{"id":78992,"date":"2023-05-05T09:17:49","date_gmt":"2023-05-05T07:17:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78992"},"modified":"2023-05-02T18:21:02","modified_gmt":"2023-05-02T16:21:02","slug":"serbi-del-kosovo-tra-lincudine-e-il-martello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=78992","title":{"rendered":"Serbi del Kosovo, tra l\u2019incudine e il martello"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI ( Angelina \u0160ofranac)<\/strong><\/p>\n<p><em>(Originariamente pubblicato dal quotidiano\u00a0<a title=\"Link a Vijesti\" href=\"https:\/\/www.vijesti.me\/svijet\/balkan\/653677\/srbi-na-sjeveru-kosova-izmedju-cekica-i-nakovnja\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vijesti\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, il 25 aprile 2023)<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/serbi-del-kosovo-tra-l-incudine-e-il-martello-224944\/2161770-1-ita-IT\/Serbi-del-Kosovo-tra-l-incudine-e-il-martello.jpg\" alt=\"Mitrovica nord, Kosovo - \u00a9 Martyn Jandula\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<p>Le elezioni amministrative tenutesi lo scorso 23 aprile nel nord del Kosovo sono state quasi interamente boicottate dalla maggioranza serba.<\/p>\n<p>\u201cCon un\u2019affluenza attestata attorno al 3,5%, sono state elette le nuove amministrazioni comunali \u2013 quattro sindaci e due consigli comunali \u2013 completamente dominate dalla minoranza [albanese]. A destare preoccupazioni ancora maggiori per la tenuta della democrazia \u00e8 la possibilit\u00e0 che la nuova leadership guidata dalla minoranza possa rimanere in carica nei prossimi due anni e mezzo, ossia fino alle prossime elezioni locali, e che quindi assuma una posizione dominante all\u2019interno dei meccanismi di esercizio del potere [nel nord del Kosovo]\u201d, spiega Tatjana Lazarevi\u0107, caporedattrice del portale\u00a0<a title=\"Link a Kossev \" href=\"https:\/\/kossev.info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Kossev<\/em>\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>di Mitrovica nord.<\/p>\n<p>Le elezioni anticipate nei quattro comuni a maggioranza serba sono state indette a seguito dell\u2019uscita dei serbi da tutte le istituzioni kosovare nel novembre 2022 in segno di protesta contro la decisione del governo di Pristina di introdurre l\u2019obbligo di sostituzione delle targhe di immatricolazione rilasciate dalla Serbia con quelle kosovare. La Srpska Lista, il principale partito dei serbi del Kosovo, cos\u00ec come la stragrande maggioranza dei cittadini di nazionalit\u00e0 serba, ha boicottato le elezioni del 23 aprile. La leadership di Belgrado e i serbi del nord del Kosovo chiedono la creazione dell\u2019Associazione delle municipalit\u00e0 serbe, prevista dall\u2019Accordo di Bruxelles, sottoscritto tra Serbia e Kosovo dieci anni fa.<\/p>\n<p>Tatjana Lazarevi\u0107 spiega che ci\u00f2 che contraddistingue le elezioni locali appena concluse da tutte le precedenti non \u00e8 tanto la diserzione dalle urne \u2013 perch\u00e9 sin dal 2013, quando si sono tenute le prime elezioni nel nord del paese dopo la proclamazione dell\u2019indipendenza del Kosovo, i serbi hanno sempre boicottato il voto \u2013 quanto la decisione della Srpska Lista di non partecipare alle elezioni per la prima volta negli ultimi dieci anni.<\/p>\n<p>\u201cSono stati proprio i rappresentanti della Srpska Lista a spingere i serbi del nord ad entrare a far parte del sistema kosovaro a seguito delle elezioni del 2013, cercando poi ad ogni tornata elettorale di costringere i serbi a votare per la Srpska Lista. Nei dieci anni di potere, questo partito, con l\u2019appoggio del governo di Belgrado, grazie anche ad una collaborazione con le istituzioni di Pristina \u2013 collaborazione venuta meno con l\u2019arrivo di Albin Kurti al potere \u2013 \u00e8 riuscito a creare un meccanismo di controllo delle assunzioni e dei dipendenti pubblici, basato sull\u2019assoggettamento e sul ricatto, indebolendo cos\u00ec il potenziale democratico e civico dei serbi del nord, ma anche di quelli che vivono a sud dell\u2019Ibar, relegandoli ad una posizione di dipendenza dalle autorit\u00e0 e dai vari centri di potere locale\u201d, afferma Tatjana Lazarevi\u0107.<\/p>\n<p>Circa due terzi dei serbi del Kosovo vivono a sud del fiume Ibar, un confine immaginario che separa il nord del Kosovo, dove la leadership di Belgrado esercita un\u2019influenza determinante, dal resto del paese, dominato dalle autorit\u00e0 di Pristina.