{"id":79269,"date":"2023-05-16T09:30:00","date_gmt":"2023-05-16T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79269"},"modified":"2023-05-15T13:00:59","modified_gmt":"2023-05-15T11:00:59","slug":"kaliningrad-konigsberg-la-pace-non-perpetua-tra-varsavia-e-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79269","title":{"rendered":"Kaliningrad-K\u00f6nigsberg. La pace (non) perpetua tra Varsavia e Mosca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FORMICHE (Giulia Gigante)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-79270\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kaliningrad-720x390-1-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kaliningrad-720x390-1-300x163.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Kaliningrad-720x390-1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Kaliningrad o K\u00f6nigsberg? Varsavia mette in discussione la legittimit\u00e0 del Cremlino sull\u2019exclave fondata dai cavalieri teutonici. Le motivazioni polacche vanno rintracciate tra le pieghe (e le piaghe) della storia, nel conflitto russo-ucraino e in un futuro sempre pi\u00f9 lontano<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Damnatio memoriae. Dalla Roma repubblicana a quella imperiale, dal sinodo del cadavere istruito a carico di papa Formoso al caso Marino Faliero, cinquantacinquesimo doge di Venezia, la \u201ccondanna della memoria\u201d \u00e8 una pratica che sospinge storici e politologi alla risoluzione di un dubbio: cosa c\u2019\u00e8 alla base della pena? Paura della storia (del nemico) e quindi incapacit\u00e0 di fondarne una propria in grado di eguagliare la grandezza di quella che si intende estirpare, oppure il desiderio di rivalsa che i processi post mortem offrono ai vinti di un tempo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su iniziativa dei funzionari del governo locale, e con il sostegno del ministero dello Sviluppo e della tecnologia, il Comitato per la standardizzazione dei nomi geografici al di fuori della Repubblica di Polonia ha deciso di depennare la citt\u00e0 di Kaliningrad dai documenti ufficiali, dalle segnaletiche e dalle mappe, ribattezzandola Kr\u00f3lewiec. La splendida K\u00f6nigsberg rasa al suolo dai bombardamenti della Royal Air Force e dall\u2019aviazione sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUna scelta che mira a sfavorire processi di russificazione in Polonia\u201d, sostiene il ministro Waldemar Buda. \u201cUna forma di follia guidata dall\u2019odio per i russi che non ha mai prodotto nulla di buono per loro\u201d replica Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019exclave russa, incastonata tra Polonia e Lituania, torna ad essere il centro nevralgico di tensioni ed esercitazioni militari volte a scomodare la politica della deterrenza. Strategia che evoca il delicato e ombroso esercizio d\u2019equilibrio in voga ai tempi della Guerra Fredda, oltre che la dottrina dell\u2019annichilimento reciproco abbreviato nel Mad (Mutual assured destruction) coniato dallo stratega Donald Brennan per garantire la sicurezza nazionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Varsavia non si accontenta di resistere, in qualit\u00e0 di factotum europeo dello Zio Sam, alle mire espansionistiche di Mosca. No, pretende che il conflitto russo-ucraino divenga strumento per riscrivere il passato e per tracciare il futuro dell\u2019Occidente collettivo sperando che quest\u2019ultimo orbiti attorno all\u2019interesse polacco. Questa volta, lo fa attraverso un processo iconoclastico, attraverso la demolizione di simboli e denominazioni toponomastiche. Gi\u00e0 nel 2022, Kaliningrad ha assistito al confronto muscolare tra le due potenze espresso senza mezzi termini dall\u2019esercitazione navale \u201cBaltops 2022\u201d (quattordici alleati Nato, due nazioni partner, 45 navi, pi\u00f9 di 75 aerei e circa 7.000 membri del personale) indetta per assicurare la libert\u00e0 di navigazione e la sicurezza di quel mare divenuto ormai un lago atlantico, e dalla risposta russa nello schierare una sessantina di navi da guerra. Da qui, un susseguirsi di reazioni a catena: la decisione del governo lituano di bloccare il trasferimento via terra di una corposa lista di merci sottoposte alle sanzioni europee, l\u2019annuncio del premier polacco Mateusz Morawiecki in merito alla costruzione di barriere fisiche ed elettroniche lungo il confine per impedire un revival putiniano del piano architettato e messo in pratica dal presidente bielorusso Aljaksandr Luka\u0161\u0117nka, ovvero incoraggiare la crisi migratoria per destabilizzare il sistema polacco. Un braccio di ferro consumatosi nell\u2019oblast di quindicimila chilometri quadrati e con una popolazione di circa un milione di abitanti, l\u201987% dei quali cittadini russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma perch\u00e9 Kaliningrad, nonostante le sue modeste dimensioni, \u00e8 da sempre un territorio conteso dalle grandi potenze euro-atlantiche ed