{"id":78986,"date":"2023-05-04T10:20:46","date_gmt":"2023-05-04T08:20:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78986"},"modified":"2023-05-02T17:25:38","modified_gmt":"2023-05-02T15:25:38","slug":"litalia-ha-mandato-allaria-la-piu-grande-riforma-strutturale-degli-ultimi-40-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78986","title":{"rendered":"L\u2019ITALIA HA MANDATO ALL\u2019ARIA LA PI\u00d9 GRANDE RIFORMA STRUTTURALE DEGLI ULTIMI 40 ANNI"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIA E IL MONDO (Davide Gionco)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Immagine-2023-04-29-204503-860x280.png\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da quando esiste l\u2019Unione Europea non fa che ricordarci, un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure, di attuare le famose \u201criforme strutturali\u201d. Come \u201criforme strutturali\u201d sarebbero intesi degli investimenti oculati che consentano di mettere insieme l\u2019equilibrio di bilancio pubblico e la realizzazione di interventi che portino a dei vantaggi economici permanenti per il paese.<\/p>\n<p>Dopo di che la stessa Unione Europea, da sempre, propone e impone (si noti il numero di raccomandazioni ai vari paesi dal 2011 al 2018)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Immagine-2023-04-29-204648-300x167.png\" width=\"555\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p>delle \u201criforme\u201d che hanno dimostrato di non sortire questi risultati, come privatizzazioni e tagli dei servizi pubblici, della sanit\u00e0, del sistema pensionistico. Queste riforme in realt\u00e0 ingrassano gli incassi degli investitori finanziari che operano in questi settori, sistematicamente a spese dei cittadini, che si ritrovano con servizi di peggiore qualit\u00e0 e pi\u00f9 costosi.<br \/>\nE\u2019 purtroppo noto che a Bruxelles operano 12\u2019500 lobbisti registrati ufficialmente, pi\u00f9 molti altri che operano in modo non ufficiale. Oltre a questi ci sono quelli che operano a Francoforte, sede della BCER. Tutti questi lobbisti operano con lo scopo di portare vantaggi all\u2019organizzazione che rappresentano, mentre evidentemente i cittadini non dispongono di lobbisti che rappresentino i loro interessi.<br \/>\nLo scandalo che ha coinvolto la ex-vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili \u00e8 molto probabilmente solo la punta dell\u2019iceberg. Basti ricordare che l\u2019ex-presidente della Commissione Europea Manuel Barroso , non appena concluso il suo mandato nel 2014, divent\u00f2 immediatamente un alto dirigente della Goldman Sachs. Senza parlare degli ordinativi di vaccini anti-covid per miliardi di euro fatti per da parte dell\u2019attuale presidente Von der Leyen tramite degli SMS privati.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 di questo che vogliamo parlare. Lasciamo ai lettori, con un accorato invito ai giudici, di occuparsi degli scandali all\u2019interno delle varie autorit\u00e0 europee.<br \/>\nParliamo invece delle vere riforme strutturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La fine affrettata del Superbonus 110%<\/strong><\/p>\n<p>Il Superbonus 110% portava in s\u00e9 degli aspetti fondamentali che avrebbero permesso a chi ci governa di realizzare la pi\u00f9 grande riforma strutturale degli ultimi 30 anni. Anzi, se ci limitiamo alle riforme di tipo economico-finanziario, c\u2019erano tutti i presupposti per la pi\u00f9 grande riforma strutturale dai tempi dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia.<br \/>\nL\u2019aspetto fondamentale di questa riforma mancata non riguardava la finalit\u00e0 ecologica del provvedimento (isolamento degli edifici, risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>), ma riguardava gli effetti del provvedimento sul bilancio dello Stato.