{"id":79282,"date":"2023-05-17T08:00:29","date_gmt":"2023-05-17T06:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79282"},"modified":"2023-05-15T14:18:40","modified_gmt":"2023-05-15T12:18:40","slug":"il-patto-col-diavolo-non-si-riforma-lirriformabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79282","title":{"rendered":"Il patto col diavolo: non si riforma l\u2019irriformabile"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/05\/manodiavolo.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3524\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/05\/manodiavolo.png?w=1024\" alt=\"\" data-attachment-id=\"3524\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/05\/12\/il-patto-col-diavolo-non-si-riforma-lirriformabile\/manodiavolo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/05\/manodiavolo.png\" data-orig-size=\"1106,705\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"manodiavolo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/05\/manodiavolo.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2023\/05\/manodiavolo.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il 1\u00b0 gennaio del 2024 porter\u00e0 con s\u00e9 l\u2019usuale carico di buoni propositi per l\u2019anno nuovo, ma anche una novit\u00e0 importante. Torner\u00e0, infatti, a pieno regime il Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita (PSC), cio\u00e8 il combinato di regole che meglio rappresenta, da un punto di vista simbolico ma anche drammaticamente pratico, la dottrina europea dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ricordiamo tutti gli eventi degli ultimi anni. Nel pieno della bufera innescata dal Covid-19, le istituzioni europee decidono di sospendere temporaneamente il PSC per permettere agli Stati membri di provare a tamponare le ricadute economiche della pandemia, pur all\u2019interno di un progetto politico che fa un salto di qualit\u00e0: dall\u2019austerit\u00e0 pura e semplice al controllo diretto di ci\u00f2 che ciascuno Stato deve fare, per orientare spesa pubblica e \u2018riforme\u2019 alla difesa dei profitti e degli interessi di pochi privilegiati. Il tanto decantato\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/tag\/next-generation\/\">Next Generation EU<\/a>\u00a0e il\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/tag\/pnrr\/\">PNRR<\/a>\u00a0\u2013 cio\u00e8 la declinazione pratica a livello nazionale delle misure generali prescritte a livello europeo \u2013 non sono altro che questo.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Come dicevamo, per\u00f2, la sospensione del PSC era fin dal principio destinata ad essere solamente temporanea. Nel frattempo, ci assicuravano le istituzioni europee, si sarebbe lavorato alacremente a una proposta di modifica del Patto stesso, partendo dal presupposto che le regole ivi contenute erano state pensate negli anni \u201990, cio\u00e8 in un contesto radicalmente diverso. E poi, ci ripetevano i mezzi di comunicazioni e i partiti dell\u2019arco parlamentare tutto, dalla pandemia saremmo usciti tutti migliorati, non si sarebbe pi\u00f9 tornati indietro a commettere gli errori del passato, si respirava un vento nuovo di solidariet\u00e0 e cooperazione e cos\u00ec via all\u2019infinito, in un crescendo di retorica stucchevole. Arriviamo cos\u00ec ai giorni scorsi, con\u00a0<a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/my-europe\/2023\/04\/26\/la-commissione-europea-presenta-la-riforma-del-patto-di-stabilita\">la Commissione Europea che presenta la sua proposta di riforma del PSC<\/a>, una proposta che dovr\u00e0 passare per il vaglio di Consiglio e Parlamento europei, oltre che per una serie di negoziazioni politiche con gli Stati membri, prima di diventare effettiva. E in effetti, con questa proposta decisamente non si torna indietro allo status quo. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che le cose saranno peggiori, poich\u00e9 le istituzioni europee si accingono a dotarsi di una versione perfezionata, pi\u00f9 snella ed efficace dello strumento principe con cui imporre l\u2019austerit\u00e0 nel continente. Proviamo a capire il perch\u00e9.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La versione vigente del PSC, cio\u00e8 quella che la Commissione si propone di modificare, definisce due parametri critici per valutare la salute dei conti di un Paese: lo stock di debito pubblico deve essere inferiore al 60% in rapporto al PIL, mentre il deficit, cio\u00e8 la differenza tra quanto uno Stato spende e quanto incassa su base annua, non dovrebbe superare il 3% del PIL (fatte salve circostanze eccezionali e straordinarie). Per i Paesi che non rispettano questi parametri, sono previsti dei piani di rientro \u2013 cio\u00e8 sostanzialmente dei compiti a casa per rientrare nelle fila dei Paesi \u201cresponsabili\u201d \u2013 definiti in termini strettamente quantitativi. Per