{"id":7914,"date":"2012-12-10T06:08:55","date_gmt":"2012-12-10T06:08:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=7914"},"modified":"2012-12-10T06:08:55","modified_gmt":"2012-12-10T06:08:55","slug":"choosy-marchesini-e-figli-di-la-differenza-tra-meritocrazia-e-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=7914","title":{"rendered":"Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito"},"content":{"rendered":"<p><em>Il merito, qualunque genere di merito, non esiste altro che per convenzione. <\/em>(&hellip;) <em>Che merito ha la mosca di avere sei zampe l&agrave; dove il ragno ne ha otto?<\/em> Maffeo Pantaleoni, Erotemi, 1925.<\/p>\n<p><em>Il metro di valutazione [nel settore primario e secondario], per l&rsquo;operaio e per il contadino, &egrave; facile, quantitativo: se la fabbrica sforna tanti pezzi l&rsquo;ora, se il podere rende.<\/em> (&hellip;) <em>Nei nostri mestieri [terziari] &egrave; diverso, non ci sono metri di valutazione quantitativa.<\/em> (&hellip;) <em>Come si pu&ograve; valutare un prete, un pubblicitario, un PRM?<\/em> (&hellip;.) <em>No, non abbiamo altro metro se non la capacit&agrave; di ciascuno di restare a galla, e di salire pi&ugrave; su, insomma di diventare vescovo. In altre parole, a chi scelga una professione terziaria o quartaria occorrono doti di tipo politico. La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo ed &egrave; diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. <\/em>L. Bianciardi, La Vita Agra.<\/p>\n<p>La trasformazione dell&rsquo;Italia in un Paese &ldquo;<em>ordinato secondo i criteri del merito e della gerarchia<\/em>&rdquo; <em>&ldquo;per l&rsquo;esclusivo bene del popolo<\/em>&rdquo;. Licio Gelli<\/p>\n<p><em>Ci si dovrebbe guardare dal predicare ai giovani, come scopo della vita, il successo <\/em>(&hellip;)<em> Infatti un uomo che ha avuto successo &egrave; colui che molto riceve dai sui simili, incomparabilmente di pi&ugrave; di quanto gli sarebbe dovuto per servigi da lui resi a costoro. Il valore di un uomo, tuttavia, si dovrebbe giudicare da ci&ograve; che egli d&agrave; e non da ci&ograve; che egli riceve<\/em>. A. Einstein<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo il governo, i problemi del lavoro sono le pretese dei giovani, che si devono mettere in testa che la stabilit&agrave; del lavoro &egrave; finita, che essere disoccupati &egrave; normale, che accettare qualsiasi condizione &egrave; doveroso. Per ribadire ci&ograve;, ai giovanotti &egrave; stato fatto osservare che sono <em>sfigati <\/em>(Martone),&nbsp; <em>fermi al posto fisso<\/em> (Cancellieri), <em>choosy<\/em> (Fornero), e ora<em> viziatelli troppo abituati a cercare vie dorate<\/em> sempre secondo il Ministro del Lavoro, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunit&agrave; Elsa Fornero, che ha preso a cuore questa campagna di moralizzazione. E&rsquo; come ne &ldquo;Il marchese del Grillo&rdquo;, ma non solo per la battuta famosa; anche per la scena dove il marchese, nel suo palazzo, stanco di lanciare frutta agli accattoni postulanti al cancello, comincia a tirargli pigne: non &egrave; che quegli italiani che hanno accettato il sistema clientelare non si meritino di essere presi a pesci in faccia dai politici, ora che i nodi stanno venendo al pettine.<\/p>\n<p>E non &egrave; che non ci sia una non trascurabile parte di verit&agrave; nelle accuse; ma la parte pi&ugrave; veritiera sta proprio sullo stesso pulpito dal quale proviene la predica. Per il sottosegretario Martone gli studenti che a 28 anni non si sono ancora laureati sono sfigati; nessuna precisazione sulle diverse tipologie di fuoricorso. L&rsquo;universit&agrave; di massa amplifica il fenomeno sociale indicato da Medawar &#8211; e prima di lui da Salvemini &#8211;&nbsp; nel quale alcuni vengono istruiti al di sopra della loro intelligenza; ma un sottosegretario di Stato che si esprime con tale rozza albagia mostra di essere anche lui un &ldquo;<em>pompato<\/em>&rdquo;, in questo non diverso da chi presume troppo di s&eacute; percorrendo un corso di studi per i quali non &egrave; adatto. Martone &egrave; divenuto ordinario a 29 anni, ma per il rotto della cuffia, con un concorso pi&ugrave; simile all&rsquo;esame di uno sfigato raccomandato al quale i professori non mancano di fare notare che il 18 gli viene regalato, che all&rsquo;abbraccio a un &ldquo;giovane maestro&rdquo; (Martone e il concorso (non-sfigato), Il Fatto, 25 gen 2012). E&rsquo; figlio di un alto magistrato che tra gli incarichi accumulati ha avuto quello di presidente dell&rsquo;ANM, l&rsquo;associazione di categoria dei magistrati, una casta tra le pi&ugrave; forti, che vive ai piedi del trono. Il padre evidentemente ha insegnato al figlio il <em>suum cuique tribuere<\/em>:&nbsp; i modi ossequiosi sono per i potenti, quelli cortesi per gli altri gentiluomini di corte, mentre la plebe va trattata per quella che &egrave;.<\/p>\n<p>Abbiamo poi il figlio del Ministro dell&rsquo;Interno Cancellieri, Peluso, che ha ricevuto 3.6 milioni di euro per abbandonare una nave che sta affondando, della quale era ufficiale, cio&egrave; direttore finanziario, la Fondiaria assicurazioni. Una buonuscita di 3 annualit&agrave; dopo 14 mesi di lavoro. Soffermarsi sulla notizia di questo trattamento potrebbe aiutarci a progredire nella comprensione dell&rsquo;oscuro fenomeno dei prezzi esosi e sempre crescenti delle polizze per rc auto. Il figlio non &egrave; rimasto tuttavia disoccupato; Telekom, della quale conosciamo da utenti il culto dell&rsquo;efficienza, si &egrave; subito accaparrata un manager che ha dimostrato di sapere generare denaro praticamente dal nulla. Solo i maligni direbbero che si tratta di un caso di &ldquo;<em>mamager<\/em>&rdquo;, con la &ldquo;m&rdquo; in mezzo. E sarebbe antipolitica fare illazioni su come questi <em>cadeaux <\/em>da parte di privati possano spingere la mamma a sdebitarsi, coi soldi nostri, quando siede al Viminale, o coi colleghi a Palazzo Chigi. Resta per&ograve; la sensazione di essere presi tra due fuochi, tra &ldquo;pubblico&rdquo; della madre e il privato del figlio; tra le imposte e tasse con le quali il governo della mamma ci toglie denaro per darlo agli speculatori finanziari e i taglieggiamenti di aziende come quella del figlio.