<br \/>\nPer la prima volta nella storia era stato adottato un provvedimento che, strutturalmente, consentiva di non pesare negativamente sul bilancio dello stato, pur portando molti benefici ai cittadini privati. Anzi, con opportuni accorgimenti il provvedimento avrebbe consentito di realizzare degli attivi di bilancio strutturali negli anni a venire, tali da portare ad una progressiva riduzione del debito pubblico.<br \/>\nOltre a questo gli effetti sull\u2019economia reale del Paese portati dal Superbonus, anche se limitati nel tempo, hanno dimostrato tutto il potenziale di aumento strutturale dell\u2019occupazione in Italia. Se il provvedimento fosse stato esteso anche ad altri settori dell\u2019economia, oltre a quello rapidamente saturato dell\u2019edilizia, si sarebbe potuti arrivare in pochi anni a creare i 5-6-7 milioni di posti di lavoro necessari per eliminare la disoccupazione in Italia, cos\u00ec come si sarebbe potuto conseguire il necessario graduale aumento degli stipendi, in un paese (l\u2019Italia) in cui gli stipendi reali sono inferiori a quelli di 20 anni fa e in cui il tasso di inflazione sta erodendo drammaticamente il potere di acquisto dei lavoratori.<\/p>\n<p>Come noto prima il governo Draghi e poi l\u2019attuale governo Meloni hanno posto fine in modo affrettato al provvedimento. Come spesso accade in Italia, i mezzi di informazione non hanno aiutato a fare chiarezza su quanto accaduto. Non sono stati evidenziati i punti di forza del provvedimento che avrebbero consigliato di mantenerlo e non sono stati evidenziati i punti deboli che bastava semplicemente correggere. Il settore dell\u2019edilizia torner\u00e0 nella crisi in cui si trovava da oltre 10 anni.<br \/>\nIn questo articolo cerchiamo di fare chiarezza e di spiegare perch\u00e9 l\u2019Italia, senza che i nostri governanti se ne rendessero conto, ha perso una occasione di storica riforma strutturale della propria economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I componenti della misura Superbonus 110%<\/strong><\/p>\n<p>Il Superbonus 110% \u00e8 stata una misura di stimolo fiscale dell\u2019economia italiana costituita dai componenti seguenti :<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Un meccanismo innovativo di finanziamento<\/em><\/strong>. Lo Stato concede ora degli \u201csconti fiscali\u201d che stimolano la crescita economica. Lo fa senza spendere nulla ora. Gli \u201csconti fiscali\u201d sono cedibili a terzi. Quindi anche dei soggetti fiscalmente non capienti sono in grado di usufruire dei benefici economici del provvedimento. La possibilit\u00e0 teorica di cedere in modo illimitato, e trasparente, i crediti fiscali consente a chi commissiona i lavori di usare i crediti fiscali per pagare i lavori alla ditta. In seguito consente alla dita di usare quei crediti fiscali per pagare i propri fornitori. E cos\u00ec via, fino a che, negli anni a seguire, poco alla volta quei crediti fiscali verranno \u201cspesi\u201d per pagare le tasse. In quel momento futuro lo Stato registrer\u00e0 effettivamente una riduzione degli introiti fiscali pari allo sconto fiscale emesso anni prima, ma nel frattempo la cessione plurima dei quei crediti fiscali avr\u00e0 portato ad una maggiore emersione di fatturato imponibile per le varie imprese, al punto che l\u2019aumento di introiti fiscali innescato compensa e supera i futuri ammanchi per gli sconti fiscali.<br \/>\nE\u2019 quello che, tecnicamente, viene chiamato moltiplicatore fiscale.<br \/>\nUn centro studi economico serio e conosciuto come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nomisma.it\/superbonus-nomisma-comunicato-stampa\/\">Nomisma ha quantificato<\/a>\u00a0i crediti fiscali emessi a 71,8 miliardi di euro (non di spese attuali per lo Stato, ma di future minori entrate) ed ha quantificato l\u2019impatto economico benefico sull\u2019economia a 195,2 miliardi di euro, tale da assicurare maggiori entrate fiscali per lo Stato tale da compensare largamente le minori entrate previste.