{"id":79062,"date":"2023-05-04T10:00:37","date_gmt":"2023-05-04T08:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79062"},"modified":"2023-05-03T18:16:14","modified_gmt":"2023-05-03T16:16:14","slug":"facciamo-come-in-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79062","title":{"rendered":"Facciamo come in Francia"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Ciattini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>I lavoratori francesi dimostrano di essere disposti a lottare fino in fondo per difendere i nostri diritti. E noi?<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/31f5636df1285162acdc40a46cdef36a_XL.jpg\" alt=\"Facciamo come in Francia\" \/><\/span><\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Come \u00e8 noto ormai quasi a tutti, in Macronia, utilizzando l\u2019antidemocratico articolo 49-3 della Costituzione, accompagnato da misure antisciopero e da violenti attacchi della polizia contro i manifestanti, il 14 aprile il Consiglio costituzionale ha comunicato la sua decisione; decisione che non ha sorpreso nessuno. Questo organismo \u00e8 stato istituito nel 1958, quando il generale De Gaulle fece il suo colpo di Stato dando alla luce la Quinta Repubblica [1], e la sua funzione \u00e8 quella di stabilire la legittimit\u00e0 costituzionale delle leggi organiche e dei regolamenti parlamentari, inoltre vigila sullo svolgimento delle elezioni. \u00c8 formato da nove membri non eletti, ma scelti dal presidente della Repubblica, dal presidente dell\u2019Assemblea nazionale e da quello del Senato, i quali provengono dagli ambienti vicini al potere e agiscono come guardiani di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Con questa decisione si \u00e8 considerata legittima la cosiddetta riforma del sistema pensionistico, secondo la quale i francesi dovranno lavorare fino a 64 anni (prima fino a 62), dovranno versare allo Stato i contributi pensionistici per due anni di pi\u00f9, e sono aboliti i regimi speciali che sancivano trattamenti rispettosi dei diversi tipi di attivit\u00e0. Ma il Consiglio costituzionale non si \u00e8 limitato a questo: ha respinto anche l\u2019ipotesi di celebrare un referendum su questa importantissima questione, ossia ha rigettato il RIP (R\u00e9f\u00e9rendum d\u2019Initiative Partag\u00e9e) proposto da NUPES, ossia il raggruppamento politico diretto da Jean-Luc M\u00e9lenchon.<\/p>\n<p>La Costituzione della Quinta Repubblica \u00e8 stata concepita per superare il parlamentarismo e rafforzare l\u2019esecutivo in un\u2019ottica che fa della <b>Francia<\/b> un paese retto da un <b>regime semipresidenziale<\/b>, ossia <b>anticipatore delle molte trasformazioni subite in questi ultimi decenni dai cosiddetti paesi liberi e democratici, compresa l\u2019Italia<\/b>. In particolare, <b>il rafforzamento dell\u2019esecutivo si \u00e8 palesato nelle varie \u201cemergenze\u201d che ci hanno angustiato e ci angustiano, dopo la pandemia la guerra con la quale \u00e8 riapparsa in maniera chiara e arrogante la censura<\/b>.<\/p>\n<p>Eppure per alcuni il semipresidenzialismo alla francese non sarebbe nemmeno sufficiente per governare un paese nel mondo d\u2019oggi; tra questi si distingue la signora Giorgia Meloni, la quale va ripetendo che la riforma in senso presidenzialista, o meglio l\u2019elezione diretta del vertice dell\u2019esecutivo farebbe di quest\u2019ultimo l\u2019espressione della volont\u00e0 popolare, darebbe stabilit\u00e0 al paese e ne potenzierebbe lo sviluppo. Purtroppo non ci spiega le ragioni di tutte queste meraviglie e, d\u2019altra parte, quando si aspira a comandare senza controlli e mediazioni, l\u2019impiego di argomentazioni rappresenta solo una perdita di tempo. Questa detestabile convinzione accomuna tutti i nostri capi partitici e ha reso la politica, forse la pi\u00f9 nobile attivit\u00e0 umana, un volgare e risibile contrasto tra slogan banali e inefficaci, nei quali spesso si manifesta la crassa ignoranza o il bieco opportunismo dei loro proclamatori. La Russa docet.