<\/p>\n<p>La figlia della Fornero, giovane professoressa universitaria con 102 pubblicazioni. Sono tante; forse troppe. Un ricercatore anziano, quando da studente ero interno in un laboratorio, diceva che a lavorare bene di ricerche scientifiche di laboratorio non si riuscirebbe a pubblicarne pi&ugrave; di una all&rsquo;anno. Erwin Chargaff, nel lamentarsi dell&rsquo;eccesso di pubblicazioni scientifiche (che &egrave; spinto anche dalle case editrici) osserv&ograve; che il ricercatore in carriera pubblica molto ma met&agrave; di ci&ograve; che pubblica &egrave; robaccia; solo che non si capisce quale met&agrave;. Alcune universit&agrave; USA chiedono ai candidati ai posti di professore di presentare soltanto le loro principali 5 o 10 pubblicazioni.<\/p>\n<p>La figlia invece ha invece scelto la via italiana delle pubblicazioni a palate; e, di riflesso, il costume italiano di affollare le pubblicazioni di autori. Una volta un avvocato, abituato a vedere il figlio che pubblicava come autore unico, osserv&ograve; che le pubblicazioni presentate dagli altri candidati a un concorso pubblico per assistente ospedaliero pi&ugrave; che titoli di merito scientifico erano attestati di iscrizione a cooperative: per fare una cooperativa occorrevano allora almeno 9 persone, e le pubblicazioni che si presentano ai concorsi spesso hanno elenchi degli autori chilometrici. Forse il numero sufficiente a fondare una cooperativa stabilito nel Codice Civile fino al 2001 potrebbe essere preso come livello di guardia, almeno in campo universitario, nella valutazione dei titoli esibiti da chi vuole dimostrare la propria eminenza intellettuale. A meno di non cominciare ad assegnare cattedre a cooperative di ricercatori invece che a singoli.<\/p>\n<p>Le pubblicazioni in cooperativa possono essere segno di vari vizi che dovrebbero essere incompatibili con la posizione di professore universitario; tra i quali il conformismo. Le due professioni inamovibili, magistrato e professore universitario, non dovrebbero essere occupate da conformisti. Calamandrei ha scritto che il conformismo &egrave; la peggiore sciagura per i magistrati. I magistrati, in particolare quelli di Magistratura Democratica, hanno illustrato con esaustiva precisione come la meritocrazia applicata alle promozioni dei magistrati possa divenire strumento di controllo politico; sull&rsquo;abuso delle valutazioni da parte dei poteri forti a fini di discriminazione in altre professioni hanno un atteggiamento molto pi&ugrave; aperto, e perfino collaborativo.<\/p>\n<p>Per i professori, valgono le parole che Brecht ha messo in bocca a Galilei: &ldquo;<em>Non credo che la pratica della scienza possa essere disgiunta dal coraggio.<\/em> (&hellip;). <em>Se gli uomini di scienza non reagiscono all&rsquo;intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza pu&ograve; rimanere fiaccata per sempre, e ogni nuova macchina non sar&agrave; fonte che di triboli per l&rsquo;uomo. <\/em>(&hellip;) [Con scienziati conformisti]<em> il massimo in cui si pu&ograve; sperare &egrave; una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo<\/em>&rdquo;. In tutti i campi, la differenza tra il conformismo e la ruffianeria verso il potere pu&ograve; facilmente annullarsi. Questo brano da La Vita di Galilei andrebbe citato quando gli scienziati piagnucolano di subire le persecuzioni di Galilei essendosi comportati nel modo per il quale i membri della Commissione Grandi Rischi sono stati condannati in primo grado.<\/p>\n<p>Le 102 pubblicazioni su Pubmed della scienziata che ha avuto la fortuna di essere figlia della severa ma giusta castigatrice dei costumi hanno in media 10.4 autori (deviazione standard 5.9); sembra che in questo la brillante rampolla dell&rsquo;elite sia stata democratica, e anzi collettivista, avendo seguito la via della mutualit&agrave;. Es. l&rsquo;articolo pi&ugrave; recente, novembre 2012, riporta gli autori: D&rsquo;Arena, Gemei, Luciano, D&rsquo;Auria, Deaglio, Statuto, Bianchino, Grieco, Mansueto, Guariglia, Pietrantuono, Martorelli, Villani, Del Vecchio e Musto. La spiegazione consueta &egrave; che l&rsquo;elevato numero di articoli e l&rsquo;elevato numero di autori sono un riflesso della complessit&agrave; e quindi dell&rsquo;alto valore della ricerca, oggi che la ricerca non &egrave; pi&ugrave; la scienza ottocentesca dei pochi scienziati solitari etc. Ma il cittadino potrebbe allora chiedere su quale criterio &egrave; stata, cos&igrave; speditamente, assegnata una <em>tenured professorship<\/em>, finanziata con denaro pubblico, a una delle tante formichine della ricerca moderna. L&rsquo;interpellata ha risposto agli attacchi che per lei parla il curriculum; il quale &egrave; un elenco di riconoscimenti, ma &egrave; opaco rispetto il merito; sarebbe meglio indicasse quali vittorie scientifiche le hanno fatto compiere una rapida carriera da tenente a generale come nell&rsquo;esercito napoleonico, dove c&rsquo;era il bastone di maresciallo nello zaino di ogni soldato.<\/p>\n<p>Da quello che ho trovato, la ricercatrice &egrave; stata coautrice di pubblicazioni &ldquo;<em>dalle quali si evince un notevole apporto personale<\/em>&rdquo;; non dice di pi&ugrave; il giudizio di idoneit&agrave; per il posto di professore associato, che ha conseguito presso la Facolt&agrave; di psicologia dell&rsquo;Universit&agrave; di Chieti-Pescara. All&rsquo;Universit&agrave; di Torino, l&rsquo;universit&agrave; del cui corpo docente fanno parte i genitori, &egrave; arrivata essendovi chiamata; dalla facolt&agrave; di medicina. Il presidente della commissione che ha stilato il giudizio in Abruzzo, Piazza, genetista di alto livello, &egrave; lo stesso professore di Torino nel cui dipartimento la studiosa &egrave; rimbalzata, come una palla che va in buca dopo un preciso tiro di sponda.