<\/p>\n<p>\u201cCon il passare del tempo, il meccanismo di controllo dell\u2019elettorato e del processo elettorale [instaurato dalla Srpska Lista, ndt] \u00e8 andato progressivamente rafforzandosi, accompagnato dalla creazione di un sistema di gestione delle risorse finanziarie e una sfera di influenza spesso illeciti e tutt\u2019altro che estranei alla violenza, tanto che i serbi del nord si sono trovati costretti ad andare a votare in modo organizzato, accompagnati dai loro superiori\u201d, spiega Tatjana Lazarevi\u0107.<\/p>\n<p>Stando alle sue parole, col tempo nel nord del Kosovo sono cresciute \u201cnuove generazioni e gruppi privilegiati che non vedono nulla di problematico in questo crollo della democrazia e delle libert\u00e0, continuando a godere dei privilegi, soprattutto in termini di benefici finanziari e sociali\u201d.<\/p>\n<p>La caporedattrice del portale\u00a0<em>Kossev\u00a0<\/em>ritiene che le elezioni dello scorso 23 aprile abbiano fornito un\u2019immagine del nord del Kosovo sostanzialmente fedele alla realt\u00e0. \u201cLa Srpska Lista non ha dovuto minacciare i cittadini, dicendo loro di non votare. \u00c8 bastato lasciare ai cittadini la libert\u00e0 di scegliere se recarsi alle urne o meno\u201d.<\/p>\n<p>La Commissione elettorale del Kosovo ha reso noto che alle elezioni del 23 aprile ha votato solo il 3,47% degli aventi diritto. Tutti e quattro i sindaci eletti appartengono a partiti degli albanesi del Kosovo. L\u2019unica candidata serba ha ottenuto solo cinque voti. Il governo di Pristina si \u00e8 complimentato con i sindaci e consiglieri comunali neo eletti, auspicando che svolgano le proprie funzioni con successo. \u201cIl governo della Repubblica del Kosovo sostiene pienamente [le nuove amministrazioni comunali] nel loro lavoro al servizio di tutti i cittadini, senza distinzione alcuna\u201d, si legge in un comunicato stampa emesso dalle autorit\u00e0 di Pristina.<\/p>\n<p>Tatjana Lazarevi\u0107 spiega che la comunit\u00e0 serba \u00e8 ulteriormente indebolita dalle elezioni comunali appena concluse e che ormai non esiste pi\u00f9 alcuna autentica politica locale rivolta ai serbi.<\/p>\n<p>\u201cApprofittando del boicottaggio e della riluttanza della Srpska Lista a collaborare, le nuove autorit\u00e0 kosovare hanno preso il controllo di una parte delle istituzioni del nord del paese, sostenendo di voler combattere la criminalit\u00e0 organizzata e risolvere un conflitto congelato. A contribuire al rafforzamento della presenza delle autorit\u00e0 di Pristina nel nord \u00e8 stata anche l\u2019uscita dei serbi da tutte le istituzioni kosovare. Dopo aver assunto il controllo delle forze di polizia e della magistratura, ora la minoranza albanese ha preso ufficialmente in mano anche le redini dell\u2019amministrazione locale nel nord del paese\u201d.<\/p>\n<p>Nel nord del Kosovo vivono circa 50mila serbi. Pur costituendo oltre il 90% della popolazione del Kosovo, nel nord gli albanesi rappresentano una minoranza.<\/p>\n<p>Temendo possibili incidenti e violenze, la Commissione elettorale ha rinunciato all\u2019idea di organizzare le operazioni di voto all\u2019interno delle scuole, decidendo invece di allestire cabine elettorali in tredici localit\u00e0. I soldati della NATO, insieme ai membri della KFOR, hanno pattugliato le strade nelle aree in cui si sono svolte le elezioni, mentre a sorvegliare le cabine elettorali sono stati i poliziotti albanesi venuti da altre parti del paese, perch\u00e9 l\u2019anno scorso cinquecento agenti serbi sono usciti dalle forze di polizia kosovare.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 di Pristina hanno accusato Belgrado di aver orchestrato una \u201ccampagna minacciosa\u201d improntata su intimidazioni, pressioni e ricatti, volta a dissuadere i cittadini dal recarsi alle urne.<\/p>\n<p>Accuse prontamente respinte dal presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107, secondo il quale alle elezioni del 23 aprile \u2013 definite \u201cla d\u00e9b\u00e2cle elettorale\u201d di Albin Kurti e dei paesi della NATO \u2013 i serbi hanno dimostrato una disciplina e una responsabilit\u00e0 mai viste nella storia moderna del popolo serbo. Vu\u010di\u0107 ha affermato che lo scorso 23 aprile si \u00e8 assistito ad una \u201csilenziosa rivolta politica\u201d dei serbi che \u201ccon un plebiscito\u201d hanno dimostrato chi non vogliono nel nord del Kosovo.<\/p>\n<p>\u201cTemo che questo sia il preludio di una crisi pi\u00f9 profonda nei mesi e negli anni a venire\u201d, afferma Tatjana Lazarevi\u0107. Per la giornalista di Mitrovica nord, l\u2019evento che ha colpito di pi\u00f9 i serbi del Kosovo nel 2022 \u00e8 stata la costruzione di quattro nuove stazioni di polizia e il dispiegamento delle forze speciali della polizia kosovara nel nord del paese. Queste forze, che non comprendono alcun membro di nazionalit\u00e0 serba, in passato non erano mai state presenti nel Kosovo settentrionale.