{"id":79022,"date":"2023-05-03T11:39:00","date_gmt":"2023-05-03T09:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79022"},"modified":"2023-05-03T11:39:00","modified_gmt":"2023-05-03T09:39:00","slug":"gli-angeli-caduti-sono-tra-noi-uno-pasolini-e-stato-accoppato-allidroscalo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79022","title":{"rendered":"Gli angeli caduti sono tra noi. Uno (Pasolini) \u00e8 stato accoppato all\u2019idroscalo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da BARBADILLO (Gianfranco Andorno)<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"jeg_post_subtitle\">Nella notte dell\u2019uno novembre 1975 al lido di Ostia un\u2019Alfetta, forse non la sua, lo schiaccia. Forse un suicidio assistito, quasi invocato, a sopire quella febbre che lo divora<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-79023\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Schermata-2023-05-01-alle-21.24.29-300x188.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Schermata-2023-05-01-alle-21.24.29-300x188.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Schermata-2023-05-01-alle-21.24.29-768x482.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Schermata-2023-05-01-alle-21.24.29.png 988w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Pier Paolo Pasolini in una foto di Domenico Notarangelo<\/em><\/p>\n<p>Al Mandrione Porta Furba e la Fontana Bella, il budello dell\u2019acquedotto Felice. \u00a0I nomi paiono apposti a cauterizzare quel verminaio, una velatura beffarda. Le baracche, i campi brulli da palazzinare: saranno colombari. Nel futuro le licenze truffaldine del sostituto da agricolo a edificabile.<\/p>\n<p>Dalla caserma di Pietralata portavano le divise a lavare. Donne contigue prestavano lo stesso strumento donato dalla Provvidenza. Le une strofinavano e strizzavano gli indumenti, le altre si spalancavano e offrivano labbra divenute, con il tempo, ferite inerti, analgesiche, come l\u2019anima. Le rade luci e i fal\u00f2 lucciole per il percorso di una via crucis iconoclasta. Il Poeta non ha scelto la lavanderina ma l\u2019altra.<\/p>\n<p>Dapprima ha avuto una curiosit\u00e0 antropologica per le borgate romane e i suoi rozzi abitanti, poi il lampo. Lui odia il capitalismo con la sua forza corruttiva, lo urla in ogni verso. Ebbene loro saranno la chiave che lo scardiner\u00e0. \u00a0Ha conosciuto anche la vergogna per i giochi ancestrali con i pastorelli a Casarza. \u00c8 dovuto fuggire. Ecco, come un ispettore dei Nas controlla i ripostigli della cucina del neocapitalismo. E trova lo sporco che definisce \u201cl\u2019universo orrendo\u201d. Il sottoproletariato! \u00c8 come spulciare un Bilancio, scoprire azioni e fondi spazzatura. Junk, junk! \u00a0Mostra quei tuguri e quei cavernicoli, diventa impresario di circo, di Luna Park. Ha la donna barbuta, l\u2019agnello bicefalo e il bagonghi nano. Costruisce quella che per Il Contini \u00e8 una epopea picaro-romanesca.<\/p>\n<p>Per\u00f2 questo comporta uno sfruttamento dei fenomeni esposti. Nel quotidiano delle sue incursioni \u00e8 una zecca, il ladro della loro primitiva vitalit\u00e0, del loro integro senso della vita. Si fa santone impone le mani e li assolve in nome della loro sacralit\u00e0 autoctona. Del loro essere creature. \u00a0Il loro gergo \u00e8 quasi un grammelot balbettato: lo adotta, lo plagia. Per irretirli si propone a loro come uno sciamano, dal suo apogeo di cultura. Di quell\u2019alveare balordo, brulicante, \u00e8 despota regina. Li convince con un taumaturgico: \u201cSarete famosi!