<\/p>\n<p>Facendo le pulci ai paesi liberi e democratici, scopriamo, guarda un po\u2019, che quando l\u2019URSS fu pilotata verso la sua dissoluzione, di cui ancora oggi paghiamo le tristi conseguenze, per dar vita a un nuovo organismo politico, i suoi capi si ispirarono al modello della Quinta Repubblica, ossia a un regime semiparlamentare, in base al quale Vladimir Putin \u00e8 quel leader autoritario quotidianamente detestato. Purtroppo, se le cose stanno effettivamente cos\u00ec, <b>l\u2019autoritarismo non sta fuori del cosiddetto Occidente, ma proprio nel suo cuore, nella patria dei diritti umani, rispettati a parole e quando si conviene<\/b>. Ma allora la contrapposizione tra mondo libero e autoritarismo cade? E cosa resta?<\/p>\n<p>Resta un <b>conflitto profondo e devastante che probabilmente segner\u00e0 il passaggio da un sistema egemonico a un altro scandito da fasi di pericolosa instabilit\u00e0 e di eterogenei rimescolamenti, che potrebbero schiudere il varco \u2013 ce lo auguriamo \u2013 a radicali trasformazioni progressive<\/b>. Restano anche gli stratosferici guadagni delle multinazionali dell\u2019energia e del complesso militare-industriale [2], tutti fatti sulle spalle dei lavoratori gi\u00e0 sfiancate da decenni di politiche antipopolari; guadagni cui, con le loro prossime rinunce, i francesi sono ora chiamati a dare il loro contributo sia pure indiretto.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante la portata dell\u2019attacco, <b>i lavoratori francesi non vogliono essere trattati come quelli italiani che, sebbene in seguito alla pandemia la loro aspettativa di vita si sia ridotta di due anni, dal 2019 accedono alla pensione a 67 anni. Lo hanno pure scritto sui loro cartelli in risposta a Macron che indicava l\u2019Italia come il buon esempio da seguire<\/b>.<\/p>\n<p>In risposta alle grandiose manifestazioni e proteste, che hanno visto anche assalti alla Borsa di Parigi, alla sede francese di BlackRock (interessata all\u2019istituzione di fondi pensione privati) e la consistente partecipazione giovanile, Macron cerca di voltare pagina e di intrattenere il suo pubblico su altri temi: l\u2019indispensabile rapporto con la Cina, il riscatto dalla subordinazione agli USA, il suo nuovo slogan (lavoro, ordine, progresso che si richiama addirittura a Auguste Comte).<\/p>\n<p>Ovviamente <b>a sostegno della riforma di Macron si \u00e8 espresso l\u2019ex presidente Nicolas Sarkozy, il quale nel 2010 fece approvare una riforma analoga<\/b> (spostamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile da 60 a 62 anni) sempre nel vortice del malessere popolare, dell\u2019opposizione dei sindacati e di forti manifestazioni di protesta. Giustific\u00f2 la necessit\u00e0 di questa precedente riforma con l\u2019esigenza di mantenere in equilibrio i conti pubblici, di far fronte alla crisi finanziaria del 2008, ma <b>guardandosi bene dal tassare le rendite delle grandi imprese<\/b> come chiedeva la CGT. Questa richiesta condivisibile si fondava sul fatto che nel 2009 la Corte dei conti francese stimava che l\u2019<b>evasione fiscale<\/b> di queste ultime giungesse a circa 10 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Mentre alcuni settori sindacali sembrerebbero voler trovare un compromesso con Macron (quale?), \u00e8 stata proclamata per il primo maggio la tredicesima giornata di mobilitazione contro la riforma delle pensioni, la quale a Parigi partir\u00e0 da place de la R\u00e9publique per raggiungere place de la Nation.