{"id":78983,"date":"2023-05-04T09:16:12","date_gmt":"2023-05-04T07:16:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78983"},"modified":"2023-05-02T13:20:50","modified_gmt":"2023-05-02T11:20:50","slug":"patto-di-stabilita-dallue-una-finta-riforma-la-loro-priorita-non-e-la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78983","title":{"rendered":"PATTO DI STABILIT\u00c0\/ \u201cDall\u2019Ue una finta riforma, la loro priorit\u00e0 non \u00e8 la crescita\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL SUSSIDIARIO (Massimo D&#8217;Antoni, Lorenzo Turrisi)<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"description\">La proposta di riforma del Patto di stabilit\u00e0 avanzata dalla Commissione europea non si discosta dal vecchio impianto che non ha favorito la crescita<\/h2>\n<div class=\"flexbox mobile_view\">\n<div class=\"single_left_column flex_8\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/24\/Dombrovskis_Microfoni_Lapresse1280-640x300.jpeg\" alt=\"Dombrovskis Microfoni Lapresse1280 640x300.jpeg\" \/>\u00a0<span class=\"alt_image\">Valdis Dombrovskis (Lapresse)<\/span><\/div>\n<div class=\"single_box flexbox row\">\n<div class=\"single_text_left\">\n<div class=\"social-shares-wrapper\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_text_right\">\n<div class=\"single_text\">\n<p>La riforma del Patto di stabilit\u00e0 non verr\u00e0 discussa dall\u2019Ecofin prima della riunione di met\u00e0 giugno. Il dibattito partir\u00e0 dalla nuova proposta formulata dalla Commissione europea la settimana scorsa.<\/p>\n<p>Anche se, come ci spiega\u00a0<strong>Massimo D\u2019Antoni<\/strong>,\u00a0<em>docente di scienza delle finanze all\u2019Universit\u00e0 di Siena<\/em>, \u201cnon ci sono novit\u00e0 di rilievo nella proposta di revisione delle regole fiscali ora che la Commissione l\u2019ha formalizzata in un testo legislativo. L\u2019impianto \u00e8 quello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/riforma-patto-di-stabilita-cosi-il-pilota-automatico-cancella-il-voto-degli-italiani\/2444247\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">annunciato nella comunicazione di novembre<\/a>\u00a0e accolto dal Consiglio europeo il mese scorso. A oggi, le critiche non sembrano aver trovato alcuno spazio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ci sono invece novit\u00e0 rispetto al \u201cvecchio\u201d Patto di stabilit\u00e0 pre-Covid? \u00c8 davvero finita l\u2019epoca dell\u2019austerit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Direi proprio di no. Qui occorre essere chiari: la riforma affronta alcuni aspetti di scarsa trasparenza ed eccessiva macchinosit\u00e0 dell\u2019impianto precedente e abbandona la regola del debito che, formulando un profilo di riduzione del debito del tutto irrealistico, sarebbe stata inapplicabile. Nel fare questo introduce alcuni elementi positivi, ma non segna alcun cambiamento di impostazione generale rispetto all\u2019idea che i Paesi con elevato debito debbano conseguire elevati avanzi primari riducendo la spesa o aumentando le imposte.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/riforma-patto-di-stabilita-i-dettagli-tecnici-che-possono-condannare-litalia\/2517441\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In una precedente intervista<\/a>\u00a0aveva commentato le conclusioni dell\u2019Ecofin di met\u00e0 marzo relative proprio alla comunicazione di novembre della Commissione. Le sembra siano state prese in considerazione da Bruxelles?