<\/p>\n<p>Che cosa ha scoperto, cosa ha fatto personalmente, di cos&igrave; notevole da convincere addirittura l&rsquo;universit&agrave; italiana, che neg&ograve; una cattedra anche a Rubbia, a ritenere che occorresse farla professore al pi&ugrave; presto? E&rsquo; curioso come&nbsp; beneficiati e difensori della meritocrazia siano restii a entrare nel merito circa i meriti riconosciuti. Usano invece esibire quelli che sono considerati gli indicatori del merito, come il CV e la lista delle pubblicazioni. E&rsquo; la medesima filosofia concettuale dei markers clinici, indicatori predittivi, diagnostici, prognostici e terapeutici; che &egrave; un&rsquo;altra disgrazia sotto mentite spoglie che sta per abbattersi sull&rsquo;ignara popolazione, sui malati e sui sani. Sta per prendere il posto, o per affiancarsi, a quella degli screening di massa; probabilmente una disgrazia ancora peggiore. Non si considera pi&ugrave; la realt&agrave;, ma ci&ograve; che si stabilisce siano i segni della realt&agrave;. La medicina, come le regole del merito, si semiotizza. Non &egrave; difficile comprendere quali occasioni di frode offra il passaggio dalle cose ai segni delle cose; anche senza citare U. Eco, che dice che la semiotica, la scienza dei segni, &egrave; la disciplina che studia tutto ci&ograve; che pu&ograve; essere usato per mentire.<\/p>\n<p>Le pubblicazioni della ricercatrice mostrano che ha partecipato a lavori di equipe sulla caratterizzazione di alcuni recettori di membrana, tra i tanti presenti sulla superficie dei leucociti; molecole come le tante altre alle quali la ricerca si sta sforzando di appiccicare il pi&ugrave; possibile, senza lasciarsi impressionare dalla realt&agrave;, valore clinico, e quindi valore economico, facendole considerare dei markers clinici o dei recettori per farmaci immunologici. La ricerca alla quale la figlia si &egrave; aggregata &egrave; rigorosamente <em>mainstream<\/em>, &egrave; sull&rsquo;asse centrale del fiume, dove la corrente &egrave; pi&ugrave; veloce. Ed &egrave; una minuscola tessera della rivoluzione semiotica in corso nella biomedicina, una fase di evoluzione di una medicina fraudolenta e sfruttatrice; ma non sono sicuro che questo la professoressa Silvia Deaglio lo sappia; e non credo che se lo sapesse sarebbe cos&igrave; <em>choosy <\/em>da evitare nel suo lavoro di collaborare al disegno generale, o di contrastarlo.<\/p>\n<p>La Deaglio ha raggiunto la posizione di professore universitario occupandosi di ricerche tali da non permetterle, neppure una sola volta su 102 pubblicazioni, di pubblicare da sola, di fare sentire la sua voce da solista invece di cantare nel coro. Penso si possa escludere che la figlia della Fornero sia capace di produrre a getto continuo idee che mobilitano all&rsquo;istante dozzine e dozzine di ricercatori, come si potrebbe ingenuamente evincere dall&rsquo;elenco dei suoi articoli, e dalla posizione accademica ottenuta; un portento che al confronto un&rsquo;altra coppia di accademiche madre-figlia, Maria e Irene Curie, sembrerebbero due mezze calzette. Anzi, dato che entrambi i genitori della genetista sono anch&rsquo;essi professori universitari il confronto andrebbe fatto con il trio Curie, includendo il marito e padre Pierre Curie; tutti e tre premi Nobel di indiscutibile valore. Anche il marito di Irene ottenne un meritato Nobel; a riprova che, ovviamente, sono possibili cluster familiari legittimi; ma da non confondere con le cliques familistiche. Si &egrave; fatto osservare, a difesa della giovane, che i genitori sono cattedratici in campi diversi, insegnando a economia. Ma la differenza &egrave; minore di quanto si possa pensare; la biomedicina &egrave; ormai una branca dell&rsquo;economia; e non dell&rsquo;economia pulita.<\/p>\n<p>Oggi i risultati delle sperimentazioni biomediche sono regolarmente seguiti sul Wall Street Journal, avendo ripercussioni sui titoli in Borsa. In USA i ricercatori da tempo vengono indagati per insider trading; di recente la Security and Exchanges Commission, la Consob statunitense, ha comunicato che l&rsquo;FBI ha arrestato per insider trading un neurologo che sperimentava un farmaco per l&rsquo;Alzheimer. Del resto la studiosa si occupa di un recettore sul quale si sta sviluppando un farmaco che probabilmente, se approvato, come altri farmaci oncologici della sua classe sar&agrave; inutile al paziente, senza essere innocuo; ma che gli analisti finanziari prevedono gi&agrave; che, efficace o no, generer&agrave; fatturati miliardari, avendo gi&agrave; reso decine di milioni di dollari per la vendita della licenza. Le ricerche della figlia inoltre ricevono finanziamenti anche da una banca; ad essere <em>picky<\/em>, la stessa dove la mamma &egrave; stata vicepresidente; ma ci&ograve; non dovrebbe distrarre dagli stretti rapporti tra banche e business biomedico.<\/p>\n<p>Sul tema del rapporto tra ricerca biomedica e denaro pu&ograve; dire qualcosa anche Barbara Ensoli, una dei tanti coautori della figlia della Fornero, anche lei con una lista di pubblicazioni sia lunga che larga su riviste prestigiose. La Ensoli, ricercatrice di successo come la figlia della Fornero, e anche di pi&ugrave;, ha ottenuto decine di milioni di finanziamenti pubblici per una ricerca sullo sviluppo di un vaccino antiAIDS che si sta rivelando un colossale fallimento; secondo Agnoletto, che auspica l&rsquo;intervento della magistratura, il prevedibile fallimento di una ricerca fine a s&eacute; stessa, cio&egrave; fine ai finanziamenti; ma che, come mostrano anche le migliaia di citazioni dei suoi articoli, ha creato un volume di affari, dando lavoro, lavoro scientifico prestigioso, ad un largo giro di persone; inclusi alcuni familiari della Ensoli.