{"id":79073,"date":"2023-05-05T10:38:09","date_gmt":"2023-05-05T08:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79073"},"modified":"2023-05-04T21:41:14","modified_gmt":"2023-05-04T19:41:14","slug":"il-rapporto-sulla-liberta-di-stampa-di-rsf-e-basato-su-criteri-del-tutto-parziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79073","title":{"rendered":"Il rapporto sulla libert\u00e0 di stampa di RSF \u00e8 basato su criteri del tutto parziali"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INDIPENDENTE<\/strong> (Michele Manfrin)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Reporters sans fronti\u00e8res, conosciuta anche come Reporter Without Borders, in italiano Reporter Senza Frontiere, ha aggiornato la sua classifica riguardo la libert\u00e0 d\u2019informazione di tutti i Paesi del mondo. Come ogni anno, l\u2019organizzazione, ONG francese con lo scopo dichiarato di salvaguardare il diritto alla libert\u00e0 di informazione, pubblica una\u00a0<strong>classifica sulla libert\u00e0 di stampa<\/strong>, oltre a monitorare in tempo reale gli abusi commessi nel mondo a danno di giornalisti. Leggendo bene quanto pubblicato dall\u2019organizzazione, emergono elementi interessanti che fanno riflettere sull\u2019accuratezza e l\u2019obiettivit\u00e0 di tali indici.<\/p>\n<p>Partiamo dal nostro Paese. L\u2019<a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/country\/italy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italia<\/a>, nel 2023, registra\u00a0<strong>un punteggio di 41\/180<\/strong>, dove lo 0 \u00e8 il punteggio migliore, pari a 72,05. Rispetto allo scorso anno saremmo in miglioramento, visto che il punteggio era di 58\/180, ovvero 68,16. \u00a0Nell\u2019incipit possiamo leggere: \u201cLa libert\u00e0 di stampa in Italia continua ad essere minacciata dalla criminalit\u00e0 organizzata, in particolare nel sud del Paese, nonch\u00e9 da vari gruppi estremisti violenti. Questi sono aumentati significativamente durante la pandemia e continuano a ostacolare il lavoro dei professionisti dell\u2019informazione, specialmente durante le manifestazioni\u201d. Sebbene a livello locale le organizzazioni criminali siano senz\u2019altro un nemico della libert\u00e0 di stampa, Reporters sans fronti\u00e8res (RSF) sottolinea la minaccia portata da \u201cgruppi estremisti violenti\u201d i quali sarebbero aumentati durante la pandemia; tradotto, i famigerati\u00a0<strong>no-vax o no-greenpass sono una minaccia alla libert\u00e0 di stampa<\/strong>\u00a0e \u201ccontinuano a ostacolare il lavoro dei professionisti dell\u2019informazione\u201d. Gli stessi professionisti dell\u2019informazione che proprio durate l\u2019emergenza pandemica, cos\u00ec come adesso con il conflitto in Ucraina, si sono limitati a riportare le veline governative e delle multinazionali del farmaco come fossero i depositari della scienza. D\u2019altronde, se nel report viene riconosciuta la pluralit\u00e0 dei mezzi d\u2019informazione che \u201cgarantiscono una diversit\u00e0 di opinioni\u201d, sappiamo molto bene che i quasi 20 quotidiani e i 50 settimanali sono per la stragrande maggioranza\u00a0<strong>di propriet\u00e0 di aziende o gruppi<\/strong>\u00a0che fanno capo a un numero di persone che si conta con una mano. E, ancora una volta, lo abbiamo visto con l\u2019emergenza pandemica e lo vediamo adesso con la guerra.<\/p>\n<p>Proprio su questo aspetto, per quanto concerne il \u201ccontesto socioculturale\u201d, viene riconosciuta una polarizzazione su certi temi e che questa avrebbe colpito i giornalisti \u201cche sono stati vittime di attacchi sia verbali che fisici durante le proteste contro le misure sanitarie\u201d. Insomma, la libert\u00e0 di stampa non \u00e8 a rischio se pressoch\u00e9\u00a0<strong>ogni media riporta ci\u00f2 che il governo vuole sia riportato<\/strong>, se non si possono esprimere posizioni diverse senza essere deriso, attaccato o censurato, ma se qualche giornalista si prende qualche insulto. Ricordiamo anche che, in quei tempi, proprio dalle pagine di giornale e dagli schermi televisivi si spargeva odio nei confronti dei non vaccinati e di coloro che non volevano sottostare alla politica del green pass. La cosa \u00e8 curiosa visto anche come viene spiegata la metodologia con cui si attribuiscono gli indici. Per quanto concerne il \u201ccontesto socioculturale\u201d si tiene conto di due aspetti. Il primo sono i \u201cvincoli sociali\u201d e riguardano questioni legate a genere, classe, etnia, religione etc. Il secondo invece riguarda i \u201cvincoli culturali\u201d intesa come la \u201cpressione sui giornalisti affinch\u00e9 non mettano in discussione\u00a0<strong>certi bastioni di potere o influenza<\/strong>\u00a0o non coprano determinate questioni perch\u00e9 andrebbero contro la cultura prevalente nel paese o nel territorio\u201d. Nel caso del periodo pandemico, come adesso per quanto riguarda la guerra, i giornalisti che hanno ricevuto insulti non li hanno ricevuti perch\u00e9 mettevano in discussione \u201ccerti bastioni di potere\u201d bens\u00ec perch\u00e9 li stavano difendendo.