\u201d e li imprigiona nella gabbia della pellicola. Solo alcuni con Citti, Davoli, porta a pascolare nella vituperata societ\u00e0 del benessere, un controsenso. Gli altri resteranno a razzolare nella melma del porcilaio. Lui non \u00e8 un assistente sociale, un Don Bosco. Il Poeta non esce indenne dall\u2019impresa e purtroppo subisce anche i rimbrotti di Gramsci che \u00e8 brusco: \u201cGli intellettuali chi credono di essere? Sono una classe sociale con il complesso della mosca cocchiera, considerano le masse sempre bambine da vispa Teresa!\u201d Il Poeta va sovente al cimitero degli acattolici a Testaccio, accanto alla piramide di Cestio. Rimesta le sue ceneri, ne attinge coraggio e rifiuto.<\/p>\n<p>A giustificarsi con Gramsci il Poeta sciorina il suo provvido alibi letterario. \u00c8 contro il Petrarca conservatore ed \u00e8 con il Dante popolare, quello delle terzine biascicate a memoria dai nonni. \u00c8 contro l\u2019italiano letterario, nella civilt\u00e0 borghese scorge l\u2019impotenza dell\u2019esprimersi. Abbandona il poeticismo e l\u2019impoeticit\u00e0, cerca nella poesia il sacro ma piegandola alla politica, al romanzo epico lirico la ingravida, l\u2019appesantisce, la fa stramazzare. Fortini materializza la sua \u00a0sineciosi, la \u00a0lotta ad accostare due opposti con un unico verbo. Un tentativo pi\u00f9 arduo dell\u2019ossimoro che lo dilanier\u00e0 per tutto il percorso, non si risparmier\u00e0, getter\u00e0 sulla bilancia anche il corpo.<\/p>\n<p>Pubblica libri che sono cazzotti nei denti ai bigotti. (Ragazzi di vita, Una vita violenta\u2026) Sberle mollate a chi? A un\u2019etnia di topi che smesse le vestigia della gloria fuggono dallo scafo che naufraga e corrono a festeggiare il nuovo mugnaio. Topi che diventano ometti, magari quelli laboriosi di Bruegel, ma dall\u2019ego gonfio e adiposi. \u00a0Corroborati e messi all\u2019ingrasso dai boom economici. \u00a0Vanamente il Poeta cercher\u00e0 di metterli a dieta. Il Poeta scrive, tiene conferenze, provoca, disturba la quiete del serraglio e avviene l\u2019inciucio, la combine. L\u2019autorit\u00e0 lo colpir\u00e0 con innumerevoli denunce e sequestri per oscenit\u00e0 con esiti nulli, a dimostrare di voler salvaguardare i valori. E lui sar\u00e0 promosso perseguitato assicurandosi una gran notoriet\u00e0. \u00a0La magistratura e la polizia gli tendono le braccia dello Stato per non fare di lui un paria come vorrebbe.<\/p>\n<p>Nella famiglia del Poeta c\u2019\u00e8 un padre sconfitto che resta guerrierosolo in casa. Il brando arrugginito lo usa con la moglie e i figli. La moglie madre \u00e8 Susanna. Ci sono madri che non tranciano il cordone ombelicale, lei \u00e8 cos\u00ec. Ed ecco il rimando, una supplica:\u201cSei insostituibile\u2026 \u00e8 dannata la vita che mi hai dato. Ho fame d\u2019amore, di corpi senz\u2019anima\u2026 L\u2019anima sei tu\u2026 il tuo amore \u00e8 la mia schiavit\u00f9.\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un fratello, Guido Alberto, Ermes in battaglia, che sar\u00e0 nel 1945 eroe tragico ma assurdo nell\u2019eccidio di \u00a0Porzius, per una faida tra rossi. \u201cIl morto giovanetto\u201d nei reading. Per nascondere la mano sbagliata la diranno di partigiani iugoslavi. \u00a0Non \u00e8 vero, erano gappisti di Udine delle Brigate Garibaldi comandati da Mario Toffanin, Giacca il suo soprannome. Il Poeta fa del fratello un feto doloroso che porter\u00e0 sempre con lui e non si pu\u00f2 sviscerare la sua poesia, la sua prosa, senza usare il forcipe.