<\/p>\n<p>La denuncia di Agnoletto &egrave; appoggiata da Robert Gallo, che ha scritto la prefazione al libro di Agnoletto &ldquo;AIDS, lo scandalo del vaccino italiano&rdquo; (Feltrinelli). Agnoletto ha riportato sul sito di Grillo che Gallo ha ritenuto fin dall&rsquo;inizio privo &ldquo;di un grammo di logica e di dati&rdquo; il presupposto della sperimentazione cominciata 15 anni prima dalla Ensoli. Coloro che a suo tempo valutarono il merito del progetto non se ne accorsero? E&rsquo; interessante che Grillo, che si &egrave; fatto la fama di antisistema anche schierandosi contro l&rsquo;establishment dell&rsquo;AIDS, diffondendo la denuncia di Agnoletto ora si trovi dalla parte del numero uno di quell&rsquo;establishment, Gallo; il quale a sua volta fu accusato di misconduct, in pratica di furto, sulla identificazione dell&rsquo;HIV come agente dell&rsquo;AIDS, e sul relativo brevetto. Fu assolto dopo un accordo tra Reagan e Chirac. Duesberg, che nega la validit&agrave; della scoperta della quale Gallo si &egrave; appropriato, ha commentato che Gallo, ottenuta visibilit&agrave; in questo modo, ha attirato nel campo dell&rsquo;AIDS una scia di ricercatori carrieristi; anche perch&eacute; dal giorno del proclama di Gallo sull&rsquo;avere isolato il virus dell&rsquo;AIDS, il plagio di un falso, i finanziamenti governativi USA divennero abbondanti per chi seguiva quella linea e si chiusero per gli altri. La Ensoli ha lavorato per 12 anni nel laboratorio di Gallo, nella mecca della ricerca biomedica, i National Institutes of Health di Bethesda; l&igrave; ha imparato come rubare agli dei il fuoco per darlo all&rsquo;umanit&agrave;. Sembra l&rsquo;intreccio di una soap opera o il retroscena di un congresso della vecchia DC, ma questi sono gli esponenti di punta di un settore di ricerca di punta, la <em>creme de la creme<\/em>; un esempio del distillato ottenibile con le dure regole meritocratiche vigenti nella &ldquo;comunit&agrave; scientifica&rdquo; internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">*&nbsp; *&nbsp; *<\/p>\n<p>&ldquo;Meritocrazia&rdquo; &egrave; in realt&agrave; la parodia liberista del merito. Nei paesi anglosassoni significa che il potere fa in modo che il posto vada al pi&ugrave; adatto, indipendentemente &#8211; o quasi &#8211; da rapporti o interessi personali. Indipendentemente, va notato, da valutazioni etiche, per come le si intende comunemente. Ma non indipendentemente da valutazioni politiche. Diversi incarichi vanno effettivamente ai migliori nel senso alto della parola; ma, nei campi dove corrono grandi interessi, come la medicina, anche se occorre un posto di professore per una manipolazione ideologica, per una frode concettuale o materiale, per mantenere uno stato di cose iniquo ma generatore di immensi profitti, anche in questo caso si sceglie effettivamente il pi&ugrave; adatto a tale scopo; il pi&ugrave; intelligente, preparato, creativo, infaticabile, amorale, servile, falso e spregiudicato; anche se &egrave; uno sconosciuto senza appoggi appena arrivato dall&rsquo;altra parte del mondo.<\/p>\n<p>Nella mia esperienza in USA, che ha incluso alcune delle stesse istituzioni dove si &egrave; perfezionata la figlia della Fornero (dove sono andato, e da dove sono tornato, in circostanze totalmente diverse), nel corpo docente, che includeva alcuni italiani, pur tra lotte e intrighi accademici erano assenti quei grossolani casi di raccomandazioni filiali cos&igrave; frequenti da noi; tranne che per un caso, &ldquo;<em>the glaring exception<\/em>&rdquo; comment&ograve; una collega inglese mentre parlavamo delle differenze tra Europa e USA. Era il direttore di un dipartimento di un&rsquo;istituzione for profit affiliata; il quale, come &egrave; tipico di tanti raccomandati, forse per reazione alle chiacchiere sul suo conto, o perch&eacute; non avendo conosciuto la fatica non la rispettava, e per ottenere come poteva il rispetto che ai suoi colleghi veniva tributato per le loro capacit&agrave;, era anche il pi&ugrave; &ldquo;cattivo&rdquo; e temuto dagli specializzandi.<\/p>\n<p>C&rsquo;erano invece tra i visitatori dall&rsquo;estero italiani figli di genitori influenti, a volte figli di baroni universitari; persone di capacit&agrave; normali, senza infamia e senza lode, non particolarmente portate per la ricerca n&eacute; appassionate, che facevano il loro stage per formare i titoli previsti per il rilascio del posto sotto casa che gli era tenuto in caldo in Italia. E che avrebbero docilmente diffuso, a volte dall&rsquo;alto di qualche cattedra, gli insegnamenti di stampo liberista al loro ritorno in patria; una tecnica di conquista economica descritta da Naomi Klein in &ldquo;Shock Economy&rdquo;. Il libro della Klein mostra che &egrave; una tecnica che storicamente fa parte di un insieme che ha compreso l&rsquo;assassinio, nei giorni successivi al golpe in Cile dell&rsquo;11 settembre 1973, degli altri medici che con Allende avevano attuato la sovranit&agrave; sanitaria nel loro Paese, puntando su una medicina sociale e abbattendo l&rsquo;importazione e il consumo di farmaci; e quindi i profitti delle multinazionali farmaceutiche. Il New England Journal of Medicine, la cui direzione era a pochi passi dai centri di Harvard per i quali sia la figlia della Fornero sia io siamo passati, pubblic&ograve; un editoriale che in pratica dice che quei medici se l&rsquo;erano cercata (Jonsen et al., 1974; a commento di un articolo sulla stessa rivista che aveva illustrato i meriti del sistema sanitario socialista smantellato da Pinochet). Editoriale intitolato &ldquo;<em>Doctors in politics: a lesson from Chile<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p>La meritocrazia liberista, dove il merito &egrave; stabilito dall&rsquo;alto, pu&ograve; comportare