<\/p>\n<p>Altra cosa curiosa. Quando si parla di\u00a0<strong>\u201ccontesto politico\u201d<\/strong>\u00a0nella metodologia per la costruzione dell\u2019indice ci si riferisce a tre categorie. La prima riguarda \u201cil livello di accettazione di una variet\u00e0 di approcci giornalistici che soddisfino standard professionali, compresi approcci politicamente allineati e approcci indipendenti\u201d e vediamo quale sia il livello di appiattimento di pensiero e come gli standard professionali siano molto spesso oltrepassati. Dopodich\u00e9 abbiamo \u201cil grado di sostegno ai media nel loro ruolo di\u00a0<strong>chiedere conto ai politici<\/strong>\u00a0e al governo nell\u2019interesse pubblico\u201d il quale viene costantemente ignorato, sia dalla classe politica sia quella giornalistica. Il terzo elemento di cui si tiene conto \u00e8 \u201cil grado di sostegno e rispetto\u00a0<strong>dell\u2019autonomia dei media<\/strong>\u00a0di fronte alle pressioni politiche dello Stato o di altri attori politici\u201d ed abbiamo visto come, tanto in epoca pandemica, quanto in quella di guerra, le pressioni dirette e indirette portino ad una visione unica degli eventi. Senza tener conto degli stessi interessi di quelle poche persone che detengono la maggior parte della carta stampata e le maggiori emittenti del Paese. Eppure nel report, alla voce \u201ccontesto politico\u201d si dice: \u201cPer la maggior parte, i giornalisti italiani godono\u00a0<strong>di un clima di libert\u00e0<\/strong>. Ma a volte cedono alla tentazione di censurarsi, o per conformarsi alla linea editoriale della loro testata giornalistica, o per evitare una causa per diffamazione o altra forma di azione legale, o per paura di rappresaglie da parte di gruppi estremisti o criminalit\u00e0 organizzata\u201d. Niente viene detto, se non in minima parte e in maniera blanda, rispetto ai parametri forniti dalla stessa organizzazione francese circa la metodologia per i criteri di valutazione.<\/p>\n<p>Un\u2019altra curiosit\u00e0 \u00e8 la\u00a0<strong>Gran Bretagna<\/strong>. Sebbene Reporters sans fronti\u00e8res risulti essere abbastanza dura contro la situazione della stampa e dell\u2019informazione nel Paese, la\u00a0<a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/barometer?exaction_pays_pays=200&amp;exaction_pays_annee=2023&amp;exaction_pays_statut=prison#exaction-pays\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gran Bretagna<\/a>\u00a0ottiene un punteggio migliore dell\u2019Italia, 26\/180, ovvero 78,51, in lieve peggioramento dallo scorso anno. Per quanto concerne\u00a0<strong>l\u2019incarcerazione di Julian Assange<\/strong>, l\u2019unica cosa scritta \u00e8 la seguente: \u201cL\u2019approvazione da parte del ministro dell\u2019Interno di una richiesta statunitense di estradizione di Julian Assange \u00e8 un\u2019ulteriore fonte di allarme\u201d. Allo stesso tempo, se si accede alla sezione \u201cabusi in tutto il mondo in tempo reale\u201d, il \u201cbarometro\u201d, nel men\u00f9 della Gran Bretagna non risulta nessun giornalista attualmente incarcerato.<\/p>\n<p>Insomma, il report lascia molti dubbi circa la metodologia applicata rispetto ai risultati forniti, e quindi anche\u00a0<strong>l\u2019obiettivit\u00e0 del report stesso<\/strong>. D\u2019altronde, Reporters sans fronti\u00e8res nella sua storia \u00e8 gi\u00e0 stata oggetto di accuse e attacchi da parte di organizzazioni che hanno sostenuto la parzialit\u00e0 dell\u2019organizzazione, la quale avrebbe ricevuto anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/media\/2005\/may\/19\/pressandpublishing.usnews\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">finanziamenti<\/a>\u00a0dal governo degli Stati Uniti, cos\u00ec come li\u00a0<a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/our-supporters\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riceve<\/a>\u00a0da grosse societ\u00e0 con grossi interessi, nonch\u00e9 da enti statali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/05\/04\/il-rapporto-sulla-liberta-di-stampa-di-rsf-e-basato-su-criteri-del-tutto-parziali\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/05\/04\/il-rapporto-sulla-liberta-di-stampa-di-rsf-e-basato-su-criteri-del-tutto-parziali\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE (Michele Manfrin) &nbsp; Reporters sans fronti\u00e8res, conosciuta anche come Reporter Without Borders, in italiano Reporter Senza Frontiere, ha aggiornato la sua classifica riguardo la libert\u00e0 d\u2019informazione di tutti i Paesi del mondo. 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