fare un esempio, un Paese che ha un debito pubblico che eccede il 60% del PIL dovrebbe rientrare nei ranghi in venti anni, al ritmo di un ventesimo dell\u2019aggiustamento complessivo richiesto all\u2019anno. Per provare a dare sostanza a queste cifre astratte, prendiamo l\u2019Italia: per il nostro Paese il rapporto debito pubblico\/PIL \u00e8 all\u2019incirca al 145%, cio\u00e8 oltre 80 punti di PIL sopra il 60%. Per portare questo parametro al 60% in venti anni servirebbe una riduzione ad un ritmo di pi\u00f9 del 4% del PIL all\u2019anno, che tradotto in soldoni vorrebbe dire pi\u00f9 di 70 miliardi ogni anno, per venti anni. Sostanzialmente gli stessi effetti di una guerra o di una pandemia della durata di due decenni, una misura cos\u00ec draconiana da essere, nei fatti, irrealizzabile anche agli occhi del pi\u00f9 spietato degli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/archivio-rainews\/media\/Wolfgang-Schaeuble-ministro-finanze-germania-eurogruppo-dopo-8-anni-finisce-era-austerita-6684ab3f-2e55-4464-9f3c-b54b0d684fa4.html#foto-1\">Sch\u00e4uble<\/a>, depotenziando cos\u00ec, in un certo senso, l\u2019applicabilit\u00e0 stretta e la cogenza del PSC.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Per ovviare a questa apparente debolezza del PSC pre-riforma \u2013 le prescrizioni che ne derivano sono cos\u00ec radicali e folli da non poter essere applicate alla lettera \u2013 la Commissione Europea ha provveduto a semplificare sostanzialmente le regole del gioco, rendendole, questa volta s\u00ec, applicabili ma non per questo meno dolorose e folli. In sostanza, ogni Paese con i conti non in regola dovr\u00e0 negoziare con la Commissione un\u00a0<strong>Piano strutturale di bilancio a medio termine<\/strong>, in cui il Paese spiega dettagliatamente, e si impegna a seguire le misure che ne conseguono, come intende migliorare i propri conti. Il Piano sar\u00e0 di quattro anni, estendibili a sette se il Paese realizza a passo spedito le \u2018<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/09\/20\/pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-i\/\">riforme<\/a>\u2019 e mette in atto le\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/09\/22\/pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-ii\/\">trasformazioni strutturali<\/a>\u00a0dell\u2019economia nazionale che\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/03\/30\/pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-iii\/\">gi\u00e0 sono presenti<\/a>\u00a0nel Next Gen EU: un allentamento nell\u2019austerit\u00e0 in cambio di pi\u00f9 precariet\u00e0 nel mercato del lavoro, privatizzazioni e deregolamentazioni, nella sostanza. I Piani nazionali di rientro, in particolare, dovranno dimostrare che il rapporto tra debito pubblico e PIL sar\u00e0 posto su una traiettoria di diminuzione ben definita e si articoleranno intorno a un parametro principale, cio\u00e8 un ritmo sostenuto di\u00a0<strong>riduzione della spesa pubblica primaria<\/strong>\u00a0(cio\u00e8 la spesa pubblica al netto degli interessi sul debito pubblico), nella misura di\u00a0<strong>almeno lo 0.5%<\/strong>\u00a0del PIL all\u2019anno per ogni anno in cui il deficit ecceda il 3% del PIL: il sogno di tutti i Cottarelli di questo mondo, che vedranno finalmente i tagli alla sanit\u00e0, alle pensioni e all\u2019istruzione istituzionalizzati e resi Vangelo, senza pi\u00f9 i fastidiosi margini di manovra e contrattazione politica \u2013 laddove c\u2019era da tradurre misure impossibili da applicare alla lettera in qualcosa di concreto e fattibile \u2013 che si annidavano nella versione del PSC prima della proposta di modifica della Commissione. Andando di nuovo a guardare i crudi numeri,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/patto-stabilita-commissione-ue-presenta-riforma-aggiustamento-bilancio-minimo-05percento-l-anno-AEp4sFMD\">secondo simulazioni delle istituzioni europee<\/a>\u00a0questo si tradurrebbe per l\u2019Italia in un \u2018aggiustamento di bilancio\u2019 di 8 miliardi di euro l\u2019anno qualora riuscissimo a strappare un lasso temporale di sette anni per il nostro Piano strutturale di bilancio a medio termine, o in alternativa di\u00a0<strong>15 miliardi l\u2019anno<\/strong>\u00a0se fossimo costretti nelle strettoie di un Piano da attuare in quattro anni. Inoltre, a confermare la natura fortemente recessiva del pacchetto che ci troveremo tra capo e collo a partire dal prossimo anno, c\u2019\u00e8 la prescrizione che nel medio termine la spesa pubblica debba crescere meno del PIL, con l\u2019ovvia conseguenza che un Paese in recessione \u2013 e quindi con un tasso di crescita del PIL molto basso o nullo \u2013 dovr\u00e0 adeguare, cio\u00e8 comprimere, di conseguenza la propria spesa pubblica, andando ad aggravare la recessione.