anche l&rsquo;eliminazione attiva, in modi diversi, di soggetti non graditi, &ldquo;immeritevoli&rdquo; rispetto alla hidden agenda. Discriminandoli e delegittimandoli; fino all&rsquo;assassinio morale, facendoli figurare come elementi indegni, professionalmente e moralmente. Nei casi pi&ugrave; molesti e pervicaci, magari come soggetti mentalmente disturbati; magari come potenziali terroristi [1]. Si trascura che in Italia quei poteri che vogliono la meritocrazia hanno ottenuto una selezione della classe dirigente; tramite l&rsquo;eliminazione fisica di soggetti altamente meritevoli, o eccezionali, che avremmo dovuto tenerci stretti; usando i servizi e i terroristi come longa manus; e tramite le &ldquo;lezioni&rdquo; che le uccisioni costituiscono, facendo leva sul nostro individualismo di povera gente. Mentre sono stati aiutati altri soggetti, che &egrave; stato calamitoso avere nei posti di comando e che invece abbiamo accettato, spesso festosamente; fino ai governanti di oggi, nominati d&rsquo;imperio, che, come ci meritiamo, ci sbeffeggiano mentre ci vendono.<\/p>\n<p>Nei vari centri USA che ho conosciuto non ho trovato figli di madri famose o di genitori influenti tra i docenti, ma il comportamento di diversi di loro portava al contrario a pensare che fossero, metaforicamente, figli di madre ignota; tecnicamente bravi e quindi pericolosi. Nelle universit&agrave; e nei centri di ricerca statunitensi dove ci si occupa di ricerche finalizzate al profitto &#8211; il modello verso il quale l&rsquo;universit&agrave; italiana sta strisciando &#8211; &egrave; comune la figura dello scienziato selezionato in base al merito strumentale, che &egrave; sia bravo, sia un ragguardevole &ldquo;figlio di &hellip;&rdquo;, il cui accesso alla direzione della ricerca ad elevato valore pubblico dovrebbe essere sconsigliato per ragioni di salute pubblica. Pu&ograve; darsi che al successo che il finanziere Sindona riscosse in USA, dove tenne anche conferenze in importanti universit&agrave;, abbiano contribuito le sue capacit&agrave; di problem-solving matematico, che si dice fossero non comuni.<\/p>\n<p>Il merito strumentale, la selezione del personale che non &egrave; ad personam, ma persegue un forma di efficienza per soddisfare un diverso calcolo egoistico, noi provinciali li scambiamo per equit&agrave;, favoleggiando degli USA e di altri paesi come dell&rsquo;Eldorado della Giustizia Lavorativa. E siamo pronti ad applaudire e ad indignarci per i <em>nostos<\/em>, i ritorni dei &ldquo;cervelli in fuga&rdquo; [2]; che a volte dovrebbero invece fare ricordare le conseguenze sull&rsquo;Italia del rimpatrio di Lucky Luciano e degli altri indesiderati dagli USA negli anni &rsquo;50, perch&eacute; sono utilizzati come strumento di colonizzazione, per l&rsquo;introduzione di prodotti commerciali o di ideologie funzionali al business.<\/p>\n<p>Da noi siamo agli inizi; l&rsquo;antico malcostume si fonde col nuovo in ibridi grotteschi. La &ldquo;meritocrazia&rdquo; da noi attualmente non &egrave; neppure merito strumentale, ma la caricatura del merito. In essa il successo dovrebbe essere funzione del talento e di altre doti; in realt&agrave; vale la funzione inversa. Prescrive formalmente la regola che si va avanti se si &egrave; bravi; ma funziona in realt&agrave; secondo la regola che se si &egrave; avanti allora vuol dire che si &egrave; bravi. Non sempre naturalmente, ma spesso sono altri i determinanti effettivi del successo. E vale l&rsquo;opposto: se si &egrave; discriminati si &egrave; dei perdenti, degli sfigati tanto presuntuosi quanto inetti; il danno e lo stigma.<\/p>\n<p>Sul piano politico, da noi oggi meritocrazia non vuol dire come dice l&rsquo;etimologia &ldquo;il governo di chi merita&rdquo;, ma che chi comanda va considerato il pi&ugrave; meritevole. L&rsquo;ultima posizione che ricordo della sinistra istituzionale contro la meritocrazia &egrave; quella di un articolo di Bruno Trentin sull&rsquo;Unit&agrave; del 13 lug 2006, &ldquo;A proposito di merito&rdquo;, dove si analizza sul piano storico la meritocrazia e la si riconosce come uno strumento del potere, concludendo che il concetto di merito sul lavoro &egrave; divenuto sinonimo di obbedienza. Gi&agrave; nell&rsquo;Unit&agrave; del 22 gen 2007 si leggeva un articolo dal seguente incipit: &ldquo;<em>Meritocrazia. E&rsquo; racchiusa in una parola la rivoluzione che Fabio Mussi, ministro dell&rsquo;Universit&agrave; e della Ricerca, racconta in videochat ai lettori de L&rsquo;Unit&agrave;, intervistato dal direttore Antonio Padellaro<\/em>&rdquo;. Un altro punto sul quale la &ldquo;sinistra&rdquo; si &egrave; trovata d&rsquo;accordo con Berlusconi, che si &egrave; espresso anche lui sulla necessit&agrave; di introdurre la meritocrazia nell&rsquo;universit&agrave;; e che ha portato esempi pratici alle donne in cerca di fortuna di come se sono brave possono aggiungere il laticlavio al loro guardaroba.<\/p>\n<p>E&rsquo; una riedizione della vecchia storia che la posizione sulla scala sociale sarebbe determinata dalle capacit&agrave; intellettuali. Ora possono cadere le maschere, e si ravvivano forme di classismo che non si erano mai spente. In risposta a Fornero e c. , coloro ai quali viene riconosciuto alto ingegno per il loro alto lignaggio potrebbero essere chiamati marchesini, dalla poesia del Belli:<\/p>\n<p><em>A d&igrave; trenta settembre il marchesino,<br \/>\n\tD&rsquo;alto ingegno perch&eacute; d&rsquo;alto lignaggio,<br \/>\n\tDi&egrave; nel castello avito il suo gran saggio,<br \/>\n\tDi toscan, di francese e di latino.<\/em><\/p>\n<p><em>Ritto all&rsquo;ombra di un feudal baldacchino,<br \/>\n\tCon ferma voce e signoril coraggio,<br \/>\n\tSenza libri prov&ograve; che paggio e maggio<br \/>\n\tScrivonsi con due g come cugino.<\/em><\/p>\n<p><em>Quinci, passando al gallico id&iuml;oma,<br \/>\n\tFe&rsquo; noto che jambon vuol dir prosciutto,<br \/>\n\tE Rome &egrave; una citt&agrave; simile a Roma.