era chiarissimo, e da tempo immemore ripetiamo: il 25 aprile \u00e8 divisivo, e chi lo nega; lo \u00e8 per i fascisti. Se la storia della Resistenza italiana \u00e8 stata pi\u00f9 importante di quella delle altre resistenze europee, suggeriva Ferruccio Parri nel 1964, \u00e8 stato per la \u201ccapacit\u00e0 che essa ha avuto partendo politicamente divisa di arrivare alla fine unita\u201d, e di sfilare compatta alla Liberazione. Ed \u00e8 questa \u201cla forza che ha portato alla Costituzione\u201d. Una Costituzione che \u00e8 un concreto riconoscimento reciproco di tutte le forze che hanno combattuto i nazifascisti. E cio\u00e8, sia ribadito, gli spietati nazisti e i loro feroci vassalli fascisti, che oggi come ieri cantano \u201cnon passa lo straniero\u201d, ma che quando stranieri erano gli occupanti \u201cgermanici\u201d, come si diceva all\u2019epoca, con buona pace del loro nazionalismo costantemente rinnovato li affiancavano \u2013 e molto volentieri \u2013 nelle stragi di civili (italiani), nelle cacce all\u2019uomo e nelle deportazioni di oppositori politici (prevalentemente italiani) ed ebrei (prevalentemente italiani). Una Costituzione che \u00e8 forgiata nella lotta e nell\u2019impegno delle forze politiche che hanno vinto l\u2019oppressione liberando le grandi citt\u00e0 del nord \u2013 e nell\u2019ultimo mese di guerra ben\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858133637\">125 citt\u00e0<\/a>\u00a0\u2013 prima dell\u2019arrivo degli Alleati, insorgendo e presentandosi all\u2019appuntamento con la Storia con un esercito unitario rappresentativo di tutte le anime dell\u2019antifascismo. Forze politiche \u2013 dagli azionisti ai liberali, dai democristiani ai comunisti, dagli \u201cautonomi\u201d ai socialisti \u2013, sostenute da numerosi stranieri, che rappresentavano e rappresentano tutti gli italiani. Tranne, appunto, i fascisti. Il 25 aprile noi celebriamo questa unit\u00e0, fragile e in gran parte dimenticata. Da ritrovare, da coltivare.<\/p>\n<p>Fascisti o non fascisti, egemonia o non egemonia, converrebbe ricordare insistentemente chi erano i loro nonni, pi\u00f9 o meno ordinari, pi\u00f9 o meno criminali, e che se oggi questi\/e possono parlare e persino essere eletti\/e \u00e8 perch\u00e9 qualcun altro, gli stessi che sbeffeggiano ormai quotidianamente, ha lottato anche per loro.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/25-aprile-lasse-o-la-liberazione\">https:\/\/www.doppiozero.com\/25-aprile-lasse-o-la-liberazione<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Carlo Greppi) Infine \u00e8 arrivata, la prima Festa della Liberazione con i postfascisti al governo: mai era accaduto in oltre tre quarti di secolo di storia dell\u2019Italia repubblicana. 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