<\/p>\n<p>\u201cLe autorit\u00e0 kosovare affermano pubblicamente di voler combattere la criminalit\u00e0 organizzata, ed effettivamente sono state intraprese alcune azioni in tale direzione. Ci\u00f2 che invece [la leadership di Pristina] nasconde ai suoi partner internazionali, ma non anche ai suoi sostenitori all\u2019interno della comunit\u00e0 albanese, sono i messaggi trionfalistici sulla conquista del nord. Le persone sospettate di essere coinvolte in attivit\u00e0 di criminalit\u00e0 organizzata nel nord del Kosovo di certo non dormono sonni tranquilli, ma non dorme nemmeno la popolazione locale. A nessuno piace la militarizzazione, soprattutto se viene imposta da un governo che non gode dell\u2019appoggio dei serbi del Kosovo\u201d, spiega Tatjana Lazarevi\u0107 sottolineando che \u201cquesto nuovo quadro incide in maniera rilevante sulla vita dei serbi del nord, intrappolati tra il martello di Belgrado e l\u2019incudine di Pristina\u201d.<\/p>\n<p>Commentando la proposta occidentale per la normalizzazione dei rapporti tra Kosovo e Serbia, Lazarevi\u0107 spiega che dietro ad una cortina di fumo creata dai media, che non fanno che parlare di crisi, profondi scontri e stallo nel dialogo tra Belgrado e Pristina, il processo negoziale prosegue ad un alto livello politico. Alla fine di febbraio le due parti si sono accordate sul contenuto del documento e da allora ognuno adempie ai propri obblighi nei termini previsti: \u00e8 stata adottata una dichiarazione sulle persone scomparse e creata una commissione per vigilare sulla sua implementazione; \u00e8 stata avviata anche una discussione sull\u2019articolo 7, riguardante il meccanismo del cosiddetto \u2018autogoverno\u2019 della comunit\u00e0 serba e all\u2019inizio di maggio dovrebbe essere presentato lo statuto dell\u2019Associazione delle municipalit\u00e0 serbe.<\/p>\n<p>\u201cIl punto \u00e8 che la Serbia si sta ritirando dal Kosovo a favore delle autorit\u00e0 di Pristina e nessuno sembra disposto a rafforzare la popolazione locale che resta un testimone scomodo per entrambe le parti. Un testimone che per una parte incarna \u2018una sconfitta\u2019 e \u2018un tradimento\u2019 definiti storici nella narrazione dominante, ma anche negli atti legislativi, mentre per l\u2019altra resta un monito \u2018affinch\u00e9 non venga mai pi\u00f9 consentita una rivolta compatta della popolazione disobbediente\u2019\u201d, conclude Tatjana Lazarevi\u0107.<\/p>\n<p>All\u2019indomani del voto nel nord del Kosovo, il Servizio per l\u2019azione esterna dell\u2019UE (EEAS) ha fatto sapere che le elezioni boicottate dalla stragrande maggioranza della popolazione non rappresentano una soluzione a lungo termine e che la difficile situazione nei quattro comuni in cui si \u00e8 votato pu\u00f2 essere risolta solo con il ritorno dei serbi nelle istituzioni kosovare, ed \u00e8 il compito del governo di Pristina rendere possibile tale ritorno.<\/p>\n<p>Peter Stano, portavoce dell\u2019EEAS, ha dichiarato che la creazione dell\u2019Associazione delle municipalit\u00e0 a maggioranza serba deve essere portata a termine il prima possibile. \u201c\u00c8 di cruciale importanza che i serbi tornino ad essere attivamente presenti nell\u2019amministrazione locale, nelle forze di polizia e nella magistratura nel Kosovo settentrionale\u201d, ha affermato Stano, sottolineando che \u201cvi \u00e8 un urgente bisogno di instaurare un serio dialogo tra il governo di Pristina e i serbi nel nord del Kosovo\u201d.<\/p>\n<p>Chistopher Hill, ambasciatore statunitense a Belgrado, ritiene invece che il dialogo tra Serbia e Kosovo abbia bisogno di un nuovo impulso, dicendosi comunque fiducioso che l\u2019incontro tra i leader dei due paesi, previsto oggi, 2 maggio, a Bruxelles, possa rappresentare un passo in avanti verso la creazione dell\u2019Associazione delle comunit\u00e0 serbe.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Serbi-del-Kosovo-tra-l-incudine-e-il-martello-224944\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Serbi-del-Kosovo-tra-l-incudine-e-il-martello-224944<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI ( Angelina \u0160ofranac) (Originariamente pubblicato dal quotidiano\u00a0Vijesti\u00a0\u00a0, il 25 aprile 2023) Le elezioni amministrative tenutesi lo scorso 23 aprile nel nord del Kosovo sono state quasi interamente boicottate dalla maggioranza serba. \u201cCon un\u2019affluenza attestata attorno al 3,5%, sono state elette le nuove amministrazioni comunali \u2013 quattro sindaci e due consigli comunali \u2013 completamente dominate dalla minoranza [albanese]. 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