<\/em><\/p>\n<p><em>E finalmente il marchesino Eufemio,<br \/>\n\tLatinizzando esercito distrutto,<br \/>\n\tDisse exercitus lardi, ed ebbe il premio.<\/em><\/p>\n<p>(Il saggio del marchesino Eufemio, 1834)<\/p>\n<p>Le espressioni sprezzanti verso i giovani, ai quali &egrave; stata tolta la prospettiva di una vita serena e completa, lanciate da questo governo di servitorelli, di abusivi raccomandati dalla finanza internazionale, non sono che l&rsquo;accentuazione di uno degli aspetti peggiori del tradizionale sistema della raccomandazione: i raccomandati e chi li sostiene hanno spesso un atteggiamento scostante e altezzoso, simile a quello dei rinnegati, coi quali hanno in comune necessit&agrave; psicologiche di autogiustificazione, e coi quali a volte hanno anche qualche parentela morale. Un atteggiamento che vuole sottolineare una incolmabile differenza; come se chi sta in alto per privilegio e chi sta in basso per discriminazione appartenessero a due razze diverse, o addirittura a due diverse specie biologiche. Anche in questa concezione c&rsquo;&egrave; a volte del vero; ma in termini diversi da quelli delle fantasie che si rapprendono nelle menti dei suprematisti nostrani.<\/p>\n<p>Ho l&rsquo;impressione che, cos&igrave; come le buffonate e le prostitute di Berlusconi sono state preparatorie alle misure del governo Monti, che al confronto sembra serio perch&eacute; non fa avanspettacolo e non d&agrave; luogo a notizie da rivista del barbiere, parimenti la diffusione di questi scandaletti, di questi sketch che farebbero ridere se non ci danneggiassero, servir&agrave; a introdurre una maggiore quota di merito strumentale, che sembrer&agrave; merito vero rispetto al nepotismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">*&nbsp; *&nbsp; *<\/p>\n<p>La meritocrazia &egrave; un modo col quale il potere ordina gerarchicamente la societ&agrave;. Non solo la ordina stabilendo gerarchie, ma la &ldquo;pettina&rdquo;: orienta i singoli verso il potere, verso il suo benevolo giudizio; cos&igrave; come &ldquo;le freccette&rdquo;, i vettori, di un campo di forze attrattivo puntano tutti, dalle loro diverse posizioni, a un centro di attrazione fisso. In ci&ograve; non solo &egrave; antidemocratica, ma corrode il popolo stesso, atomizzandolo, trasformandolo da comunit&agrave; di soggetti che interagiscono in una massa di individui o di frammenti eterodiretti. Per non parlare degli effetti sull&rsquo;entit&agrave; che brulica sotto il belletto dell&rsquo;espressione &ldquo;comunit&agrave; scientifica&rdquo;.<\/p>\n<p>Si possono distinguere due correnti, non separate, della meritocrazia; la &ldquo;meritocrazia dei figli di&rdquo; e la &ldquo;meritocrazia dei marchesini&rdquo; ne sono i rispettivi esempi paradigmatici. Una, misconosciuta, derivata dall&rsquo;utilitarismo anglosassone, &egrave; quella che premia effettivamente una forma di merito, il merito strumentale. Nel merito strumentale sono i mezzi che giustificherebbero moralmente il fine. Per esso vale quanto osservato da D. Fisichella: &ldquo;<em>Ma si pu&ograve; immaginare una &ldquo;competenza&rdquo; cos&igrave; asettica da sfuggire sempre e comunque a ogni condizionamento dell&rsquo;interesse? &ldquo;Si pu&ograve; peccare per ignoranza&rdquo; &ndash; osserva Vilfredo Pareto &ndash; &ldquo;ma si pu&ograve; peccare per interesse. La competenza tecnica pu&ograve; fare evitare il primo male, ma non pu&ograve; nulla contro il secondo&rdquo;.<\/em> (&hellip;) <em>l&rsquo;esperienza dice che il mondo &egrave; pieno di scienziati e di intellettuali che si prostituiscono al potere e ne avallano tutte le abiezioni. Forse che costoro non sono corrotti perch&eacute; sono competenti ?<\/em>&rdquo; [3]. Una meritocrazia che degenera sino a ricordare la scena, ne I Soliti Ignoti, della lezione tenuta da Tot&ograve;, con una pacata verve professorale, sulla tecnica di scassinamento delle casseforti.<\/p>\n<p>L&rsquo;altra, che invece &egrave; ben nota, &egrave; quella del merito-grazia, un po&rsquo; calvinista e un po&rsquo; da Roma papalina, che taglia corto stabilendo che se uno ha successo &egrave; segno che &egrave; un predestinato, o che cos&igrave; vuole Dio che lo sa Lui quello che deve fare. In genere il potere vuole nei posti direttivi una quota sufficiente di un mix delle due variet&agrave;: &ldquo;figli di&rdquo; o altri portatori di merito strumentale, e marchesini o nobilt&agrave; di mestolo. Mentre sopravvalutiamo acriticamente il merito dei primi, i secondi ci appaiono, dal nostro punto di vista, come dei privilegiati; ma non va dimenticato che sono allo stesso tempo dei clientes, per quanto d&rsquo;alto bordo; sono l&igrave; per dire sempre<em> yes<\/em>.<\/p>\n<p>Si parla cos&igrave; tanto di meritocrazia, e dei complessi metodi che consentirebbero misure quantitative del merito, che ci stiamo scordando cosa &egrave; il merito, nella sua essenza classica, non distorta da ideologie politiche. Il merito non &egrave; quello degli esempi dei casi di ricercatori contemporanei e altre persone di successo esaminati qui. Non &egrave; neppure identificabile con genuine capacit&agrave; intellettuali n&eacute; con le abilit&agrave; umane nelle loro varie declinazioni: gi&agrave; Aristotele nell&rsquo;Etica Nicomachea osserva che &ldquo;l&rsquo;incontinenza&rdquo;, la mancanza di saggezza, &egrave; compatibile con la scienza; e che tale mancanza di saggezza &egrave; compatibile anche con l&rsquo;abilit&agrave;. La scienza e l&rsquo;abilit&agrave; infatti prescindono dal fine buono. Mentre la saggezza &egrave; &ldquo;<em>la capacit&agrave; di congiungere una premessa universale concernente il fine buono con una premessa particolare concernente i mezzi adeguati ad esso<\/em>&rdquo; [4]. Questo &egrave; il migliore principio che conosco al quale conformare i criteri per valutare il merito delle attivit&agrave; intellettuali, o tentare una valutazione.