<br \/>\nIl concetto importante da comprendere che il meccanismi che consente la sostenibilit\u00e0 fiscale per provvedimento \u00e8 proprio il meccanismo della cessione dei crediti fiscali. Quanto pi\u00f9 vengono ceduti prima di essere scontati, tanto pi\u00f9 il provvedimento \u00e8 vantaggioso per le casse dello Stato.<br \/>\nQuesto meccanismo di sostenibilit\u00e0 non esiste per gli altri bonus fiscali \u201ctradizionali\u201d che gli italiani conoscono da molto tempo. I bonus ordinari sono personali ovvero vengono concessi solo ai \u201cricchi\u201d che hanno sufficiente capienza fiscale per detrarli dalle proprie imposte. Non possono essere ceduti a terzi per il pagamento di altre prestazioni lavorative. Di conseguenza il loro moltiplicatore fiscale \u00e8 molto pi\u00f9 basso e, dal punto di vista del bilancio dello stato, sono decisamente meno sostenibili.<br \/>\nIl principale motivo per cui gli ultimi 2 governi hanno deciso di porre fine al provvedimento \u00e8 stata la sua supposta insostenibilit\u00e0 economica di bilancio anche se, dati alla mano, non \u00e8 per nulla dimostrata. Ci ritorniamo nella parte finale dell\u2019articolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019identificazione di\u00a0<strong>uno specifico settore dell\u2019economia beneficiario del provvedimento<\/strong>. Si \u00e8 deciso che solamente l\u2019edilizia privata, per gli interventi di ristrutturazione energetica, doveva essere beneficiaria della misura.<br \/>\nMa, chiediamoci, se il meccanismo della cedibilit\u00e0 dei crediti rendeva la misura sostenibile, perch\u00e9 non utilizzare il Superbonus anche per finanziare i lavori di edilizia pubblica?<br \/>\nLo Stato, anzich\u00e9 faticare a trovare a bilancio le decine di miliardi necessarie a costruire e ristrutturare scuole ed ospedali (per fare un esempio), si sarebbe potuto auto-finanziare pagando le imprese mediante dei crediti fiscali cedibili a terzi.<br \/>\nE poi perch\u00e9 fermarsi all\u2019edilizia?<br \/>\nNon si sarebbero potuti dare dei crediti fiscali alle famiglie pi\u00f9 povere da \u201cspendere\u201d per andare in vacanza, portando anche beneficio agli operatori turistici?<br \/>\nE non si sarebbero potuti pagare dei lavori di estensione della fibra ottica per le telecomunicazioni?<br \/>\nLa decisione di limitare il provvedimento di stimolo fiscale ad un solo settore dell\u2019economia non trova spiegazioni logiche, se non quella di non avere compreso il meccanismo di finanziamento che ne avrebbe garantito la copertura.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa decisione, peraltro, ha portato troppi incentivi in un solo settore dell\u2019economia, che non era in grado di soddisfare la troppo rapida crescita della domanda, il che \u00e8 uno dei fattori che ha contribuito all\u2019aumento dei prezzi. Nello stesso tempo ha lasciato privi di incentivi altri settori dell\u2019economia nei quali si sarebbe potuto investire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Una\u00a0<strong><em>quota di detrazione fiscale pari al 110%<\/em><\/strong>\u00a0dell\u2019importo delle spese.<br \/>\nLo stimolo alle ristrutturazioni energetiche degli edifici avrebbe funzionato anche limitando gli sgravi fiscali ad esempio all\u201980%.<br \/>\nMediamente il tempo di ritorno degli investimenti di isolamento termico degli edifici, senza incentivi, \u00e8 dell\u2019ordine di 20-30 anni. Con detrazioni all\u201980% il tempo di ritorno si riduce a 4-6 anni. Le banche avrebbero potuto fare credito decennale per finanziare la quota restante del 20% dei lavori, facendosi ripagare dalle economia di energia. All\u2019estinzione del mutuo sarebbero rimasti tutti i vantaggi economici di economia sulle bollette a beneficio degli utenti.<br \/>\nIl fatto di poter detrarre il 100% delle spese, pi\u00f9 un ulteriore 10% di commissioni da corrispondere alle banche (a chi, se no?) ha annullato le necessarie trattative commerciali fra venditore ed acquirente. Questo fattore, unito alla concentrazione degli investimenti in un unico settore dell\u2019economia, ha ulteriormente contribuito all\u2019aumento dei prezzi dei lavori e, quindi, a ridurre la redditivit\u00e0 degli investimenti.