<\/p>\n<p><b>Questi scioperi e manifestazioni<\/b>, nei quali negli ultimi decenni in Francia si \u00e8 coagulato il crescente disagio sociale (si pensi ai gilet gialli), <b>costituiscono certamente la risposta alle misure antipopolari prese di volta in volta dai vari governi, ma inevitabilmente finiscono per mettere in discussione tutto il sistema economico-sociale sempre pi\u00f9 in crisi<\/b>. Infatti, le critiche dei manifestanti si sono estese al carattere antidemocratico e autoritario della Quinta Repubblica, alla necessit\u00e0 di varare una nuova Costituzione e con essa la Sesta Repubblica, di abolire il conservatore Consiglio costituzionale etc. Insomma, <b>lo sciopero da sindacale \u00e8 diventato politico<\/b> e si rivolge ora contro la politica complessiva (anche estera) di Macron, il quale sembra annaspare senza avere le idee chiare sul da farsi.<\/p>\n<p>Certo non possiamo fare a meno di chiederci fino a quando i lavoratori francesi riusciranno a mobilitarsi per costringere il governo a un cambio di rotta. Per ora hanno ricevuto <b>solidariet\u00e0 da molti sindacati europei e non europei<\/b>, i cui lavoratori in alcuni casi, come in Grecia, si sono mobilitati dinanzi l\u2019ambasciata di Francia. Naturalmente ci\u00f2 \u00e8 importante, ma credo non sufficiente perch\u00e9 <b>sarebbe opportuno organizzare proteste serie sugli stessi temi che sono agitati dai lavoratori francesi: impoverimento del mondo del lavoro, precariato, distruzione di quel che resta dei servizi pubblici, avvisaglie di guerre devastanti per lo stesso genere umano<\/b>. In Italia, invece, il primo maggio, mentre i sindacati celebrano il solito concertone a San Giovanni per ammansire le masse, su iniziativa della Meloni si terr\u00e0 un significativo Consiglio dei ministri su temi rilevantissimi per i disoccupati e i lavoratori che metter\u00e0 il solito decreto legge sulla cosiddetta riforma del <b>reddito di cittadinanza<\/b> che fornisce per brevi periodi somme miserevoli agli interessati, sulla riduzione del <b>cuneo fiscale<\/b>, voluta dagli imprenditori che risparmieranno sul costo del lavoro; inoltre si ribadisce il <b>precariato<\/b> in quanto questi ultimi potranno assumere lavoratori con contratti temporanei di 12 mesi senza indicarne la cagione. Oltre a ci\u00f2 \u00e8 previsto un nuovo condono sulla scia di Conte che prevede riduzione di tasse, sanzioni e rateizzazioni. Come se ci\u00f2 non bastasse lo scorso novembre, dolendosi come la Fornero, il ministro delle dell\u2019Economia e finanze Giorgetti ha firmato il solito decreto con cui si stabilisce che saranno rivalutate al cento per cento solo le <b>pensioni<\/b> pi\u00f9 basse, mentre quella a partire da 2.100 euro lordi riceveranno una rivalutazione sempre pi\u00f9 irrisoria. La colpa sarebbe della crisi e non della nostra subordinazione agli USA che ci vede ogni giorno inviare <b>armi all\u2019Ucraina<\/b>. Ben <b>10 miliardi del costo di quelle armi provengono dalle nostre pensioni tagliate<\/b>.<\/p>\n<p>In definitiva, mentre continuano a spremerci senza nessuna piet\u00e0 ancora nessuno ha pensato di fare come in Francia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Note:\u00a0<\/b><\/p>\n<p>[1] De Gaulle si fece nominare capo di un governo di unit\u00e0 nazionale e pretese la modifica della Costituzione prima vigente.<\/p>\n<p>[2] Proprio oggi 22 aprile Macron ha sostenuto che l\u2019artiglieria necessaria all\u2019Ucraina e promessa dall\u2019UE si deve comprare nel continente per consentire la dismissione degli armamenti obsoleti e per favorire le industrie nostrane.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/facciamo-come-in-francia\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/facciamo-come-in-francia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Ciattini) I lavoratori francesi dimostrano di essere disposti a lottare fino in fondo per difendere i nostri diritti. 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