<\/p>\n<p>Come i meriti esaltati dalla meritocrazia, questo merito, il merito classico, &egrave; anch&rsquo;esso frutto di un criterio convenzionale. Ma un criterio naturale; basato su elementi etici, principalmente quello dell&rsquo;utilit&agrave; per la comunit&agrave; delle capacit&agrave; della persona, delle sue qualit&agrave; e di ci&ograve; che con esse produce o di ci&ograve; che pu&ograve; produrre se gli viene consentito. Un merito che ci si pu&ograve; fare riconoscere portando la nostra povera merce non davanti alla <em>ratio<\/em>, a una razionalit&agrave; che &egrave; <em>bounded<\/em>, limitata dati i nostri limiti cognitivi e limitata deliberatamente del potere. Ma davanti alla <em>phronesis<\/em>, la saggezza, nella quale la ratio &egrave; necessariamente ma solo parzialmente inclusa. Il merito rispetto alla capacit&agrave; di usare mezzi particolari, e i corretti mezzi particolari, per un&rsquo;utilit&agrave; universale, come posto da Aristotele. Un criterio molto diverso da quello <em>top-down<\/em>, che discende dall&rsquo;alto, che assegna il merito a capacit&agrave; e doti che servono utilit&agrave; particolari, non sempre lecite n&eacute; sempre coerenti con l&rsquo;utilit&agrave; sociale: che &egrave; il criterio del merito strumentale, il massimo che l&rsquo;ideologia della meritocrazia pu&ograve; offrire, quando non d&agrave; luogo a farse sguaiate e indecenti; o a pratiche di selezione tramite eliminazione delle quali &egrave; specialista Licio Gelli, e in generale la massoneria, che sono altri propugnatori della meritocrazia.<\/p>\n<p>Il merito cos&igrave; inteso &egrave; una particolare forma di valutazione etica. Guarda ai vantaggi che le qualit&agrave; dell&rsquo;individuo offrono alla comunit&agrave;. Non ci si dovrebbe vergognare di sostenere che il merito lavorativo va valutato secondo l&rsquo;etica pubblica. Credo, a proposito del merito accademico, che sia da guardare con sospetto la produzione scientifica di quegli studiosi che la vantano dicendo che &egrave; &ldquo;avalutativa&rdquo;. Per diversi motivi. Intanto un conto &egrave; sforzarsi di essere oggettivi, un altro &egrave; riuscirci. Poi, la pretesa, comune a tante ideologie di diverso segno, di essere &ldquo;scientifici&rdquo; finge di non sapere che la teoria, inclusa la teoria politica, inevitabilmente permea di s&eacute; qualsiasi lavoro scientifico, accademico o intellettuale. Inoltre, la circostanza che un dato risultato sia oggettivo tende ad essere indebitamente usata come motivazione per imporre che il risultato non sia sottoposto a una valutazione delle sue valenze etiche, sociali ed economiche. Infine, oggi l&rsquo;oggettivit&agrave; scientifica &egrave; piuttosto intersoggettivit&agrave;, accettazione da parte di altri soggetti, come ha mostrato Ellul. E&rsquo; accettazione tra pari, a cominciare dai professori universitari; gli effetti politici dei loro giudizi sono un&rsquo;ulteriore ragione per la quale i professori dovrebbero essere selezionati nell&rsquo;interesse del popolo; mentre spesso vengono nominati dall&rsquo;alto, dai veri detentori della sovranit&agrave;, e lavorano per loro.<\/p>\n<p>Vi &egrave; anche chi sostiene che il merito non esiste, o che comunque tutti dovrebbero ricevere lo stesso trattamento. Questa posizione, che si sentiva ai tempi del &rsquo;68, ha il pregio di mostrare gli eccessi e le aberrazioni nel riconoscimento del merito e del suo compenso nella meritocrazia, e di come si manipoli il merito per eliminare quella pari dignit&agrave; umana che va riconosciuta a tutti. Ma, considerando contro i fatti che tutti abbiano le stesse capacit&agrave;, o che la societ&agrave; umana possa funzionare senza alcuna forma di compenso, di facilitazione o di garanzia in cambio del talento, dell&rsquo;impegno e dell&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; utili alla societ&agrave;, &egrave; un&rsquo;esagerazione di segno opposto che porta a sua volta, tramite il livellamento, a forme di discriminazione alla rovescia. Accettato che debba essere riconosciuto il merito, il passo successivo &egrave; prendere atto del problema del criterio. I criteri per la valutazione del merito e dei benefici da riconoscergli possono essere visti come algoritmi, dei quali possono essercene innumerevoli. Non procura nulla di buono ai pi&ugrave; l&rsquo;algoritmo della meritocrazia liberista che porta alle stelle alcuni, ai quali magari andrebbero posizioni molto pi&ugrave; modeste, o che dovrebbero addirittura essere puniti, mentre all&rsquo;estremo opposto incarica gli uffici affari riservati del Viminale di neutralizzare altri che avrebbero dei meriti ma secondo un diverso algoritmo, di carattere non gradito al potere.<\/p>\n<p>La diade &ldquo;particolare\/universale&rdquo; &egrave; un elemento chiave, oggi mortificato, per la valutazione del merito accademico e professionale (e che andrebbe recuperato anche in politica). Nel valutare il merito si deve porre attenzione a quali sono i reali destinatari dei vantaggi che produce. Ma la riduzione al particolare opera negativamente non solo sui fini ma anche al livello tecnico, quello dei mezzi. Spesso in medicina, col riduzionismo, si pretende che i risultati scientifici non solo siano immuni da valutazioni etiche sulle loro applicazioni, ma che siano adottati trascurando altri oggettivi aspetti materiali che modificherebbero o capovolgerebbero quel giudizio valoriale positivo che si d&agrave; per scontato. Mentre allargando la visuale, su un piano scientifico, divengono evidenti pecche gravi che dovrebbero impedire l&rsquo;introduzione del ritrovato.