<br \/>\nNon era difficile comprendere che sarebbe stato molto meglio limitare all\u201980% le detrazioni fiscali, pur mantenendo la possibilit\u00e0 di cedere lo sconto fiscale.<br \/>\nMolte persone sono convinte che sia stata l\u2019esagerazione della quota di detrazioni al 110% a rendere insostenibile il provvedimento.<br \/>\nQuesto non \u00e8 vero. Come i dati di Nomisma dimostrano, la sostenibilit\u00e0 fiscale del provvedimento era comunque garantita dal meccanismo della cessione.<br \/>\nL\u2019errata scelta della quota al 110% ha ridotto l\u2019efficacia economica del provvedimento, probabilmente perch\u00e9 qualcuno ha pensato di accrescere gli utili per le banche al 10% e pi\u00f9 della torta, ma non ne ha compromesso la sostenibilit\u00e0.<br \/>\nPer migliorare il Superbonus sarebbe bastato ridurre all\u201980% la percentuale delle spese da portare in detrazione e fare un accordo con il sistema bancario per coprire il restante 20% con crediti ad hoc, ripagati dai risparmi sulle bollette energetiche.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Un\u00a0<strong><em>provvedimento incerto e non strutturale<\/em><\/strong>. Fin dalla sua origine la misura del Superbonus 110% \u00e8 stata concepita come misura non-strutturale. Ovvero ogni anno, nella legge finanziaria, si doveva decidere se confermare o meno il provvedimento, in quali termini e secondo quali regole.<br \/>\nOra: se l\u2019obiettivo del provvedimento deve essere quello di creare dei posti di lavoro stabili, allora \u00e8 necessario garantire alle imprese una continuit\u00e0 degli investimenti. Solo avendo la certezza di commesse per i 5-10 anni a venire le imprese investiranno nell\u2019assunzione di giovani da formare e nell\u2019acquisto di macchinari. Un provvedimento strutturale \u00e8 qualcosa che risulta da una pianificazione a medio-lungo termine, non qualcosa che di anno in anno si decide di rinnovare o di porvi fine.<br \/>\nLa combinazione di queste incertezze con la rapida crescita di commesse nel settore ha contribuito ulteriormente all\u2019aumento dei prezzi. Non essendoci la possibilit\u00e0 di fare i lavori negli anni a seguire, le imprese si sono trovate di fronte ad una domanda eccessiva e non rimandabile. Quindi hanno aumentato i prezzi.<br \/>\nSe il provvedimento fosse stato confermato per almeno 10 anni, questo avrebbe portato ad una maggiore efficienza degli investimenti ed a ricadute molto positive per l\u2019occupazione negli anni a venire.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche questo \u00e8 un aspetto che era sufficiente correggere, senza porre fine al provvedimento.<\/p>\n<ul>\n<li>Una\u00a0<strong><em>eccessiva burocrazia<\/em><\/strong>. Sappiamo che i burocrati dei ministeri vivono sulle complicazioni amministrative imposte ai cittadini. Nel caso del Superbonus 110% \u00e8 stato probabilmente stabilito il record mondiale della burocrazia, che \u00e8 stata resa ancora pi\u00f9 complessa nel caso di interventi di ristrutturazione effettuati da condomini, quindi da molti proprietari \u201cassociati\u201d fra loro. Gli effetti di questo eccesso di burocrazia sono stati un aumento delle prestazioni professionali per la realizzazione dei lavori (altra perdita di efficienza degli investimenti), dei ritardi nell\u2019avvio dei lavori e dei vantaggi dei committenti singoli (in genere persone benestanti e accorte che hanno saputo approfittare dell\u2019occasione) rispetto ai condomini (composti da appartamenti di persone povere e meno capaci di organizzarsi).<br \/>\nMolti che avrebbero voluto realizzare (Nomisma li stima a 10 milioni di persone, 1\/6 della popolazione) degli interventi di ristrutturazione energetica, cosa che sarebbe stata utile sia per il bilancio delle famiglie povere, sia per la pesante bolletta energetica del nostro paese, sia per i benefici ambientali, non sono riusciti a farlo a causa dell\u2019eccesso di burocrazia.