<\/p>\n<p>Ogni anno, ciascun Paese coinvolto dalle procedure per deficit e\/o debito eccessivo dovr\u00e0 sottoporre alla Commissione un rapporto sullo stato di avanzamento dei compiti a casa. In tale contesto, se la Commissione rilever\u00e0 che il Paese non sta attuando le \u2018riforme\u2019 richieste o non sta tagliando ad un ritmo adeguato, avr\u00e0 facolt\u00e0 di richiedere, cio\u00e8 di imporre, un pi\u00f9 severo piano di tagli alla spesa pubblica, per rimettere in carreggiata chi non ubbidisce.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Se uno Stato membro si rifiuta o non \u00e8 in grado di far diminuire ad un ritmo adeguato il rapporto debito pubblico\/PIL o persevera con un deficit troppo alto senza far seguire i richiesti tagli alla spesa pubblica, c\u2019\u00e8 l\u2019usuale minaccia di multe e sanzioni. La posta in gioco \u00e8, tuttavia, molto pi\u00f9 alta e le ritorsioni ben pi\u00f9 feroci: la \u2018segnalazione\u2019 ai mercati finanziari internazionali come Paese inaffidabile e con i conti non a posto rappresenterebbe di fatto un via libera alla speculazione, con il suo portato di aumento dello spread sui titoli del debito pubblico e instabilit\u00e0 finanziaria diffusa. Il viatico perfetto per finire\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/07\/02\/la-riforma-del-meccanismo-europeo-di-stabilita-come-si-perfeziona-lausterita\/\">tra le braccia<\/a>\u00a0del\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/11\/26\/il-meccanismo-europeo-di-stabilita-e-i-volti-della-lotta-di-classe\/\">MES<\/a>\u00a0e le condizioni capestro cui subordinare il salvataggio del Paese.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Occorre sottolineare con forza la gravit\u00e0 del passaggio da un sistema di regole che \u201csorveglia\u201d principalmente il saldo di bilancio strutturale (come per l\u2019obiettivo di medio termine), e che quindi permette entro un certo limite di utilizzare le imposte per finanziare una parte della spesa pubblica senza \u201csforare\u201d troppo in termini di bilancio, alle nuove regole che mettono direttamente la museruola alla spesa pubblica. Una modalit\u00e0 di gestione dell\u2019austerit\u00e0 che avr\u00e0 effetti molto pi\u00f9 percepibili da parte di ognuno di noi in termini di minori servizi (e anche in termini di crescita e occupazione).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">In uno snodo di particolare importanza, tra pandemia, guerra ed erosione del potere d\u2019acquisto delle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, la nuova Europa si dimostra inquietantemente identica alla vecchia Europa dell\u2019austerit\u00e0 che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. I pilastri sono sempre gli stessi: riduzione del ruolo dello Stato nell\u2019economia, tagli alla spesa sociale, tagli agli investimenti pubblici \u2013 in barba a tutte le chiacchiere vuote e senza senso sul \u2018debito buono\u2019 \u2013 e disciplina appaltata ai mercati finanziari. Un problema enorme per la grande maggioranza della popolazione, che ne subisce le conseguenze pratiche e materiali a colpi di disoccupazione, salari stagnanti e precariet\u00e0 lavorativa, ma evidentemente uno scenario ideale per il Governo Meloni, che gi\u00e0 si \u00e8 dimostrato solerte nel\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/04\/16\/meloni-i-veri-draghi-siamo-noi\/\">portarsi avanti con i compiti<\/a>.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La continuit\u00e0 del Governo Meloni con i suoi predecessori, e in particolare del governo Draghi, \u00e8 palese proprio in questo elemento: l\u2019assenza di qualunque strappo rispetto ai dogmi dell\u2019austerit\u00e0 e delle riforme strutturali che caratterizzano l\u2019ideologia economica dell\u2019UE. Dietro la patina dell\u2019antieuropeismo di facciata e la presunta strenua opposizione al MES, il Governo in carica persevera nell\u2019applicare alla lettera riforme punitive per i lavoratori e ad assecondare la progressiva e implacabile riduzione del ruolo dello Stato nell\u2019economia, a tutto vantaggio del capitale e dei profitti. Un giochino che abbiamo imparato a conoscere dai tempi della prima legge di bilancio del governo gialloverde e che non ci coglie pi\u00f9 impreparati, ma ci vede compatti nel respingere i quotidiani attacchi alle nostre condizioni di lavoro, ai nostri salari, alle nostre pensioni, a servizi basilari come sanit\u00e0 e istruzione.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/05\/12\/il-patto-col-diavolo-non-si-riforma-lirriformabile\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2023\/05\/12\/il-patto-col-diavolo-non-si-riforma-lirriformabile\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) &nbsp; Il 1\u00b0 gennaio del 2024 porter\u00e0 con s\u00e9 l\u2019usuale carico di buoni propositi per l\u2019anno nuovo, ma anche una novit\u00e0 importante. 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