<\/p>\n<p>Invece l&rsquo;oggettivit&agrave; puntiforme &egrave; il sigillo sacro che apre tutte le porte. Sono oggettive le statistiche per le quali il carcinoma del collo dell&rsquo;utero &egrave; il secondo tumore pi&ugrave; frequente nella popolazione femminile mondiale. E&rsquo; un dato che viene ripetuto dagli esperti e diffuso dai media, per progandare il vaccino contro l&rsquo;HPV, le cui basi sarebbe lungo criticare; ma il dato altrettanto oggettivo che in Italia, analogamente ad altri Paesi avanzati, questo tumore rappresenta solo lo 0.6% della mortalit&agrave; per tumore tra le donne viene taciuto nel fare pubblicit&agrave; al lucroso vaccino; al quale vanno cos&igrave; attenzione e risorse sproporzionate, nonostante che la sua efficacia nel prevenire il cancro non sia scientificamente dimostrata, e che sia prevista in grado non pi&ugrave; che parziale dalle stesse fonti che lo hanno prodotto e approvato; e che vi siano ragioni biologiche per ritenere a priori che tale efficacia non possa essere che nulla &#8211; come per il vaccino antiHIV della Ensoli secondo Gallo, che per&ograve; parla solo ora &#8211; secondo scienziati critici come Duesberg, che ha denunciato ci&ograve; prima che il vaccino antiHPV fosse sviluppato. Considerando questi elementi, i meriti del vaccino, di chi lo sviluppa e di chi lo promuove appaiono sotto una luce diversa.<\/p>\n<p>Nella meritocrazia della biomedicina si riconosce come merito anche un merito che non solo &egrave; limitato al piano tecnico, ma che ha per oggetto informazioni tecniche che quando non sono false sono monche e distorte, ottenute usando lo stesso piano tecnico come un letto di Procuste. Si finisce cos&igrave; per riverire come meritori autentici illeciti o crimini; la cui copertura intellettuale &egrave; secondaria. Della definizione aristotelica andrebbe evidenziata la condizione che essa pone dell&rsquo;adeguatezza tecnica dei mezzi, non meno di quella dell&rsquo;universalit&agrave; dei fini etici. Ci sono anche un&rsquo;etica dei mezzi intellettuali, un&rsquo;etica delle metodologie, un&rsquo;etica della conoscenza, che sono state estromesse dalla giuria del merito.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">*&nbsp; *&nbsp; *<\/p>\n<p>In USA c&rsquo;&egrave; una comune espressione rivelatrice della cultura del lavoro nel liberismo: <em>to become a success,<\/em> diventare un successo. (C&rsquo;&egrave; anche l&rsquo;espressione <em>rat race<\/em>, per definire la corsa al successo lavorativo, e l&rsquo;alienazione che provoca). Fanno credere alla gente che il successo sia tutto, per poi lasciarla ormai con un pugno di mosche. Il lavoro serve a sopravvivere; e il problema dei pi&ugrave;, nonch&eacute; sceglierlo, &egrave; di trovarne uno o conservarlo. Volendosi impegnare nell&rsquo;ottenere una posizione di qualit&agrave;, volendo investire nella carriera, o volendo resistere all&rsquo;oppressione tramite il ricatto occupazionale, si potrebbe considerare l&rsquo;opzione di essere <em>choosy<\/em>, anzi rigidi, guardando al merito del lavoro oltre che ai propri meriti. Rigidi verso s&eacute; stessi, non eccedendo i propri limiti, cio&egrave; cercando solo lavori nei quali si &egrave; certi di potere assolvere il dovere di essere competenti, attivi, e responsabili verso gli altri. E rigidi verso il mercato, escludendo lavori o compiti che comportano disvalori rispetto all&rsquo;etica pubblica o individuale, a cominciare da quelli che li comportano occultamente; e rifiutando forme e prassi lavorative che non rispettano la dignit&agrave; personale del lavoratore; mettendo cos&igrave; in mora il sistema. Per pagarsi questo lusso, che i figli di ministri non possono permettersi, occorre essere pi&ugrave; <em>easy<\/em>, pi&ugrave; accomodanti (ma non rinunciatari) sul resto, come le proprie aspirazioni, che spesso sono drogate dai messaggi di una societ&agrave; basata sui consumi. Non si diventer&agrave;<em> big<\/em> <em>shots<\/em>, pezzi da novanta, non si avr&agrave; vita facile, ma si rester&agrave; umani; e si contribuir&agrave; ad abbassare, verso il popolo, l&rsquo;attuale baricentro della piramide sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size:11px\">[1] Leopardi, Unabomber e altri eversori. <span style=\"color: black\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/leopardi-unabomber-e-altri-eversori\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/leopardi-unabomber-e-altri-eversori\/<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:11px\">[2] Vendola e il nostos del professore.<span style=\"color: black\"> <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2010\/01\/26\/vendola-e-il-nostos-del-professore\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2010\/01\/26\/vendola-e-il-nostos-del-professore\/<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:11px\">[3] D. Fisichella. L&rsquo;altro potere. Tecnocrazia e gruppi di pressione. Laterza, 1997.<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:11px\">[4] Berti E. Aristotele. Sei, 1992.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:11px\"><span style=\"color: black\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\"><span style=\"color: black\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il merito, qualunque genere di merito, non esiste altro che per convenzione. (&hellip;) Che merito ha la mosca di avere sei zampe l&agrave; dove il ragno ne ha otto? Maffeo Pantaleoni, Erotemi, 1925. Il metro di valutazione [nel settore primario e secondario], per l&rsquo;operaio e per il contadino, &egrave; facile, quantitativo: se la fabbrica sforna tanti pezzi l&rsquo;ora, se il podere rende. (&hellip;) Nei nostri mestieri [terziari] &egrave; diverso, non ci sono metri di valutazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,17,18,21,6,83,85,90],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-23E","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7914"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7914"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7914\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}