<br \/>\nDavvero non si capisce la necessit\u00e0 di certificare a priori la conformit\u00e0 degli interventi.<br \/>\nDal punto di vista della sostenibilit\u00e0 fiscale, come abbiamo dimostrato al punto 1), questi controlli non erano necessari. La misura si sostiene tramite il meccanismo della cedibilit\u00e0 dei crediti fiscali, indipendentemente dalla conformit\u00e0 dei lavori. Nessun costo aggiuntivo a carico dello Stato.<br \/>\nDal punto di vista degli obiettivi di risparmio energetico era sufficiente affidare la progettazione a dei tecnici competenti e fare delle verifiche \u201csostanziali\u201d sui lavori effettivamente realizzati. Non era difficile trovare dei tecnici privi di conflitti di interesse per fare delle ispezioni tecniche nei cantieri.<br \/>\nResta il sospetto che la burocrazia sia stata introdotta proprio con l\u2019obiettivo di rendere meno fruibile il provvedimento.<br \/>\nSe l\u2019obiettivo voleva essere quello di aiutare le famiglie povere a realizzare interventi di risparmio energetico e velocizzare l\u2019esecuzione dei lavori, lo si poteva fare in modo semplice, riducendo al minimo la burocrazia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Superbonus e i vincoli di bilancio<\/strong><\/p>\n<p>Probabilmente non tutti sanno che cosa rientra nel calcolo del \u201cdebito dello stato\u201d.<br \/>\nMolti pensano che si tratti di un debito simile a quello di una famiglia. In realt\u00e0 questo non \u00e8 vero.<br \/>\nNel debito pubblico vengono contabilizzati i titoli di stato in circolazione, che il Tesoro si \u00e8 impegnato a rimborsare entro una certa scadenza e ad un certo tasso di interesse. Si tratta di denaro in qualche modo \u201cpreso in prestito\u201d dallo Stato.<br \/>\nMa nel debito pubblico non sono contabilizzati le fatture non pagate ai fornitori che hanno gi\u00e0 fornito le loro prestazioni. Stiamo parlando di diverse decine di miliardi di euro di debiti commerciali non saldati dei vari enti pubblici nei confronti di imprese private.<br \/>\nSecondo le normative di Eurostat questi importi non vengono conteggiati nel debito, in quanto incidono sul bilancio dello Stato solo nel momento in cui il denaro esce effettivamente dalle casse del Tesoro.<br \/>\nCon la stessa logica anche le detrazioni fiscali sono considerate rientranti nel conteggio del debito solo nel momento in cui vengono effettivamente scontate. Questo perch\u00e9, per diversi motivi, pu\u00f2 accadere con uno sgravio fiscale, come ad esempio i vecchi bonus per le ristrutturazioni edilizie, non venga completamente utilizzato, magari per decesso della persona avente diritto o per incapienza fiscale.<\/p>\n<p>Il superbonus 110% avrebbe dovuto essere stato considerato allo stesso modo. Non un debito o deficit dello Stato al momento della sua emissione, ma solo al momento in cui, dopo la catena di cessioni, qualcuno effettivamente lo utilizza per pagare meno tasse.<br \/>\nSulla questione vi \u00e8 stato a inizio anno il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/eurostat-superbonus\/\">pronunciamento del rappresentante di Eurostat<\/a>\u00a0Luca Ascoli, cos\u00ec come del direttore generale del MEF Giovanni Spalletta sul modo di calcolare nel bilancio dello stato questo nuovo tipo di sgravio fiscale. La differenza sostanziale rispetto ai bonus \u201cvecchio stile\u201d \u00e8 che in questo caso \u00e8 quasi certo che il credito fiscale venga utilizzato, in quanto la catena di cessioni del credito terminer\u00e0 nelle mani di qualcuno certamente in grado di utilizzarlo.<br \/>\nAlla fine l\u2019interpretazione dei quei geni della Ragioneria dello Stato \u00e8 stata che debba essere inserito, contraddicendo la logica utilizzata per i debiti commerciali e per gli ordinari bonus fiscali, non al momento futuro dello sconto, ma gi\u00e0 al momento della emissione.