<\/p>\n<p>Il Poeta \u00e8 affetto da dicotomia persino bizzarra. Tutti i critici devono ammettere e affrontare le sue contraddizioni. Lo fanno con i guanti spurgandole dall\u2019immiserimento dell\u2019incoerenza. \u00c8 contro la Borghesia ma ne usa i mezzi. Avversa la societ\u00e0 dei consumi e il progresso,\u00a0guida l\u2019Alfa Romeo. \u00c8 innamorato follemente di quel mondo che calunnia ferocemente. Marxista e ateo, enfatizza San Francesco, di Ges\u00f9 ne fa un uomo della rivolta. \u00a0Nelle tradizioni scorge un baluardo di difesa. Rimpiange la civilt\u00e0 contadina del Friuli, adopera il dialetto. \u00c8 contro il nuovo uomo alessitimico: incapace di emozioni. Il suo motto: \u201cEternamente contrario\u201d. E se il suo doppio fosse il fratello?<\/p>\n<p>Roma 1960, il tripudio delle Olimpiadi. La citt\u00e0 lustra \u00e8 di nuovo caput mundi. La gente del famigerato consenso e poi dello scudocrociato, apparentemente amorfa, \u00e8 il motore del Paese. Il sottoproletariato denunciato dal Poeta? Il pus di una piccola infezione. Una risacca, un singhiozzo di recessione. Un effetto da attribuirsi ai precedenti rialzi in Borsa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-103421 size-full\" src=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ezra-Pound-e-Pier-Paolo-Pasolini.-Foto-5.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"343\" data-pin-no-hover=\"true\" \/><\/p>\n<p>Nell\u2019autunno del 1968 avviene l\u2019incontro del Poeta con Ezra Pound a Venezia. Questi \u00e8 stato condannato per aver parlato da radio Roma a favore dell\u2019Asse. Per lui Hitler \u00e8 una Giovanna d\u2019Arco e scriver\u00e0: \u201cManes fu conciato e impagliato, cos\u00ec Ben e la Clara per i calcagni a Milano.\u201d Si salva dalla pena di morte per tradimento con una diagnosi di pazzia. Campo di prigionia a Coltano, ospedale psichiatrico a Washington. E poi l\u2019esilio in Italia. Qui c\u2019\u00e8 la genesi del suo grande silenzio, emarginato per paura di un contagio mentale, di ricevere fulmini ideali. I due Poeti si annusano estraggono le ali riposte negli armadi,svolazzano. Hanno la conferma di quanto predicano. Tutti gli esseri viventi sono burattini in mano a un Golem economico e di finanza, che detiene i fili. Commemorano l\u2019Omero cieco, si dicono di stessa radice. Barbari alla omologazione capitalista abbracciano le loro solitudini. Pound riprende a scarabocchiare i suoi Canti Pisani, vaneggiando il Rinascimento. Il nostro Poeta ritorna alla sua battaglia contro quel Moloch, quel potere senza volto.<\/p>\n<p>Nel 1974 il Poeta rivela: \u201cIo so. Io so i nomi dei responsabili delle stragi. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.\u201d Desta scalpore mentre se lo avesse dichiarato un altro avrebbero tutti riso. Perch\u00e9? Gi\u00e0 da vivo \u00e8 in corso il processo di beatificazione. Presto l\u2019epiteto dell\u2019immaginetta di prossimo martire. Lo incappellano dell\u2019aureola per infilarlo nell\u2019urna, strapparlo da quel suo Diluvio di carne. Una derisione, un prendiculo di quel capitalismo che ingoia tutto. No, il Poeta \u00e8 un vivido test al nostro sistema immunitario e tale rimarr\u00e0.<\/p>\n<p>Nella notte dell\u2019uno novembre 1975 al lido di Ostia un\u2019alfetta, forse non la sua, lo schiaccia. Forse un suicidio assistito, quasi invocato, a sopire quella febbre che lo divora. Si \u00e8 accorto che sotto il magma della sua onniscienza c\u2019\u00e8 in agguato il nulla. Peccato \u00e8 il\u00a0<span class=\"s4\">sapere<\/span><span class=\"s4\">,<\/span>\u00a0non il resto e si \u00e8 arreso. Il Poeta ha gettato il corpo e non lo recupera, si \u00e8 reso finalmente conto che non gli serve. Naturalmente i membri della confraternita degli elzeviri: \u201c\u00e8 un\u2019esecuzione!\u201d strillano.