<\/strong><\/p>\n<p>Se ben capisco si riferisce alla richiesta di chiarire come verrebbe determinata dalla Commissione la traiettoria di riduzione del debito in coerenza con la quale ciascun Paese dovr\u00e0 formulare il proprio piano fiscale-strutturale di medio termine. Il testo \u00e8 pi\u00f9 esplicito a questo riguardo: la richiesta \u00e8 che il debito segua un plausibile sentiero di riduzione (<i>plausibly downward path<\/i>), precisando che quel \u201cplausibile\u201d richiama la costruzione di alcuni scenari, pi\u00f9 o meno pessimistici, sull\u2019andamento macroeconomico previsto negli anni successivi. La metodologia \u00e8 definita, ma la sua comprensione richiede una conoscenza approfondita della modellistica macroeconomica, nonch\u00e9 un\u2019accettazione della validit\u00e0 di tali modelli. Com\u2019\u00e8 stato per l\u2019output gap e il saldo strutturale, questo riferimento a concetti molto tecnici rischia di essere un punto delicato dell\u2019intera nuova costruzione normativa.<\/p>\n<p><strong>La Commissione sembra aver cercato di accogliere parte delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/patto-di-stabilita-italia-francia-lintesa-possibile-per-fermare-il-piano-tedesco\/2526442\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">richieste avanzate il mese scorso dalla Germania<\/a>, ma Berlino non ha espresso un giudizio positivo sulla proposta di Bruxelles. Secondo lei, perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>La richiesta tedesca riguardava l\u2019introduzione di ulteriori vincoli, sia nel percorso di riduzione del deficit, sia nella riduzione del debito. Sul piano della razionalit\u00e0 della proposta accogliere quelle indicazioni avrebbe reintrodotto quegli elementi di complessit\u00e0 che la revisione delle regole si proponeva di eliminare, senza per\u00f2 introdurre cambiamenti significativi. Per il nostro Paese i vincoli aggiuntivi proposti, in particolare la richiesta di riduzione del debito di almeno l\u20191% annuo, sarebbero gi\u00e0 rispettati attenendosi alle regole riformate secondo le linee indicate dalla Commissione. Se non ho capito male, l\u2019accoglimento parziale sarebbe la richiesta che in presenza di deficit eccessivo (oltre il 3%) la riduzione annua del deficit sia almeno dello 0,5% annuo, ma anche in questo caso si tratta di un vincolo ridondante. La natura delle richieste tedesche, il fatto che siano state accolte solo in misura marginale e che la Germania continui a esprimere malumore nonostante il consenso di altri Paesi non meno rigoristi (penso all\u2019Olanda) sono tutti elementi che mi fanno pensare a ragioni di politica interna.<\/p>\n<p><strong>Quali?<\/strong><\/p>\n<p>Il ministro delle Finanze tedesco Lindner \u00e8 in difficolt\u00e0. Il suo partito, i liberali, sono in crisi di consenso e lamentarsi dello scarso rigore verso i Paesi \u201cspendaccioni\u201d \u00e8 un modo per fare propaganda a buon mercato.<\/p>\n<p><strong>Il ministro dell\u2019Economia Giorgetti ha invece evidenziato che non \u00e8 stata accolta la richiesta italiana di scomputare gli investimenti, quanto meno quelli collegati alla transizioni green e digitale. Nella proposta della Commissione manca spazio per gli investimenti?<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un punto critico della riforma. Anche da questo punto di vista cambia poco o nulla rispetto alle regole precedenti. Gli unici investimenti \u201cscomputabili\u201d sono quelli finanziati con trasferimenti europei (nota bene: trasferimenti, non prestiti! Quindi, una parte consistente delle spese finanziate con il Pnrr andr\u00e0 conteggiata). L\u2019attuazione di investimenti, anche quando in linea con gli obiettivi europei, che comprendono la transizione \u201cgreen\u201d e la \u201cdigitalizzazione\u201d, potr\u00e0 giustificare, previa approvazione di Bruxelles, un allungamento dell\u2019orizzonte di riduzione del debito. Insomma, l\u2019investimento \u00e8 possibile, ma solo entro i paletti stabiliti e sotto stretta sorveglianza, un po\u2019 come sta accadendo per il Pnrr. Ben altra cosa sarebbe stata l\u2019adozione della cosiddetta \u201cgolden rule\u201d, ovvero l\u2019esclusione dai vincoli delle spese per investimento, fermo restando il pareggio dei conti per le spese correnti.