<br \/>\nE questo \u00e8 significato, dal punto di vista contabile, che per gli anni gi\u00e0 trascorsi 2020-2022, nel corso dei quali lo Stato ha emesso le decine di miliardi di crediti fiscali del Superbonus, \u00e8 stato ricalcolato il bilancio dello Stato, scoprendo (ORRORE!) uno sforamento importante nel deficit preventivato per quegli anni e complessivamente stimato dai ragionieri e dal ministro Giorgetti in complessivi 120 miliardi di \u201cbuco di bilancio\u201d.<br \/>\nQuesta \u00e8 la ragione per la quale, ufficialmente, il governo Meloni ha deciso di affossare definitivamente il provvedimento, ponendo soprattutto fine al meccanismo della cessione dei crediti fiscali.<br \/>\nProviamo a paragonare al situazione a quella di una normale impresa o famiglia. Ho la possibilit\u00e0 di fare un investimento di 71 o di 120 mila euro (come dice Giorgetti) che, nel giro di 2 anni, mi porta benefici per 159 mila euro, con la certezza di rientrare rapidamente del mio indebitamento. Dovrei decidere di rinunciare a quell\u2019investimento solo perch\u00e9 mi costa troppo caro nel primo anno?<br \/>\nSolo un folle (o un ministro dell\u2019economia italiano) potrebbe ragionare in questo modo.<br \/>\nE a nulla serve la solita scusa \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d, sia perch\u00e9 l\u2019Europa per 2 anni consecutivi aveva approvato senza problemi le manovre finanziarie contenenti la misura del Superbonus. E se anche l\u2019UE avesse qualcosa da ridire, il fatto di attuare una misura strutturale che consente nello stesso tempo di fare investimenti nella direzione delle politiche \u201cgreen\u201d europee, di creare 600\u2019000 posti di lavoro e di far quadrare i conti del bilancio per gli anni a venire metterebbe a tacere queste critiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Gli ultimi 2 governi del nostro paese hanno messo tutto il loro impegno non per rimuovere le criticit\u00e0 citate dalla misura del Superbonus 110%, ma per renderla via via sempre meno sostenibile dal punto di vista contabile, impedendo la cessione illimitata dei crediti fiscali.<br \/>\nPrima del governo Draghi, che ha fatto di tutto per limitare la cessione dei crediti alle sole banche, le quali ad un certo punto hanno rifiutato la cessione, avendo gi\u00e0 raggiunto la loro capienza fiscale. L\u2019impossibilit\u00e0 di cedere ad altri i crediti unita all\u2019indisponibilit\u00e0 delle banche ha portato alla creazione dei \u201ccrediti incagliati\u201d. Si tratta di farina cattiva del sacco di Draghi al 100%. Il meccanismo di base della cessione illimitata dei crediti doveva essere favorito, non ostacolato.<br \/>\nIl nuovo governo Meloni non ha fatto nulla per rimediare ai danni causati da Draghi al Superbonus, se non di trovare una soluzione \u201call\u2019italiana\u201d per i crediti incagliati, solo dopo aver posto fine al provvedimento.<br \/>\nLa motivazione che \u00e8 stata venduta all\u2019opinione pubblica di un \u201cbuco contabile\u201d insostenibile non \u00e8 mai stata supportata da dati reali. Giorgetti si \u00e8 limitato ad evidenziare il presunto scostamento di bilancio del primo anno (che in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 stato nella sostanza), senza contabilizzare le maggiori entrate fiscali innescate dall\u2019effetto moltiplicatore, gi\u00e0 misurato nel corso dei primi 2 anni di attuazione del provvedimento. Quindi entrate certe, non ipotetiche.<br \/>\nOltre al citato studio di Nomisma, altri istituti hanno validato al sostenibilit\u00e0 fiscale del provvedimento. Possiamo citare anche la Open Economics, la Luiss Business School, la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, il Cresme, il Censis, l\u2019Associazione Nazionale Costruttori, il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.<br \/>\nNon \u00e8 ammissibile che un governo giustifichi di fronte all\u2019opinione pubblica la cessazione di una misura che creer\u00e0 600\u2019000 nuovi disoccupati (fine del mini-boom dell\u2019edilizia), un calo del PIL, la sostanziale cessazione degli interventi di ristrutturazione energetica, solo sulla base di una cifra annunciata senza un confronto con gli istituti specialisti del settore che danno cifre completamente diverse.