euro-asiatiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Voltiamoci. Torniamo alla ridente K\u00f6nigsberg, fondata nel 1255 dai cavalieri teutonici (anno del Sigillo di Mindaugas che attestava la concessione della Selonia all\u2019ordine monastico per volont\u00e0 del re di Lituania), patria di Immanuel Kant e di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, e in seguito sede dell\u2019Universit\u00e0 albertina, costretta a rimbalzare dalla croce teutonica al casato degli Hohenzollern, dall\u2019impero germanico al Terzo Reich, fino all\u2019arrivo delle truppe sovietiche che decret\u00f2 la caduta della \u201cmontagna del Re\u201d e la sua rinascita sotto il nome di Kaliningrad. Damnatio memoriae\u2026 ancora una volta. Ma per i sovietici non era sufficiente spogliare la citt\u00e0 dello splendore prussiano e rifondarla in onore del prestanome di Iosif Stalin, bens\u00ec bisognava applicare una tabula rasa. Cos\u00ec, dopo aver represso e ridotto i tedeschi del posto da 150.000 a 20.000 unit\u00e0, deportando i superstiti nei territori della DDR, dopo aver fatto abbattere la Schlossturm, le cui campane un tempo suonavano il Nun ruhen alle W\u00e4lder, nel 1968 Leon\u00edd Br\u00e9\u017enev ordin\u00f2 la demolizione dei resti del K\u00f6nigsberger Schloss. E l\u2019ultima radice fu eradicata. Da questo momento in poi, Kaliningrad, mediante i paesi inglobati dal Patto di Varsavia nell\u2019URSS, riacquista una certa contiguit\u00e0 territoriale, divenendo la regione pi\u00f9 militarizzata dell\u2019Unione Sovietica (circa 100.000 soldati). Un gioiellino strategico stravolto dai russi per assecondare la machtpolitk dell\u2019impero comunista, nonch\u00e9 bastione militare in mezzo al Baltico dotato del porto di Baltijsk, il quale detiene un vantaggio importante: non ghiaccia durante i mesi pi\u00f9 freddi dell\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perci\u00f2 dopo il fatidico \u201989, mentre gli ex satelliti del gigante sovietico scalpitavano per trovare riparo sotto l\u2019ombrello della Nato (Polonia, 1999-Lituania,2004), gli Stati Uniti d\u2019America iniziarono a guardare all\u2019exclave russa con interesse e circospezione. L\u2019Orso percepiva l\u2019allargamento del Patto Atlantico e l\u2019interventismo americano (ricordiamo l\u2019operazione Allied Force che spinse Mosca a un avvicinamento con Minsk, fino a indurla a siglare una ferrea alleanza con la Bielorussia palesata con Zapad 2021) come un tentativo per fare il callo e contenere il rilancio della Federazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, quel lembo di terra rimpianto da tedeschi e dagli eredi della Rzeczpospolita Obojga Narod\u00f3w, penetra nel conflitto russo-ucraino sia come contenzioso da risolvere facendo a meno del percorso diplomatico, che come escalation \u201cimpossibile, ma non improbabile\u201d dello scontro tra Ovest ed Est. Varsavia (abituata ai processi di russificazione) lancia il guanto di sfida, e continua ad agire per simboli cancellando Kaliningrad proprio come i sovietici fecero saltare in aria la vecchia K\u00f6nigsberg. Speriamo che non ci sia nessuno pronto a raccoglierlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E pensare che proprio a K\u00f6nigsberg-Kaliningrad, fonte di discordia e scenografia di ultimatum ad alta tensione, Immanuel Kant scrisse Zum ewigen Frieden. Per la pace perpetua. Speriamo che almeno il trattato del filosofo tedesco, i suoi articoli preliminari e definitivi, non siano anacronistici o soggetti all\u2019oblio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2023\/05\/kaliningrad-konigsberg-la-pace-non-perpetua-tra-varsavia-e-mosca\/\">https:\/\/formiche.net\/2023\/05\/kaliningrad-konigsberg-la-pace-non-perpetua-tra-varsavia-e-mosca\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Giulia Gigante) Kaliningrad o K\u00f6nigsberg? Varsavia mette in discussione la legittimit\u00e0 del Cremlino sull\u2019exclave fondata dai cavalieri teutonici. Le motivazioni polacche vanno rintracciate tra le pieghe (e le piaghe) della storia, nel conflitto russo-ucraino e in un futuro sempre pi\u00f9 lontano Damnatio memoriae. Dalla Roma repubblicana a quella imperiale, dal sinodo del cadavere istruito a carico di papa Formoso al caso Marino Faliero, cinquantacinquesimo doge di Venezia, la \u201ccondanna della memoria\u201d \u00e8 una&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":71166,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/logo_formiche_sitoweb.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kCx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79269"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79269"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79269\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79271,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79269\/revisions\/79271"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/71166"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}