<\/p>\n<p><strong>Con questa proposta si mira a rendere pi\u00f9 sostenibile il debito pubblico. Si lascia, per\u00f2,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/riforma-patto-di-stabilita-campiglio-e-il-ritorno-alla-grande-austerita\/2528342\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">abbastanza spazio per la crescita<\/a>?<\/strong><\/p>\n<p>Nelle dichiarazioni e nelle stesse motivazioni della riforma si dichiara di voler indurre un risanamento fiscale che non sia in contraddizione con la crescita. Per la verit\u00e0 questo si dice da sempre e per molto tempo l\u2019idea prevalente \u00e8 stata che la spesa pubblica fosse inevitabilmente fonte di sprechi e inefficienze, per cui la sua riduzione avrebbe essa stessa incoraggiato la crescita. Questa impostazione, per\u00f2, ci ha portati a una situazione in cui le infrastrutture sono carenti, la sanit\u00e0 \u00e8 al collasso, i servizi pubblici non sono garantiti e questo si ripercuote anche sulla nostra capacit\u00e0 di investire e creare ricchezza. Inoltre, abbiamo visto che il debito pubblico \u00e8 aumentato di pi\u00f9 proprio nei periodi di pi\u00f9 intensa austerit\u00e0. Mi pare dunque ragionevole la critica di chi dice che la priorit\u00e0 debba essere data alla crescita e sar\u00e0 la crescita, una volta avviata, a rendere via via meno rilevante il problema rappresentato del debito pubblico.<\/p>\n<p><strong>Quale ritiene sia il punto pi\u00f9 critico di questa proposta con riguardo alla situazione italiana?<\/strong><\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 sottolineato nella mia precedente intervista che non mi piace la condizionalit\u00e0 riforme contro spazi di bilancio, che nei fatti c\u2019\u00e8 da anni, ma nelle nuove regole sarebbe per cos\u00ec dire ufficializzata. Alla fine, per\u00f2, non \u00e8 nemmeno questo il punto principale. L\u2019esperienza di questi ultimi anni ha mostrato che, nonostante l\u2019urgenza, abbiamo una grande difficolt\u00e0 a realizzare gli investimenti necessari. Per anni non ci sono state le risorse finanziarie, ora i soldi ci sarebbero ma mancano le risorse umane. Io penso che sia l\u2019eredit\u00e0 di decenni nei quali si \u00e8 lasciata invecchiare la Pubblica amministrazione, si sono smantellate strutture tecniche, si \u00e8 ridotta la nostra capacit\u00e0 di realizzare progetti a tutti i livelli. Per ripartire e ricostruire queste capacit\u00e0 ci vogliono tempo, pazienza, determinazione. Come dicevo, in questo momento la priorit\u00e0 \u00e8 ricominciare a crescere. Al di l\u00e0 dei cambiamenti al margine, le nuove regole ci imporranno riduzioni di spesa e la mia paura \u00e8 che questo lascer\u00e0 poco spazio alla politica economica, a prescindere dal colore del Governo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/patto-di-stabilita-dallue-una-finta-riforma-la-loro-priorita-non-e-la-crescita\/2529950\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/patto-di-stabilita-dallue-una-finta-riforma-la-loro-priorita-non-e-la-crescita\/2529950\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Massimo D&#8217;Antoni, Lorenzo Turrisi) La proposta di riforma del Patto di stabilit\u00e0 avanzata dalla Commissione europea non si discosta dal vecchio impianto che non ha favorito la crescita \u00a0Valdis Dombrovskis (Lapresse) La riforma del Patto di stabilit\u00e0 non verr\u00e0 discussa dall\u2019Ecofin prima della riunione di met\u00e0 giugno. 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