<\/p>\n<p>A questo punto il governo ha rinunciato all\u2019unico strumento di riforma strutturale dell\u2019economia che aveva fra le mani. La prosecuzione dei bonus fiscali non cedibili porter\u00e0 a benefici economici molto limitati per il Paese e probabilmente ad una insostenibilit\u00e0 fiscale, causa il basso fattore moltiplicatore. Siamo ritornati alla politichetta di misure-spot a breve termine, priva di visione e totalmente inadeguata per un rilancio economico dell\u2019Italia.<br \/>\nE\u2019 stata persa una enorme occasione di riformare il bilancio dello stato, strutturandolo su di un bilancio in euro per le spese correnti, pubbliche e private, e in moneta fiscale (tali sono i crediti fiscali cedibili) per gli investimenti per lo sviluppo.<br \/>\nE\u2019 stata persa l\u2019occasione di lanciare un piano trentennale di ristrutturazione energetica degli edifici in Italia, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di un piano strutturale di rilancio degli investimenti pubblici per ammodernare le strutture sanitarie, scolastiche, le telecomunicazioni, ecc.<\/p>\n<p>E\u2019 solo il caso di far notare come se l\u2019Italia adottasse questo strumento in modo stabile per finanziare gli investimenti pubblici e per stimolare gli investimenti privati, avremmo la possibilit\u00e0 da un lato di ridurre strutturalmente la spesa pubblica \u201cin euro\u201d e dall\u2019altro lato di stimolare la crescita del Prodotto Interno Lordo (come \u00e8 fattivamente avvenuto grazie al Superbonus 110%).<br \/>\nIl risultato sarebbe un rallentamento della crescita del debito ed un aumento del PIL, ovvero la tanto invocata riduzione del rapporto debito\/PIL richiesta dai trattati europei.<br \/>\nMa a quanto pare gli esperti del MEF preferiscono continuare con le politiche economiche del passato, che da 30 anni hanno dimostrato n\u00e9 di potere ridurre il rapporto debito\/PIL, n\u00e9 di portare crescita economica al Paese.<br \/>\nLa buona occasione per la pi\u00f9 grande riforma economica strutturale degli ultimi 40 era arrivata, ma i nostri governanti hanno pensato bene di rinunciarvi.<\/p>\n<p>Di positivo ci resta solo il fatto di avere dimostrato, per chi sa guardare obiettivamente i risultati economici, che si trattava della strada giusta da seguire per la ripresa economica del Paese.<br \/>\nQuando avremo un governo finalmente con l\u2019obiettivo di fare qualcosa di strutturalmente utile per i cittadini, potr\u00e0 ripristinare il meccanismo degli sgravi fiscali a cessione illimitata ed utilizzarlo per rilanciare molti settori dell\u2019economia, in modo da finanziare delle politiche per la piena occupazione (art. 1 della Costituzione), per il contrasto alla povert\u00e0, per la crescita dei redditi, in favore dell\u2019ambiente e senza creare dissesti al bilancio dello Stato.<br \/>\nAspettiamo e speriamo.<br \/>\nSe qualcuno ne ha la possibilit\u00e0, faccia avere questo articolo ai parlamentari e a chi ci governa. Non sia mai che si ravvedano dal grave errore commesso.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/05\/01\/litalia-ha-mandato-allaria-la-piu-grande-riforma-strutturale-degli-ultimi-40-anni-di-davide-gionco\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/05\/01\/litalia-ha-mandato-allaria-la-piu-grande-riforma-strutturale-degli-ultimi-40-anni-di-davide-gionco\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Davide Gionco) &nbsp; Da quando esiste l\u2019Unione Europea non fa che ricordarci, un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure, di attuare le famose \u201criforme strutturali\u201d. Come \u201criforme strutturali\u201d sarebbero intesi degli investimenti oculati che consentano di mettere insieme l\u2019equilibrio di bilancio pubblico e la realizzazione di interventi che portino a dei vantaggi economici permanenti per il paese. 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