<\/p>\n<p>Un omicidio per il libro intonso \u201cPetrolio\u201d, mormorano. Ma quelli hanno gi\u00e0 risolto tutto con il sabotaggio al 780Paris I \u2013 SNAP di Enrico Mattei con lui dentro. Figurati se gli si drizza il pelo per qualche paginetta.<\/p>\n<p>All\u2019autopsia su di lui il nettare della sua ultima rapina. Epifania del suo furioso bisogno d\u2019amore.<\/p>\n<p>Camera ardente a Campo de\u2019 Fiori. Una fiumana di gente che non ha letto un suo rigo. C\u2019\u00e8 il canuto scrittore, debilitato dalla giovane concubina sospinta nell\u2019olimpo mafioso dei letterati. Anche lei presente, ha sognato il Poeta dimagrito che sollecitava Grimaldi, Bertolucci, a riprendere le riprese, imbarazzati perch\u00e9 lo sapevano morto. La moglie ripudiata si \u00e8 avvinghiata a \u201cLa storia\u201de ai gatti.<\/p>\n<p>Nell\u2019orazione lo scrittore parla di delitto d\u2019onore. Eh non possono dire che quello \u00e8 l\u2019assassino, non possono gettare con l\u2019acqua sporca il proletariato, il loro patrimonio. Sarebbero nullatenenti e disoccupati. Blatera di natalit\u00e0 e di poeti, non ha compreso che la poesia \u00e8 un farmaco placebo e sterile. Lui \u00e8 asettico, \u00e8 quello dell\u2019indifferenza! C\u2019\u00e8 Dario Bellezza: \u201cTutti noi lo abbiamo ammazzato.\u201d Un complice?<\/p>\n<p><span class=\"s5\"><span class=\"bumpedFont15\">Il gregge<\/span><\/span><span class=\"s5\"><span class=\"bumpedFont15\">\u00a0della \u201cmigliore giovent\u00f9\u201d<\/span><\/span><span class=\"s5\"><span class=\"bumpedFont15\">\u00a0ha abbandonato il pastore delle amatriciane, della coda alla vaccinara. Affascinato dallo shopping compulsivo, dal canto delle sirene del capitalismo. Sirene creature del mare e sirene di guerra. Anche coloro che si sono battuti il petto alle esequie, i colleghi artisti, ritornano ai loro\u00a0<\/span><\/span><span class=\"s5\"><span class=\"bumpedFont15\">ludi dionisiaci e tirano un sospiro di sollievo. L\u2019ospite ingombrante ha tolto il disturbo. \u201cEh che diamine!\u00a0<\/span><\/span><span class=\"s5\"><span class=\"bumpedFont15\">Isterico e petulante.\u00a0<\/span><\/span><span class=\"s5\"><span class=\"bumpedFont15\">Forse si era convinto di essere il Messia di Teorema,\u201d i commenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span class=\"s6\"><span class=\"bumpedFont15\">La Bibbia dice che la severit\u00e0 del giudizio di Dio varia a seconda della conoscenza posseduta da una persona. Gli angeli caduti, dunque, con la grande conoscenza che avevano, meritano di gran lunga l\u2019ira di Dio.<\/span><\/span><span class=\"s6\"><span class=\"bumpedFont15\">\u00a0Contro l\u2019egemonia culturale ma manicheo. Rotture e trasgressioni ma inalberando il passato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/109243-gli-angeli-caduti-sono-tra-noi-uno-pasolini-e-stato-accoppato-allidroscalo\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/109243-gli-angeli-caduti-sono-tra-noi-uno-pasolini-e-stato-accoppato-allidroscalo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da BARBADILLO (Gianfranco Andorno) Nella notte dell\u2019uno novembre 1975 al lido di Ostia un\u2019Alfetta, forse non la sua, lo schiaccia. Forse un suicidio assistito, quasi invocato, a sopire quella febbre che lo divora Pier Paolo Pasolini in una foto di Domenico Notarangelo Al Mandrione Porta Furba e la Fontana Bella, il budello dell\u2019acquedotto Felice. \u00a0I nomi paiono apposti a cauterizzare quel verminaio, una velatura beffarda. Le baracche, i campi brulli da palazzinare: saranno colombari. 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